Conto corrente in Portogallo e in Italia

grazie Roger per la utilissima precisazione
come dicono gli inglesi
"better safe than sorry"
quindi conserviamo le "evdences" del nostro espatrio per dieci anni
non mi sembra un gran sacrificio

Perdonatemi, se ho capito bene, il conto in Italia si pure mantenere ma occorre segnalare la residenza estera.
Ma è indispensabile aprire un conto in Portogallo quando oggi con gli strumenti di pagamento si può operare dappertutto?
Siamo sicuri che non si possa mantenere l'accredito della pensione in italia su un conto corrente per NON RESIDENTI?
Grazie
Giuseppe

Nessuno ha mai detto diversamente ... Si può.. e non sarà richiesta la prova di esistenza in vita. Una eventuale cointestazione con persona  residente ita comporterà la scissione, non possono coesistere fiscalità differenti.

io credo che in italia si possa avere un conto corrente, ma classificato residente estero

In proposito, per ogni utilità,  riporto la mia esperienza.
All'espatrio (2017) non avevo fatto nessuna valutazione in proposito.
Dopo il trasferimento, dopo aver aperto un c/c qui in PT, dopo aver atteso l'accredito della pensione qui, e verificata la corretta "canalizzazione", alla prima occasione di un rientro in Italia ho provveduto alla estinzione di ogni deposito (c/c bancari, prepagate, PostePay, ecc.) così  facendo piazza pulita di qualsiasi legame finanziario.
Alla necessità di incassare una somma (alcune migliaia di €, non certo decine/centinaia) derivante dalla cessione della proprietà di un piccolo appezzamento di terreno, ho provveduto al versamento dell'assegno circolare "NT" a me intestato sul c/c bancario a me intestato.
L'addetto  mi ha fatto sottoscrivere la distinta di versamento dell'assegno considerato "estero"...e naturalmente l'assegno.
Era verso metà settembre 2018.
Passano alcuni giorni e mi telefona la banca informandomi che "per scelta commerciale la banca accetta (negozia) assegni esteri fino all'importo di € 4.999,00" ...(!!!)...il mio eccedeva...
A domanda: allora se io avessi presentato (ad esempio) due assegni uno di 4.000.00 e un altro di 2.000.00...sarebbero stati accettati?...
Risposta: si, naturalmente...
Ho cominciato un sondaggio presso altre banche...(addirittura alcune non accettano assegni esteri)...insomma preferisco un pellegrinaggio a Fatima...
A fronte dell'inghippo e in previsione di un prossimo rientro in Italia ho preferito portarmi dietro l'assegno.
Ho aperto un nuovo c/c in qualità di "cittadino italiano residente all'estero" sul quale ho depositato l'assegno e dopo qualche giorno erano "disponibili"...Difetto: si passano i 100 €/anno.
QUINDI: se per la "normale" attività  sarebbe sufficiente il c/c in PT...in alcune occasioni -magari le più "importanti"-...potrebbe essere utile un c/c Italia.
Nel mio caso, avendo in corso la vendita della mia casa, senza ombra di dubbio...al rogito solitamente ci si regola con assegni circolari...
Ah!, dimenticavo di precisare che la banca mi ha cuccato 16,54 euro come commissione di negoziazione di un servizio mai effettuato... quindi aperto reclamo, sollecitata più volte una risposta...a tutt'oggi si fanno di acqua... inoltre aperto altro reclamo per sapere dove sta scritto (per le informazioni al cliente) il limite indicato...sempre acqua... nonostante che allo sportello siano gentilissimi.
Nella speranza di poter essere -anche se mi sono un po' dilungato- utile a qualche altra persona saluto tutti quelli che hanno letto.
Oscar.

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