Crescere i figli in Tailandia

Buongiorno,

Com’è essere genitori in Tailandia?

E’ un Paese adatto per crescere i figli ed offre loro un futuro migliore rispetto a dove sono nati?

La città dove abitate è a misura di bambino?

Vivendo all’estero, quali sono state le principali paure, o difficoltà da fronteggiare,  e come le avete superate o le state affrontando?

Esiste un supporto scolastico per i bambini stranieri?

Come si svolge la quotidianità di una famiglia italiana in Tailandia? Cosa vi piace fare nel tempo libero?

Se non vi foste trasferiti, sareste stati dei genitori diversi e sotto che punti di vista?

Grazie per la condivisione,

Francesca

Crescete i vostri figli altrove tranne che in Thailandia.
Questo e' il mio personale consiglio.

Saluti

Ciao paolobkk74,

Devi spiegarci il perchè  :D

Forse bisognerebbe specificare se i figli sono farang o thai.  Nel secondo caso, direi che non ci sono dubbi, meglio farli studiare in thai per evidenti ragioni.  Maggiori prospettive rispetto all'Italia, soprattutto in termini di lavoro futuro, e maggiori prospettive di sviluppo del Paese. 
Le scuole sono molto meritocratiche, oltre che costose per gli standard locali, almeno per la maggior parte dei thai. Dopo i 12 anni diventa una lunga serie di selezioni.
I ragazzi restano, o vanno, nelle migliori scuole se dimostrano di avere numeri.  Chi non ce la fa a superare questi esami di ammissione costringe la famiglia a pagare, anche il doppio, per potersi iscrivere in una scuola "decente", altrimenti va ad iscriversi in scuole ritenute mediocri.
E' la selezione naturale degli studenti, in parte fatta dalle capacità degli stessi e in parte dalle possibilità della famiglia.  Per i farang non ci sono esami di ammissione (ma qui ammetto di essere meno preparato) ma il prezzo per frequentare le scuole thai è elevato.  Un pò come quando vai a fare la spesa, se ci vai tu paghi il doppio del prezzo che pagherebbe tua moglie thai.
Si tratta di una scuola quasi "militarizzata", molto organizzata e pretenziosa.  I genitori non difendono, come spesso succede in Italia, il figlio lavativo ma sono dalla parte degli educatori e questo ha un grande riflesso nel formare la personalità dei ragazzi che risultano molto più responsabilizzati.
Diciamo che quella thai non è una società "farang friendly" e in un certo modo li capisco, noi occidentali siamo spesso pronti a "civilizzare" chi non è come noi.  Loro evidentemente non sentono l'esigenza che noi li si salvi e civilizzi. Ricordo, giusto per dare la dimensione, che nel 2004, dopo lo tzunami, i governo thai rifiutò gli aiuti economici di molti paesi e decise di fare da solo per non dover "piaceri" a paesi terzi.
Ho anche un figlio thai inserito nella scuola italiana, oltre ad un figlio thai inserito nella scuola thailandese, per cui quando faccio confronti, un pochino, so di cosa parlo per esperienza diretta. Ovviamente molte cose non le conosco e magari qualcuno può migliorare le informazioni fornite.

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