Barriera linguistica e ostacoli amministrativi
Una delle prime difficoltà che gli studenti devono affrontare quando arrivano in un Paese straniero è la barriera linguistica. Comunicare con la gente del posto, seguire i corsi o anche fare la spesa può essere complicato, se non si parla la lingua locale. Ma questo ostacolo può anche essere un'opportunità per imparare un nuovo idioma e arricchirsi culturalmente.
Seguono le formalità burocratiche, che si complicano quando ci sono problemi di comprensione della lingua. Tra permessi di soggiorno, visti, moduli da compilare, documenti per entrare all'università e iscrizione al servizio sanitario locale, gli studenti devono destreggiarsi in un sistema sconosciuto.
Camille condivide la sua esperienza: “La prima sfida è la parte amministrativa. A volte le indicazioni sono confuse e non disponibili in inglese. Il sistema universitario non funziona come quello a cui siamo abituati. Alcuni Paesi, ad esempio, richiedono documenti di cui si conosceva l'esistenza, oppure documenti in originale che non abbiamo pensato di portare con noi. Nel mio caso, per ottenere il numero di previdenza sociale italiano, non sapevo come procedere perchè la legislatura è poco chiara. Ho dovuto arrangiarmi ed è stato complicato". Sulla barriera linguistica, Camille aggiunge che, all'ufficio studenti stranieri, nessuno parlava inglese. “Non conoscevo ancora l'italiano, quindi è stata tosta. Per fortuna i miei colleghi di corso mi hanno aiutato”.
Federico, uno studente italiano all'estero, aggiunge: "Anche io, in Francia, ho riscontrato difficoltà a livello amministrativo. Per ottenere la carte vitale, sul modulo per la domanda non potevo selezionare 'Paese estero' come luogo di nascita, il che ha bloccato completamente il processo. Ho dovuto andare di persona nell'ufficio preposto, ma all'epoca non parlavo francese e nessuno parlava italiano o inglese, il che ha complicato le cose”.
Per Sarah, la barriera linguistica riguarda più che altro l'accento e lo stile di scrittura: “Nel mio Paese ho imparato l'inglese in un certo modo, con un determinato accento. Quando ho sentito un italiano parlare inglese mi sono chiesta che lingua fosse! Anche scrivere è stato un problema. Vengo da un posto in cui si parla persiano, con una scrittura e un alfabeto completamente diversi. Anche se ho imparato il sistema occidentale, vedere le lettere scritte in modo diverso da quello che mi è stato insegnato a scuola mi ha destabilizzato. E poi, all'ufficio accettazione dell'università nessuno parlava inglese e io non conoscevo una parola di italiano. È stato davvero complicato... e dire che La Sapienza di Roma dovrebbe essere un'università internazionale. Incredibile!”.




