Vorrei trasferirmi e lavorare a Boston

Ciao,
sono Gabriele, ho 36 anni e attualmente lavoro a Roma come IT Specialist Consultant (nel mio caso specifico sto lavorando come Linux System administrator in outsourcing per SKY).
Vorrei trasferirmi a Boston e cominciare a lavorare qui (dove sono ora temporaneamente in vacanza fino al 12 di luglio).
Mi piacerebbe lavorare come fotografo o nel mondo della fotografia dato che si tratta del mio lavoro precedente, sicuramente molto più creativo e meno noioso del mio lavoro attuale, o come IT Desktop support/help desk, ma sembra davvero difficile se non impossibile trovare aziende che offrano sponsorship.
Non ho alcun problema con l'inglese che reputo la mia seconda lingua.
Ho contattato già un'agenzia di staffing (PSG) e sembravano entusiasti fino al momento in cui gli ho fatto presente necessitassi di sponsorship perché dicono siano in poche le aziende ad offrirla.
Però ormai da anni l'Italia mi sta davvero stretta in tutti i sensi, non lo reputo un paese vivibile o dove si possa avere alcun futuro (della serie bello ma non ci vivrei, va bene per una vacanza), qui invece tutto è tenuto bene e funzionante e seppure il costo della vita sia alto gli stipendi coprono ampiamente la differenza.
Insomma ormai vivo nell'insofferenza dell'Italia e di un lavoro che non mi piace e che viene pagato davvero troppo poco per le competenze necessarie.
Voi come avete fatto?

P.S. se voleste vedere un po' delle foto che sto scattando a Boston le trovate qui: flickr.com/gabriele83

Ciao Gabriele, io sono in zona Atlanta da un mese, ho avuto fortuna che la vecchia azienda italiana per cui lavoravo mi ha richiamato per venire a lavorare qua.
Penso che l'unica maniera concreta per venire qua sia un lungo percorso con qualche azienda italiana che possa dimostrare che tu sia indispensabile per il funzionamento dell'azienda qui in America e a livello informatico potresti avere qualche chance se prima fai gavetta (per la stessa azienda) in Italia.
Per la fotografia purtroppo o una volta qua lo fai come secondo lavoro o devi aspettare la green card.
Quindi informati sulle aziende italiane.
Per il tuo lavoro ti pagherebbero decisamente bene.
In bocca al lupo, mi auguro che tu ce la faccia

In realtà la mia azienda ha anche una mini sede qui a Cambridge, ma penso sia più un mini ufficio di rappresentanza con una sola persona che altro, e ancora sono una figura junior nonostante l'età, avendo iniziato il lavoro per quest'azienda solo a gennaio di quest'anno e non avendo mai lavorato seriamente prima a livello enterprise in questo ambito.
Il fatto è che io sia un po' un jack of all trades, infatti in precedenza ho lavorato anche come venditore in un negozio di elettronica di consumo negli aeroporti di Fiumicino ed Heathrow, però non mi occupavo solo della vendita ma anche dell'assistenza, della formazione del personale e della creazione di campagne di marketing (anche se alla fine risultavo sempre pagato ed inquadrato come semplice venditore).
Altra cosa è che non ho attualmente delle certificazioni in materia, e l'università l'ho quasi finita ma mai completata per varie vicissitudini, mi pare mi mancassero qualcosa come 3-4 esami ma fra riorganizzazione molteplice dei vari ordinamenti + fuoricorso + morte del professore con il quale stavo preparando la tesi + disorganizzazione più totale de La Sapienza che mi ha fatto perdere anni, tutto è andato a rotoli e ormai è troppo tardi. :-(
Ho sicuramente una formazione universitaria, ma non ho il pezzo di carta.
Penso che la possibilità maggiore derivi dalla green card ma per vincerla ci vuole un gran...ehmm volevo dire molta fortuna e fin'ora nella vita non ne ho avuta davvero, ovviamente proverò lo stesso però.
Quando pensi ci sarà la prossima lotteria? Ottobre?
Grazie ancora.

Spero ad ottobre, comunque io sono perito meccanico e ora mi occupo di electronic field service engineerIng supervisor, il tutto perché ho dimostrato in primis all'azienda italiana che la passione per il proprio lavoro supera a volte gli studi , poi la sede in America ha dimostrato che per seguire l'assistenza di questi macchinari hanno cercato sul suolo americano ma nessuno ha accettato e per il corretto funzionamento aziendale serve la mia figura (data la pregressa esperienza nell'azienda).
Bastano anche pochi mesi in realtà, con un'annetto dovrebbe essere più facile

Forse il difficile sarà proprio quello che dici tu, cioè dimostrare che non ci siano Americani adatti o competenti nel ruolo.
Ma soprattutto il fatto  che siano davvero poche le aziende che offrano sponsorship e non capisco bene il perchè.

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