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Gabriella: " I Cambogiani hanno sempre un sorriso nei nostri confronti "

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Liberi da vincoli in Italia, Gabriella ed il suo compagno si sono trasferiti a Kampot, una città nel sud della Cambogia. Vivono li da quasi un anno e si trovano bene. In città è presente una piccola comunità di Italiani con i quali hanno legato ma sono riusciti ad instaurare un buon rapporto anche con la gente locale, accogliente e sempre disposta a dispensare un sorriso.

Gabriella: " I Cambogiani hanno sempre un sorriso nei nostri confronti "

Raccontaci un di te: chi sei e da dove vieni?

Ciao, sono Gabriella, ho 60 anni e vengo da Faella, un piccolo paesino a cavallo tra le provincie di Arezzo e Firenze, ho un compagno ed un figlio di 34 anni.
Ho frequentato la scuola dell’obbligo con fatica (non è che avessi tanta voglia di studiare) però non mi è mai mancata la volontà di lavorare.
Così sono passata da macchinista in pelletterie di lusso ad un mio negozio di fiori, da pescivendola con il mio compagno ad accudire i miei genitori.
Dopo la morte di mio padre, ci siamo seduti ed abbiamo fatto un resoconto della nostra situazione: la famiglia non ci creava più vincoli, l’italia ci creava solo problemi, perchè non partire?

In che paese sei espatriata?

Adesso vivo in Cambogia.

Quanto tempo fa hai lasciato l’Italia?

Siamo partiti il 12 gennaio 2016 con destinazione Siem Reap.
Dopo una settimana siamo scesi a Phnom Penh e dopo altri sette giorni siamo arrivati a Sihanoukville. Qui siamo stati due mesi per iniziare ad acclimatarci, ma alla prima escursione a Kampot ci siamo detti “qui”.

Cosa ti ha spinto a scegliere la Cambogia su altre destinazioni?

Nostro figlio era partito un anno prima ed aveva girato tra Cambogia, Laos, Vietnam, Tailandia. Così un agosto siamo andati in Tailandia per rivederlo approfittandone anche per fare una vacanza, e dopo aver toccato con mano quella realtà, volevamo trasferirci lì. Poi, quando abbiamo iniziato ad informarci seriamente, abbiamo preso atto che la Tailandia per darti il visto annuale aveva delle regole più ristrette mentre alla vicina Cambogia bastava solo il pagamento del visto.

Quali sono state le difficoltà iniziali e come le hai superate?

Noi non possiamo parlare di difficoltà.
Siamo arrivati con un indirizzo di un Italiano che vive e lavora in loco (che non perderemo mai occasione di ringraziare) il quale ci ha indicato il passo successivo, qualche buon consiglio e un altro amico con cui parlare nella tappa seguente.
Il resto viene da se!

Cosa facevi in Italia prima di trasferirti?

Come dicevo, dopo la morte di mio padre, aiutavo il mio compagno nella sua attività di commerciante.

Di cosa ti occupi attualmente?

Adesso non ho una occupazione. Capita che qualche nostro amico abbia bisogno di un aiuto nella sua attività ed allora siamo più che disponibili, però, almeno per adesso, non cerchiamo impegni.

Ti sei trasferita sola o in famiglia?

Sono qui con il mio compagno mentre mio figlio si muove tra Cambogia, India e Italia.

Che tipo di visto/permesso hai fatto per poter vivere in Cambogia?

Appena arrivati ci hanno fatto il visto turistico di un mese, in seguito abbiamo fatto il visto annuale business e multientry rinnovabile. Adesso sembra che ci sia la possibilità di farlo per 3 anni rinnovabile.

Che documenti hai dovuto produrre per l’ottenimento del visto?

Qui è semplice, per il visto basta il passaporto e il pagamento.

Quali sono le caratteristiche climatiche di Kampot?

Kampot si trova a 3 km dal mare ed è attraversata da un fiume che raccoglie le acque del Bokor, un altopiano dove piove spesso, per questo i mesi caldi sono meno opprimenti, la notte circola aria e quando piove….è piacevole anche bagnarsi!

Come giudichi la qualità delle cure mediche in Cambogia?

Questo è un tasto dolente (come l’istruzione).
Per fortuna non ho avuto necessità, però a quel che si sente in giro, c’è approssimazione, le capacità mediche non sono elevate ed è tutto a pagamento.

Hai stipulato un’assicurazione sanitaria privata?

No, per adesso no, vedremo in seguito. All’occorrenza pagheremo.

Cosa mi puoi dire del costo della vita a Kampot rispetto all’Italia?

Anche se le cose vanno velocemente, per adesso il costo della vita è buono.
I prodotti di importazione hanno un costo simile all’Italia, ma per il resto si spende poco…..poi se vuoi spendere di più trovi anche qui il modo! Per farti un esempio base:
piccolo appartamento di 25 mq. 120$ al mese, colazione da 1,5$, pizza e birra da 5$, sigarette marlboro 0,80$ camel 0,40$, al mercato con 1,5 $ un quarto di pollo.

Ti sei integrata nella comunità locale?

L’integrazione con i Cambogiani non è facile anche perchè la loro cultura è lontana dalla nostra decine e decine di anni e la lingua per noi è molto difficile visto anche che, a volte, cambia da paese a paese. In più non aiuta il fatto che gli stranieri sono visti come macchine da soldi dediti ai bordelli e alle sbronze.
Nonostante questo noi rispettiamo tutto e, piano piano, le persone con cui hai più contatti imparano a conoscere chi sei, ad aprirsi e a rispettarti.
Abbiamo trovato da parte loro una bella accoglienza ed hanno sempre un sorriso gentile nei nostri confronti.
Noi ci troviamo bene anche con la comunità italiana, cosa che non avremmo mai pensato ed è come se avessimo trovato un’altra famiglia tutti disponibili e pronti ad aiutarsi l'uno con l'altro, con noi è stato così.

Quanti sono più o meno gli Italiani che vivono a Kampot?

Ad oggi siamo una piccola comunità di 12 Italiani.


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gabriella.avio Nuovo utente
Utente da 17 Gennaio 2016
Kampot, Kampot, Cambodia
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