Chi vive all'estero con un animale domestico lo sa bene: ogni spostamento richiede un minimo di organizzazione. Non si tratta solo di scegliere il mezzo più adatto, ma anche di capire se il cane può salire su un taxi, se il gatto tollera il trasportino o se, nel Paese di espatrio, gli animali sono davvero ben accetti. Dalle testimonianze raccolte attraverso la community di Expat.com emerge una cosa chiara: muoversi con un animale non si improvvisa.
Dalle testimonianze raccolte sui nostri forum, una cosa torna spesso: in molti Paesi, spostarsi con un animale è molto più semplice se si ha un'auto. In Thailandia, Vietnam, Filippine e Tunisia, diversi espatriati raccontano di preferire la macchina, soprattutto per i cani di media o grande taglia. Non perché sia impossibile usare taxi o app di trasporto, ma perché bisogna avvisare in anticipo, trovare un autista che accetti l'animale e, a volte, pagare una tariffa maggiorata.
Chi vive in Vietnam racconta, ad esempio, di usare l'auto privata o un pulmino per i tragitti più lunghi, mentre volendosi spostare in taxi è meglio prenotare la corsa e informare che si viaggia con un animale. Nelle Filippine, jeepney, tricicli e mezzi locali potrebbero non essere la scelta più comoda, soprattutto con animali grandi o poco abituati al rumore e al caldo. Anche in questi casi, organizzare per tempo lo spostamento riduce lo stress sia per il proprietario che per l'animale.
Quando ci si sposta con un animale, non bisogna tenere conto soltanto delle regole ufficiali. Conta anche il modo in cui cani e gatti vengono percepiti nella vita di tutti i giorni. In Marocco, ad esempio, le testimonianze mostrano una differenza piuttosto netta: un gatto nel trasportino viene generalmente accettato più facilmente, mentre la presenza di un cane può suscitare maggiori resistenze, anche per motivi culturali o sanitari.
In Tunisia, invece, la situazione varia molto da una zona all'altra. Nelle località più frequentate da stranieri e turisti è più facile trovare taxi, alloggi e servizi che accettano animali. Se stai pensando di trasferirti, non fermarti a valutare se il Paese sia nel complesso adatto agli animali: considera anche la città, il quartiere e il contesto in cui vivrai.
Anche a Panama l'aspetto culturale può fare la differenza. Alcuni espatriati raccontano che portare il proprio animale in ristoranti, negozi o altri luoghi pubblici è generalmente poco apprezzato. Inoltre, gli animali non possono entrare nei locali che vendono alimenti. Al di là delle norme, le testimonianze ricordano che conoscere le abitudini del Paese ospitante, e rispettare la sensibilità dei residenti, evita incomprensioni e facilita la convivenza.
In Vietnam, l'attenzione verso gli animali domestici sta aumentando, ma resta ancora piuttosto limitata. Alcuni espatriati osservano che i cani vengono talvolta scelti per il loro aspetto: nelle città si incontrano anche razze come Alaskan Malamute, Siberian Husky e Samoiedo, poco adatte al clima caldo e umido. Non sono rari nemmeno collari a catena o pratiche considerate poco rispettose del benessere dell'animale.
Nelle grandi città, come Ho Chi Minh City, le aree dedicate ai cani sono praticamente inesistenti. Le passeggiate si fanno quindi soprattutto al guinzaglio, nei pochi parchi e giardini pubblici, dove gli animali non sono sempre ben accetti. Anche far socializzare il proprio cane può essere difficile, sia perché se ne incontrano pochi, sia perché non tutti i proprietari sanno gestire correttamente l'incontro con altri animali. Negli ultimi anni è però aumentato il numero di veterinari e cliniche veterinarie, quindi oggi è più facile prendersi cura del proprio animale. Nel complesso, tuttavia, secondo alcune testimonianze, un cane abituato alla vita in Italia troverà in Vietnam meno spazi, meno occasioni per socializzare e una quotidianità meno adatta alle sue esigenze.
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Paesi dove gli animali sono ben integrati
Ci sono poi destinazioni in cui gli animali fanno parte della vita quotidiana. Alcuni espatriati che vivono in Ungheria descrivono Budapest come una città dove è normale vedere cani in metropolitana, sui tram e sugli autobus, purché vengano rispettate le regole previste. In Portogallo e in alcune grandi città brasiliane, gli animali sono ammessi nei parchi, nei locali e negli spazi pubblici, anche se le condizioni possono variare in base alla città e alla singola struttura.
Questo non significa che sia sempre tutto semplice. Anche nei Paesi più aperti è necessario verificare le regole dei mezzi di trasporto e dei locali pubblici. Vivere in un luogo dove gli animali sono normalmente accettati, però, rende la quotidianità molto più facile: una passeggiata, un pranzo fuori o un breve spostamento richiedono meno organizzazione.
Prima di organizzare gli spostamenti in taxi, treno o autobus, è fondamentale verificare che l'animale abbia tutti i documenti in regola. Dalla discussione sul forum della Bulgaria emerge, ad esempio, che i cani devono avere il microchip e un passaporto per animali con i dati sulle vaccinazioni, anche se non lasciano mai il Paese. Devono inoltre essere registrati presso il Comune e i proprietari devono pagare una tassa.
Per i gatti, invece, le regole possono essere diverse. Quelli che vivono esclusivamente in casa non devono necessariamente avere il microchip, che diventa obbligatorio, insieme al passaporto dell'animale, per viaggiare fuori dalla Bulgaria. Dalle testimonianze emerge anche un consiglio pratico: se il gatto non è vaccinato, alcuni espatriati suggeriscono di chiedere al veterinario di disinfettare accuratamente gli strumenti prima della visita.
Avere documenti validi, certificati veterinari e vaccinazioni aggiornate non serve solo a evitare problemi durante i controlli, ma semplifica anche molte attività quotidiane, come andare dal veterinario, stipulare un'assicurazione, prenotare una pensione per animali o organizzare un viaggio all'interno del Paese.
Ogni animale vive gli spostamenti in modo diverso
Dalle testimonianze emerge anche che ogni animale reagisce agli spostamenti a modo suo. Un gatto abituato al trasportino, un cane di piccola taglia o un cane più grande che soffre il caldo possono vivere la stessa situazione in maniera molto diversa. In Thailandia, ad esempio, alcuni espatriati raccontano di evitare quasi del tutto gli spostamenti con il proprio gatto perché l'animale li vive male. In altri casi, invece, un cane abituato all'auto può viaggiare senza particolari difficoltà, purché abbia aria condizionata, acqua e la possibilità di fare qualche pausa.
Prima di trasferirti, quindi, devi tenere conto anche delle esigenze e del carattere del tuo animale. Sopporta i rumori? Si agita in macchina? Riesce a stare nel trasportino? Ha bisogno di spazi verdi vicino casa? Sono aspetti che possono fare una grande differenza. Vivere all'estero con un animale significa trovare un equilibrio che permetta a entrambi di stare bene, anche durante gli spostamenti e nelle piccole abitudini quotidiane.
Le testimonianze citate provengono dalle discussioni sui forum di Expat.com, pubblicate in italiano, francese e inglese. Per leggere puoi cliccare sui link che trovi nelle "Fonti".
Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all'estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma.
Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all'estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all'estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all'estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.).
Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all'estero, dalla viva voce di chi l'ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es.
Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.