
Le famiglie espatriate si trovano spesso davanti a molte sorprese. Una di queste riguarda il calendario scolastico, che nella nuova destinazione può essere completamente diverso da quello del Paese d'origine.Si potrebbe pensare che l'anno accademico sia strutturato in modo simile ovunque, ma non è così. I calendari scolastici variano infatti in base a numerosi fattori, come il clima, le tradizioni storiche, le norme culturali e altri elementi locali.
Quattro principali calendari scolastici a livello globale
La maggior parte dei sistemi scolastici segue uno di questi calendari.
Il calendario scolastico settembre-giugno
- La maggior parte dei paesi europei e alcune parti del Medio Oriente (Turchia, Libano, Giordania, Palestina e Israele)
- Asia Centrale (Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan, Armenia, Georgia e Azerbaigian)
Questo è il calendario con cui la maggior parte delle famiglie in Europa ha familiarità. L'anno accademico parte da inizio, o metà settembre, e termina a giugno con una lunga pausa estiva. Ci sono poi pause più brevi distribuite durante l'anno: in autunno, inverno e primavera.
Il calendario scolastico agosto-maggio
- America del Nord
- Canada
- Asia Orientale (Giappone, Corea del Sud e Taiwan)
- Sud-est asiatico (Filippine, Thailandia, Vietnam, Malesia e Singapore, principalmente scuole internazionali e private)
- Alcuni altri paesi: Messico, Cina e Hong Kong, principalmente scuole internazionali e private
Qui, la scuola inizia a metà o fine agosto e termina prima che inizi l'estate. Questo modello è molto simile a quello settembre-giugno ma, dato che l'anno scolastico inizia prima, può rappresentare una sfida per le famiglie expat che si trasferiscono durante i mesi estivi.
Il calendario scolastico gennaio-dicembre
- Oceania (Australia e Nuova Zelanda)
- Africa meridionale (Sudafrica, Namibia, Botswana, Zimbabwe, Zambia e Mozambico)
- America del Sud (Brasile, Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Perù, Colombia ed Ecuador)
- Sud-est asiatico (Indonesia, Malesia (scuole nazionali) e Singapore (sistema nazionale)
- Papua Nuova Guinea
- Fiji
L'anno accademico inizia a fine gennaio o inizio febbraio — si allinea con l'anno solare poiché le stagioni nell'emisfero australe sono invertite. Quindi, l'estate è inverno e l'inverno è estate. E poiché l'estate inizia a dicembre, la pausa scolastica più lunga riflette questa tempistica — dura da dicembre a gennaio.
Per le famiglie che si trasferiscono dall'Europa o dal Nord America, adattarsi a questo specifico calendario probabilmente rappresenterà la sfida maggiore. I bambini potrebbero dover iniziare una nuova scuola a metà dell'anno scolastico o affrontare un lungo intervallo tra gli anni accademici.
Calendari scolastici basati sui trimestri
I calendari scolastici basati su trimestri, o periodi, sono utilizzati soprattutto dalle scuole internazionali che accolgono famiglie in movimento a livello globale. In questi sistemi, l'anno accademico è suddiviso in tre o quattro periodi, con pause più frequenti ma di durata più breve. Le scuole internazionali adottano spesso questo modello perché si adatta meglio ai cicli di trasferimento più comuni a livello globale, come gli spostamenti che avvengono allinizio dell'autunno. Questo tipo di organizzazione può offrire maggiore continuità ai bambini, ma comporta anche vacanze che non sempre coincidono con il calendario scolastico nazionale.
Come il calendario scolastico influisce sulle famiglie prima del trasferimento
Prima di un trasferimento, le famiglie expat si trovano ad affrontare diverse sfide.
Innanzitutto, molte scuole locali accettano nuovi studenti solo in momenti specifici dell'anno. Le scuole internazionali possono essere più flessibili, ma la disponibilità di posti può essere limitata, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta. Le liste d'attesa, in particolare nelle città più richieste, possono essere lunghe e le scadenze per la presentazione delle domande arrivano spesso con mesi di anticipo.
Inoltre, molte scuole applicano criteri rigidi di inserimento basati sull'età. Questo significa che un bambino considerato idoneo per una determinata classe nel Paese d'origine potrebbe risultare troppo grande o troppo piccolo nel nuovo sistema scolastico.
Il modo migliore per gestire queste difficoltà è pianificare con largo anticipo. Informarsi per tempo, scegliere la scuola il prima possibile e mettersi subito in contatto con l'istituto aiuta a rendere la transizione più semplice.
Un'altra decisione importante riguarda il momento del trasferimento: all'inizio dell'anno scolastico oppure a metà.
Ovviamente, trasferirsi ad inizio anno è generalmente la soluzione più agevole. I bambini iniziano insieme ai loro coetanei, hanno il tempo di adattarsi al programma, stringere nuove amicizie e partecipare fin da subito alle attività scolastiche e sociali.
Trasferirsi a metà trimestre può complicare le cose. I bambini potrebbero trovarsi ad affrontare lacune nel percorso scolastico o essere inseriti nella classe sbagliata a causa delle differenze nei programmi e nei criteri di età. Anche il trasferimento dei documenti scolastici può risultare difficile, soprattutto quando i calendari non coincidono.
Forse l'aspetto più delicato riguarda l'impatto emotivo: entrare in una nuova classe a metà anno può essere socialmente impegnativo per un bambino. Per questo motivo, quando possibile, è sempre meglio pianificare il trasferimento in modo che coincida con l'inizio dell'anno scolastico, sia nelle scuole locali sia in quelle internazionali. Se però non è possibile evitare uno spostamento a metà anno, è importante confrontarsi in anticipo con la nuova scuola per capire quali soluzioni di inserimento siano disponibili.
Se i calendari scolastici dei due Paesi non coincidono, ad esempio in caso di trasferimento dall'Europa al Brasile, può essere utile prevedere una pausa scolastica, così da permettere al bambino di iniziare all'inizio del nuovo anno. Questo periodo può essere sfruttato con corsi online, lezioni private, corsi di lingua o attività utili a familiarizzare con la nuova destinazione.
Oltre agli aspetti organizzativi, il momento del trasferimento rispetto al calendario scolastico influisce anche sul piano accademico ed emotivo. I programmi didattici variano da Paese a Paese: ciò che un bambino studia in una certa classe nel Paese d'origine potrebbe essere previsto prima o dopo nel nuovo sistema. Di conseguenza, potrebbe trovarsi a ripetere alcuni contenuti o, al contrario, a dover colmare eventuali lacune.
In questi casi, è utile esaminare in anticipo il programma della nuova scuola e confrontarlo con quello seguito finora. Successivamente, può essere utile contattare l'istituto per ricevere indicazioni su come preparare al meglio il bambino al nuovo ambiente e al diverso ritmo di apprendimento.
Preparare i figli dal punto di vista emotivo a un trasferimento è un processo complesso e molto personale. Tuttavia, può essere utile spiegare loro in anticipo cosa aspettarsi dal nuovo ambiente scolastico. Quando possibile, è consigliabile organizzare visite alla scuola, partecipare a sessioni di orientamento, incontrare gli insegnanti prima dell'inizio dell'anno o, se fattibile, favorire un primo contatto - online o di persona - con alcuni futuri compagni di classe.
Come il calendario scolastico influisce sulle famiglie dopo il trasferimento
Il primo anno dopo il trasferimento è spesso il più impegnativo, perché tutto ciò che è stato pianificato si confronta con la realtà. Anche quando i calendari scolastici coincidono, possono emergere diverse difficoltà.
Infatti, pur seguendo lo stesso calendario, le routine quotidiane delle scuole possono variare molto da Paese a Paese.
Ad esempio, negli Stati Uniti la maggior parte delle scuole inizia intorno alle 8:00 e termina tra le 14:30 e le 15:00. Questo lascia spazio ad attività extrascolastiche nel pomeriggio, come sport, club o lezioni private, oppure consente ai bambini di rientrare a casa relativamente presto. In Cina, invece, la giornata scolastica nelle scuole pubbliche è generalmente più lunga e strutturata. Le lezioni iniziano spesso tra le 7:30 e le 8:00 e terminano nel tardo pomeriggio, talvolta tra le 16:30 e le 17:00. La giornata include pause programmate e porta i bambini a rientrare a casa più tardi e spesso più stanchi. Inoltre, è comune che partecipino a numerose attività aggiuntive, come corsi di lingua, musica, preparazione agli esami o lezioni private, riducendo così il tempo libero a disposizione.
In questa fase, può essere utile dedicare il primo mese dopo il trasferimento alla sperimentazione: provare diverse routine e organizzazioni della giornata per capire cosa funzioni meglio per tutta la famiglia.
All'inizio, può essere utile limitare gli impegni dopo la scuola. Meglio dare priorità al riposo, al gioco libero e alla scoperta del nuovo ambiente. Le attività extrascolastiche possono essere introdotte gradualmente, osservando con attenzione come il bambino si adatta al nuovo ritmo.
Anche le vacanze e le pause scolastiche possono rappresentare una sfida, perché non coincidono necessariamente tra un Paese e l'altro. Questo può complicare, ad esempio, l'organizzazione dei viaggi verso il Paese d'origine.
Immaginiamo un trasferimento dalla Francia al Brasile. In Francia, i bambini hanno una lunga pausa estiva da inizio luglio a settembre. In Brasile, invece, la pausa principale coincide con il periodo che in Europa è inverno: da dicembre a febbraio. Di conseguenza, i tradizionali mesi estivi non saranno più disponibili per i viaggi in famiglia. Esiste una breve pausa a luglio, ma potrebbe non essere sufficiente per una vera vacanza. In questi casi, molti expat scelgono di rivedere i propri piani di viaggio almeno per il primo anno dopo il trasferimento.
Le differenze tra le abitudini scolastiche del Paese d'origine e quelle della nuova destinazione possono diventare rapidamente una fonte di stress. Oltre ai tanti cambiamenti già in corso, si aggiunge anche una nuova routine quotidiana: pause scolastiche diverse, maggiore carico di compiti, orari di ingresso e uscita modificati. Anche variazioni apparentemente minime possono incidere sull'equilibrio familiare.
Una volta definita la nuova routine scolastica, può essere utile valutare eventuali accordi con il proprio datore di lavoro. Durante la fase di adattamento, potrebbero essere possibili soluzioni come settimane lavorative più leggere, orari flessibili o modalità di lavoro ibride.
Come gestire un nuovo calendario scolastico dopo il trasferimento: passo dopo passo
Tieni traccia dell'anno scolastico
Non appena tuo figlio è iscritto alla nuova scuola, procurati il calendario ufficiale e pianifica l'anno. Segna tutte le date importanti: inizio e fine dei trimestri, vacanze, periodi di esame, uscite anticipate, giornate di formazione degli insegnanti e così via. Può essere utile creare un calendario digitale condiviso, per coordinare al meglio gli impegni familiari con quelli scolastici.
Individua in anticipo i possibili momenti critici
Presta attenzione ai periodi in cui la scuola è chiusa mentre tu lavori, oppure quando un viaggio coincide con i giorni di lezione. Allo stesso modo, considera i momenti di maggiore carico scolastico, come le settimane precedenti agli esami. Identificare questi punti in anticipo ti permetterà di ridurre lo stress e organizzarti per tempo.
Costruisci una routine da zero
Molti expat raccontano che la scelta migliore è stata lasciar andare completamente le vecchie abitudini.
Alina, una madre russa trasferitasi negli Stati Uniti dalla Cina con due figli, racconta:
"All'inizio ho cercato di mantenere gli stessi orari - tutti i libri sottolineano quanto sia importante la coerenza per i bambini. Ma mi sono resa conto che stavo solo aumentando lo stress per me e per loro. Siamo in un posto nuovo, quindi è naturale che le cose cambino. Abbiamo fatto una piccola riunione di famiglia e creato orari completamente nuovi. Il mio consiglio è di coinvolgere i figli: parlando con loro, capirai meglio cosa funziona davvero".
Nelle prime settimane, può essere utile sperimentare nuovi orari di sveglia, pasti e studio per trovare l'equilibrio più adatto alla nuova realtà.
Mantieni le cose semplici all'inizio
Durante il primo trimestre nel nuovo Paese, cerca di non sovraccaricare l'agenda. Riduci al minimo attività extrascolastiche, lezioni private, club o viaggi non indispensabili. Concediti il tempo necessario per adattarti alla nuova routine. Se resta del tempo libero, usalo per riposarti e riflettere insieme alla famiglia su come organizzarti in futuro.
Negozia con il tuo datore di lavoro
Una volta che la situazione inizia a stabilizzarsi, può essere utile confrontarsi con il proprio datore di lavoro. Molte aziende sono disponibili a offrire una certa flessibilità ai dipendenti appena trasferiti, soprattutto quando le esigenze riguardano la scuola dei figli.
Rivedi e adatta
Al termine del primo trimestre, fai il punto della situazione: cosa ha funzionato e cosa no? Con queste informazioni sarà più semplice adattare le routine e pianificare i mesi successivi.
Adattarsi al cambiamento non è mai semplice. Quando si sommano trasferimento, nuovo lavoro, nuovo anno scolastico e nuove abitudini, il rischio di sentirsi sopraffatti è reale. In questi casi, avere un piano può fare davvero la differenza.



















