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Vivere in Polonia da pensionato

Buogiorno a tutti,

Se siete pensionati in Polonia raccontateci la vostra esperienza!

Quali sono i motivi che vi hanno portato a preferire la Polonia su altre destinazioni: clima, costo della vita, regime fiscale agevolato?

Quali sono le formalità burocratiche da espletare per il trasferimento della pensione? Vi siete avvalsi dei servizi di un’agenzia specializzata o avete fatto da soli?

Altro punto importante su cui concentrarsi è il sistema sanitario in Polonia: com’è strutturato, che qualità di servizi eroga ed in che misura potete avvalervene?

Quali consigli potete dare ai futuri pensionati per meglio organizzare il loro trasferimento?

Grazie mille per il contributo,

Francesca

Io mi sono trasferito in Polonia prima di essere in pensione, per ora vengo pagato in Italia dove pago anche le tasse.
Essendo iscritto all'AIRE dal 2010 non ho diritto all'assistenza medica in Italia ed in Polonia non esiste l'assistenza gratuita. Mi sono informato e per aderire al sistema sanitario polacco bisogna versare una quota annua pari al 9% degli introiti annui lordi.
Anche la tessera sanitaria/codice fiscale italiani dopo la scadenza non vengono più rinnovati.

Ciao Lampo 13,

Grazie del contributo!

Come mai la tessera sanitaria ed il codice fiscale non vengono rinnovati? Queste informazioni mi giungono nuove e mi piacerebbe saperne di più se hai voglia di dare ulteriori delucidazioni.

Un saluto,

Francesca

E' la legge italiana!
Dal sito gov.it
"I cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia perdono il diritto all’assistenza sanitaria, sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale e della iscrizione all’AIRE, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono il diritto all’assistenza sanitaria in Italia e all’estero.

L’iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) o il diritto di voto in Italia, non aprono un diritto all’assistenza sanitaria in Italia.

Tuttavia, ai sensi del DM 1° febbraio 1996  ai cittadini con lo stato di emigrato (sono tali coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana sul territorio nazionale, nati in Italia) ed ai titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani, che rientrino temporaneamente in Italia, sono riconosciute, a titolo gratuito, le prestazioni ospedaliere urgenti e per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie.
Per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato. In mancanza dell’attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie.


Attenzione: Alcune regioni (ad esempio il Veneto) garantiscono un assistenza sanitaria più ampia nei confronti dei cittadini emigrati dalla propria regione. Pertanto si consiglia di rivolgersi presso gli Assessorati regionali e provinciali alla Sanità.

Grazie della precisazione. Il mio dubbio era sorto quando hai scritto del non rinnovo del codice fiscale, avevo mal compreso ma ora ho capito cosa intendevi. Il codice fiscale non scade. Ha una scadenza, invece, la Tessera Sanitaria che ha sostituito il vecchio tesserino verde del codice fiscale.
Alla scadenza, i cittadini AIRE non ne ottengono il rinnovo. Tutto chiaro, grazie ancora.

Saluti

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