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Visti studenteschi negli USA: le nuove restrizioni che preoccupano

Notizie di attualità 2 min di lettura
Visas étudiants aux États-Unis : les nouvelles restrictions qui inquiètent© AnnaStills / Envato Elements

Le ultime proposte dell'amministrazione Trump volte a limitare l'immigrazione stanno preoccupando gli studenti stranieri. Questi annunci segnerebbero un ulteriore inasprimento della politica migratoria americana.

Serviranno 100.000 dollari per lavorare negli Stati Uniti dopo la laurea?

Da dove nasce questa proposta? La tassa da 100.000 dollari prenderebbe di mira principalmente il programma OPT (Optional Practical Training) e l'OPT STEM, il programma di autorizzazione al lavoro temporaneo rilasciato ai laureati stranieri presso un'università americana.

L'OPT consente ai laureati stranieri titolari di un visto studentesco F-1 di svolgere uno stage retribuito all'interno di un'azienda americana. La rilevanza di questi stage è tale da essere considerati a tutti gli effetti un «primo impiego». Ponte tra il visto F-1 e il visto di lavoro H-1B, l'OPT riveste quindi un'importanza fondamentale per gli studenti internazionali. A fine 2025, quasi 300.000 studenti stranieri beneficiavano di questo programma, pari a un quarto del totale degli studenti internazionali presenti negli Stati Uniti.

Il programma è però a rischio. Secondo l'amministrazione Trump, l'OPT rappresenterebbe una porta aperta alle frodi sui visti e ai soggiorni irregolari degli espatriati. L'eventuale introduzione della tassa da 100.000 dollari renderebbe impossibile, per migliaia di studenti, prolungare la propria permanenza negli Stati Uniti, precludendo loro l'accesso al programma OPT.

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Verso un limite di 4 anni per il visto studentesco

Un altro duro colpo per gli studenti stranieri: a partire dal 15 settembre, una nuova regola limiterà la durata del visto studentesco standard a 4 anni. La riforma restringerà inoltre la possibilità, per gli studenti internazionali, di lasciare il territorio americano. In caso di viaggio all'estero, potrebbe essere richiesta una nuova autorizzazione d'ingresso negli Stati Uniti. La restrizione riguarda i titolari dei visti F (studenti) e J (ricercatori e accademici). Gli studenti stranieri che lasceranno gli Stati Uniti dopo il 15 settembre saranno soggetti ai nuovi requisiti. Un'ulteriore novità riguarda il cambio di indirizzo di studi o di università: gli studenti stranieri che intendono effettuarlo dovranno richiedere un'apposita deroga federale.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) promette tuttavia un'applicazione graduale della normativa. Gli studenti già iscritti potranno restare negli Stati Uniti fino al termine del proprio percorso accademico. Resta però aperta la questione relativa agli studenti stranieri di dottorato, generalmente titolari di un visto di lunga durata (5 o 6 anni): la riforma ridurrà la validità del loro visto? In aggiunta, la nuova normativa trasferisce la gestione dello status di studente ai servizi dell'immigrazione (USCIS). In precedenza, lo studente che desiderava prolungare il proprio soggiorno si rivolgeva alla propria università. Dal 15 settembre, le richieste di proroga oltre i 4 anni dovranno essere presentate esclusivamente all'USCIS.

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Asaël Häzaq
Autore

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

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