Da quanto tempo ti trovi negli Stati Uniti ed in che città vivi?
Da gennaio io, da agosto mia moglie. Viviamo a New York City.
© Bruce Emmerling/PixabayLo Stato di New York conta al 31 Marzo più di 66.000 casi di contagio da coronavirus, di cui più della metà sono stati registrati nella città di New York. La situazione è preoccupante. Abbiamo raggiunto un connazionale che in questo momento si trova nella Grande mela assieme alla moglie. Ci racconta come sta vivendo questo momento particolare.
Da gennaio io, da agosto mia moglie. Viviamo a New York City.
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Ho seguito mia moglie che è stata presa ad un master universitario e io, per ora, frequento una scuola di inglese.
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Al momento entrambi stiamo frequentando lezioni online e speriamo durino fino alla fine di maggio (fine ufficiale dei corsi). Le scuole al momento non sembrano aver intenzione di sospendere nulla e di continuare i corsi online.
Leggo molto il New York Times ma anche altri siti web e, ogni volta che posso, cerco di leggere anche i giornali online italiani per avere notizie di casa.
Hanno chiuso ristoranti e bar e, credo, le attività non essenziali ma vediamo che in moltissimi ancora escono di casa per farsi una passeggiata o per giocare a basket! Inoltre non hanno vietato espressamente e completamente di uscire di casa.
Abbiamo delle mascherine molto basilari, manteniamo sempre le distanze con le altre persone e usciamo solo per fare la spesa.
Beh io posso parlare solo per il nostro quartiere a Manhattan ma l'atmosfera è surreale: a volte non c'è quasi nessuno in strada, solo persone in fila per entrare al supermercato o nelle pharmacy. Poi però svolti l'angolo e in molti che passeggiano non per andare al supermercato. Qualche giorno fa abbiamo visto più di un gruppo di ragazzi giocare a basket o a calcio e la settimana scorsa ho visto in un servizio di un'emittente televisiva che dei giovani universitari durante lo spring break preferivano fare festa invece che stare a casa. Mi sembra di capire che qui, come forse in Italia i primi tempi, ancora non hanno compreso bene la gravità del problema.
Dipende dai giorni, in generale all'inizio la carta igienica sembrava essere il bene più importante del mondo e non si trovava da nessuna parte. Adesso, se vai presto al supermercato, trovi molta roba. Speriamo che la situazione resti così nei supermercati.
Come detto prima secondo me non tutti lo sono: nonostante New York sia una delle città più colpite abbiamo la sensazione che non ci sia ancora molta coscienza del problema nonostante ci siano, ad oggi, circa 41.000 infetti e più di 930 morti (link ai dati ufficiali aggiornati al 31 marzo).
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Al momento siamo relativamente tranquilli, resistiamo e stiamo a casa, ma l'unica speranza è che qui attorno si svuoti sempre di più per abbassare le possibilità di contagio. L'idea di ammalarsi in un posto dove la sanità è solo privata non è piacevole affatto.




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