5 sbagli da evitare quando ci si trasferisce in Portogallo
Facciamo appello a voi che già vivete nel paese per chiedervi: quali sono gli sbagli da evitare appena arrivati in Portogallo?
A volte la mancanza di informazioni, linesperienza o limpatto con una nuova realtà ci porta a fare dei passi falsi e con il senno di poi ci diciamo: Se lavessi saputo avrei cercato casa in quel quartiere oppure mi sarei comportato in tal maniera piuttosto che .
Quali sono gli errori che avete fatto freschi di trasferimento in Portogallo e come avete ovviato? Potendo tornare indietro cosa fareste diversamente?
Che consigli potete dare ai futuri espatriati per evitare che vivano la vostra stessa situazione?
Grazie per condividere la vostra esperienza,
Francesca
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1_ Confondere la miseria con la povertà. Vero, i portoghesi hanno mediamente meno soldi di noi, come reddito pro-capite, sono tuttavia estremamente dignitosi ed orgogliosi, ed amano la loro terra più di quanto lo si immagini, o perlomeno più di quanto avviene in Italia.
2_ Immaginare di farla da padroni. Se è vero che noi italiani abbiamo un tenore di vita mediamente più alto dei portoghesi, è pur vero che a fronte di un trasferimento andiamo a scontrarci con una realtà ampia, dinamica, in continuo movimento. E spesso le regole del mercato vengono dettate da paesi mediamente più ricchi del nostro, esempio Francia, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia eccetera, più presenti di noi nel territorio, addirittura circa 10 volte tanto.
3_ Mancare di rispetto per un ingiustificato senso di superiorità. Tra qualche anno i portoghesi ci spiegheranno l'educazione civica che noi stiamo perdendo, ne sono certo.
4_ Crearsi un'aspettativa, bella o brutta che sia. I profumi della natura, la limpidezza del cielo, la cordialità delle persone, quella sensazione che non ti stiano mai derubando, quei continui " bom dia" camminando per le strade hanno un fascino perduto ormai nella nostra cultura. E fa piacere riscoprirlo.
5_ Credere di poter studiare a tavolino il prossimo futuro già dall'Italia, completamente. E' vero che a trasferirsi siete in molti, diciamo, con qualche anno sulle spalle, ma visti i presupposti positivi ormai iper descritti anche su questo forum... abbandonatevi alle emozioni, cercate la vostra dimensione una volta arrivati, girate, viaggiate alla scoperta di nuove mete e località.
Ma la vita non dovrebbe essere bella proprio per questo? cosa c' è di meglio che viaggiare, esplorare, conoscere, valutare in prima persona... o addirittura di un cambiamento non drastico che tra l'altro spezza la monotonia di tutti i giorni? DI-VER-TI-TE-VI.
Non esiste un'età anagrafica in cui tutto questo non è concesso.
Un caro saluto a tutti altrimenti vi annoio.
Maurizio
Lisbona e poi su Porto prima di prendere la decisione di trasferirmi ...Se alla base c'è una scelta di vita non si dovrebbero commettere grandi errori ... io avevo bisogno di vivere in un posto a dimensione umana che mi appagasse fisicamente e spiritualmente ,,, Ho trovato casa a due passi dall'oceano e dal centro ... mi muovo con i mezzi pubblici o a piedi riscoprendo dei tempi insospettati e per il momento va tutto bene! la gente mi sembra più felice, ci sono molti bambini e ... strano a dirsi hanno una predilezione per noi italiani.
... Poi alla fine questa non è una strada a senso unico! ...
sono d'accordo con tutto quello che scrivi
se abiti a Porto mi piacerebbe incontrarti,
io abito alla Foz do Douro
un caro saluto
Dario
ci possiamo dare un appuntamento allo chalet degli inglesi ... (quello con le bandiere).
... non conosco ancora bene le funzionalità di Expat ...
se si possono mandare messaggi privati per non disturbare gli altri utenti
Mario
io abito a dieci minuti dal mercato di Foz
adesso sono in Francia, saro' di nuovo a Porto inizio maggio
se ho ben capito si possono mandare messaggi personali con i propri riferimenti
un caro saluto Dario
vi do la mia opinione, conosco il Portogallo da 35 anni, parlo correntemente portoghese e penso di conoscere almeno un po' il popolo lusitano per aver a lungo lavorato con loro
primo consiglio il contatto
i portoghesi sono completamente diversi dagli spagnoli castigliani, un po' meno dai galleghi, che parlano un idioma simile,
quindi evitate assolutamente di fare amalgami, si offenderebbero, sarebbe come dare del francese ad un corso o dell'inglese ad un irlandese
primo bis la lingua
evitate quindi di parlare spagnolo pensando che ci si capisca meglio, non é così', meglio iniziando ad imparare il portoghese (cosa indispensabile se si vuole inserirsi pienamente in un paese) imparare qualche parola facile tipo "fare divagar" (parli lentamente) cercando di farsi capire in italiano
imparare il portoghese E' INDISPENSABILE
secondo consiglio le relazioni
i portoghesi sono un popolo, lusitano, etnicamente abbastanza compatto, ne sono molto fieri
hanno avuto una storia molto sofferta ed hanno da questo tratto una grande fierezza e sensibiltà
sono estremamente gentili ed educati ma molto riservati
non é quindi facilissimo stringere amicizie "all'italiana o alla spagnola", sarà necessario andare con molta cautela e vincere una certa iniziale timidezza
certamente in città come Lisbona o in zone turistiche la gente é molto piu' abituata ad avere a che fare con stranieri
una volta entrati in confidenza si avranno amicizie vere, sincere e durature
secondo bis tu voi e lei
i portoghesi, soprattutto oltre trentenni, sono molto cauti nel dare del tu, tanto é vero che i brasiliani l'hanno eliminato per il "voce" che sarebbe l'inglese you
quindi fate attenzione al lei "o senhor, a senhora", al voi "você" e passate al tu solo quando siete certi che sia apprezzato
terzo i titoli di studio
i titoli ed i diplomi sono molto rispettati, quindi se siete laureati, non esitate a mettere un Doutor o un Engenheiro sul vostro indirizzo, ed altrettanto per l'interlocutore, cosi' l'Avvocato chiamatelo Advogado o Doutor e dategli del lei, almeno all'inizio
i portoghesi usano addirittura (come gli austriaci) il Senhor Doutor,
i Brasiliani fanno ancora piu' attenzione ai titoli
la confidenza va conquistata ed il rispetto dato, la familiarità a primo contatto non é apprezzata
quarto consiglio la cucina
attenzione alla cucina locale, a volte é un po' pesante, i portoghesi usano molto l'olio fritto, e le fritture in genere
quinto consiglio la circolazione
i portoghesi sono generalmente molto rispettosi del codice, quindi rispettate i passaggi zebrati, i semafori, le aree di posteggio, i posti degli handicappati, ecc...
sesto consiglio il cosmopolitismo
i portoghesi sono un popolo di esploratori, i loro monumenti sono rivolti verso l'oceano, le colonie hanno avuto l'indipendenza solo nel '75 e sono ancora molto legate al Portogallo, cos' come il Brasile, quindi nonostante il livello di vita non abbia permesso grandi viaggi come per gli altri europei , hanno una mentalità veramente cosmopolita, anche se non hanno "fatto" le Maldive o il Tibet
altri mi verranno in mente e leggero' con estremo interesse altri commenti ed altre esperienze
un caro saluto a tutti
Dario
Mario1949 ha scritto :se si possono mandare messaggi privati per non disturbare gli altri utenti
Mario
Buona idea cosi la discussione non va fuori tema
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io riferisco la mia esperienza, visto che cresce esponenzialmente il numero di stranieri, specie francesi ed italiani, non devo essere il solo!
speriamo che gli eurotassocrati non abbiano qualche idea tipo Grecia (poveri greci, distrutti dall'Europa dei banchieri)
un caro saluto
Dario
DARIO ALFREDO VIALE ha scritto :speriamo che gli eurotassocrati non abbiano qualche idea tipo Grecia (poveri greci, distrutti dall'Europa dei banchieri)
Lo vedi ?? L'unico percorso possibile e' quello rivoluzionario 




mandami messaggi privati, cosi' possiamo divertirci a duellare senza incorrere in scorrettezze
vedrai che il nostro modo di sentire non sarà' molto diverso
un caro saluto
Dario
DARIO ALFREDO VIALE ha scritto :mandami messaggi privati, cosi' possiamo divertirci a duellare senza incorrere in scorrettezze
Raccolgo il frutto dei miei sforzi 

Grazie Dario!
Io e mio marito siamo stati molto aiutati durante le farraginose pratiche burocratiche avendo anche l'handicap della lingua.
Noi ci siamo stabiliti a Lisbona., Di questa meravigliosa capitale abbiamo apprezzato anche le iniziative culturali.
Abbiamo visto molti bei film in italiano in occasione del 10 festival del cinema italiano e molto interessante è stata la presentazione del libro di Federico Rampini all'Istituto di cultura italiano..
Che desiderare di più ? .
Non si deve commettere errore di fare tutto subito però. Sempre un passo per volta ci ha insegnato l'esperienza e con molta pazienza .
Si ottiene collaborazione e stima se si rispettano i loro tempi.
In bocca al lupo a tutti quelli che stanno facendo il grande passo !!!
sarò alquanto pragmatico sperando comunque che si possa trarre qualcosa di utile per coloro che intendono trasferirsi all'estero.
Delle decisioni sofferte ad età avanzata non possono lasciare spazio, in seguito, a dubbi o incertezze.
Non perché si é infallibili ma perché una volta presa la decisione quest'ultima non consente ritorni di nessun tipo.
É impossibile sapere quali possano essere gli errori da evitare; basti pensare che tutto, dico tutto si presenta per la prima volta, dico per tutto si dovrà decidere per la prima volta così come tutto si dovrà fare e affrontare per la prima volta.
Dal cercare casa, al fare la spesa, un c/c postale, da individuare il medico, da imparare la lingua, a conoscere i mezzi di trasporto, a comprare qualsivoglia necessità ed anche, il trovarsi di fronte alla emergenza. Come nel caso, trovare l'idraulico o l'elettricità o peggio ancora qualcuno che ti apra la porta di casa perché ti sei scordato le chiavi.
Per evitare gli errori ci vorrebbe solo la "palla di cristallo".
L'unica salvezza é il bagaglio di esperienza che ciascuno si porta appresso.
Sarebbe bello se esistesse un protocollo di vita che possa permettere di evitare errori o di avvalersi dell'esperienza altrui.
Ricordiamoci che ognuno vuole fare la sua esperienza, d'altronde così deve essere, ed é quindi quasi indifferente all'esperienza maturata dagli altri.
Un consiglio che mi sento di dare é di non volere a tutti i costi lasciare il certo per l' incerto e di non farsi abbagliare da una questione di fattore economico.
La scelta di fare un simile passo deve essere soprattutto motivata da ragioni molto più serie e di queste ognuno ne deve profondamente conoscere le proprie.
Questo tipo di esperienza non può essere esportata né protocollata.
Il passo va fatto se proprio non se ne può più della vita che si é fatt o subita fin'ora.
Suggerisco comunque, una volta presa la decisione, di farsi aiutare per quanto possa riguardare l'aspetto della logistica e il disbrigo delle pratiche in loco.
Molto cordialmente, alfredo luigi caruso
Per il resto e quindi in generale, il vero disastro è stato il modo di "gestire" da Bruxelles. E per non dire poi dell'euro condito dalle bugie, poi anche con il tentativo di livellare tutto a misura di chi impone... Proprio il contrario di come avrebbero dovuto essere o restare le cose: variegate e tipiche in ogni paese e cultura. C'è da sperare che il Portogallo riesca a restare il Portogallo, con la sua grande dignità e i valori che resistono alle intemperie...di ogni tipo. Dai portoghesi c'è molto da imparare.
Per azzerare tutto è l'unico modo,caro mio.
E allora eccoci qui di fronte a delle nostre scelte di vita che dovrebbero essere dettate per primo da tante altre motivazioni,e poi dall esentasse 10 anni.
Io ho dei bimbi,andiamo come lo fecero i nostri precedessori da immigrati,senza paura con la certezza di sapere cio che troveremo,e sappiamo gia cosa in Portogallo,e la consapevolezza di cio che lasciamo ,l Italia e su questo dissento con il sign Alfredo sul fatto che indietro si può tornare eccome.
Cordiali saluti a tutti
Fabio
Resta il fatto che per es. la moneta dell'euro è stato qualcosa di orchestrato malissimo. Inoltre, non si può costruire un'Europa (per giunta allargata), senza che ci siano le premesse giuste e a cominciare da un'organizzazione di tipo federale. Seppoi vi si aggiunge l'immaturità dei paesi che hanno considerato, con l'abbassarsi dei tassi ipotecari in relazione all'entrata in vigore dell'euro, che si fosse entrati nel Paese dell'albero della cuccagna, il disastro era assicurato. Ma, per esempio, il rispetto dei parametri di Maastricht dovevano essere rispettati, primo fra tutti proprio dalla Germania... e per cui hanno chiuso entrambi gli occhi sui bilanci "truccati" della Grecia e visto che non puoi far rispettare un bel niente, se non rispetti tu per primo.... Direi quindi che gli elementi (di immaturità, incapacità, incoerenza, superficialità e, quindi, irresponsabilità) c'erano tutti e... da tutte le parti!

Scusami ma non mi va di andare oltre .
non per pignoleria rispondo a Spak 2 per chiarire quanto da me sottolineato nello scrivere" non si ritorna in dietro":
Si fa riferimento a delle decisioni prese da persone, come il sottoscritto, in età avanzata e pertanto non è, suppongo, ordinario in primo luogo prendere una così ardua decisione per poi fare marcia in dietro per qualsivoglia motivo ( intendo serio e anche grave e non certo di carattere futile e superficiale)
Ovviamente parlo per me e mi permetto per coloro della mia età che hanno recepito il messaggio.
Sia ben chiaro, l'ho premesso fin dall'inizio di quanto ho scritto " sarò pragmatico etc..." senza alcuna intenzione di lanciare messaggi catastrofici ma solamente indirizzi chiari, corti e concisi.
Augurandomi di avere chiarito il mio pensiero e di avere dissipato qualsiasi forma di pessimismo o di rigidità e nel non avere soffocato l'entusiasmo di coloro che intendono prendere questo percorso,
molto cordialmente,
afredo luigi caruso
Eh sì, caro remroroma, purtroppo hai ragione! E...purtroppo l'ho dovuto constatare e...aspramente-duramente provare anche sulla mia pelle e anche sentendone riferire di tutti i colori, sugli e dagli italiani stessi, anche qui in Tunisia.... Mai avrei immaginato o creduto, altrimenti... Sono tuttora esterefatta e per cui...parlo solo francese (non so se mi sono spiegata 

)molti Italiani verso i parenti che hanno vissuto per es.. negli USA? So che la domanda non è di facile risposta, spero di non essere l'unica che si pone o che torna a Lisbona dopo tanti anni. Gradirei....se ti capitasse l'occasione di casi simili, sapere anticipatamente con che predisposizione verrei accolta.
Grazie
non sono sicura che ti rivolgessi (anche) a me, ma mi viene da risonderti spontaneamente perché... ho dovuto ridere e ti dico ora perché: sai, vale davvero il detto secondo cui "tutto il mondo è paese" perché vedi, pure io come svizzera, già da giovane mi ero assentata per studio e neppure per andare all'estero, a quel tempo. Ebbene, rientrando "a casa" ero già guardata con una certa diffidenza, come a dirmi "ma tu ora che ci fai, qui?" Idem in seguito, avendo cambiato domicilio in diversi paesi, ero straniera in questi e pure nel "mio paese" appunto. È un classico e di tutti, da quel che ho pure letto in interessanti considerazioni trovate anche nella letteratura: non si è pienamente a casa dove si è andati a vivere e si è -più o meno- come stranieri dove prima si era di casa ... MA, un momento, il rimedio c'è eccome! Secondo me, la ricetta per stare bene ovunque è essere sé stessi al meglio (ovvero con moderazione e discrezione). Non bisogna né "snaturarsi", né cercare di sentirsi a casa a tutti i costi. Soprattutto bisogna, se mi è concesso dirlo cosí, sviluppare radici solide ... in sé stessi.

E dunque, non si deve neppure stravolgere la propria vita (o modo di essere -e di "fare": alcune abitudini si possono mantenere e aiutano come fossero pure quelle un punto di riferimento ...e familiare-). Semplicemente essere, questo è tutto (sottolineo "semplicemente")
In questo semplice tutto, io credo sia contenuto in essenza tutto quello che da questo si può poi sviluppare e adattare secondo le persone che si incontrano e a seconda delle circostanze. Ma "adattare" non vuol dire appunto recitare-alterare, e/o cercare chissà quali e quante supposte sintonie. No, significa stare a vedere e in ascolto eppoi -come prima, suppongo, nel "proprio paese"- sintonizzandosi con le persone con cui si sentono affinità e/o simpatia. Basta. E senza né aspettarsi chissà che, né imponendosi con atteggiamenti di qualche o chissà quale "tipicità". Io credo che ovunque bastino la cortesia, l'apertura, la serenità e questo, sulla base della fiducia (non solo di farcela, ma vivendo sempre con lo sguardo volto ai migliori lati dell'esperienza in corso), Certo, ci vuole anche parecchia disponibilità e radiando dall'albo delle speranze il capitolo "illusioni" ... Nel senso che non ci si deve attendere "cose o attenzioni particolari" e per poi restare delusi. In qualsiasi posto si vada, sempre si porta con sé ... la propria persona. Quindi, è questa che va' ben curata innanzitutto. I propri vuoti eventuali, malamente trovano di che riempirsi "fuori". Aver cura della propria armonia interiore costituisce la premessa per praticamente sentirsi a proprio agio ovunque (beh... proprio ovunque no. Per esempio nella giungla con i serpenti e i ragni non ci starei davvero. Nè nella sporcizia
) . Ad ogni modo, almeno per me, il segreto riguardo quello che dicevi "del come si possa venir visti e/o vissuti" è quello dell'aver messo le radici in sé stessi. Questo vuol dire che la tua identità ce l'hai e la conosci. Hai la tua, di personalità e le tue, di caratteristiche e di valori umani.... e quest'ultimi, oltretutto, sono internazionali
Da come hai toccato questo punto, pare che per te sia particolarmente importante sentirti accettata nel senso di venire riconosciuta come "appartenente a" (un gruppo, a "qualcosa"), vorresti "sentirti parte di" e... appunto... per poterti sentire "a casa". Davvero credo che essere naturali e senza ansie sia LA ricetta. Tu fai parte, come tutti, del mondo. Tu sei a casa... in e con te stessa... Le tue risorse le hai sempre con te e sempre le puoi, altrove, persino rafforzare...
Da QUESTA premessa, ogni persona -indipendentemente dalla sua nazionalità- potrà sentire qualcosa di familiare in te. E per giunta.... con il vantaggio di poi allora scegliersi per affinità vere; cosa che può ben essere assai più rilassante e piacevole che non viversi dentro le tensioni (quando ev. sussistono -dichiaratamente o meno-) di famiglia e/o troppo attaccati al "familiare" anche e proprio come "noto e tranquillizzante" in quel senso, ma con un calo di stimoli per tutto lo scontato e consueto ...
Quindi... si può stare benissimo ovunque si sia trovati (sé stessi) e per cui potendo lasciarsi anche trovare e/o incontrare persone che quindi lascino scaturire e scoprire qualcosa di familiare alla propria vera natura e modo di sentire...
Rilassati, la domanda a sapere "con che predisposizione" verresti o verrai accolta sarebbe fuori luogo persino .... da qualche cartomante
Infatti : TU con che predisposizione vai incontro all' "altro" ? Le relazioni umane funzionano "a specchio"! Se tu vai incontro all'ignoto (della vita) e allo sconosciuto (come persona) con un atteggiamento naturale e rilassato, riceverai perlopiù la stessa identica "risposta" o riscontro. Perché siamo tutti portatori dello stesso istinto animale, indipendentemente dalla nazionalità -diversa o uguale-: la propria tensione suscita nell'altro ev. diffidenza e quindi tensione. Il proprio stato rilassato segnala "non c'è nessun pericolo" e suscita analoga predisposizione a ... rilassatamente incontrarsi. Quelli che invece, e comunque sia, guardano storto all'arrivo "della straniera", appunto, stanno storti - e allora non ci perdi niente, sono belle che identificati e... avrai guadagnato tempo, riconoscendoli subito. Ma sono del genere internazionale pure loro; nel senso che li si trova proprio ovunque. Proprio come a casa nostra....
P.S. Avendo conosciuto bene gli spagnoli, direi di questi che sono orgogliosi... Dei portoghesi direi che sono fieri. E la fierezza loro trovo che bene abbia motivo di essere, viste le qualità che concordiamo su queste pagine avere noi in essi riscontrate ...
Noi sìamo gli artefici del nostro destino , dentro di noi troviamo l indicazione del percorso . Dobbiamo pero prestare attenzione ai segnali interiori.
È vero il nostro prossimo e come uno specchio e vengono avanti le persone con le quali abbiamo esigenza di scambiare esperienze.
Rosayoga ha scritto :Cara Laviniavirginia la tua lunga risposta a isaura 38 è un pozzo di verità è tutti noi dovremmo riflettere sul modo di porci al nostro prossimo e sul concetto di radicamento che tu ben hai evidenziato.
Noi sìamo gli artefici del nostro destino , dentro di noi troviamo l indicazione del percorso . Dobbiamo pero prestare attenzione ai segnali interiori.
È vero il nostro prossimo e come uno specchio e vengono avanti le persone con le quali abbiamo esigenza di scambiare esperienze.
Cara Rosayoga, hai fatto benissimo a proprio toccare il punto del "Dobbiamo (però) prestare attenzione ai segnali interiori" ! Infatti, anche in questo senso, quando capita di muoversi sull'onda dell'ansia, della preoccupazione e quindi in un tentativo di anticipazione o prefigurazione in linea con queste emozioni, neppure sarà tanto facile fare scelte e prendere decisioni azzeccate... Sia questo per modo, momento e "luogo" (zona, casa ecc.). Certo, saranno accertate in relazione a quel proprio stato d'animo e modo di procedere... Ovvero dando di nuovo lo spunto per riorientarsi... E dunque, possibilmente, su altre basi e che proprio si fondano su quello che hai detto tu! In fondo, in questo senso, è quello che succede persino restando "a casa propria"; sempre e di nuovo, è come se ci pensasse la vita con i suoi segnali, a indurci al riorientamento... Si tratta quindi pure di avere (ossia di attivare e nutrire) la pazienza e la perseveranza di recepire, ascoltarsi e, cosi, favorire gli elementi della sincronicità.... Grazie!
avevo capito che si trattava di "aspettative diverse", ossia particolari, visto il retroscena dei genitori cui avevi accennato e quella frase e chiusura-tabù sull'argomento (per come hai scritto) ... Per te non è un paese come un altro... Non è insomma una questione neutra e per cui, interiormente ti senti quindi praticamente in modo inevitabile condizionata da tanti elementi ed energie che, per quanto impalpabili, influiscono proprio per questo. È un po' come se tu cercassi più o meno consapevolmente di riuscire a identificare e poter "mettere sopra un nome" alle situazioni e alle persone. Tutto ciò che viene taciuto in familia si ripercuote su chi viene dopo, e andrebbe già per questo affrontato e risolto.... a favore di un senso di liberazione. Questi aspetti e realtà li tratta la psicogenealogia (il primo a praticare e diffondere é stato un certo Dr. Bert Hellinger). Vedi magari di interessartene, se ti pare opportuno e ti interessa.
OK, non era proprio in argomento o stretto collegamento con il tipo di cose che si trattano qui "in aperto", ma visto che siamo tutti umani e ognuno con la sua storia, ho pensato che potrebbe eventualmente persino risultare utile anche ad altre persone, considerare questo aspetto.
(Ora mi vado a coricare, almeno per stanotte sono stata più nottambula di te: 5.20 !...)

volentieri possiamo sí restare in contatto. Penso che la cosa migliore per noi, adesso, è scriverci su MP (messaggi privati), intanto, ti dico di come si fa: quando vuoi entrare in contatto con qualcuno, clicchi sul "rotondino" -come in questo caso quello rosa nostro con la figurina-. Lí ti si apre la pagina della persona in questione e hai modo di scriverle direttamente. Poi, quando si riceve una risposta, si clicca sull'icono in alto a destra della pagina; quello della piccola busta a sinistra della campanellina. E lì si è su MP.
Adesso quindi ti rispondo entrando sulla tua pagina... Ciao

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