"Essere un expat Ŕ una esperienza che ti segna per tutta la vita e non Ŕ una cosa per tutti"...

Intervista
Pubblicato 8 mesi fa
Modificato 8 mesi fa

Vi presento Tiziano, un insegnante toscano che si è trasferito in Cina. Vive a Linping, una frazione a nord di Hangzhou, da più di tre anni. Dopo un periodo di studi presso l'università della città, un'esperienza lavorativa in una ditta locale come commerciale estero, al momento è maestro di inglese in un asilo.

Tiziano76

Tiziano76

I'm Tiziano from Italy. In my life i did a huge number of experiences and each one has helped me to be the man that today I am. I started to travel around Europe when I was 7 years old with my family i visited a lot of places and met a ...

Parlaci di te: chi sei e da dove vieni?

Mi chiamo Tiziano e sono nato nella ridente (oddio nemmeno troppo ultimamente) città di Carrara nel nord della Toscana. Sono un maestro diplomato presso l’istituto magistrale con vecchissimo ordinamento e quindi, possessore di quella fantomatica abilitazione che molti ad oggi ambiscono.
Purtroppo, grazie agli innumerevoli pasticci combinati dagli ultimi anni dai nostri governi, adesso pare che il mio diploma sia equivalente a carta straccia e nonostante l’abilitazione, non ho diritto ad una cattedra fissa ma solo supplenze più o meno lunghe in una graduatoria gremita di persone che si scannano per 3 giorni di supplenza.

Dove vivi in questo momento?

Vivo in Cina ad Hangzhou, anzi per essere proprio precisi vivo a Linping, una piccola frazione a Nord della metropoli ma che ne fa amministrativamente parte.

Ti sei trasferito solo o in famiglia?

Mi sono trasferito da solo, non sono sposato, non ho figli ed è stato perciò facile decidere di ritentare la sorte dall’altra parte del mondo.

Che strumenti hai usato per reperire informazioni sulla destinazione prima di trasferirti?

In realtà il mio trasferimento ha una storia molto particolare: circa 4 anni fa un mio caro amico ha trovato lavoro qui e si è perciò trasferito con la famiglia.
Essendo io sempre stato attirato dall’Oriente (anche se ad essere proprio onesti puntavo più al Giappone) ho colto la palla al balzo ed ho chiesto se fosse possibile andare in Cina in vacanza ospite da lui. Ovviamente ha acconsentito e mi ha istruito su tutto ciò che avrei dovuto fare per venire qui.
Quando sono stato in questa magica terra ho sentito qualcosa di particolare e dopo una settimana di permanenza ho deciso che non me ne sarei più andato.

Appena sbarcato, qual è stata la prima sensazione che hai provato?

Tralasciando la stanchezza del viaggio devo dire che ero molto curioso.
Conoscevo poco della Cina e dei Cinesi, se non quello che si legge sui giornali o si vede in televisione. Ma da quanto mi aveva raccontato il mio amico, che già stava qui da un anno, la maggior parte di ciò che conosciamo in Occidente è falso o comunque distorto da una sorta di pregiudizio che abbiamo nei confronti di questo popolo e del suo governo.

Quanto tempo ti ci è voluto per ambientarti?

Sono sempre stato abituato a viaggiare ed ho imparato ad adattarmi molto velocemente agli ambienti nuovi e diversi, la Cina non ha fatto differenza. Anche perché lo stesso popolo cinese fa di tutto per metterti a tuo agio.

Che lavoro fai?

Al momento sono maestro di inglese in un asilo, ma ho speso il primo anno a studiare la lingua all’università di Hangzhou ed il secondo lavorando in una ditta come commerciale estero.

Come hai fatto a trovare questo lavoro?

Trovare lavoro come insegnante in Cina non è difficile, specialmente se sei occidentale e soprattutto Europeo o Americano. Semplicemente ho risposto ad un annuncio trovato su un sito dedicato al lavoro e mi hanno contattato dopo poche ore.
Fatto il colloquio e la lezione di prova è stato facile farsi assumere, anche perché, nonostante io sia Italiano, la mia pronuncia inglese è molto buona ed è quello che per loro conta di più. E poi ho comunque anni di esperienza alle spalle come insegnante.  

Quali sono le prime cose, a livello burocratico, che un espatriato deve fare per vivere e lavorare lì?

La prima e fondamentale cosa da fare è presentarsi alla stazione di polizia più vicina entro 24 ore da che si è giunti in Cina. Questo perché loro vogliono sapere chi arriva in città e in caso succeda qualcosa è sempre bene che la polizia sappia chi sei, dove vivi e cosa fai.
Per quanto riguarda la questione visti di lavoro la faccenda è parecchio complicata ed è continuamente in evoluzione. Tendenzialmente se si vuol lavorare in Cina è indispensabile avere un visto lavorativo (z) che deve essere fatto dalla ditta in cui si va a lavorare. 

Di che tipo di visto sei in possesso? 

Al momento ho un visto lavorativo (z) che dovrò rinnovare a breve.

Come ci si deve muovere per trovare casa ad Hangzhou?

Spesso sono le stesse aziende o scuole che assumono un expat a provvedere a trovare una casa o un alloggio nei loro dormitori, ma è anche possibile rivolgersi ad alcune agenzie immobiliari o tramite amici. Ma per queste ultime due è indispensabile la conoscenza anche minima della lingua cinese dato che, almeno qui, l’inglese non è ancora molto conosciuto.
Per Shanghai, Hangzhou centro e in genere tutte le grandi metropoli cinesi è ben diverso.

Quanto ti costa vivere li? Affitto, bollette, cibo… 

Io ho un appartamento molto carino e grande con tre stanze da letto, soggiorno, bagno e cucina e pago 2000 yuan al mese (circa 250 euro).
Le bollette sono bassissime, basti dire che il mese scorso di acqua ho pagato 20 yuan (meno di 2 euro), di corrente 120 (circa 15/16 euro) e di gas 30 (circa 3 euro)…E non sono uno che risparmia su corrente o acqua, faccio lavatrici, docce, cucino e lavo i piatti.
Il cibo occidentale è chiaramente più costoso, ma comunque altamente abbordabile da chiunque, se poi invece si decidesse di vivere da cinese e mangiare quello che mangiano loro si potrebbero fare 3 pasti al giorno con meno di 15 euro.

Com’è una tua giornata tipo?

Dalle 8.30 alle 17.00 sono al lavoro a scuola, ho una pausa pranzo di 3 ore (dalle 12 alle 15) e finita la giornata lavorativa solitamente torno a casa o faccio la spesa in caso ci sia bisogno.
A volte la sera esco con qualche amico, oppure mi guardo un film. Il fine settimana invece esco e faccio quasi mattina in giro per locali o KTV. 

Come si può trascorrere il tempo libero ad Hangzhou?

Innanzitutto Hangzhou è considerata dagli stessi Cinesi la più bella città della Cina, un loro vecchio proverbio recita: “Lassù c’è il paradiso, quaggiù ci sono Hangzhou e Suzhou”.
Nella parte ovest della città c’è un enorme lago pieno di isole sul quale è molto piacevole passeggiare.
La città è molto verde e quindi si trovano scenari davvero affascinanti facendo il periplo del “XiHu” nome con cui chiamano il lago. Ci sono poi alcuni quartieri tradizionali, con case del tè dove poter gustare la bevanda servita in modo tradizionale, strade dove si trova lo street food tipico e templi e pagode che meritano di essere viste almeno una volta nella vita.
Per chi ama la vita notturna ci sono discoteche, pub, locali di ogni genere ed anche qui è facile trovare posti più o meno tradizionali poco frequentati dagli stranieri dove intrattenersi con la popolazione per lo più locale.
E poi ovviamente ci sono le KTV, enormi palazzi che fungono da karaoke con centinaia di stanze private prenotabili dove i Cinesi amano chiudersi a cantare e bere in compagnia. Questo popolo ama spasmodicamente il canto e non hanno imbarazzo a cantare sia che siano capaci sia che non lo siano.

Come sono considerati gli espatriati dalla popolazione locale?

Qui dove vivo io siamo molto ben visti, tre anni fa quando arrivai erano molto curiosi perché di stranieri ne avevano visti davvero pochi. Ora le cose sono un po’ cambiate, la città cresce e ci sono sempre più “waiguoren” quindi sono amichevoli, ma meno curiosi di conoscerci. Anche se ancora oggi capita che qualcuno scatti foto a tradimento sull’autobus o al supermercato.

Quali sono gli operatori locali per la telefonia mobile? È semplice procurarsi una sim?

Ad Hangzhou ci sono due grandi compagnie “China Mobile” e China Unicom”; per avere una sim basta recarsi ad un loro punto vendita o anche in aeroporto all’arrivo e chiedere quale sia la tariffa che ci interessa di più. Certo se fatta fuori dall’aeroporto anche in questo caso è bene conoscere la lingua altrimenti si passano un paio di ore a cercare di capire cosa ti stanno chiedendo (lo dico per esperienza personale).

Cosa ne pensi del livello di sicurezza personale nella zona dove vivi?

Credo che non esista al mondo un paese più sicuro della Cina. A qualsiasi ora del giorno e della notte si può girare tranquillamente senza correre rischi di nessun tipo.

Quanto è importante conoscere la lingua locale per vivere e lavorare lì?

Dipende molto dal lavoro che si vuol fare. Come insegnante di inglese conoscere la lingua aiuta, ma spesso le scuole considerano un surplus il fatto che lo si parli o no.
Se invece si cerca un lavoro più orientato al commercio, alle aziende manifatturiere o nella ristorazione è bene conoscere la lingua per non avere fraintendimenti.
Per vivere (qui a Linping) è fondamentale perché, come già ho detto qui l’inglese non è ancora molto parlato e sono davvero pochi quelli che sanno andare oltre al “Where are you from?”.
Spostandosi ad Hangzhou centro è tutto molto più internazionale e nonostante la maggior parte della popolazione non parli altro che cinese, quasi tutti i servizi principali, negozi, banche, uffici ecc. hanno personale che parla molto bene l’inglese.

Assistenza sanitaria: gli espatriati devono stipulare un’assicurazione medica privata?

Sarebbe sempre meglio averne una, spesso sono le stesse aziende che forniscono il servizio sanitario agli stranieri che lavorano per loro, ma coprono fino ad un tot le spese mediche. 

Quali sono le caratteristiche climatiche della zona dove vivi?

Hangzhou ha un clima molto umido, con estati calde e afose, le temperature ad agosto arrivano sui 40 gradi, ma ciò che si percepisce è spesso molto di più.
Questa estate ricordo che abbiamo avuto giornate in cui la percepita era intorno ai 50 gradi.
Gli inverni sono corti e miti. Raramente si scende sotto lo zero.
Hangzhou ha 2 stagioni delle piogge una a fine maggio/giugno ed una ad ottobre ma molto corta.

Cosa ti piace di più e cosa apprezzi meno della tua vita da expat a Hangzhou?

A me piace confrontarmi con culture diverse e conoscere persone nuove.
Qui ogni cosa all’inizio era un’avventura, dal fare la spesa all’andare in stazione a prendere un treno. Col tempo ci si abitua e ogni cosa diventa sempre più normale. Questo è ciò che io considero essere “cittadini del mondo”.
I lati negativi sono che sei lontano da casa ed amici, che quando ritorni il mondo che conoscevi è andato avanti senza di te e soprattutto che dopo un’esperienza come questa ritornare nella routine della vita italiana è davvero difficile.
Essere un expat è una esperienza che ti segna per tutta la vita e non è una cosa per tutti. Occorre un enorme spirito di adattamento, pazienza e forza di volontà per non cedere nei momenti più duri. Ma ti dà tanto sia in termini umani che di esperienza di vita.
Ho conosciuto persone che mi porterò sempre nel cuore anche se un giorno dovessi abbandonare definitivamente questa magica terra di mezzo (Zhong Guo, il nome con cui i cinesi chiamano la loro patria, letteralmente significa terra nel mezzo).