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Vivere a Bali

Bali
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Aggiornato daLeyla Ril 30 Aprile 2026

Se stai pianificando di trasferirti a Bali, ecco alcune informazioni chi ti auteranno ad ambientarti nel nuovo contesto: primi acquisti, alloggio, clima, costo della vita, trasporti, università, abitazioni e molto altro.

Ambientarsi a Bali

All'arrivo, l'aeroporto internazionale di Bali, Ngurah Rai, offre un primo assaggio di ciò che ti attende sull'isola degli Dèi: un luogo affollato, caldo, ma accogliente e sorridente. In ogni caso, dopo qualche piccolo aggiustamento ti sentirai perfettamente a tuo agio nel nuovo contesto, grazie ai nostri consigli e alle informazioni di questa guida.

L'isola accoglie ogni anno circa 16,4 milioni di turisti, il che si traduce in un traffico spesso caotico: auto, biciclette e autobus si susseguono senza sosta sulle strade. A tutto ciò si aggiungono le cerimonie religiose, che richiedono periodicamente la chiusura di alcune arterie, con ripercussioni a catena sul resto dell'isola.

Col tempo si imparerà a muoversi con disinvoltura grazie ai mezzi di trasporto disponibili a Bali: i taxi, numerosi e facilmente raggiungibili per strada o tramite app come Gojek e Grab, oppure il noleggio di biciclette e motociclette.

La cultura balinese è ricca e vivace. Suoni festosi e un tripudio di colori accolgono già all'arrivo in aeroporto. Vale la pena fermarsi ad ammirare le sculture esotiche che ornano ogni angolo degli edifici e i colori vivaci dei canang (le offerte di fiori) che decorano le strade.

Il clima a Bali

Bali è un'isola tropicale che rispetta pienamente questa definizione: il sole è quasi sempre presente, con una temperatura media annua di 31°C. La stagione delle piogge va da ottobre ad aprile, caratterizzata da un'elevata umidità e da brevi acquazzoni pomeridiani.

La vita quotidiana a Bali

Meta turistica di richiamo internazionale, Bali dispone di tutto ciò di cui uno straniero può aver bisogno, comprese soluzioni abitative adatte a ogni budget. In attesa di trovare una sistemazione definitiva, è possibile soggiornare in una guesthouse o in un hotel. Per quanto riguarda il budget, si possono trovare ostelli a partire da 12 USD a notte, mentre un hotel di livello superiore può arrivare fino a 100 USD a notte.

Per poter comunicare tramite telefono e/o internet è sufficiente acquistare una SIM card all'aeroporto o in uno dei numerosi minimarket presenti sull'isola (Indomaret, Alfa Mart, Minimart e Circle K). Questi piccoli negozi di alimentari sono molto diffusi e restano aperti fino alle 23:00, alcuni addirittura 24 ore su 24! Offrono un assortimento piuttosto completo di prodotti, dai generi alimentari di base ai detergenti per la casa, e rappresentano spesso il punto di riferimento del quartiere. Alcuni mercati più grandi, come Pepito, propongono anche prodotti freschi: uova, verdura, frutta, carne, oltre a ricariche telefoniche, sportelli per il pagamento delle bollette e molto altro. Per fare la spesa in un'unico posto, la scelta migliore è recarsi in grandi ipermercati come Grand Lucky, Carrefour o Hypermart, che offrono prodotti sia locali che importati.

L'acqua del rubinetto a Bali non è potabile: la maggior parte delle famiglie acquista acqua da bere in grandi taniche per l'uso quotidiano. Per cucinare si usano le bombole del gas.

Un'altra sfida della vita a Bali riguarda la connessione a internet. La maggior parte di ville, strutture ricettive e caffè dispone ormai del Wi-Fi, e la velocità di connessione è migliorata notevolmente negli ultimi anni, avvicinandosi agli standard di altri Paesi del Sud-Est asiatico come Thailandia, Malesia e Singapore. Chi ha bisogno di una connessione stabile e veloce per lavoro può optare per uno spazio di coworking, che garantisce una postazione affidabile e confortevole. Spazi come Hub Bali a Legian o Jimbaran Hub a Jimbaran offrono formule flessibili con pacchetti giornalieri, settimanali o mensili. È possibile informarsi online per conoscere disponibilità, prezzi e orari dello spazio di coworking che interessa.

Le forniture di elettricità e acqua sono spesso soggette a interruzioni senza preavviso. Per questo motivo, molte abitazioni sono dotate di cisterne d'acqua proprie.

Il costo della vita a Bali

Riguardo al costo della vita a Bali, è un errore credere che sia basso. Detto questo, è comunque possibile risparmiare mangiando nei piccoli ristoranti locali (warung) e alloggiando in un kos (dormitorio). Per chi desidera mantenere uno stile di vita occidentale, i costi varieranno in base alla zona, e le aree con una forte presenza di espatriati tendono ad essere più care. Per un appartamento con una camera da letto a Bali è opportuno preventivare una spesa compresa tra 700 e 1.100 USD al mese, mentre una villa con piscina può arrivare a 3.800 USD al mese, escluse utenze e manutenzione. L'affitto, in quest'ultimo caso, viene spesso corrisposto in un'unica soluzione annuale al momento dell'ingresso nell'immobile.

Sul fronte alimentare, un pasto completo a Canggu oscilla tra i 15 e i 25 USD. Optando per la cucina locale, il prezzo scende facilmente fino a 3 USD. Per una serata negli esclusivi beach club come Potato Head o Omnia, la spesa si aggira tra i 150 e i 200 USD.

Per chi non vuole esagerare con le spese, i mercati notturni di Bali rappresentano un'alternativa da non sottovalutare: oltre a essere uno spettacolo culturale a tutti gli effetti, offrono cene di ottima qualità a prezzi contenuti.

Sono luoghi ideali per assaporare una grande varietà di piatti locali immersi nell'autentica atmosfera balinese.

Il modo di vivere balinese

Per chi proviene da un Paese moderno in cui i ritmi sono frenetici, lo stile di vita balinese richiederà un piccolo adattamento. La vita scorre a un ritmo diverso e sembra avere un significato tutto suo. La percezione del tempo è profondamente differente a Bali, perché affonda le radici nella filosofia Tri Hita Karana, fondata sui tre principi del benessere. I balinesi credono che per vivere in modo prospero sia necessario essere in armonia con Dio, con il prossimo, con la natura e con l'ambiente circostante.

Nella vita di tutti i giorni, i balinesi amano prendersi il loro tempo e sincronizzarsi con la natura che li circonda. Il senso dell'urgenza non fa parte della loro routine quotidiana, proprio come avviene in natura, che segue i propri tempi. Questo contesto è ideale per chi, nel proprio progetto di vita da espatriato a Bali, desidera trovare un equilibrio reale tra lavoro e vita privata.

La religione a Bali

Lo stile di vita balinese si distingue nettamente da quello del resto dell'arcipelago indonesiano. La maggioranza degli indonesiani è di fede musulmana, mentre il 90% dei balinesi è di religione indù. L'induismo balinese ha caratteristiche molto particolari: accanto alle principali divinità della cosmogonia indù, i balinesi venerano antiche divinità animiste e celebrano feste e ricorrenze proprie. Ne risulta un affascinante intreccio di induismo e credenze ancestrali. Si scoprono, ad esempio, i canang: piccole offerte di fiori multicolori deposte ogni mattina, a mezzogiorno e alla sera davanti a ogni casa, negozio, tempio e lungo le strade.

Nei giorni di cerimonia, l'attività religiosa si intensifica enormemente: i dipendenti prendono il giorno libero e le strade vengono chiuse, contribuendo ad aggravare un traffico già intenso. La cosa migliore è mantenere la calma e godersi lo spettacolo. Si potranno notare agenti della polizia municipale in sarong bianco e nero, il cui compito è garantire la sicurezza e regolare il traffico.

A Bali, il Banjar è l'unità comunitaria che governa generalmente un villaggio e rappresenta la forma più piccola di governo locale. È al proprio Banjar, ad esempio, che si versano i contributi comunitari destinati al miglioramento del benessere collettivo. Non deve sorprendere se viene chiesto di partecipare alle cerimonie più importanti. Da espatriato a Bali, è fondamentale mostrare rispetto per i riti religiosi locali e le usanze del luogo, poiché religione e famiglia sono valori essenziali e molto sentiti. La mancanza di rispetto può avere conseguenze serie: comportamenti ritenuti indecenti, ad esempio, possono portare all'espulsione immediata dal Paese.

Saluti e presentazioni a Bali

Il segreto è fare come i balinesi: sorridere. Il sorriso serve a salutare, a esprimere rispetto e a dare riconoscimento. Si sorride per ordinare una bevanda, si sorride al vicino di casa che esce la mattina per andare al lavoro. È il modo più efficace per costruire relazioni a Bali.

L'altro elemento fondamentale è il rispetto per gli anziani. Radicato nella cultura indonesiana, questo valore supera persino quello legato allo status sociale. Occorre quindi essere cortesi, parlare con tono pacato e utilizzare i prefissi onorifici.

I prefissi più comuni sono:

  • Signore: Pak (per gli uomini più anziani)
  • Signora: Ibu / Bu (per rivolgersi a donne più anziane o sposate)
  • Signorina: Mba o Mbo in lingua balinese (per le donne giovani e non sposate; in caso di dubbio sullo stato civile, è preferibile rivolgersi a una donna adulta con Ibu)
  • Giovane uomo: Mas o Bli in lingua balinese

Rispetto e tolleranza a Bali

È buona norma parlare sempre con voce pacata. I balinesi, come gli indonesiani in generale, mal sopportano i conflitti in pubblico: in caso di disaccordo o di controversia, è preferibile risolverla in privato con la persona interessata. È questo il principio del «salvare la faccia».

I balinesi mostrano in genere una grande tolleranza nei confronti degli stranieri, grazie al contatto quotidiano con i turisti. Nel percorso di integrazione come espatriato, l'approccio migliore è osservare le persone intorno a sé o semplicemente chiedere. Se non si è sicuri, ad esempio, di dover togliere le scarpe prima di entrare in un tempio, in una casa privata o in un negozio, basta domandare: «Maaf, apakah saya harus lepas sepatu» («Mi scusi, devo togliermi le scarpe?»). Il solo fatto di chiedere dimostra la volontà di essere rispettosi delle usanze locali.

Tra le regole da rispettare sempre, una riveste particolare importanza e riguarda la testa. Considerata una parte sacra del corpo, la testa, in particolare quella dei bambini, non deve mai essere toccata.

All'estremo opposto, i piedi sono considerati impuri. È quindi fondamentale togliersi le scarpe prima di entrare in una casa o in un tempio, poiché si ritiene che portino con sé energia negativa. Per la stessa ragione, puntare i piedi verso la persona seduta di fronte, soprattutto se più anziana, è considerato un gesto maleducato.

Un altro elemento essenziale riguarda la natura comunitaria della società balinese: le famiglie vivono spesso insieme in grandi complessi abitativi dove tutti conoscono la vita degli altri.

Argomenti di conversazione a Bali

Quando incontrano una persona che non conoscono, i balinesi tendono a porre domande che in Occidente potrebbero sembrare invadenti:

  • Da dove vieni?
  • Qual è la tua religione?
  • Sei sposato/a?
  • Dov'è tuo marito/moglie? (se si è sposati)
  • Quanti figli hai?
  • Dove lavori?

Quella che potrebbe sembrare una violazione della privacy e dello spazio personale è in realtà un modo per conoscere l'altro e rompere il ghiaccio con uno sconosciuto.

Per costruire un rapporto senza rivelare informazioni troppo personali, è possibile rispondere in modo cortese e conciso:

  • Sono di xxxxxx.
  • Sono cristiano/a – anche se si è atei, poiché la religione è un argomento delicato in Indonesia. A titolo informativo, l'Indonesia riconosce ufficialmente sei religioni: Islam, Cristianesimo (che include sia cattolici che protestanti), Buddismo, Confucianesimo e Induismo.
  • Sono sposato/a, ma il mio coniuge non è con me a Bali.
  • Lavoro in un hotel – anche se non si desidera rivelare il nome del datore di lavoro.

Risposte brevi di questo tipo sono generalmente sufficienti a soddisfare il proprio interlocutore.

Le risposte a queste domande permetteranno all'interlocutore di accogliervi nel proprio gruppo senza alcun giudizio.

Facciamo del nostro meglio per fornire informazioni aggiornate ed accurate. Nel caso in cui avessi notato delle imprecisioni in questo articolo per favore segnalacelo inserendo un commento nell'apposito spazio qui sotto.

A proposito di

Sono una scrittrice di viaggi freelance e ho scritto per riviste, giornali e pubblicazioni online in tutto il mondo.

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