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Cronache di Viaggi

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Ciao Fiorella, ci racconti un po’ di te, di dove sei originaria e quanto tempo fa hai lasciato l’Italia?

Ciao a tutti ragazzi! Sono emiliana di origine e, vuoi gli studi, vuoi lo spirito d’avventura germogliato con l’Erasmus, tre anni or sono ho iniziato una specialistica in Germania, a Göttingen, che mi ha portato anche a trascorrere un anno a Pechino. Da allora vivo all’estero: dopo il mio rientro dalla Cina infatti ho presto rifatto le valigie per ristabilirmi a Göttingen, dove mi trovo tutt’ora.

 

Non si tratta della tua prima esperienza d’espatrio, in quali altri Paesi hai vissuto?

Con l’esclusione del viaggio in Cina (avvenuto nell’ambito del mio programma di Master), ho sempre espatriato solo in Germania! Mi trovo davvero bene a vivere in questo paese: finito il mio Erasmus a Berlino quattro anni fa mi sono detta che volevo tornare!
In Cina ho passato un anno di studi, durante il quale ho viaggiato un sacco alla scoperta del paese: è stato fantastico, anche se non ci tornerei per lunghi periodi perché non mi ritrovo pienamente nello stile di vita.
L’esperienza è valsa la pena però e mi ha ripagato anche dei momenti difficili.

 

Cosa ti ha lasciato di positivo l’esperienza trascorsa in Cina?

Un bagaglio di conoscenze e storie straordinarie! Ho imparato cosa voglia dire trovarsi dall’altro capo del mondo, sola, e dover affrontare la tua giornata in un paese sconosciuto, con persone che comunicano in modo per te incomprensibile, ma con le quali devi per forza venire a patti.
Tutto questo mi ha dato l’opportunità di imparare moltissimo, non solo della lingua (che pian piano ho iniziato a masticare), ma anche e soprattutto della cultura e dei comportamenti delle persone.
La parte migliore sono senz’altro stati i viaggi che mi hanno fatto visitare i più svariati angoli del paese, vedere luoghi fantastici e provare cibi unici!

 

Sei una blogger: come si chiama il tuo blog e quando hai cominciato a scriverlo?

Se me l’avessero detto un anno e mezzo fa non avrei mai creduto di diventarlo effettivamente! E invece a febbraio dello scorso anno è nato Cronache di Viaggi!
E’ stata la Cina a darmi la spinta, o meglio, a farmi sentire più forte che mai il bisogno di scrivere di quello che stavo vivendo lì.
Sono stata via un anno e durante questo periodo iniziavo a nutrire il timore che una volta rientrata sarebbe stato difficile raccontare alla mia famiglia e ai miei amici cosa avevo passato.
Pian piano diventai consapevole del fatto che non avrei mai potuto condensare quel mondo di esperienze in due chiacchiere da bar, né tantomeno volevo ammorbare la gente con discorsi eterni. Fu così che, anche per conservarne meglio memoria io stessa, decisi di mettere per iscritto le cose più strambe che mi accadevano, ma anche di raccontare semplicemente come poteva essere la vita degli studenti in Cina, quella che stavo facendo proprio io.
Il blog è così diventato il mio tramite con casa. Poi c’erano delle vere e proprie perle che fremevo dalla voglia di condividere: la gente doveva sapere in che mondo pazzo ero capitata.
Questo ad esempio è stato il primo post che ho scritto sulla pagina Facebook legata al blog: “Stamattina mentre vado al lavoro incrocio un motorino con padre e (presumibilmente) figlia che siede davanti a lui. Su una sedia. Sistemata sul motorino dove dovrebbero stare le gambe del guidatore. Le meraviglie di questo paese non finiscono mai di stupirmi.”

 

Di cosa ti piace scrivere nel tuo blog?

Nel blog non parlo solo della mia vita in Cina, anche se quello è stato il tema guida i primi tempi. Quell’esperienza si è conclusa, ma mi ha dato modo di riflettere su vari aspetti del viaggiare (il rapporto con le persone a casa, la conoscenza di sé, l’incontro con culture diverse) e di parlare anche di altri viaggi più brevi che ho poi intrapreso. 
Non sono per il tracciare itinerari o suggerire cosa visitare in una determinata località: credo che viaggiare sia una questione di gusti molto personali, sia per lo “stile” (confortevole o spartano, economico o costoso, improvvisato o programmato) che per il fine ultimo di dove andare e cosa vedere. Io sono molto più interessata all’aspetto culturale: ho raccolto ad esempio alcuni consigli su cosa aspettarsi, cosa evitare o come comportarsi in date circostanze viaggiando in Cina, ma anche in Kazakistan e in Inghilterra. Penso che capire alcuni tratti della mentalità di un popolo sia un buon modo per relazionarcisi ed evitare al contempo situazioni spiacevoli.

 

Il blog ti è stato utile per allacciare rapporti di amicizia (virtuali o reali) con altri espatriati?

Ho conosciuto una marea di persone che hanno vissuto esperienze strabilianti e hanno una carica pazzesca nell’affrontare la vita! E’ incredibile di cosa siamo capaci con la giusta motivazione e le idee chiare in testa. Si tratta per il momento di conoscenze prettamente virtuali: poi nel mio campo figuratevi, si tratta per lo più di blogger di viaggi in giro per tutto il mondo! Prima o poi con qualcuno ci si troverà ;)

 

So che ti piace viaggiare, quando è nata in te la voglia di scoprire il mondo?

E’ stata una cosa molto graduale, che è venuta con l’accumularsi di un po’ di esperienza e soprattutto di fiducia in me stessa.
Il mio primo viaggio all’estero da sola l’ho fatto nel 2010 andando a trovare per alcuni giorni un’amica in Spagna. Da lì non è passato molto prima che riprendessi il volo, inizialmente per seguire un corso di lingua a Francoforte, poi per trasferirmi sei mesi a Berlino con il progetto Erasmus. Da lì in poi ho continuato a testare i miei limiti, mettendomi costantemente alla prova e cercando di spingermi sempre un po’ più in là nel mio percorso di crescita personale. 
In questo lasso di tempo sono cambiata molto: o per meglio dire, le mie esperienze mi hanno cambiata. Sono pur sempre una persona riservata, ma se prima questo alle volte ostacolava i miei rapporti con le persone, ora che ho imparato a conoscere il mio carattere riesco anche a gestire la mia timidezza.

 

Di cosa ti occupi attualmente?

Sono una laureanda magistrale in Germanistica interculturale, anche se la mia carriera universitaria è ormai al termine.
Ho iniziato a lavorare part-time e sono in attesa di capire dove voglio davvero che mi porti il percorso fatto finora. Sto anche cercando per possibili impieghi freelance, nella speranza di poter coniugare lavoro e viaggi.
Per il momento collaboro con Multicoolty Italia, un progetto che raccoglie storie di viaggiatori internazionali, così come immigrati e migranti nel nostro paese, in Germania, Francia e Russia.


Ti piace vivere a Göttingen? E’ una città accogliente? 

Adoro vivere a Göttingen e lo trovo un posto molto ospitale. E’ una città universitaria e come tale gode di un clima interculturale senza pari, dato che qui vengono in viaggio di scambio studenti da tutto il mondo: il mio pane quotidiano insomma, non potrei chiedere di meglio!
Oltretutto ci sono anche comunità etniche di più o meno recente insediamento: gente da Messico, Iran, Turchia…Ho avuto la fortuna di vivere in uno studentato internazionale, il che mi ha dato l’opportunità di conoscere persone dalle origini più disparate, di scambiare ricette, musica, impressioni e idee sul mondo e sulla vita. E imparare qualcosa di nuovo praticamente ogni giorno!

 

C’e' un quartiere/zona della città dove consigli di cercare casa? Quanto costa in media un affitto per un bilocale?

Per la mia esperienza di studentessa posso dirti che non è facile trovare casa a Göttingen, se non con largo anticipo.
In Germania, specie nelle città universitarie, è molto in voga il modello di appartamento condiviso (Wohnungsgemeinschaft, o WG).
Gli affitti di questo tipo si aggirano intorno ai 400€ per una stanza con cucina e spesso bagno condivisi. Io non ho mai avuto problemi a vivere in condizioni di questo tipo, ma bisogna senz’altro essere un minimo adattabili. Per affittare un appartamento intero parliamo sicuramente di cifre più alte, anche se non saprei darti dei numeri precisi: sicuramente si parte da una base di 500-600€ a salire, in ogni caso una spesa che la maggior parte della gente che conosco (appunto studenti) sceglie di non affrontare.
Il vantaggio dell’essere studenti internazionali tuttavia è che si ha la priorità per un posto in studentato, il cui affitto si aggira intorno ai 200-300€. Alla base di questo ragionamento sta il fatto che gli studenti tedeschi hanno meno difficoltà a cercare casa in loco che non chi arriva da fuori.
Per quanto riguarda le zone di Göttingen, posso dire che la parte est della città è considerata quella più sciccosa e perciò gli affitti sono talvolta più alti rispetto alla media.
I criteri per trovare un buon appartamento se non si vive qui da studenti sono secondo me la vicinanza di una fermata del bus (in mancanza di bicicletta) e di qualche negozio di generi alimentari. 

 

Per spostarsi in città è necessario avere la macchina oppure ci si può affidare ai mezzi pubblici?

I mezzi pubblici sono convenientissimi: l’autobus è gratis per gli studenti, anche se per quasi tutti è sempre la seconda scelta. Infatti ogni singola persona a Göttingen ha almeno una bici! Vedessi che distesa davanti alla stazione!
La città è anche ben fornita di piste ciclabili, per cui girare è piuttosto sicuro (con la dovuta attenzione agli altri ciclisti però!). 
A questo proposito devo dire che in Germania ho notato una sensibilità diversa riguardo allo spostarsi con i mezzi, ma soprattutto all’andare in bicicletta! Non solo qui si gira sulle due ruote più o meno con ogni condizione atmosferica, ma la città è così ben servita di piste ciclabili e tutto è raggiungibile in tempi così brevi che è quasi superfluo l’avere una macchina! 

 

Quanto è importante parlare il tedesco per vivere e lavorare in Germania?

Molto dipende dalle competenze che si possono dimostrare al momento della candidatura. Ma, se non già per integrarsi a livello umano e per vivere meglio la vita nel quotidiano, direi che è meglio partire con l’idea che prima lo si impara, tanto più facile sarà venire a capo delle difficoltà che si potrebbero dover affrontare. Solamente con l’italiano è difficile trovare qualcosa, se non magari nel campo della ristorazione, ma è necessario adattarsi parecchio. Sapendo anche l’inglese ci sono senz’altro più opportunità, ma credo che Göttingen sia una città molto piccola per questo tipo di offerte.

 

Hai fatto dei corsi per impararlo?

Io ho iniziato a studiare tedesco al liceo come seconda lingua, poi l’ho continuato all’università.
Ho fatto anche un breve corso estivo di due settimane una volta, ma niente è valso ad impararlo quanto il vivere sei mesi in Germania durante l’Erasmus. Come dico spesso quando me lo chiedono, ho fatto più progressi con la lingua in quei sei mesi che non nei sette anni precedenti!!!
La pratica e la necessità di usare il tedesco quotidianamente hanno fatto quello che lo studio sui libri hanno potuto fare solo fino ad un certo punto.


Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra lo stile di vita tedesco e quello italiano?

Anche qui posso parlare solo in merito alla mia personale esperienza di vita qui, che è stata per lo più in un ambiente studentesco. In Germania è molto comune spostarsi in bicicletta: non tutti lo fanno per forza, ma una cosa che credo contraddistingua i tedeschi è il fatto che sia pioggia, neve o vento, li vedrai andare in giro come se nulla fosse, perché niente li ferma.
Qui ho avuto modo di notare anche una spiccata tendenza a valorizzare i cibi biologici e la produzione equosolidale. Oltre a questo, dovunque si vada al ristorante c’è sempre qualche portata esclusivamente vegetariana, cosa che non è scontata in Italia, specie perché la nostra tradizione culinaria è molto più presente.
Un’altra cosa che riguarda invece il modo di presentarsi è il fatto che in genere in Germania si dia meno peso all’aspetto estetico che non in Italia: l’apparenza non viene giudicata prioritaria e anche il senso della moda non è così forte come nella nostra cultura.

 

Sei riuscita a farti delle amicizie a Göttingen e cosa si può fare in città nel tempo libero?

Frequentare l’università qui ti garantisce di poter fare molte conoscenze, specie se finisci a vivere insieme ad altri studenti come nel mio caso. Secondo un sondaggio sommario pare che a Göttingen una persona su cinque sia uno studente.
Purtroppo è piuttosto comune che gli studenti internazionali stiano un po’ sulle loro e così quelli tedeschi. Esistono molte iniziative dedicate agli studenti in scambio ad esempio, come tandem di lingua, feste, escursioni. Ma molto dipende anche dalle passioni che uno ha: qui sono molto popolari i balli latinoamericani ed ogni settimana ci sono corsi di ballo e feste in svariati bar e discoteche in città.
Göttingen è piccola, ma ha tutto quello che serve: piscine, cinema, ristoranti delle cucine più varie, birrerie e bar italiani. A suo favore gioca anche il fatto che è ai piedi di una collina e si estende ad est e a nord fino ai piedi dei boschi circostanti. Quindi è un attimo uscire di casa e andare a fare una passeggiata nel verde! 

 

Ci sono tanti Italiani in città? 

Decisamente un sacco! Di più o meno recente insediamento: ho conosciuto gente che vive qua da oltre un decennio e lavora come dipendente o addirittura ha aperto la propria attività, molto spesso nel campo della ristorazione. Senza contare gli innumerevoli studenti che per un motivo o per l’altro passano da queste parti: molti sono in realtà in scambio, ma non sono pochi nemmeno quelli che ho sentito fare un dottorato o iscriversi ad un corso di studi qui come ho fatto io. Una volta passato un po’ di tempo in questo paese c’è poi chi pensa anche a restare.

 

Per concludere ti vorrei chiedere quali sono i tuoi progetti per il futuro…

Tanti e anche molto diversi tra loro: il filo rosso che li collega è l’imperativo del viaggio. Come ti dicevo sono in procinto di laurearmi, ma ho anche iniziato a lavorare part-time per mantenermi indipendentemente dalla mia famiglia. Indipendentemente da cosa finirò a fare, mi sono però imposta di non smettere di cercare di viaggiare il più possibile!
Ho intenzione di cercare lavoro all’estero per il momento, principalmente in Germania. Se da un lato qui è piuttosto semplice trovare dei lavoretti per studenti (i cosiddetti minijobs), dall’altro trovare un lavoro stabile è impegnativo e richiede molta cura nel formulare la propria candidatura. Ci sto provando e attendo risultati. Dall’altro lato mi sto muovendo anche per tentare di mettere all’opera le mie competenze in ambito freelance, principalmente per incarichi di traduzione. 
Il mio obiettivo principale resta quello di risparmiare soldi per il prossimo viaggio, che spero mi porti a visitare l’America Latina, un angolo di mondo in cui non ho ancora messo piede. L’obiettivo a lungo termine invece è quello di arrivare a potermi mantenere viaggiando: per il momento mi lascio ancora aperte diverse strade sul modo in cui poterlo fare, cercando sempre di dare il meglio di me ed avere fiducia nelle mie possibilità.

Cronache di Viaggi
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Utente da 07 Maggio 2016
Germany
1 Commento
skandergattoufi
skandergattoufi
3 mesi fa

bello questo articolo che hai scritto davvero stupendo

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Italiano nato in Svizzera, Diego inizia a girare il mondo per lavoro dopo il diploma alla scuola alberghiera. Vive in Inghilterra, Stati Uniti, St. Moritz, si imbarca sulle navi da crociera fino a che conosce la donna della sua vita, Brasiliana, ed assieme decidono di iniziare una nuova vita a Porto de Galinhas, destinazione turistica non distante da Recife, famosa per le sue spiaggie di sabbia bianca.

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