Testimonianza Nicola e Valentina da Kampot

Buongiorno,

Con piacere metto a disposizione del forum la testimonianza di Nicola che assieme alla famiglia si è trasferito dall'Italia in Cambogia.

Riporto un estratto della sua intervista:

Presentatevi ai nostri lettori:

(Nicola) Mi chiamo Nicola, sono una persona normalissima sulla soglia dei cinquant’anni, nato a Ferrara ma negli ultimi anni ho vissuto a Bologna. Mi piace scrivere, leggere, ascoltare musica, fotografare, soprattutto le persone o la Natura. La scrittura è la mia occupazione principale: ho pubblicato tre libri, di cui due romanzi assieme a due editori uniti (uno dei quali si occupa della pubblicazione in E-book, l’altro della stampa cartacea) ed un saggio in self-publishing sulla contemplazione in natura come forma di meditazione parallela allo yoga, un’integrazione energetica alle pratiche dello yoga classico.

(Valentina) Ciao, mi chiamo Valentina, ho 44 anni e sono di Bologna.
Prima di venire qui in Cambogia la mia ultima occupazione è stata quella di lavorare per 17 anni come impiegata in una multinazionale tedesca con sede a Bologna, il classico lavoro 8-17.30 da lunedì a venerdì, il  “posto fisso” che dà tanta sicurezza ma anche tanta (almeno per me) frustrazione per non avere mai un tempo di quantità e qualità da poter condividere con la mia famiglia.

Appena arrivati in Cambogia, che sensazione avete provato?

(Nicola) Ho ritrovato il profumo d’Asia, qualcosa difficile da spiegare in poche righe, quel profumo che racconto ed esprimo meglio nei miei libri, quella sensazione la quale, con tanta modestia, mi fa sentire affine al grande scrittore e giornalista Tiziano Terzani, anche se la sua narrativa era storico/politica o auto-biografica.
La Cambogia ha il suo mood sereno, sorridente nella gente nonostante tutto e tutto ciò che ha subito. Rispetto all’India è culturalmente molto piatta.
Ecco, un augurio che rivolgo al popolo khmer, è quello di ritrovare nei prossimi anni una dimensione culturale anche ispirandosi alla propria secolare storia gloriosa, sia nelle arti coreutiche che in quelle letterarie.
In uno slogan secco: meno youtube e social network sempre e ovunque e più letture, meno KTV e più teatri e cinema.

(Valentina) Amando molto l’India, specialmente quella del sud con i suoi colori, i suoi dèi ad ogni angolo di strada, i suoi saree e mundu, venire in Cambogia non ha avuto lo stesso impatto; le persone sono tranquille, sorridenti, il welfare, almeno dove ci troviamo noi, è migliore rispetto al Kerala.
Mi ripeto spesso che manca “quel non so che” che chi conosce bene l’India percepisce, quel mix di profumi, incensi, puzze, sorrisi e spazzatura, silenzi e confusione totale.
Qui è tutto un po’ più “piatto”, sicuramente più moderno per come un occidentale potrebbe concepirlo, a volte meno folkloristico (mi si perdoni questo termine un tantino colonialista, è solo per rendere l’idea).
Della Cambogia non sono ancora riuscita ad afferrarne l’essenza anche a causa di una lacuna culturale causata dal passato drammatico di questo paese che deve rinascere dalle sue ceneri, se ne ha la forza, prima che venga “asfaltato” dal predominio vietnamita e cinese e da un’idea fasulla di “benessere all’occidentale” nel possedere più smartphones e social networks.

Quanto tempo vi ci è voluto per ambientarvi?

L’ambientazione è stata immediata, l’India è una buona scuola, qui è tutto più facile e meno estremo nei contrasti sociali come lo è invece il sub-continente.

Continua a leggere l'intervista : https://www.expat.com/it/expat-mag/1908 … bogia.html

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Saluti,

Francesca

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