Trasferimento nel Regno Unito: cosa è cambiato

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Pubblicato 2021-10-29 alle 10:00 da Asaël Häzaq
Dal 1° gennaio 2021, con l'entrata in vigore della Brexit, tutto è cambiato. Se le nuove condizioni di ingresso hanno frenato i progetti di espatrio di alcuni, altri non si sono scoraggiati di fronte alle nuove procedure amministrative. Quali sono le nuove regole?

L'attuale politica anglosassone si può riassumere in due parole: “immigrazione selettiva”. Gli stranieri possono ancora trasferirsi nel Regno Unito ma devono essere in possesso di conoscenze e qualifiche specifiche. In pratica, chiunque voglia andare a vivere in  UK, è soggetto a una serie di nuove regole. 

Requisiti per ottenere il visto

Non si fa più distinzione tra cittadini europei ed extraeuropei. Quando il Regno Unito era membro dell'UE gli europei godevano di alcuni privilegi, ora non più. Chiunque si trasferisca in Gran Bretagna ha bisogno di un visto specifico in base alla propria situazione. I principali visti sono quattro. 

Visto per lavoratori qualificati

I visti per il Regno Unito si basano su un sistema a punti. I candidati devono ottenere 70 punti in totale. Per il governo britannico, questi punti sono lo strumento più affidabile per controllare l'immigrazione poiché si basano esclusivamente sulle competenze del candidato. I nuovi arrivati ​​devono, quindi, avere le qualità necessarie per soddisfare una specifica domanda del mercato.

Le tasse associate al visto sono un'altra novità e sono due. La prima è relativa all'importo da pagare per ottenere il visto e la seconda è un contributo sanitario che ci chiama Immigration Health Surcharge. Pagando questa tassa, gli espatriati, che siano lavoratori dipendenti o autonomi, hanno accesso ai servizi sanitari erogati dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale). Questi contributi ammontano a circa 624£ all'anno per gli adulti e 470£ per bambini e studenti; coprono solo le spese sanitarie sostenute nelle strutture pubbliche. Gli operatori sanitari stranieri sono esenti dal pagamento di questi contributi.

Per ottenere un visto di lavoro, il candidato deve soddisfare tre requisiti:

  • aver ricevuto un'offerta formale di lavoro in linea con le norme stabilite dal Ministero degli Interni
  • percepire uno stipendio minimo di 25.600£ all'anno (a seconda di condizioni specifiche relative al lavoro)
  •  parlare inglese (livello minimo B1)

Ognuna di queste condizioni fa guadagnare dei punti: 20 per l'offerta di lavoro, 20 se il lavoro corrisponde alle competenze professionali del candidato, 10 per la conoscenza dell'inglese. In totale, il candidato deve raggiungere obbligatoriamente 50 punti. Il resto dipende da altri fattori come ad esempio l'importo dello stipendio (salari che superano 25.600£ danno diritto ad ottenere da 10 a 20 punti aggiuntivi). Essere impiegati in settori chiave come sanità e istruzione fa guadagnare 20 punti. Chi entra nel mercato del lavoro per la prima volta ha diritto a 20 punti.

Visto per personale medico

Il servizio sanitario nazionale era già sotto pressione prima del Covid-19 e affronta ancora oggi una carenza di personale. Vista la necessità di professionisti stranieri, il governo britannico si sta impegnando per accellare il disbrigo delle formalità per i candidati selezionati, riducendo anche le tasse da pagare per l'ottenimento del visto. In questo modo conta di agevolare l'ingresso di lavoratori in ambito sanitario e delle loro famiglie. Per ottenere questo tipo di visto, bisogna essere in possesso di un'offerta di lavoro erogata dal NHS (Sistema Sanitario Nazionale) e avere una conoscenza dell'inglese a partire dal livello B1.

Visto Globale per Talenti (Global Talent Visa)

Questo visto è destinato a professionisti stranieri qualificati che non hanno ricevuto un'offerta di lavoro da un'azienda britannica. È destinato a persone che desiderano migliorare le proprie competenze nel settore della ricerca, dell'ingegneria, dell'arte, delle scienze, delle nuove tecnologie, ecc... È abbastanza simile al visto "Start-up and innovator".

Studiare nel Regno Unito

La Brexit ha avuto un impatto significativo sui programmi di scambio dedicati agli studenti internazionali ma è ancora possibile studiare nel Regno Unito.

Tutti i richiedenti possono ottenere un visto per studenti alle seguenti condizioni: essere iscritti presso un istituto accreditato dal Ministero dell'Interno (Home Office); avere una buona conoscenza della lingua inglese (lettura, scrittura, conversazione); possedere fondi sufficienti al loro mantenimento (gli studenti devono provvedere alle loro spese personali e pagare per intero il corso di studi). Da ultimo è richiesto loro di impegnarsi seriamente durante tutto il percorso di studi.

I laureati possono invece richiedere il Graduate visa, previo conseguimento di una laurea triennale (Bachelor). Questo visto, che deve essere approvato dal Ministero dell'Interno, consente di lavorare sul territorio per 2 anni. Il periodo è esteso a 3 anni per i dottorandi.

A fronte delle nuove procedure da seguire, alcune persone desiderose di espatriare abbandonano il loro progetto di trasferimento in Gran Bretagna. Altre invece non si danno per vinte perchè il desiderio di vivere all'estero vince sulle lungaggini burocratiche. Rifarsi una vita nel Regno Unito è ancora possibile, anche dopo la Brexit. Il governo britannico si sta impegnando per attirare quanti più talenti stranieri possibili.