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Intervista: Marco a Pechino

Ciao a tutti!  :)

Con piacere metto a disposizione del forum la testimonianza di Marco.
Ricercatore scientico, originario di Matera e specializzato in fisica teorica, ha lasciato il Bel Paese per trasferirsi prima a Kyoto, in Giappone e poi a Pechino dove vive attualmente.
Lavora presso la UCAS (University of Chinese Academy of Sciences), a Yuquanlu.

Vi riporto un estratto della sua intervista:

Quali sono i motivi principali per cui hai deciso di trasferirti a Pechino?

Il motivo principale per cui mi sono trasferito a Pechino è la quasi totale impossibilità di svolgere ricerca in Italia e costruirsi un futuro più o meno dignitoso.
Dopo tanti anni in cui ho lavorato sia in Italia che all’estero (l’esperienza più lunga prima di quella cinese è stata una di due anni a Kyoto, in Giappone) mi sono ritrovato senza possibilità di continuare a fare quello per cui ho studiato, lavorato e prodotto per diverso tempo.
Non ho voluto buttare all’aria tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare al livello raggiunto prima di trasferirmi in Cina, per cui ho deciso di fare il passo e lasciare l’Italia.

Di cosa ti occupi attualmente?

Faccio ricerca presso una università, nel campo delle interazioni forti e del quark-gluon plasma.
Questi argomenti di ricerca sono importanti sia per comprendere il sistema che si forma nelle collisioni studiate al CERN di Ginevra, sia per studiare le proprietà di oggetti stellari compatti come le stelle di neutroni, che l’universo primordiale prima e durante la transizione da quark-gluon plasma ad adroni.

Dal punto di vista professionale, cosa ti offre la Cina più dell’Italia e perché?

La Cina, al contrario dell’Italia, ha investito negli anni passati e investe tuttora moltissimo nella ricerca e nell’insegnamento universitario.
In Italia sembra che non ci sia la capacità di comprendere l’importanza di uno sviluppo culturale che solo la ricerca e la crescita delle università possono portare.
Da questo punto di vista, la Cina offre molte più possibilità dell’Italia. Ci sono molte posizioni disponibili all’interno di università ed enti di ricerca, il che ha attratto molti ricercatori e docenti sia cinesi che stranieri, i quali stanno contribuendo allo sviluppo culturale del Paese e all’affermazione della Cina come potenza di riferimento nel quadro scientifico mondiale.
Le possibilità di trovare un lavoro presso università ed enti di ricerca in Cina sono concrete ed io ne sono l’esempio lampante: sono arrivato a Pechino a Gennaio 2016 con un contratto da ricercatore a tempo determinato della durata di due anni, a Luglio dello stesso anno mi avevano già proposto di visitare un’università per una posizione permanente da professore ordinario, il cui contratto l’ho firmato a Gennaio 2017.
E come me ci sono tantissimi altri stranieri che vivono in tutta la Cina che hanno storie lavorative simile alla mia.

Continua a leggere l'intervista : www.expat.com/it/intervista/745_marco-a-pechino.html

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Saluti,

Francesca

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