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Buon espatrio

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Ciao Antonello e grazie per averci concesso quest’intervista! Ci racconti un po’ di te, da dove vieni e dove sei espatriato?
Buon giorno Francesca e grazie per l’opportunità che mi hai dato.
Ho 54 anni, di Roma anche se ho vissuto in giro per la penisola con puntate nei luoghi più remoti del pianeta.
Con Simonetta (la mia metà) genovese di 45 anni, siamo partiti da Cerveteri (litorale nord di Roma) a Gennaio diretti per la Tunisia con al seguito due cani e una gattina oltre che il gommone a rimorchio…sembravamo davvero l’arca di Noè.

Di cosa ti occupavi in Italia?
Ero neo pensionato, ho lavorato per 42 anni nella Marina Militare Italiana ed è proprio grazie al mio lavoro che ho avuto opportunità di girare il mondo sia in posti tranquilli come la Francia, la Spagna o gli USA che in luoghi più disagiati come l’Afghanistan, il Libano o il Kosovo.
Non entro nei dettagli del mio vecchio lavoro ma è stato proprio quello che avrei desiderato se avessi potuto sceglierlo con la consapevolezza del “poi”.
Ho trascorso gli ultimi tre anni di attività in Sardegna ed è proprio qui che abbiamo maturato la consapevolezza della pensione imminente e della voglia di non finire “con il giornale ai giardinetti” ma voler comunque dare un senso alla vita, finalmente libero di andare dove volevo, senza dover chiedere permessi e autorizzazioni (noi militari comunque dobbiamo essere autorizzati nei viaggi all’estero).
Certo un ruolo essenziale l’ha avuto Simonetta, dopo essersi convinta che era diventata una ricerca utopistica quella di un posto di lavoro all’interno della pubblica istruzione (è laureata all’accademia delle belle arti) ed a 45 anni non voleva sentirsi inutile ma cercare almeno una creatività e una crescita individuale senz’altro lontano dall’Italia che non offre più sbocchi di vita.

Sei un blogger, come si chiama il tuo blog e quando hai cominciato a scriverlo?
Bella questa cosa, non avevo mai pensato di essere un blogger.
Il blog si chiama “Vivere in Tunisia” ed il motto è tratto dalle parole di Ulisse nella Divina Commedia quando esortava i suoi uomini dicendo loro: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.
La volontà di creare un blog è stata un po’ una mia necessità organizzativa, da buon militare ho iniziato quasi due anni prima del trasferimento a raccogliere informazioni e molte volte erano contrastanti tra loro. Successivamente ho notato come molti nuovi utenti non leggevano le discussioni vecchie ma ponevano nuovamente le domande su argomenti magari già ampiamente trattati, è per questo che ho deciso di raggruppare tutte le informazioni relative all’espatrio e modificarle o aggiornarle man mano che le vivevo.

Di cosa ti piace raccontare nel tuo blog?

Nella prima parte, come già ho riportato nella domanda precedente riepilogavo tutte le informazioni ricevute, successivamente ho iniziato ad inserire le nostre impressioni quotidiane, le difficoltà riscontrate e anche le nostre ansie ed angosce (siamo comunque esseri umani ed è normale avere dubbi).

Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra lo stile di vita tunisino e quello italiano?

Darei ai Tunisini due categorie distinte, quelli che si sforzano a continuare a seguire i loro usi e costumi tradizionali uscendo ad esempio da casa in ciabatte o donne con veli variopinti sul capo a quelli che invece si sentono occidentali al 100%. Vestiti esattamente come in Europa, con donne emancipate più che nella cara vecchia Europa mischiando chiome fluenti a veli variopinti portati con disinvoltura in testa magari con un paio di jeans attillati e una maglietta più o meno scollata.
Noi Italiani forse siamo un po’ troppo sofisticati e badiamo a tante sfaccettature a volte troppo provinciali, senz’altro troppo legati a stereotipi e congetture, forse abbiamo avuto troppo dalla vita, qui le persone sono abituate ad accontentarsi di quello che hanno e di quello che danno i raccolti nei campi (la Tunisia ha un enorme polo agricolo), la frutta e la verdura, a volte non è bella da vedere ma è squisita e genuina, il tanto vilipeso olio Tunisino è eccellente e soprattutto non è artefatto (sempre se non lo si compra nei supermercati). Diciamo che ho scoperto il piacere di andare a fare la spesa alla Medina, per venditori ambulanti o piccole botteghe passando per i supermercati (ci sono diverse catene tra cui Carrefour) solo per acquisti specifici.

C’e' un quartiere/zona di Sousse dove consigli agli espatriati di cercare casa?
È sempre legato tutto al budget ed alle necessità individuali, Sousse è tagliata longitudinalmente da 5 arterie di cui 3 sono principali, la prima, verso il mare è la turistica, per i gusti degli Europei diciamo che tutte le abitazioni che si trovano in prossimità della turistica sia verso il mare che verso l’interno sono valide partendo da Kezema Est (un quartiere di Sousse) e passando da Hammam Sousse, El Kantaoui, Tantana e Chott Meriem fino ad arrivare ad Hergla (un paese verso nord).

Gli “scorci da non perdere” di Sousse e dintoni: cosa ci suggerisci di vedere…magari qualche angolo caratteristico al di fuori del classico circuito turistico?

La Tunisia è tutta da visitare, e Sousse non ne è da meno, la sua conformazione turistica purtroppo la penalizza ma se ci spostiamo di poco, a circa 60 km a sud troviamo El Jem con il terzo anfiteatro romano in perfetto stato di conservazione (i primi due sono il Colosseo e Pompei) e le terme, Hergla è un paesino che per i miei gusti è stupendo, tutta la zona sul mare in prossimità del porto dei pescatori è tutta composta da abitazioni bianchissime con porte e finestre cobalto (una tonalità di blu), la medina stessa di Sousse e quella di Monastir per non parlare poi di Tataouine dove è possibile ammirare il set di Star Wars (il pianeta tatooine del film prende il nome proprio dalla località tunisina dove lo hanno girato).
Ci credi che con tutte le cose che abbiamo da fare ancora non abbiamo iniziato i giri turistici? E ci dicevano che in Tunisia tutti seguono un ritmo lento!

Parliamo un po’ di cucina: qual è il tuo piatto tunisino preferito?
E una cucina molto piccante, senz’altro mi piace il “Makloub de viande” che è una specie di calzone ripieno di carne di manzo e spezie tra cui l’harissa (una salsa molto piccante).
Mi piace anche comprare da una bottega la Tabuna appena sfornata (è una specie di pane arabo rotondo) ma sono costretto a prenderne sempre due per portarne a casa almeno una.
Quando vogliamo strafare con amici andiamo in un ristorante (non pensare ai ristoranti italiani, è un locale con dei tavoli e delle sedie, arrivi, saluti, scegli la carne o il pesce che vuoi mangiare e soprattutto quanti kg ne vuoi (è importante non ragionare con lo stomaco) poi ti accomodi e mentre te la cucinano alla brace in diretta ti servono tanti antipasti locali.
Pensa che vedendo che mettevo un po’ di olio sul pane per assaggiarlo ora ogni volta che vado mi presentano un piattino con un po’ di olio… la carne dopo un po’ arriva in piatti da portata fumante.
Cosa dire? E’ squisita!

Hai già imparato qualche parola di arabo?
Prima di venire qui alcuni colleghi mi insegnavano battute improbabili in un arabo molto maccheronico tipo “Kam jamil fauqa hata al jamal” che vorrebbe significare secondo una traduzione avvenieristica “come sei bello a cavallo a sto cammello“.
Sapevo qualcosina proprio di base come i saluti (un Salaam Alaikum – La pace sia con te, non si nega a nessuno e sono contenti di riceverlo), comunque non è servito sforzarmi di impararlo, di norma parlano tutti francese, se qualcuno di loro conosce l’italiano o l’inglese ci tiene a farlo notare e cerca in tutti i modi di parlare nell’altra lingua anche alzando di poco il livello di voce per far sentire agli amici che sta dando prova di cultura.
L’unico che raggiunge una confusione cerebrale parlando come “il frate Salvatore di nel Nome della Rosa” che mischiava tutte le lingue contemporaneamente, sono io.

Com’è la tua giornata tipo?
Sveglia la mattina alle 7, la cucciola di Cane da montagna dei Pirenei che ormai ha otto mesi e pesa 40 kg prima prova ad avvicinarsi con il muso, poi se non ci alziamo salta con due zampe sul letto facendoci letteralmente volare fuori, i bisognini chiamano e devo aprirle la porta per farla andare in giardino.
Di norma per le 9 siamo lavati e stirati, in macchina e andiamo a svolgere alcune pratiche.
In due mesi ancora non abbiamo avuto molti giorni tranquilli in casa.
La spesa ad esempio la facciamo quasi giornalmente nelle piccole cose lasciando le scorte di carne e pesce per i primi giorni della settimana al mercato della medina di Sousse, qui macellano gli animali il lunedì invece per la pesca il fermo dei pescherecci è la domenica.
La carne è eccellente e va fatta congelare per un paio di giorni in modo da frollarla un pochetto, per il pesce invece non serve porsi troppe domande sulla sua freschezza, alcune specie le vendono ancora boccheggianti.

Com’è il clima a Sousse?
Ci credi che abbiamo avuto dei giorni freddi? Poi è uscito il sole e… mi sono raffreddato.
Certo il concetto di freddo è relativo, sto in polo a maniche corte e maglioncino di cotone, insomma nulla a che vedere con quello montano di alcune regioni italiane.
Questo inverno comunque è stato molto mite, nel blog metterò degli aggiornamenti sul clima man mano che si avvicina l’estate.
Le case sono tutte con vetri a specchio che dovrebbero garantire un controllo termico all’interno (speriamo).

Come ti sposti all’interno della città: mezzi pubblici, taxi oppure hai acquistato una macchina?

Per ora sto godendo dell’opportunità di avere la mia macchina per un anno, per Gennaio del prossimo anno dovrò portarla via e deciderò cosa fare.
Ci sono parecchie occasioni e non è vero che le macchine usate sono bidoni e costano troppo, ci sono anche quelle ma bisogna cercare l’occasione.
I mezzi pubblici cittadini sono degli autobus snodati (ma presumo siano impiegati principalmente dai ragazzi), i taxi a costi molto contenuti che passano in continuazione e i louage che sono dei taxi collettivi che offrono le corse a prezzi davvero irrisori.
Qualche tassista furbone comunque si trova sempre, è buona norma quindi patteggiare prima il prezzo della corsa.

Le cose che più apprezzi della tua nuova vita…
Sai prima capitava che con bollette da pagare, conti vari capitava di rimanere con 600 euro poco dopo aver preso lo stipendio, si iniziava a sudare freddo e si ragionava su come fare ad arrivare a fine mese, qui pensi che 600 euro sono oltre 1300 dinari tunisini e ti passano le palpitazioni.
Se faccio rifornimento il gasolio mi costa 1,200 Dinari al litro (circa 52 centesimi di euro) con 20 Dinari metto l’equivalente di 23 euro spendendo circa 8 euro. Si ha una serenità di vita impagabile con altre priorità, poco fa passavo con la macchina per una strada non distante da casa, un signore che abbiamo incrociato ha salutato, era un perfetto sconosciuto ma si era reso conto che eravamo stranieri e quindi era giusto salutare.
Ci hanno detto che in Tunisia come nel mondo arabo non hanno simpatia per i cani, pensa che noi siamo animalisti e di cani ne abbiamo due, una meticcia Lupo Cecoslovacco/Husky/Akita e una cucciolona di Montagna dei Pirenei, le persone ci fermano per strada chiedendoci di fare le foto con i cani, molti le vengono a vedere come se fossimo allo zoo, insomma abbiamo trovato molta cordialità e simpatia.
Ci sono cani randagi ma si trova sempre qualcuno che dia loro qualcosa da mangiare, i gatti sono protetti (anche dal Corano) e un po’ tutti li coccolano, peccato che non è diffusa la sterilizzazione delle colonie feline quindi si assiste a una certa proliferazione indiscriminata.

Ci sono dei luoghi di ritrovo tra Italiani in città?
Ci sono dei bar dove a volte si incontrano piccoli gruppi di Italiani come l’High Square ma dopo alcune frequentazioni e conoscenze non proprio felici abbiamo optato per il passaparola, ci si sente al telefono anche per scambiarsi una chiacchiera o per sentire se va tutto bene e ci si organizza magari facendo commissioni o pranzando insieme.
A volte la gentilezza e la disponibilità sono la medicina migliore per una corretta socializzazione.

Raccontaci quali sono i passi da compiere per un'integrazione soddisfacente in Tunisia…
Per concludere ti posso quanto ho già inserito sul forum e che alla fine rappresenta il fulcro del nostro espatrio: “L'integrazione non l'abbiamo sentita anche perché i vicini di casa sono venuti loro a cercare di integrarsi con noi, tutti quelli che hanno lavorato in Italia o che parlano l'italiano ci tengono a precisarlo e parlano tutti con gioia della nostra nazione.
Dopo un mese e mezzo, ci pensavamo proprio oggi e ne abbiamo parlato, scendere dalla nave è stato un dramma, i primi giorni eravamo pieni di ansie e paure e cercavamo di non far preoccupare l'altro, piano piano (e neanche troppo piano) ci sentiamo a casa.
Per integrarsi non serve portarsi le nostalgie e le chiacchiere stereotipate da casa nostra, non serve pensare che a casa nostra si mangia meglio, si beve meglio, il sole è più caldo e il mare è più blu, qui non si muore di fame quindi basta mangiare, bere e fare la spesa nei posti usati dai locali, oltre che più conveniente a livello economico i prodotti sono più genuini e se le persone ci nascono e ci vivono, possiamo farlo anche noi mettendo da parte la nostra superiorità e arroganza.
Insomma è un bel salto nel vuoto ma poi si riesce anche ad essere felici”.

Buon espatrio
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Anto&Simo Più volte espatriato
Utente da 25 Luglio 2014
Sousse, Tunisia
2 Commenti
Anto61
Anto61
7 mesi fa

Ottimo--

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DuDj
DuDj
8 mesi fa

il reddito pro capite di quanto è con quale reddito si puo espatriare?

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Italiano nato in Svizzera, Diego inizia a girare il mondo per lavoro dopo il diploma alla scuola alberghiera. Vive in Inghilterra, Stati Uniti, St. Moritz, si imbarca sulle navi da crociera fino a che conosce la donna della sua vita, Brasiliana, ed assieme decidono di iniziare una nuova vita a Porto de Galinhas, destinazione turistica non distante da Recife, famosa per le sue spiaggie di sabbia bianca.

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