Intervista a Daria del blog Bacchette&Forchette

Ciao a tutti!

In Agosto abbiamo selezionato per voi il blog Bacchette&Forchette scritto da Daria, expat a Shangai.

Daria mi ha raccontato un po' di lei e del suo blog in una bella intervista di cui riporto una parte:

Cosa ha ispirato il titolo del blog “Bacchette&Forchette”?

La mia passione per la cucina e il cibo. E' inevitabile, casco sempre lì. Volevo qualcosa di simbolico, di immediatamente riconoscibile nell'immaginario collettivo, che suggerisse le differenze tra i due Paesi, ma allo stesso tempo anche un filo comune.
In entrambe le culture infatti la tradizione culinaria e gastronomica è profonda e riveste un ruolo importante. E così le bacchette e le forchette riassumono tutto questo: due strumenti di uso quotidiano così diversi tra loro - quasi iconici - che suggeriscono il legame che entrambi i Paesi hanno con il cibo. Poi faceva rima, fattore decisivo. 

Quali differenze sostanziali hai potuto riscontrare tra lo stile di vita cinese e quello italiano?

Le differenze non sono poche ed è difficile generalizzare.
La cosa che forse colpisce di più – almeno qui a Shanghai – è la dipendenza dalla tecnologia e internet: qui si fa tutto con il cellulare e con le app. In Italia al confronto siamo dei dilettanti.v Pagare, chiamare i taxi, prendere la bicicletta, l'ombrello in metro, perfino chiedere l'elemosina! E ovviamente comunicare con le altre persone. C'è una vera e propria dipendenza, il cellulare qui è un'appendice della mano, che viene usata in ogni situazione e di continuo, anche mentre si va in motorino o in bicicletta. Con conseguenze che vi lascio facilmente immaginare.
Sono molto meno individualisti di noi occidentali, fanno molte cose insieme, e in tanti. Sono sempre tanti.
In realtà oltre a differenze ho trovato anche più punti di contatto.
Il piacere per il cibo e la buona cucina: se vuoi far contento un cinese regalagli del cibo.
La struttura e l'organizzazione della famiglia, l'importanza riservata ai bambini (che hanno una festa nazionale tutta per loro), la mamme molto attente e premurose e il ruolo fondamentale dei nonni.
I giovani si sposano prima rispetto all'Italia, e hanno bambini prima. Ciò influisce molto sulla loro vita sociale che mi pare molto meno attiva, incentrata sulla famiglia, rispetto alla stessa fascia di età in Italia.
Per quello che ho potuto vedere finora qui nella vita quotidiana si segue tanto la regola del “tu comincia a fare, alle cose che servono ci pensiamo man mano.”. E così ti imbatti in supermercati e locali pronti a metà, in lavori messi insieme alla meno peggio...

Sei riuscita ad integrarti nella comunità locale?

No, sono qui da troppo poco ancora. Al momento ho avuto occasione di conoscere solamente altri expat e qualche collega cinese del mio compagno.
L''impressione è che non sia molto facile integrarsi qui e l'ostacolo più grande di tutti è quello della lingua, dato che praticamente nessuno parla inglese. Anche parole che noi consideriamo universali come “ok” qui non vengono comprese.
Perfino la gestualità è diversa e non è immediata. Tutto questo immagino sia dovuto alla forte chiusura dello Stato, fino a pochi anni fa, nei confronti del resto del mondo, .
Sono infatti un popolo riservato e chiuso, allacciare rapporti che vadano oltre a quelli di lavoro o di cortesia non è nè facile nè frequente. Anche se si percepisce una certa curiosità e simpatia verso il mondo occidentale che noi expat rappresentiamo qui.

Qui trovate il resto l'intervista > https://www.expat.com/it/expat-mag/2138 … hette.html

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Saluti,

Francesca

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