Certificato residenza fiscale
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Ho scritto in Ambasciata e nel gio di un’ora l’ho ricevuto in allegato.
Spero ti possa essere utile. Altro non so.
giuseppeskanes ha scritto :sapete dirmi chi deve obbligatoriamente produrre il certificato di residenza fiscale e quali sono i documenti?
Bureau de Contrôle des Impôts.
Copia integrale passaporto.
Copia permesso di soggiorno.
Copia registrata del contratto di locazione.
Domanda firmata.
Non andrebbe più richiesta ( http://www.registre.finances.gov.tn/detail.php?code=292 ), ma come al solito prima che capiscano le nuove procedure occorre trapanargliele nel cervello:
Copia della dichiarazione dei redditi.
Copia attestazione bancaria relative alla entrate sul conto nell'anno.
Certificazione Unica.
Ricevuta del pagamento delle imposte.
Giorgio Trifoni ha scritto :chiarisco meglio, senza permesso di soggiorno definitivo (biennale) non si possono pagare le tasse in Tunisia
Non è vero.
Chiunque si trovi nelle condizioni di essere imponibile in Tunisia in base dell'IRPPIS, tunisino o straniero, deve pagavi le imposte, salvo diversamente stabilito dalla Convenzione per il tipo di reddito in questione o se in base alla stessa si risulti residenti fiscali (ai fini della Convenzione) nell'altro stato (art.4).
Non occorre assolutamente avere il permesso definitivo (biennale o altro).
Giorgio Trifoni ha scritto :grazie Anto§Simo, proverò cosi .
ricordati di dirgli che è un duplicato relativo ad imposte dell'anno xxx che tu hai già pagato (o eri esente) e non dovrai far altro che riproporgli la documentazione data all'origine. Spero che non ti facciano storie e che risolvi tutto presto.
Giorgio Trifoni ha scritto :grazie Antonio cercherò di trovare la strada migliore. Un caro saluto e se dovessi ripassare da Sousse vi inviterò come minimo a prendere un caffé.
Vedi ho scoperto che qui ognuno lavora a compartimenti stagni, non si parlano tra uffici adiacenti, pensa tra città diverse, poi rispondono a ciò che chiedi, se per ottenere quella data cosa serve fare delle cose aggiuntive non te lo dicono semplicemente perché non lo hai chiesto… cioè spirito di intraprendenza pari a zero! La recette alla quale ti sei rivolto non è la stessa che ha preso la tua pratica iniziale quindi non avendo un riscontro non fanno la cosa più ovvia, una telefonata o se fossimo in Italia un controllo telematico (che qui non esiste) ma ti dicono di pagare cosa? la nuova tassa che non centra nulla con la tua richiesta, alla fine ti direbbero che non possono certificare quell'anno ma solo l'anno di pagamento
e tu sclereresti ancora di più!!! 
Giorgio Trifoni ha scritto :Allora bisognerebbe spiegarlo all'hotel de imposte , dal momento che me lo hanno chiesto questa mattina e mi rimandano al pagamento alla fine dell'anno quando presumibilmente sarà arrivato il permesso biennale, si spera. Dimenticavo di aggiungere ancora che mi hanno già fatto i conteggi e detto quindi quanto dovrò pagare appena mi sarà arrivato, perciò credo proprio sia cosi, non vi sembra? Buona serata.
NO.
Si può rimbalzare come palle da biliardo o far valere i propri diritti.
Anche in Tunisia.
Procurati l'IRPPIS, art 2 (e relative "note comuni" (le nostre circolari) che a più riprese spiegano nel dettaglio):
"Sous réserve des dispositions des conventions internationales et
des accords particuliers, l'impôt sur le revenu est dû au 1er janvier de chaque
année, par toute personne physique ayant en Tunisie une résidence habituelle
sur l'ensemble de ses bénéfices ou revenus réalisés pendant l'année précédente.
Sont considérés comme ayant une résidence habituelle en Tunisie :
1- les personnes qui y disposent d'une habitation principale ;
2- les personnes qui, sans disposer d'habitation principale en Tunisie, y
séjournent pendant une période au moins égale à 183 Jours d'une façon
continue ou discontinue durant l'année civile ;"
par toute personne physique ayant
Ovvero senza distinzione di nazionalità, con o senza permesso di soggiorno.
Purtroppo non sei ad Hammamet.
Ti avrei aiutato volentieri.
Molti (anche se una minoranza) dei pensionati residenti in Tunisia si trova nelle tue condizioni, ovvero di dover domandare il rimborso in quanto la loro amministrazione non applica direttamente la convenzione.
Molti di più, su preciso consiglio, chiedono comunque l'attestazione di residenza fiscale ogni anno, pur non dovendo chiedere rimborsi, ma solo per costituire un dossier anno per anno con la documentazione che sarebbe richiesta in prima istanza dall'Agenzia dell Entrate in caso di verifiche.
Taluni non hanno il permesso, o perché in ritardo (faldoni smarriti nei viaggi per e da Tunisi) oppure in quei rari casi in cui è stato rifiutato.

castel7 ha scritto :Cercando di trovare (almeno provarci) il percorso meno accidentato per un espatrio felice, leggendo i post più recenti, parrebbe (!) che INPS, se hai carte a posto cioè i entro novembre fa i rimborsi Irpef....?
A me INPS verona l'ha appena fatto.
Trascorsi i fatidici 183 giorni dall'iscrizione AIRE defiscalizzano e pagano tutti gli arretrati IRPEF dell'anno in corso, per me il 2019.
Certo che arrivare qui a gennaio - marzo e completare le varie pratiche alla svelta agevola molto !
Se arrivi in Tunisia verso aprile -maggio ci vuole molta fortuna e tanta voglia di tempestare l'Inps di richieste, visite in loco ,mail via Pec etc etc , che magari non tutti hanno l'opportunità di fare.
Quanto detto mi fa ben sperare visto che anch'io speravo muovermi in gennaio anche per questioni varie rimando di anno in anno.
Quindi, per fare un punto a tutti utile nel forum, pur ritenendo INPS/Verona un'eccellenza nel tuo caso:
compimento 183 gg in...
iscrizione AIRE.....
presentazione a Inps Verona EP/...
Piccola curiosità e se vuoi puoi rispondermi in privato hai fatto da solo o quale Agenzia...
Dardo01 ha scritto :castel7 ha scritto :Cercando di trovare (almeno provarci) il percorso meno accidentato per un espatrio felice, leggendo i post più recenti, parrebbe (!) che INPS, se hai carte a posto cioè i entro novembre fa i rimborsi Irpef....?
A me INPS verona l'ha appena fatto.
Trascorsi i fatidici 183 giorni dall'iscrizione AIRE defiscalizzano e pagano tutti gli arretrati IRPEF dell'anno in corso, per me il 2019.
Certo che arrivare qui a gennaio - marzo e completare le varie pratiche alla svelta agevola molto !
Se arrivi in Tunisia verso aprile -maggio ci vuole molta fortuna e tanta voglia di tempestare l'Inps di richieste, visite in loco ,mail via Pec etc etc , che magari non tutti hanno l'opportunità di fare.
Condivido pienamente! per non avere problemi è necessario venire ai primi di gennaio, fare l'iter per iscrizione AIRE ed a gennaio stesso portare le carte complete all'Inps evitando alibi e rallentamenti burocratici in Italia. io ho portato ad aprile le carte complete all'INPS che pur avendone tempo non avuto voglia di terminare l'iter nell'anno 2018, defiscalizzando nel 2019 con il risultato che per il 2018 bisogna chiedere il rimborso all'AdE di Pescara.
castel7 ha scritto :Dardo01..nomen omen...😁
Quanto detto mi fa ben sperare visto che anch'io speravo muovermi in gennaio anche per questioni varie rimando di anno in anno.
Quindi, per fare un punto a tutti utile nel forum, pur ritenendo INPS/Verona un'eccellenza nel tuo caso:
compimento 183 gg in...
iscrizione AIRE.....
presentazione a Inps Verona EP/...
Piccola curiosità e se vuoi puoi rispondermi in privato hai fatto da solo o quale Agenzia...
Nessuna agenzia !
anche se in tutta la trafila burocratica sono stato seguito inizialmente da alcuni ex colleghi residenti qui in Tunisia ad Hammamet da uno o due anni per apertura conto corrente, richiesta permesso di soggiorno iscrizione AIRE.
......poi sono decollato da solo !
Ti assicuro che si può fare !
Certo occorre un po' di pazienza ,perseveranza , senso pratico .
Il mio francese era ed ancora abbastanza elementare ma pare sia bastato.
A rivedere in retrospettiva questi primi 11 mesi qui vado abbastanza orgoglioso di come me la sono cavata !!!
Facendo spesso tante cose da solo, sbagliando ma imparando ogni volta e acquisendo confidenza con la burocrazia locale che talvolta è comica , ma poi le cose le fanno , quella italiana spesso è ridicola .....ma poi le cose non le fanno !
Ho fatto per la prima volta la pratica per lasciare l'auto al deposito governativo di Ben Arous,dovendo uscire dalla Tunisia, con molta apprensione, adesso la potrei fare ad occhi chiusi ,ho acquistato uno scooter usato rispondendo ad un annuncio privato a Tunisi e facendo poi tutta la pratica per la visita tecnica e la cart grise senza essere troppo sicuro se sarei arrivato in fondo tutto d'un pezzo !!!
Oggi conosco la motorizzazione di Nabeul come le mie tasche !
Ho fatto la "prise an charge" alla CNAM ad Hammamet senza un problema (sono un INPS puro ,quindi
mi spettava senza se e senza ma ) in 2 settimane.
......poi leggendo la sintesi che ha fatto sull'argomento "sanita'" Live in Tunisia in un altra discussione del forum non smetterò mai di ringraziarlo.
Finalmente ho le idee un po' più chiare su ciò che mi spetta .
Adesso mi accingo ad affrontare la mia prima pratica di esistenza in vita!
Mi devo preoccupare?
Ca**o ! Anche no !
Sono vivo !!!! e so cosa fare !
Poi verrà il primo pagamento delle tasse e così via dicendo
Insomma .......SI PUÒ FARE!
Chiedere, confrontarsi , anche a posteriori con l'esperienza fatta , e non vergognarsi di sbagliare !
Tutto qui !
sul forum spesso ho trovato il consiglio giusto, la "dritta"che magari quando entravo in un ufficio mi dava la sicurezza di sapere cosa aspettarmi o magari cosa non avrei dovuto pretendere.
Poi ad ognuno la scelta se affidarsi ad un un'agenzia o no !
È un fatto personale che dipende da tante variabili .
Da parte mia grazie ancora ai tanti che qui scrivono , si confrontano, discutono , consigliano in buona fede , e rendono tutto più facile!
Un saluto
Paolo


Matteo S ha scritto :Sono d'accordo nel dare merito a questo Forum per la sua utilità ed ai più validi contributori che vi partecipano attivamente nessuno escluso.
Condivido... grazie a tutti quelli che qui mettono a disposizione i loro saperi e le loro esperienze... anch'io ne ho tratto giovamento in questi primi 10 mesi ad Hammamet, 
:-)
Fabio
io parto anche dall'idea che se si ha la volontà di fare, sbatti da una parte all'altra, sbagli e risbagli, alla fine riesci nell'intento.
In sardegna si dice: bi keret passcentia e culu frimmu che tradotto, ma non rende uguale, vuol dire: ci vuole pazienza e determinazione.
Saluti Antonio
Per completezza di INFO, copio il Link ufficiale di A.d.E Italiana ove si evincono i criteri ufficiali di....Residenza Fiscale ...... 

pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/59637/residenza-fiscale-come-evitare-la-doppia-imposizione
Questa dice esattamente il contrario
agenzia delle entrate – risposta n. 294/2019
Uno stralcio
........Il citato articolo del TUIR rende opportuno riferirsi allora alle nozioni civilistiche di residenza e domicilio. La residenza è definita come “ luogo in cui la persona ha la dimora abituale ” ed è quindi determinata dal fatto oggettivo della stabile permanenza in un luogo e dal fattore soggettivo della volontà di rimanervi. Se ne deduce che “ l’abitualità della dimora permane qualora il soggetto lavori o svolga altre attività al di fuori del comune di residenza , purchè conservi in esso l’abitazione, vi ritorni quando possibile e mostri l’intenzione di mantenervi il centro delle prorpie relazioni familiari e sociali” . Il domicilio di una persona, invece, coincide con “ la sede principale dei suoi affari ed interessi " a prescindere dalla presenza effettiva in tale luogo. La locuzione deve intendersi in senso ampio, comprensivo non solo di rapporti di natura patrimoniale ed economica ma anche morali, sociali e familiari.
In merito ai citati requisiti, l’ Agenzia delle Entrate fa presente che la giurisprudenza italiana ha ulteriormente specificato il concetto di residenza fiscale attribuendo particolare rilievo, “ al luogo nel quale sono prioritariamente localizzati gli interessi economici ed affettivi della persona, partendo dalla sfera delle relazioni personali, intese come vincoli familiari ” ( Cassazione, Sezione V, n. 9723/2015 e n. 12311/2016 ). Dunque, per l’Amministrazione finanziaria costituisce principio consolidato tanto nella giurisprudenza quanto nella prassi la prevalenza dei legami personali sugli interessi economici.
A riguardo, poi, va tenuto in considerazione anche un recente orientamento della Cassazione che ridimensiona fortemente la prevalenza degli interessi familiari su quelli economici. Dapprima la sentenza n. 6501 del 31.03.2015 e successivamente l’ordinanza n. 32992 del 20.12.2018 hanno chiarito che:
“le relazioni affettive e familiari, la cui centrale importanza è invocata dalla ricorrente Agenzia delle Entrate, non hanno una rilevanza prioritaria ai fini probatori della residenza fiscale, venendo in rilievo solo unitamente ad altri probanti criteri, idoneamente presi in considerazione nel caso in esame, che univocamente attestino il luogo con il quale il soggetto ha il più stretto collegamento.” ( Cass. n. 6501 del 31.03.2015).
A seguire con l’ordinanza n. 32992 del 20.12.2018 la Cassazione, dopo aver affermato che l’orientamento sulla prevalenza dei legami familiari appare ormai minoritario, ha concluso citando la precedente sentenza per precisare che “ le relazioni affettive e familiari non hanno una rilevanza probatoria prioritaria per la residenza fiscale, venendo in rilevo solo unitamente ad altri probanti criteri che univocamente attestino il luogo col quale il soggetto ha il più stretto collegamento ”.
Da tale pronuncia la rilevanza degli interessi familiari, così come quelli economici, ne esce complessivamente ridimensionata. Una volta attestata l’impossibilità di una valutazione preventiva della residenza fiscale da parte dell’Agenzia, non resta altro che affidarsi ad una valutazione d’assieme degli elementi probanti riconducibili al singolo caso concreto che può ingenerare incertezze applicative.
Fonte: Agenzia delle Entrate – Risposta n. 294/2019
Non è che bisogna essere laureati in giurisprudenza per afferrare il senso !
buona serata
Dardo01 ha scritto :Mah !
Questa dice esattamente il contrario
agenzia delle entrate – risposta n. 294/2019
Uno stralcio
........Il citato articolo del TUIR rende opportuno riferirsi allora alle nozioni civilistiche di residenza e domicilio. La residenza è definita come “ luogo in cui la persona ha la dimora abituale ” ed è quindi determinata dal fatto oggettivo della stabile permanenza in un luogo e dal fattore soggettivo della volontà di rimanervi. Se ne deduce che “ l’abitualità della dimora permane qualora il soggetto lavori o svolga altre attività al di fuori del comune di residenza , purchè conservi in esso l’abitazione, vi ritorni quando possibile e mostri l’intenzione di mantenervi il centro delle prorpie relazioni familiari e sociali” . Il domicilio di una persona, invece, coincide con “ la sede principale dei suoi affari ed interessi " a prescindere dalla presenza effettiva in tale luogo. La locuzione deve intendersi in senso ampio, comprensivo non solo di rapporti di natura patrimoniale ed economica ma anche morali, sociali e familiari.
In merito ai citati requisiti, l’ Agenzia delle Entrate fa presente che la giurisprudenza italiana ha ulteriormente specificato il concetto di residenza fiscale attribuendo particolare rilievo, “ al luogo nel quale sono prioritariamente localizzati gli interessi economici ed affettivi della persona, partendo dalla sfera delle relazioni personali, intese come vincoli familiari ” ( Cassazione, Sezione V, n. 9723/2015 e n. 12311/2016 ). Dunque, per l’Amministrazione finanziaria costituisce principio consolidato tanto nella giurisprudenza quanto nella prassi la prevalenza dei legami personali sugli interessi economici.
A riguardo, poi, va tenuto in considerazione anche un recente orientamento della Cassazione che ridimensiona fortemente la prevalenza degli interessi familiari su quelli economici. Dapprima la sentenza n. 6501 del 31.03.2015 e successivamente l’ordinanza n. 32992 del 20.12.2018 hanno chiarito che:
“le relazioni affettive e familiari, la cui centrale importanza è invocata dalla ricorrente Agenzia delle Entrate, non hanno una rilevanza prioritaria ai fini probatori della residenza fiscale, venendo in rilievo solo unitamente ad altri probanti criteri, idoneamente presi in considerazione nel caso in esame, che univocamente attestino il luogo con il quale il soggetto ha il più stretto collegamento.” ( Cass. n. 6501 del 31.03.2015).
A seguire con l’ordinanza n. 32992 del 20.12.2018 la Cassazione, dopo aver affermato che l’orientamento sulla prevalenza dei legami familiari appare ormai minoritario, ha concluso citando la precedente sentenza per precisare che “ le relazioni affettive e familiari non hanno una rilevanza probatoria prioritaria per la residenza fiscale, venendo in rilevo solo unitamente ad altri probanti criteri che univocamente attestino il luogo col quale il soggetto ha il più stretto collegamento ”.
Da tale pronuncia la rilevanza degli interessi familiari, così come quelli economici, ne esce complessivamente ridimensionata. Una volta attestata l’impossibilità di una valutazione preventiva della residenza fiscale da parte dell’Agenzia, non resta altro che affidarsi ad una valutazione d’assieme degli elementi probanti riconducibili al singolo caso concreto che può ingenerare incertezze applicative.
Fonte: Agenzia delle Entrate – Risposta n. 294/2019
Non è che bisogna essere laureati in giurisprudenza per afferrare il senso !
buona serata
MA infatti questa risposta n.294/2019 ...recentissima, NON fa altro che spiegare "Nel Merito Specifico" ....che interessa NOI, le indicazioni "Generali" che ho Linkato!!!
Ciaooo Paolo
Veramente trattasi di link a sito web appartenente a società privata.......

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