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Intervista: Dario a Magonza

Ciao a tutti!  :)

Con piacere metto a disposizione del forum la testimonianza di Dario che si è trasferito con la famiglia a Mainz un paio d'anni fa. Lavora come tecnico informatico per una grande azienda locale. 

Vi riporto una parte della sua intervista:

Basandoti sulla tua esperienza precedente ed attuale, hai notato delle differenze tra il mondo del lavoro italiano e quello tedesco?

In Germania tutto è chiesto "per favore", anche se è il tuo lavoro. Non ho paura di dire quello che penso, se ho una buona idea il mio capo non si prende il merito e lo fa presente al suo capo. Se sto male, sto a casa, punto. Non devo far finta di fare qualcosa, anche se non c'è niente da fare. Per il caldo non sono arrivate tante spedizioni. Io ho passato intere giornate su FB ed il mio capo a guardare Dragon Ball e Youtube. In Italia ho dovuto anche mangiare sul banco da lavoro dove avevo appena smontato una valvola. Al lavoro ci si da una mano, se qualcuno sa qualcosa in più degli altri la condivide.

Quali sono le prime cose da fare quando ci si trasferisce in Germania? A livello sia pratico che burocratico, qual'è l'iter da seguire in ordine d'importanza?

Consiglio di avere il passaporto oltre alla carta d'identità. Anche se negli uffici la C.I. è accettata, con il passaporto si fa tutto e subito. La pergamena del Diploma è quasi d'obbligo, esiste un ufficio che riconosce i diplomi italiani e il nostro diploma di scuola superiore qui vale oro se si considera che la scuola dell'obbligo è quasi come la terza media italiana. Non conviene avere molti contanti con sé, meglio una (o due) Postepay che in caso di emergenza un parente può ricaricare da casa e si possono prelevare fino a 250 euro al giorno alla Sparkasse pagando solo 1.70 di commissioni. Io sono salito con l'auto ed ho fatto la revisione poco prima in modo da avere due anni di tempo (ed un tetto dove dormire in caso di emergenza). Prima di salire bisogna prima valutare la zona in cui si andrà a stare. Inutile andare a Francoforte, a Berlino o a Monaco perché "è figo da dire agli amici". Tutte le grandi aziende hanno i centri produttivi al di fuori dei centri abitati. Esempio. A Saulheim (7000 abitanti) c'è il deposito della Posta, dove lavorano circa 500 dipendenti e poco più avanti la SUTTER (la Amadori tedesca) con circa 1200 dipendenti. La parola d'ordine è "preparazione". Prima di salire sfogliavo i volantini online per farmi un'idea di quanto avrei speso per mantenermi i primi tempi e quanto avrei speso con la mia famiglia, prendendo in considerazione l'idea che avrei dovuto mantenermi per due mesi senza lavoro, cosa che per fortuna non è successa.


Continua a leggere l'intervista : www.expat-blog.com/it/intervista


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Saluti,

Francesca

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