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Corea del Sud: visti di lavoro più accessibili

Notizie di attualità 3 min di lettura
Corée du Sud : les visas de travail assouplis© ESBProfessional / Envato Elements

Nomadi digitali, esperti del settore scientifico o industriale… il governo sudcoreano ha lanciato diverse misure per attrarre e trattenere un maggior numero di talenti stranieri.

La riforma del K-Tech Pass

Lanciato nell'aprile 2025, il K-Tech Pass è un programma pensato per attrarre professionisti stranieri altamente qualificati nei settori tecnologici avanzati. La riforma ne amplia i vantaggi e semplifica i requisiti di accesso per i talenti internazionali, con l'obiettivo di attirare 2.000 ricercatori di alto livello entro il 2030. Le misure descritte di seguito si aggiungono ai benefici già previsti dal K-Tech Pass, tra cui contributi per l'alloggio, supporto all'insediamento e agevolazioni fiscali.

Le novità per i candidati stranieri:

  • Ampliamento delle categorie ammesse: il K-Tech Pass si estende ora ai professori universitari e ai ricercatori operanti negli istituti di ricerca pubblici e privati. Questi nuovi beneficiari si affiancano a quelli già previsti dal programma, ovvero i talenti stranieri nei settori «strategici» quali robotica, intelligenza artificiale, semiconduttori e biotecnologia.
  • Semplificazione della procedura: i candidati selezionati accederanno a una procedura accelerata interamente online (con tempi di lavorazione di circa 2 settimane) per ottenere il visto di residenza F-2-T, senza dover seguire l'iter ordinario presso il consolato. Sarà inoltre possibile ottenere la residenza permanente dopo 3 anni di soggiorno.
  • Eliminazione dei requisiti linguistici in coreano: i candidati non dovranno più superare il livello 1 del TOPIK (Test of Proficiency in Korean) né completare il Programma coreano di immigrazione e integrazione. Tale requisito linguistico rappresentava un ostacolo significativo per molti candidati stranieri.
  • Allentamento dei criteri di ammissione: gli esperti stranieri non dovranno necessariamente aver ricevuto premi prestigiosi né figurare tra i ricercatori più citati (criteri di selezione quantitativi). Il governo introduce un nuovo sistema di valutazione che consente ai talenti più promettenti di candidarsi anche in assenza dei requisiti precedenti. La nuova valutazione prevede una componente qualitativa (35%) e una quantitativa (65%).
  • Punteggio aggiuntivo: gli espatriati disponibili a lavorare in piccole e medie imprese con carenza di personale riceveranno 10 punti supplementari.
  • Coniugi al seguito: i coniugi beneficeranno di accesso al mercato del lavoro senza restrizioni.
  • Altri familiari a carico: genitori e collaboratori domestici potranno accompagnare i professionisti stranieri.

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Una corsia preferenziale per immigrare in Corea del Sud grazie alle scienze

Si tratta di un percorso riservato ai laureati in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM). Per attrarre un numero maggiore di talenti, il governo sudcoreano ha ampliato il programma di visto «K-star» (Korea-Science & Technology Advanced Human-Resources). Il visto non garantisce soltanto la residenza, ma apre anche la strada alla naturalizzazione, riservata tuttavia ai titolari di un master o di un dottorato con risultati «eccezionali». Il programma K-star coinvolge 32 università.

Ulteriori vantaggi:

  • Il governo riduce il periodo di attesa per ottenere la residenza permanente (visto F-5-S1) da 6 a 3 anni. L'agevolazione è subordinata a una valutazione tramite sistema a punti.
  • I ricercatori stranieri di maggiore talento potranno beneficiare di una «naturalizzazione speciale», previa analisi del loro dossier. Il coniuge otterrà lo status di residente (visto F-2) e potrà lavorare senza restrizioni.
  • Gli studenti stranieri in possesso di una raccomandazione del rettore della propria università potranno ottenere un visto di residenza (F-2-7S) senza dover trovare un impiego in Corea del Sud prima dell'ingresso nel Paese. L'obbligo di trovare lavoro rappresentava un ostacolo rilevante per i laureati stranieri che desideravano restare in Corea del Sud.

Un visto per nomadi digitali più flessibile

Dopo 2 anni di programma pilota, la Corea del Sud presenta la versione definitiva del proprio visto per nomadi digitali, noto anche come «visto lavoro-vacanza».

Le novità per i candidati stranieri:

  • Abbassamento della soglia minima di reddito: i candidati tra i 18 e i 34 anni che scelgono di stabilirsi fuori da Seul o in aree scarsamente popolate dovranno dimostrare un reddito pari almeno al reddito nazionale lordo (RNL) pro capite del proprio Paese (riferito all'anno precedente). Nella fase pilota, tutti i candidati erano tenuti a guadagnare almeno il doppio del RNL.
  • Estensione della durata del soggiorno: il periodo massimo passa da 2 a 3 anni.

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Ulteriori semplificazioni in altri settori?

Di fronte a carenze croniche di manodopera, la Corea del Sud potrebbe allentare le proprie norme sull'immigrazione anche in altri settori in difficoltà. Un esempio viene dal comparto della macelleria: a luglio, macellai qualificati hanno potuto immigrare tramite il visto E-7-3, normalmente riservato ai lavoratori specializzati nell'edilizia e nelle industrie di settore. Per far fronte a carenze di manodopera «persistenti», il governo potrebbe adottare in futuro ulteriori interventi analoghi.

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Asaël Häzaq
Autore

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

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