Grazie Francesca per queste bellissime domande che danno vita ad altrettanto bellissime discussioni.
Premesso che come enunciato da Mauro, la fiducia è una cosa seria e si da alle persone serie di qualunque nazionalità siano, i 6 punti che riporto nel mio scritto sono il frutto di esperienza mia e mio marito in anni di viaggi in giro per il mondo, in vista del trasferimento che sarebbe avvenuto una volta pensionati, quindi noi avevamo già molto chiari gli errori da evitare quando ci eravamo trasferiti a Capo Verde nel 2001. Gli errori che noi abbiamo evitato sono quelli che vedevamo fare agli stranieri che vivevano in quei paesi.
Quindi ormai vedova da 8 anni, mi sono trasferita qui in Tunisia a Douz già facendo molta attenzione a non compiere questi errori, non avendoli mai compiuti a Capo Verde, ne ho fatti sicuramente altri meno dannosi ai fini del trasferimento, che non sto ad elencare per ragioni di spazio e poi si andrebbe fuori tema.
1) La prima cosa da fare trasferendosi in un paese come la Tunisia, quindi africano, è mettersi il cuore in pace e lasciare in Italia le ansie che la nostra madre patria ci ha creato anche se molto spesso non ce ne rendiamo conto, nonostante lo abbia ormai imparato anche io ci ricado spesso nell'ansia da italiana.
2) Ascoltare le esperienze degli altri che non raccontano fandonie, hanno fatto solo esperienze diverse sul raggiungimento dello stesso obiettivo, è normale!
Ascoltiamo per farne tesoro nel momento in cui ci servirà, perché in Africa, anche se ci sono delle precise regole, esattamente come da noi, al risultato, spesso si arriva con ritardo rispetto ai tempi con cui siamo abituati noi italiani e, forse non è nemmeno completamente vero, perché anche in Italia la burocrazia non scherza in fatto di rimpalli da un ufficio all’altro.
Da Roma a Milano anche se le regole sono identiche, i tempi possono cambiare notevolmente, solo che molte persone vanno in Africa col preconcetto che in Italia “funziona meglio”, non è vero sono solo ricordi romantici della nostra madre patria, forse non saremmo in Tunisia se funzionasse meglio o no?
3) Dopo aver fatto tesoro di tutte le informazioni che ci possono dare quelli che hanno abitato in Tunisia prima di noi, partiamo per una normalissima lunga vacanza in Tunisia, al fine di trovare il luogo più adatto alle nostre esigenze di vita, a meno che non abbiamo già fatto altre vacanze e sappiamo con precisione dove vogliamo abitare in Tunisia.
Ovviamente dipende dalle possibilità economiche personali ma, qui in Tunisia gli hotel costano poco e le case in affitto ammobiliate anche, se ne trovano a mese o a giornate, in questo caso costano più o meno come una modesta pensione o poco più, ma dipende dai luoghi o dai periodi dell’anno. A Douz durante il/i Festival le case raddoppiano o triplicano il prezzo.
Si sceglie un posto perché ci piace sotto molti aspetti:
-perché ci sono tanti connazionali e non dobbiamo fare fatica a imparare l’arabo o il francese;
-perché di connazionali non c’è n’è nemmeno uno e vogliamo solo il contatto coi locali o perché i connazionali che ci sono non li incontriamo facilmente
-perché i vicini di casa tunisini ci sono simpatici e ci trattano bene
-perché c’è la vita socio-culturale che fa per noi
-perché vediamo il mare dalla finestra di casa come a Djerba, la vista sulla laguna è stupenda! Anche Hammamet e altre località di mare tunisine offrono paesaggi inconsueti o
-perché, come me che ho la vista sul Sahara e basta salire in terrazza per vederlo.
4) (che doveva essere il numero 1) lasciare i pregiudizi a casa, come il must “noi italiani è meglio, facciamo tutto meglio”, altrimenti è meglio restare in Italia. Il 90% delle volte che loro fanno in modo diverso da noi, c’è una ragione precisa che è meglio come fanno loro. Il rispetto della cultura locale è irrimediabilmente alla base del nostro benessere in Tunisia, lo è anche in Italia per tutti gli stranieri che arrivino da ricchi o da poveri sui barconi, soprattutto in Liguria, mia regione di nascita, già solo chi arriva da una città vicina è uno straniero sotto esame continuo e per il resto della vita resterai a essere "u furestu (un forestiero)".
Qui in Tunisia è più facile, arriva il momento in cui superi l’esame è sei dei loro, forse non proprio al 100% ma in maniera accettabile.
5) non pensare di impigrirsi perché ci sono altri italiani e di conseguenza non ci sforziamo più a imparare francese e arabo, imparare a parlare le loro lingue è fondamentale se vogliamo essere rispettati e coccolati. Non importa quanto tempo ci si impiega, ma è importante dare la dimostrazione che ci interessiamo veramente a questo apprendimento. Il minimo indispensabile è iniziare dai saluti, poi i numeri perché nei mercati popolari spesso parlano solo in arabo, poi ci si capisce lo stesso ma io da quando ho imparato bene i numeri e capisco i prezzi pago come i tunisini, prima pagavo da occidentale e cioè: DI PIU’. Questo è normale anche in Italia, ricordate lo scandalo dei taxi a Roma che applicavano prezzi per gli italiani, prezzi per gli americani, prezzi per i giapponesi che erano i più turlupinati? Ad esempio a Capo Verde ci sono prezzi per i capoverdiani, prezzi per gli europei x 2, prezzi per i cinesi x 4 (i cinesi sono odiati perché anche se imparano subito la lingua sfruttano sottopagandola la manodopera capoverdiana), ma quando ho imparato bene il creolo pagavo come i capoverdiani, qui a Douz è lo stesso, adesso al mercato non ci provano nemmeno a fregarmi e se lo dovessero fare, i miei concittadini intervengono, non solo, se devo andare in un negozio e sanno che possono fregarmi sul prezzo i miei amici o vicini di casa mi ci accompagnano.
L’arabo è notoriamente la lingua più difficile per noi italiani, ma imparare le lingue combatte molte malattie degenerative, quindi buttiamoci!
Queste per me sono le 5 cose fondamentali.
6) fondamentale e inscindibile dal resto secondo me, è anche studiare un po’ la loro storia perché i tunisini non sono arabi ma arabizzati (cambia moltissimo) e ho notato che chi sa questa differenza li rende particolarmente felici. Anche noi italiani siamo felici quando uno straniero conosce qualcosa della storia delle nostre radici.
In carenza di testi che magari qui in Tunisia sono di difficile reperimento in lingua italiana, può essere un buon inizio il web alla pagina
https://it.wikipedia.org/wiki/Tunisia. Poi magari lo so che molti non condivideranno ma, appena possibile compratevi il Corano tradotto da Roberto Piccardo, non per diventare musulmani, ma per loro il Corano è come per noi la Bibbia, magari leggendolo riusciamo a entrare un po’ meglio nel loro modo di pensare e riusciamo forse a capire tante cose che ci risultano strane. Io ogni tanto lo faccio, vi giuro che è pesante da leggere anche tradotto in Italiano, ma abbiamo tutto il tempo, siamo pensionati no? Va bene non voglio escludere qualcuno, anche per i non pensionati queste sono regole fondamentali, forse anche di più che per noi pensionati.
Nella storia è compresa l’attualità, quindi troviamo il modo di informarci sugli avvenimenti importanti del paese in cui viviamo, ci sono pagine face book, giornali in francese, link in francese e persino in italiano.
Un caro saluto a tutti.
Anna