Vorrei qui, separatamente -e senz'alcun animo di far polemica- dar voce alle sensazioni mie dopo aver letto il post riguardo a considerare di evitare (copy paste:)
un totale di 75000 dinari un costo che va detratto dall’asse ereditario, e non mi piace pensare che i miei risparmi vadano buttati nel funerale.
Allora: se tale somma verrebbe detratta dall'asse ereditario, ció significa che l'eredità supporrebbe una cifra superiore a questa E QUINDI -con tutto il rispetto per le valutazioni di ognuno e le decisioni che sono personalissime- direi che sussiste però una certa qual incongruenza se e quando si pensa a quella che poi sarebbe o sarà... la gratitudine che per questo ci sarebbe poi da parte dei figli . Infatti Gb poi aggiunge -copy paste-:
I miei figli potranno mettere nella tomba un assegno di 75000 dinari con scritto grazie papà.
Questo post mi ha rattristato. Per questo mi ci sono poi soffermata sopra.... Siamo in un'età in cui i propri, di genitori, non ci sono più...
Da parte mia posso dire di come la tal questione l'abbiamo vissuta noi fratelli (ne avevo due) in famiglia. Ebbene, le nostre relazioni con i genitori non sono poi state tanto idilliache... MA questo poi c'entra poco o almeno cosí dovrebbe essere... in quanto va' apprezzato e facendone tesoro, quanto ci è venuto da loro in insegnamenti, educazione, esempio e... insomma... scuola. Se poi sono pure benestanti, è loro diritto decidere per come meglio sembra a loro. Infatti sono soldi loro, non nostri (dei figli). E quando poi sono deceduti, chiaro che al primo decesso c'era ancora la massa ereditaria che nel nostro caso non si toccava finché mamma era viva. E ci andava bene cosí, visto che noi figli non dipendevamo per niente da quella per vivere. POI, al decesso di nostra madre, a noi è sembrato logico e normalissimo assumere "simile detrazione dalla nostra parte di eredità", perché -e qui proseguo in prima persona (ma non perché fossi l'unica a pensarla cosí)- io sono grata comunque sia, sono grata per il patrimonio umano e l'esperienza vissuta, l'aiuto morale ricevuto e la presenza anche discreta, oppure -è vero- a volte magari un po' eccessiva (ma per partecipazione affettiva, quindi va' bene cosí), e se c'è ancora almeno UNA cosa che si può fare "DOPO", è proprio quella di ... letteralmente.... DARE DEGNA SEPOLTURA A UN GENITORE". Altro che pesare il detrarre. È giusto e basta! E cara grazia che poi resti qualcosa!
Quindi, tutto questo per dire che già stare a pensare o, meglio, a... immaginare la gratitudine dei figli e con la nota di "grazie papà" (per averci fatto risparmiare anche il costo del tuo funerale) mi pare -se cosí davvero fosse dalla parte dei figli- di un gusto orrendo, privo di ogni dignità; uno schifo di cinismo, ecco.
Bene, l'ho detto ma ripeto anche la mia premessa: ho rispetto per tutte le opzioni in quanto personalissime. Solo ho testimoniato come figlia e per come sento e penso da quella che sono stata; una figlia, appunto. Eppure io in particolare (rispetto ai fratelli) ho davvero vissuto esperienze molto dolorose con mia madre. Ma le difficoltà di questo tipo hanno da costituire uno stimolo, o uno spunto per cercare di capire e approfondire la dinamica di determinati atteggiamenti e comportamenti e, una volta inteso l' "altr@" anche come persona con la sua storia personale (non solo nella sua funzione di genitore), se ne esce arricchiti di un sapere che mai si sarebbe potuto raggiungere altrimenti. Neppure o tantomeno sui banchi dell'università...
Fatto sta che è triste pensare che un proprio figli@ abbia a poter (almeno) dire grazie per essersi risparmiati di dar sepoltura al genitore. Triste pensarlo come genitore, Triste se poi cosí fosse e ... forse anche becero dalla parte di un figli@ .
Giovannibattista, ma quando deciderai di permetterti di buttarti nella piscina e di farti una bella nuotata, annegando tutti i tuoi interrogativi e dubbi che ti frenano e franano (qui) ovunque ?
Ricordo qui un detto in lingua tedesca: "Und erstens kommt es anders, und zweitens als man denkt"... che vuol dire: "Primo, sarà diversamente; e secondo, (diversamente) da come si pensa" (o si sarebbe pensato, o si supponeva, o si era pensato) ...
