Prima di trasferirsi in Brasile è importante capire quale visto o permesso di soggiorno corrisponde alla propria situazione. Il sistema brasiliano distingue tra soggiorni brevi, coperti dal visto di visita, e permanenze più lunghe per motivi di studio, lavoro, famiglia, investimento o pensione. Requisiti e procedure cambiano a seconda del motivo del soggiorno e possono coinvolgere il Ministério da Justiça, la Polícia Federal o i consolati brasiliani all'estero. Per i pensionati, ad esempio, conta soprattutto la disponibilità di un determinato reddito mensile, mentre per i nomadi digitali esiste un percorso specifico per chi lavora da remoto per aziende o clienti all'estero. Individuare fin dall'inizio la procedura adatta permette di preparare i documenti corretti ed evitare ritardi.
Il sistema migratorio brasiliano si divide in due grandi canali. Il primo riguarda i soggiorni brevi, senza intenzione di stabilirsi nel paese: qui entra in gioco il visto di visitatore (VIVIS). Il secondo riguarda chi intende restare più a lungo, per motivi di studio, lavoro, famiglia, investimento o altre attività: in questo caso si parla di autorizzazione di soggiorno (autorização de residência), che può essere temporanea o a tempo indeterminato. Questa autorizzazione riguarda sia gli immigrati che intendono stabilirsi in modo permanente, sia chi risiede temporaneamente o vive in zone di frontiera.
Il Brasile prevede diversi tipi di permesso di soggiorno, tra cui quelli per studio, ricongiungimento familiare, lavoro, ricerca o insegnamento, investimento, attività religiosa e volontariato. Esistono inoltre permessi legati ad accordi internazionali, come quello del MERCOSUL (Mercato Comune del Sud). Ogni categoria prevede requisiti e procedure specifiche, quindi è importante individuare quella adatta prima di presentare la domanda.
Le procedure coinvolgono principalmente tre autorità. Il Ministério da Justiça e Segurança Pública gestisce diverse richieste attraverso la piattaforma MigranteWeb, tra cui quelle per lavoro, investimento, ricerca e attività religiosa. La Polícia Federal si occupa di numerose richieste di soggiorno, della registrazione degli stranieri e del rilascio della CRNM, il documento di registrazione migratoria. I consolati brasiliani all'estero, invece, rilasciano i visti necessari prima della partenza.
Per la maggior parte dei permessi di soggiorno sono richiesti un passaporto o un documento d'identità valido, fotografie recenti formato 3x4 a colori su sfondo bianco e il modulo di domanda compilato. Se il documento d'identità non indica i nomi dei genitori, può essere necessario presentare anche il certificato di nascita o di matrimonio. In genere bisogna inoltre fornire la ricevuta di pagamento delle tasse previste e i certificati penali relativi agli ultimi cinque anni per ogni Paese in cui si è vissuto.
Oltre alle categorie legate a studio, lavoro, famiglia, investimento, nomadismo digitale e pensione, di cui parleremo nelle sezioni successive, il Brasile riconosce alcune possibilità di soggiorno più specifiche. La durata del permesso dipende dalla categoria e dai requisiti previsti. In alcuni casi, un permesso temporaneo può essere rinnovato alla scadenza, purché continuino a essere soddisfatte le condizioni che ne hanno consentito il rilascio.
I cittadini degli stati membri del MERCOSUL e dei paesi associati possono richiedere il soggiorno secondo un percorso dedicato basato su accordi internazionali (Decreto n. 6.975/2009), presentando una documentazione che comprende documento di viaggio, fotografie, certificati di stato civile quando necessari, prova del pagamento delle tasse, modulo compilato e certificati penali degli ultimi cinque anni, da presentare presso la Polícia Federal.
Esistono anche possibilità di soggiorno per chi svolge attività religiosa o di volontariato in Brasile: entrambe si presentano direttamente al Ministero della Giustizia tramite MigranteWeb, non presso un ufficio della Polícia Federal.
Chi si trova già in Brasile con un visto per soggiorni brevi può richiedere la conversione in autorizzazione di soggiorno senza dover lasciare il paese, a condizione di soddisfare i requisiti previsti dal Decreto 9.199/2017 per l'opzione scelta.
Unisciti alla comunità in Brasile
Ricevi consigli utili per vivere al meglio la tua esperienza all'estero
Visti per soggiorni brevi in Brasile
Il visto per visitatore (VIVIS) è pensato per soggiorni fino a 90 giorni senza intenzione di stabilirsi nel paese e senza svolgere attività lavorativa retribuita. Chi ha invece intenzione di risiedere, lavorare, studiare a lungo termine, ricongiungersi con la famiglia, investire, andare in pensione in Brasile o rientrare in un'altra delle opzioni di soggiorno deve richiedere il visto temporaneo (VITEM) fin dall'inizio. Entrare come turista con l'idea di "sistemare le cose dopo" non funziona: chi ha un progetto diverso da una semplice visita deve richiedere subito la categoria di visto corretta presso un consolato brasiliano.
Visto per studenti in Brasile
Il percorso per gli studenti copre tre situazioni: l'iscrizione a un corso regolare, uno scambio per studio o ricerca e un tirocinio. Si richiede all'estero come VITEM IV oppure, una volta arrivati in Brasile, come autorizzazione di soggiorno per motivi di studio presso un ufficio della Polícia Federal.
I requisiti standard comprendono la prova di capacità finanziaria o di una borsa di studio, la prova di iscrizione al corso, la documentazione penale, un documento di viaggio e d'identità valido e, se necessario, la prova dello stato civile quando il documento d'identità non lo riporta. I soggiorni per studio superiori a 90 giorni richiedono obbligatoriamente il seguire il percorso VITEM IV o l'autorizzazione di soggiorno per studio; per soggiorni più brevi, in alcuni casi può bastare il visto per visitatore, a seconda della nazionalità dello studente.
Un punto importante da avere chiaro fin dall'inizio: terminare un corso di studi non trasforma automaticamente il soggiorno in un permesso di lavoro. Chi vuole restare in Brasile per lavorare dopo la laurea deve richiedere un visto per lavoro, investimento, ricerca o insegnamento, presentando domanda attraverso il sistema MigranteWeb del Ministero della Giustizia.
Visto per tirocinio in Brasile
Il Brasile non prevede un visto dedicato a i tirocini: questa attività necessita dell'autorizzazione di soggiorno per motivi di studio (o del VITEM IV se la richiesta viene fatta all'estero), non implica un permesso di lavoro separato legato a un datore di lavoro.
Il requisito principale è la prova di iscrizione a un'università straniera, insieme a un accordo tripartito di tirocinio firmato dallo studente, dall'organizzazione ospitante in Brasile e dall'istituto di provenienza, che confermi che le attività previste corrispondono al percorso di studi dello studente. Le domande seguono gli stessi canali degli altri casi legati allo studio: un consolato brasiliano all'estero per il VITEM IV prima della partenza, oppure un ufficio della Polícia Federal in Brasile per la registrazione del soggiorno una volta arrivati.
Visti di lavoro in Brasile
Chi ha un contratto con un datore di lavoro brasiliano necessita dell'autorizzazione di soggiorno per motivi di lavoro (VITEM V se richiesta all'estero), che si applica sia a chi cerca lavoro sia alla persona o all'azienda che vuole assumere manodopera straniera. In Brasile è il datore di lavoro, o comunque chi intende assumere, a dover attivare la procedura, e a fungere da sponsor. Le domande di lavoro e offerta d'impiego si presentano direttamente al Ministero della Giustizia attraverso il portale MigranteWeb 2.0.
Chi si trasferisce in Brasile per svolgere attività di ricerca, insegnamento o altri incarichi accademici può richiedere un permesso di soggiorno specifico attraverso la piattaforma MigranteWeb 2.0. Chi si trova ancora all'estero deve generalmente ottenere il visto presso il consolato brasiliano competente prima della partenza. In alcuni casi, chi è già in Brasile può invece richiedere direttamente il permesso di soggiorno senza lasciare il Paese.
La presentazione di tutti i documenti richiesti non garantisce comunque l'approvazione della domanda, che resta soggetta alla valutazione delle autorità brasiliane.
Visto per nomadi digitali in Brasile
Il percorso per nomadi digitali (VITEM XIV, disciplinato dalla Resolução Normativa CNIg/MJSP n. 45/2021) è pensato per chi non ha alcun rapporto di lavoro in Brasile e la cui attività professionale può essere svolta a distanza per un datore di lavoro estero o per clienti stranieri. Non è quindi un'opzione per lavorare per un'azienda brasiliana: chi ha un contratto locale deve rientrare nella categoria di lavoro ordinaria descritta sopra.
I documenti richiesti comprendono un'assicurazione sanitaria valida in Brasile, un contratto di lavoro con un datore di lavoro estero o una prova equivalente di reddito proveniente dall'estero, e una dichiarazione che confermi che l'attività può essere effettivamente svolta a distanza. L'autorizzazione di soggiorno per nomadi digitali viene concessa per un periodo iniziale di un anno e può essere rinnovata, ma non si trasforma automaticamente in uno status di soggiorno più lungo o permanente: la domanda si presenta tramite il consolato brasiliano competente o direttamente in Brasile secondo le regole vigenti.
Visti per investitori e imprenditori in Brasile
Il Brasile offre due percorsi distinti per gli investitori. Il primo riguarda l'investimento in un'azienda brasiliana (Investidor - Pessoa Física): la richiesta si presenta direttamente al Ministero della Giustizia e della Sicurezza Pubblica tramite MigranteWeb 2.0, non presso un ufficio della Polícia Federal. Il secondo riguarda l'acquisto di immobili cittadini: per accedere a questa possibilità di soggiorno, l'immobile deve costare una cifra minima di 1.000.000 BRL (circa 160.000 EUR), che scende a 700.000 BRL (circa 113.000 EUR) per le proprietà situate nelle regioni Nord e Nordest del Brasile.
Da sapere: la richiesta del visto per investitore immobiliare può essere presentata anche per procura, se l'acquirente non possiede ancora il codice fiscale brasiliano (CPF, il codice fiscale individuale gestito dall'amministrazione tributaria brasiliana). La procedura completa in cinque passaggi è descritta in una guida ufficiale.
Visto per lavoratori autonomi e freelance in Brasile
Il Brasile non prevede una categoria generale unica per lavoratori autonomi o freelance. Chi svolge un'attività indipendente deve far corrispondere la propria situazione a una delle opzioni di soggiorno già esistenti: l'autorizzazione per nomadi digitali se si lavora a distanza senza alcun rapporto di lavoro in Brasile, oppure il percorso per investitori e imprenditori se si sta effettivamente creando un'attività d'impresa sul territorio brasiliano. Chi non rientra in una di queste due situazioni deve verificare quale altra possibilità di soggiorno tra quelle descritte in questo articolo si applica al proprio caso.
Visti per la famiglia in Brasile
Il percorso da seguire è per ottenere il visto temporaneo e/o l'autorizzazione di soggiorno per ricongiungimento familiare (VITEM XI), disciplinato dalla Portaria Interministerial n. 12/2018, destinato ai familiari che si ricongiungono a un cittadino brasiliano o a un immigrato che già possiede un'autorizzazione di soggiorno in Brasile.
Un coniuge o partner può essere invitato senza discriminazioni, ma il visto non viene concesso se il familiare che invita ha già ottenuto il proprio soggiorno tramite ricongiungimento familiare o soggiorno provvisorio, oppure se il matrimonio con il coniuge che invita è stato celebrato per procura.
Tra i familiari che possono beneficiare di questo percorso figurano:
Un figlio del cittadino brasiliano o del residente che invita;
Un figliastro minore di 18 anni, oppure fino a 24 anni se studente, o senza limite di età se dimostra una dipendenza economica comprovata;
Altri discendenti fino al secondo grado;
Un genitore straniero il cui figlio sia cittadino brasiliano o già titolare di soggiorno in Brasile.
Se il familiare si trova all'estero, il visto si richiede presso un consolato brasiliano; se chi lo invita (sponsor) è già in Brasile, l'autorizzazione di soggiorno si richiede presso un ufficio della Polícia Federal. La richiesta del familiare può essere presentata contemporaneamente a quella dello sponsor, ma la sua approvazione dipende dall'approvazione preventiva della richiesta dello sponsor.
I documenti necessari per dimostrare il legame familiare variano a seconda della situazione: certificati di nascita, matrimonio o certificati consolari; prova dell'unione stabile per i partner; documentazione sulla dipendenza economica, quando richiesta; documenti relativi a tutela, curatela o affidamento, se applicabili; e una dichiarazione giurata che confermi che il familiare che richiede il ricongiungimento risiede in Brasile. Chi rinnova o modifica il proprio status come coniuge o partner deve inoltre presentare una dichiarazione congiunta che confermi che l'unione e la convivenza continuano.
Un punto da non sottovalutare: i documenti stranieri relativi allo stato civile utilizzati davanti alle autorità brasiliane devono essere legalizzati o apostillati nel Paese di emissione e poi tradotti in portoghese in Brasile da un traduttore giurato (tradutor juramentado). Una volta concessa l'autorizzazione di soggiorno, la Polícia Federal rilascia la tessera di soggiorno (CRNM) entro un massimo di 30 giorni di calendario dall'approvazione della richiesta; i tempi di elaborazione del visto consolare variano invece a seconda della sede.
Visto per pensionati in Brasile
I pensionati e i beneficiari di pensione di reversibilità possono richiedere un'autorizzazione di soggiorno temporaneo sulla base di un requisito finanziario: devono dimostrare di poter trasferire ogni mese in Brasile almeno 2.000 USD (circa 1.850 EUR) in valuta estera. Non sono previsti requisiti di età né l'obbligo di acquistare un immobile: il requisito principale è la disponibilità di un reddito mensile sufficiente a garantire il trasferimento dell'importo richiesto.
L'autorizzazione di soggiorno può essere concessa inizialmente per un periodo massimo di due anni. La domanda si presenta tramite il portale di immigrazione lavorativa del Ministero della Giustizia.
Formalità dopo l'arrivo in Brasile
Una volta ottenuta l'approvazione dell'autorizzazione di soggiorno, ci sono due passaggi prioritari da espletare. Il primo è la registrazione presso la Polícia Federal per ottenere il numero di Registro Nacional Migratório (RNM) e la relativa tessera, la Carteira de Registro Nacional Migratório (CRNM), un passaggio che comprende anche la raccolta dei dati biografici e biometrici. La tessera si ritira presentandosi alla Polícia Federal con la richiesta di autorizzazione di soggiorno, la richiesta di registrazione, la richiesta di emissione della CRNM, i documenti di supporto richiesti per la propria procedura e la prova del pagamento delle eventuali tasse dovute.
Il secondo passaggio riguarda l'identificazione fiscale tramite il CPF (Cadastro de Pessoas Físicas), gestito dall'amministrazione tributaria brasiliana (Receita Federal): sia i cittadini brasiliani che quelli stranieri possono richiederlo, indipendentemente dal fatto che vivano in Brasile o all'estero, tramite il servizio ufficiale. Il CPF è alla base di ogni passaggio successivo: apertura di un conto bancario, contratto di affitto, dichiarazione dei redditi.
Vale la pena sapere che l'RNM, la CRNM o il documento provvisorio equivalente sono riconosciuti come documenti d'identificazione validi anche per l'accesso ai processi di assistenza sociale brasiliani, incluso il Benefício de Prestação Continuada (BPC), un sussidio assistenziale continuativo destinato agli stranieri residenti che ne hanno diritto.
Per chi ha cittadinanza italiana o discendenza italiana, un ulteriore punto di riferimento per le pratiche di regolarizzazione migratoria può essere il Patronato INCA Brasil, attivo nel paese dal 1988 con sedi a San Paolo, Rio de Janeiro, Porto Alegre e Belo Horizonte. Il patronato può offrire assistenza per la regolarizzazione dello status migratorio, corsi di portoghese e supporto legale: conviene contattarlo direttamente per verificare i servizi effettivamente disponibili nella propria zona.
L'autorizzazione di soggiorno in Brasile può essere temporanea o a tempo indeterminato, a seconda della categoria e dei requisiti previsti. Il soggiorno a tempo indeterminato permette di stabilirsi nel Paese senza dover rinnovare periodicamente un'autorizzazione legata al motivo iniziale del soggiorno. Un'autorizzazione temporanea, però, non diventa automaticamente a tempo indeterminato con il passare degli anni: occorre soddisfare i requisiti previsti per la proroga, la trasformazione o il rilascio di una nuova autorizzazione.
La naturalizzazione ordinaria è accessibile a chi risiede in Brasile a tempo indeterminato e soddisfa gli altri requisiti previsti dalla legge. In generale, sono richiesti quattro anni di residenza nel Paese, ma questo periodo può essere ridotto in alcuni casi specifici. Rispetto all'Italia, dove per la naturalizzazione per residenza sono generalmente richiesti dieci anni ai cittadini stranieri non comunitari, in Brasile il periodo previsto dalla regola generale è di quattro anni. La domanda di naturalizzazione si presenta tramite il servizio ufficiale "Solicitar Naturalização Brasileira".
Domande frequenti
No. Il visto turistico (VIVIS) copre solo soggiorni brevi e non autorizza alcuna attività lavorativa retribuita in Brasile. Per lavorare serve un visto temporaneo o un'autorizzazione di soggiorno specifica, come quella per finalità lavorative (VITEM V) o un'altra categoria idonea. I nomadi digitali seguono una via a parte: il loro permesso copre solo il lavoro da remoto per un datore di lavoro o clienti esteri, non un impiego presso un'azienda brasiliana.
Sì, attraverso la via del ricongiungimento familiare. Bisogna dimostrare il legame di parentela con il cittadino brasiliano o il residente che fa da riferimento e presentare una dichiarazione che confermi che questa persona vive in Brasile. La domanda del familiare a carico può essere presentata insieme a quella dello sponsor, ma viene approvata solo dopo che il visto o il soggiorno dello sponsor sono stati concessi.
In molti casi sì: chi si trova già in Brasile può richiedere direttamente l'autorizzazione di soggiorno alle autorità competenti invece di uscire dal paese per ottenere un visto consolare, purché soddisfi i requisiti della categoria scelta. Questo vale anche per alcune richieste legate al lavoro. Ogni categoria ha comunque le proprie condizioni specifiche da rispettare.
L'approvazione non è mai garantita. In caso di rifiuto, è utile verificare il motivo indicato e correggere, dove possibile, i documenti mancanti o incompleti, presentando una nuova domanda o un ricorso solo attraverso i canali ufficiali. Le cause più comuni di rifiuto sono requisiti non dimostrati, documentazione incompleta, atti non legalizzati, apostillati o tradotti quando necessario, problemi con il casellario giudiziale e un'attività prevista che non corrisponde alla categoria di visto scelta.
Il servizio di autorizzazione di soggiorno permette di richiedere una nuova base giuridica per vivere o lavorare in Brasile, a condizione di soddisfare i requisiti specifici di quella categoria. In pratica il passaggio dipende dal tipo di permesso: ricongiungimento familiare, lavoro, nomade digitale, studio e investimento richiedono ciascuno prove diverse e una valutazione da parte dell'autorità competente.
Il soggiorno regolare è diverso da un semplice timbro di ingresso per breve periodo: una volta registrato, il documento RNM (Registro Nacional Migratório) o CRNM (Carteira de Registro Nacional Migratório) consente di soggiornare legalmente e di rientrare nel paese. Il soggiorno per nomadi digitali, ad esempio, dura fino a un anno ed è rinnovabile. Prima di viaggiare conviene sempre controllare la validità del visto, dell'autorizzazione di soggiorno e del documento RNM/CRNM, perché uno stato scaduto o non registrato può creare problemi al rientro.
Chi ottiene un visto temporaneo per ricongiungimento familiare può svolgere qualsiasi attività in Brasile, incluso il lavoro retribuito, alle stesse condizioni dei cittadini brasiliani. Restano comunque valide le formalità di registrazione e le eventuali abilitazioni professionali richieste per specifiche professioni.
No. Un visto temporaneo o un'autorizzazione di soggiorno temporanea non diventano automaticamente a tempo indeterminato con il solo passare del tempo: bisogna soddisfare le condizioni specifiche per un rinnovo, una trasformazione o una nuova base di soggiorno. Il soggiorno per nomadi digitali, ad esempio, è a tempo limitato e rinnovabile, non un percorso automatico verso la residenza permanente.
I documenti civili e giudiziari esteri, in particolare i certificati di nascita o matrimonio e i certificati del casellario giudiziale, devono di solito essere resi validi per l'uso in Brasile tramite apostille o legalizzazione consolare, a seconda del paese che li ha rilasciati, e tradotti da un traduttore giurato se non sono già in portoghese.
ℹ️
Facciamo del nostro meglio per fornire informazioni aggiornate ed accurate. Nel caso in cui avessi notato delle imprecisioni in questo articolo per favore segnalacelo inserendo un commento nell'apposito spazio qui sotto.