Testimonianza di Riccardo da Shangai

  • Shangai - Foto scattata da Riccardo
Intervista
Pubblicato 2019-07-08 11:32

"Lavorare in Cina - mi racconta Riccardo, architetto milanese - è una grande esperienza, ti cambia e ti segna, ed ad oggi dopo cinque anni di vita a Shangai, posso confermarlo. Questo paese ti entra dentro e ti cambia, che tu lo voglia o no". 

Super Piui

Super Piui

Ci racconti un po’ di te, da dove vieni e quanto tempo fa hai lasciato l’Italia?

Buon Giorno a tutti, sono un architetto milanese, che ha accettato un incarico a Shanghai, da una ditta cinese, nell’estate del 2014. Sono 5 anni che vivo a Shanghai.

Quali sono i motivi del tuo trasferimento a Shangai?

Bhe, essendo un architetto free lance in italia, la proposta monetaria che mi era stata fatta, era impossibile da rifiutare. Nel 2014 c’erano ancora stipendi alti, piu’ alti di quelli di ora. 

Qual è stata la prima sensazione provata dopo lo sbarco a Shangai?

Di essere arrivato in un altro mondo. Completamente diverso. Io da milanese, sempre di corsa e super  efficiente, mi sono trovato in una realta molto molto diversa. Mi ricordo ancora lo sbarco, quando attendendo le valigie sul nastro di Pudong, il mio vicino di carrello, ha tirato su col naso ed ha scatarrato a terra, sul pavimento dell’aeroporto.. e’ stato raccapricciante, e mi sono allontanato schifato di corsa.. mi ricordo anche il viaggio su un vecchio e maleodorante taxi da pudong,  verso il mio hotel, mentre guardavo dal finestrino, tutte queste costruzioni, una attaccata all’altra, e tutte fatiscenti e non curate. Tutti i cavi che viaggiavano da una finestra all’altra, tutti i condizionatori appesi alla bene e meglio fuori dalle finestre, senza un criterio unitario per lo stabile, ma in maniera “egoistica”.. Ho pensato che ero approdato in quello che noi chiamiamo il “secondo mondo”, e che di lavoro ne avrei avuto fin troppo.. 

Hai avuto difficoltà di adattamento e come le hai superate?

Nel mio primo mese di lavoro sono stato affiancato da due giovani italiani che stavano concludendo la loro esperienza cinese dopo 2 e 3 anni.. mi hanno immediatamente messo in guardia su mille cose. Mi avevano detto di stare attento a far amicizia coi cinesi, loro non li facevano neanche entrare in casa, e non volevano avere interazioni, oltre al lavoro. Inizialmente, non gli ho creduto, pensando che il loro disgusto fosse dettato da qualche forma di razzismo, e diversamente da me, perche’ non avevano scelto di venire in China, ma si erano trovati qui. Poi il tempo gli ha dato ragione. Quando ci si interfaccia con una cultura cosi diversa, bisogna conoscerla e non fermarsi alla superficie. Posso quindi ora, dopo 5 anni, confermare che la maggioranza dei cinesi, ti sorride, ti blandisce in faccia, ma appena ne ha la possibilita’, e’ estremamente egoista. Questo perche’ non hanno piu’ una educazione civica e religiosa profonda. Dopo che la religione e’ stata bandita, l’egoismo ha preso il sopravvento. Ora la religiosita’ ufficialmete e’ libera, ma sempre mal vista, e’ solo merce per turisti. Mi ricordo ancora il mio primo capodanno, quando ho visto coi miei occhi morire calpestate 32 persone, solo perche’ la folla stava cercando di raccogliere delle banconote, poi rivelatesi false, da 100 rmb. Calpestare le persone che ti implorano di smetterla per 13 Euro... mi e’ sembrato, e mi sembra ancora, un po’ eccessivo. Da allora i fuochi d’artificio a shanghai sono proibiti per non creare ancora assembramenti rischiosi. 
Un’altra particolarita’ di questo popolo, e’ che sono quasi tutti figli unici e molto viziati. Ancora ora mi stupisco di come un ragazzino possa avere il posto a sedere in metropolitana o nel bus, metre i genitori rimangono in piedi accanto a lui. 

A livello burocratico, quali sono le prime cose da fare per regolarizzare la propria presenza in loco?

La cosa piu’ importante qui, e’ essere sempre reperibile dalla polizia. Una volta firmato un contratto d’affitto, bisogna registrarlo alla polizia.. questa verra’ ogni tanto a sorpresa a controllarti a casa. 
Per il resto, il visto, ci pensa l’azienda, e anche qui ogni tanto la polizia viene a controllarti. Una volta che sei reperibile, non esistono problemi.

Shangai - Foto di Riccardo

Di cosa ti occupi?

Sono un architetto, lavoro per uno studio di interni. 

Come hai fatto a trovare questo lavoro?

Mi hanno trovato loro. Nel senso, il mio attuale capo ha visto in Italia, alcuni dei miei lavori, e una volta riuscito a trovare il mio cellulare, mi ha proposto per tre volte di venire a Shanghai a lavorare, finche’ ho accettato. 

A livello di crescita professionale ed opportunità, cosa ti offre in più la Cina rispetto all’Italia?

Principalmente i soldi. Il tipo di vita che si fa qui, ha standard abbastanza bassi. Tra il traffico, le code continue ovunque, la massa di gente che ti circonda sempre, l’inquinamento a livelli improponibili, il fatto di non aver privacy essendo tutto sempre e continuamente sotto telecamere, rende poco appetibile il lavoro a Shanghai.
I soldi,sono la cosa per cui si sopporta. Come succede a tutti, arriva il momento in cui si valuta se il gioco vale la candela. A vedere intorno a me, intorno all’anno e mezzo, due. 

Come si svolge la tua giornata?

Ufficio 9-18, e poi qualche cosa che possa rilassare, un aperitivo, una cena, qualcosa in compagnia o per la maggior parte delle volte qualcosa in solitudine.
Una delle cose che mi sono ritrovato a cercare da quando vivo in un “formicaio” come una citta’ asiatica, e’ la ricerca dei propri spazi e della solitudine…
Si e’ sempre circorcondati da tante persone, che hanno un diverso senso dello spazio privato. Appena arrivato, il fatto che siano sempre molto vicino a te, e che  non rispettino quello che per noi e’ lo spazio privato intorno al nostro corpo, mi faceva irrigidire. Ora sono cinese in questa sfera. 

Assistenza sanitaria: hai stipulato un’assicurazione privata?

Assolutamente si. Sinceramente ho chiesto di inserirla nel mio contratto, in modo tale che fosse il mio capo a pagarla.
Qui la sanita’ e’ un po precaria, meglio avere una assicurazione appropriata per i lavoratori stranieri in Cina, (ce ne sono molte) che coprano i costi di eventuali emergenze negli ospedali che possiedono un piano per stranieri.Molti ospedali hanno un piano cosidetto “Vip”. 
Qui possiamo ricevere cure un po piu’ simili ai nostri standard, anche se sempre lontane. Il vero problema sta nel procurarsi medicinali. I medicinali cinesi sono molto blandi, meglio portarsi dalla madre patria un po’ di medicinali appropriati a noi.
Se si ha bisogno di medicine giornaliere come i salvavita, bisogna metter in conto di dover fare scorte da portarsi. Qui non si reperiscono, e se si, di importazione con dei costi  imbarazzanti. 
Lo stesso vale per i dentisti. Meglio procurarsi dentisti che lavorano anche con stranieri, con appuntamento ed attrezzature un poco piu evolute. Richiedete che siano inserite anche queste nella vostra assicurazione. 

Quanto ti costa al mese vivere a Shangai?

Shanghai e’ la citta’ piu’ costosa della Cina. Nonostante questo, escluso l’affitto, vivere non e’ dispendioso. Gli affitti sono alti. Ad esempio io, per uno studio (camera, bagno e cucina) in una zona semi centrale, pago sui 700 Euro al mese. Cinque anni fa era più economico, ma ogni anno viene ritoccato al rialzo, e con l’arrivo di AirB&B, il mercato degli affitti ha avuto una impennata due anni fa incredibile.
Sempre dipende da come si vuole vivere, nel senso, se pensate di uscire a cena in ristoranti stranieri, un paio di volte a settimana, i costi si alzano notevolmente.  Conosco degli stranieri che in un mese, tra taxi, scooter, ristoranti e aperitivi superano i 2.000€ mensili di spese.
Se si vive un poco piu’ furbescamente, con le usanze più cinesi, la cifra si puo anche dimezzare.
Si usano i mezzi pubblici (qui conoscerete la vera Cina, con le signore di mezza eta’, che assomigliano piu’ a giocatori di rugby, per passarvi davanti in metropolitana o sui buses, e conoscerete il vero odore della Cina), si cerca di far la spesa in supermercati cinesi, ben consapevoli della scadentissima qualita’ dei cibi (ancora ad oggi c’e’ la peste suina che miete piu’ vittime degli incidenti stradali), frutta e verdure ogm e pompate con elementi chimici sconosciuti, che dopo il secondo frutto mangiato vi creano dolori di stomaco (si possono mangiare solo previa cottura)  e il fatto di non poter usare l’acqua del rubinetto.. .in effetti neanche i cinesi la adoperano.
Ci sono societa’ che portano bottiglioni direttamente in casa, distributori di acqua in tutti i piano terra dei condominii. Io dopo un anno a lavarmi i denti con l’acqua in bottiglia, e cucinare sempre con questa, ho investito in un purificatore d’acqua, sia per il bagno che per la cucina. Si ammortizza la spesa in un anno, ma ricordatevi di cambiare sempre e comunque i filtri ogni 6 mesi, i virus e i batteri che bloccano, anche se non anneriscono il filtro, vi rovinano la vita.
Consiglio anche depuratori d’aria a casa. Spesso non e’ consigliabile aprire le finestre, anche se negli ultimi due anni, il Governo ha messo un freno alle app che davano questi dati, e lasciano loro i dati consigliati per la qualita dell’aria. Mettete comunque in conto per i primi due anni, di avere 3/4 volte l’anno febbriciattole da infezioni (portatevi dall’Italia un paio di scatole di Amoxicillina) e qualche infezione cutanea, anche se vivete abbracciati all’amuchina come me e lavate voi stessi , i vostri abiti e la vostra casa solo con detergenti battericidi al 99.9%. Sembra una esagerazione, ma fidatevi.

Shangai di notte - Foto di Riccardo

Come si pone la gente locale nei confronti degli stranieri? C’è scambio oppure scettismo/indifferenza?

Questa e’ una cosa che e’ cambiata molto negli ultimi cinque anni.
Mi ricordo ancora i primi mesi che vivevo qua, mi chiedevano spesso di poter far un selfie con me, non certo per la mia straordinaria avvenenza, ma per poter documentare di aver conosciuto uno straniero. E non solo nelle citta’ di provincia, dove venivo guardato come un animale allo zoo, ma persino a Shanghai.
I miei stessi colleghi si fregiavano di aver tra i contatti uno straniero. Molti cercavano di comunicare anche con quel poco di inglese che conoscevano. Ora il clima e’ un po’ cambiato. 
Il Governo sta cercando di virare verso una nuova visione, di tornare ad una grande Cina, fiera di esserlo.
Si e’ cominciato a darci delle restrizioni maggiori in tutti i campi, le persone preferiscono parlarti in cinese, e se non lo conosci, è un tuo problema. Sono meno amichevoli, e persino quando paghi, ti guardano sempre un po’ “storto”. 
Ora, il Governo sta cercando di mettere ai posti manageriali solo cinesi che abbiano studiato in Cina, essendo, chi ha studiato all’estero, “contaminato” da una cultura decadente.
Rimangono invece invariati tutti i commercianti che sorridono e, come mi hanno spiegato piu’ volte, vedono il viso di uno straniero, come un viso di qualcuno di ricco, che e’ arrivato fino a qui, e quindi che puo’ permettersi di pagare il doppio o il triplo per lo stesso servizio o cosa che i cinesi pagano a prezzo normale. Si viene spesso fermati per cercare di proporti merce o servizi scadenti o di contrabbando, pagando cifre da capogiro. Persino i taxi, la sera, fuori dai locali frequentati da stranieri, non vogliono usare il tassamentro ma chiedono semplicemente una tariffa fissa 5 o 6 volte superiore a quella solita. Questo succede in tutte le citta’ del mondo, tu sei straniero e ti posso spennare. Ma se vivi qui, per lavorare, ti conviene imparare in fretta il cinese per poter rispondere a tono. Se parli cinese, si quietano un poco.  
All’interno delle Istituzioni poi, nessuno parla inglese. Persino in banca, da Settembre scorso, bisogna presentarsi con qualcuno che parli cinese, come nelle stazioni di polizia, altrimenti non vieni ascoltato. 

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Come dicevo prima, cerco pace e silenzio. 

Punti di contatto e differenze tra cultura asiatica ed europa: cosa ne pensi in merito?

Questa e’ una domanda difficile, sono due culture molto diverse, entrambe con pro e contro.
Se si pensa di venire a lavorare qui in Cina, bisogna studiare bene, sia la cultura che la lingua. Oggi giorno piu’ che mai, non piu’ come qualche anno fa.

Quali sono i pro e i contro di questa tua esperienza da expat a Shangai?

Sinceramente, negli ultimi cinque anni, sono cambiato moltissimo.
Nel bene e nel male, questa esperienza, con i suoi pro e contro, mi ha segnato in maniera significativa e permanente.
Il dover lavorare con delle persone, come unico straniero della compagnia, con una educazione ed una cultura cosi differente, mi ha fatto vedere lati della umanita’ diversi e qualche volta strani.
Dovendo gestire parecchie persone di nazionalita’ cinese, mi scontro spesso in atteggiamenti difficili da capire o perdonare, ma che negli anni ho imparato a sopportare.
Sono diventato molto piu tollerante sul lavoro, sono piu’ convinto della teoria dello ying e dello yang, ed ho imparato a prendermi il mio tempo per eseguire i lavori senza correre e senza ammazzarmi.
Prendere pause, sorseggiare un te alla scrivania, prendersi tempo per riflettere piu’ sulle cose, saranno il bagaglio che portero’ con me per sempre.  Si pensa che i cinesi lavorino tanto, ma non e’ proprio cosi.. magari lavorano tante ore, ma la loro forza sta nel numero. In ufficio siamo 61 per svolgere un lavoro che in italia svolgevamo in 8, se pensate alla proporzione capite. Qui si deve dare lavoro a chiunque.
Mi hanno sempre detto che se qualcuno non lavora in Cina, e’ perche non ha voglia. Qui c’e’ lavoro per tutti, magari con stipendio basso, ma c’e’.
Pensate che per tenere l’occupazione alta, non installano porte automatiche nei negozi e negli shopping mall, per poter assumere 3 o 4 persone che a turno, stanno a guardare le porte.
Lo stesso per i parcheggi automatici, su turni di 24 ore c’e’ sempre qualcuno seduto in guardiola a guardare il cellulare che ufficialmente dovrebbe sorvegliare che la sbarra si alzi e si abbassi senza problemi.  
Lavorare in Cina, e’ una grande esperienza, ti cambia e ti segna, ed ad oggi, dopo cinque anni posso confermarlo.
La Cina ti entra dentro e ti cambia, che tu lo voglia o no.