Fare il punto sul proprio patrimonio prima di espatriare
Uno degli errori più comuni è partire senza aver prima fatto chiarezza sulla propria situazione patrimoniale. Prima del trasferimento è utile valutare beni, investimenti, proprietà e altri interessi economici, tenendo conto delle regole fiscali del Paese di destinazione. Quanto più il patrimonio è articolato o consistente, tanto più è utile rivolgersi a un professionista specializzato in fiscalità internazionale.
Anche in materia di successione è facile dare per scontato che si applichi automaticamente la legge del Paese d'origine oppure, al contrario, quella del Paese in cui si vive. In realtà, la legge da applicare dipende da diversi fattori, comprese le eventuali disposizioni testamentarie. Per questo, fare un'analisi completa del patrimonio prima dell'espatrio aiuta anche a capire come determinate scelte giuridiche e patrimoniali potranno incidere in futuro sulla successione.
Conoscere le leggi del Paese di espatrio in materia di eredità
Vivere all'estero basta davvero a escludere alcuni familiari dalla successione? Anche su questo punto circolano molte convinzioni sbagliate. Trasferirsi in un altro Paese non significa automaticamente poter decidere liberamente a chi lasciare il proprio patrimonio. Le regole successorie possono essere molto complesse e cambiano sensibilmente da un ordinamento all'altro, anche per quanto riguarda i diritti riconosciuti ai familiari.
Successione: i Paesi che prevedono una quota di legittima
In Francia, per esempio, non è possibile diseredare completamente un figlio. La legge prevede infatti una quota di patrimonio riservata agli eredi legittimari, il cui ammontare varia in base al numero dei figli. Un principio simile esiste anche in diversi altri Paesi europei, tra cui Germania, Svezia, Ungheria, Portogallo, Italia e Grecia, oltre che in Arabia Saudita.
Le regole, però, cambiano da un Paese all'altro. In alcuni ordinamenti la quota riservata riguarda soltanto i discendenti, mentre in altri può tutelare anche il coniuge superstite. Cambiano inoltre sia la parte di patrimonio di cui si può disporre liberamente sia le condizioni previste per limitare o escludere i diritti di un erede.
In Francia e in Spagna, per esempio, un figlio può essere escluso dalla successione solo in circostanze specifiche previste dalla legge. Non basta quindi una decisione personale del genitore: devono esserci motivi riconosciuti dall'ordinamento e vanno rispettate condizioni precise.
Successione: i Paesi che non prevedono alcuna quota di legittima
Stati Uniti, Israele e Cina non prevedono invece una quota di legittima simile a quella di molti Paesi europei. Lo stesso vale per diversi ordinamenti di Common Law, dove in linea generale esiste una maggiore libertà nella distribuzione del patrimonio. In Inghilterra e Galles, per esempio, è possibile lasciare l'intera eredità al coniuge senza destinare necessariamente una quota ai figli. La Scozia segue invece regole diverse e riconosce specifici diritti ai familiari.
Quando si vive all'estero, però, non basta sapere se il Paese di residenza prevede o meno una quota riservata agli eredi. La legge applicabile alla successione può dipendere da diversi elementi, tra cui la residenza abituale del defunto e, in alcuni casi, la legge scelta nel testamento. Per questo, una persona originaria di un Paese senza quota di legittima ma residente in uno che la prevede, o viceversa, può trovarsi davanti a regole molto diverse da quelle che immaginava. È quindi importante verificare in anticipo quale normativa disciplinerà effettivamente la successione e quali conseguenze patrimoniali e fiscali ne deriveranno.
Espatrio di un cittadino UE: la particolarità del diritto europeo
Va sottolineato che nel 2015 l'Unione europea (UE) ha armonizzato il regolamento europeo sulle successioni internazionali. In base alla nuova normativa, in caso di decesso di un cittadino europeo si applica la legge del Paese in cui risiedeva al momento della morte, e non quella della nascita d'origine. La localizzazione del patrimonio, per esempio se i beni del defunto si trovano in più Paesi, non incide sulla legge applicata.
Attenzione: per «ultimo paese al momento della morte dell'espatriato» il diritto europeo intende l'«ultima residenza abituale del defunto». Non basta quindi espatriare in un Paese che non riconosce la quota di legittima per diseredare un figlio. È necessario che la residenza sia riconosciuta come «residenza abituale». Va inoltre sottolineato che Danimarca e Irlanda non hanno aderito a questa disposizione.
Successione per le famiglie di espatriati: quali altri aspetti verificare?
Testamento, doppia imposizione, regime patrimoniale... sono tutti elementi da esaminare con attenzione per evitare brutte sorprese.
Scegliere il regime patrimoniale in caso di unione con un coniuge straniero
Se il matrimonio è stato celebrato prima dell'espatrio, è importante verificare se il regime patrimoniale scelto è riconosciuto anche nel Paese di destinazione. Bisogna inoltre distinguere tra matrimonio legalmente riconosciuto e altre forme di unione, perché i diritti successori del partner possono cambiare sensibilmente. In molti ordinamenti, chi non è sposato civilmente non gode infatti delle stesse tutele previste per il coniuge.
La tutela del coniuge superstite cambia da un Paese all'altro. Negli Stati Uniti, ad esempio, i figli non hanno diritto a una quota di legittima come avviene in molti Paesi europei, mentre il coniuge può beneficiare di specifiche tutele previste dalla legge. Il trattamento fiscale varia in base alla normativa applicabile e alla situazione personale. In Francia, invece, il coniuge superstite è esente dall'imposta di successione.
Residenza e non residenza: come cambiano le tasse di successione
Trasferirsi all'estero lasciando i figli nel Paese d'origine non significa che questi perdano il diritto all'eredità. Le regole fiscali sulla successione cambiano però da un Paese all'altro. In Italia, se il defunto era residente sul territorio al momento della morte, l'imposta di successione si applica in linea generale a tutti i beni e diritti trasferiti, anche se si trovano all'estero. Se invece il defunto non era residente in Italia, l'imposta riguarda soltanto i beni e i diritti situati nel territorio italiano.
Attenzione alla doppia imposizione
Trasferirsi all'estero non significa necessariamente interrompere ogni legame fiscale con il Paese d'origine. Continuare a percepire un affitto o mantenere determinati beni e interessi economici può comportare degli obblighi fiscali. Per evitare doppie imposizioni o altre sorprese, è quindi importante verificare se esiste una convenzione fiscale tra il Paese d'origine e quello di residenza e capire quali regole si applicano alla propria situazione.
Redigere correttamente il testamento
L'obiettivo è fare in modo che il testamento possa essere riconosciuto anche all'estero. A questo scopo esiste il testamento internazionale, previsto dalla Convenzione di Washington del 26 ottobre 1973, che può essere utilizzato sia nelle successioni internazionali sia in quelle nazionali. Può essere scritto a mano o dattiloscritto, ma per essere valido deve rispettare precise formalità, tra cui la presentazione davanti a una persona abilitata, alla presenza di due testimoni. Questa forma di testamento offre maggiore certezza sul piano formale, soprattutto quando il patrimonio o gli eredi si trovano in Paesi diversi. Resta però fondamentale redigerlo correttamente. Per questo, nelle successioni internazionali è consigliabile farsi assistere da un notaio o da un professionista esperto, così da verificare non solo la validità del testamento, ma anche la legge applicabile e gli effetti delle disposizioni previste.