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Intervista ad Adrian Dimache, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Romania

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La Camera di Commercio Italiana per la Romania (CCIpR) è stata costituita nel 1994. Ufficialmente riconosciuta dalle autorità italiane nel 2005, è membro dell'Associazione delle Camere di Commercio Italiane all'estero.
Incontriamo il Dott. Dimache, Segretario Generale della CCIpR che ci parla delle potenzialità della Romania, dei settori economici che in un prossimo futuro favoriranno il consolidamento della presenza imprenditoriale italiana nel paese e molto altro.
Ad oggi, in territorio romeno e principalmente nella zona di Bucarest e Timisoara Ovest, sono attive circa 18.000 aziende con capitale italiano.

Intervista ad Adrian Dimache, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Romania

Quali sono le finalità principali ed i servizi offerti dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania (CCIpR)?

La nostra Camera - come quasi tutte le oltre 70 Camere di Commercio Italiane all'Estero riconosciute dal Governo italiano - ha la forma giuridica di Associazione privata di imprenditori e conta quasi 200 membri.
Scopo principale della CCIpR e' quello di sviluppare i rapporti commerciali fra Italia e Romania, soprattutto nell'ottica della promozione e vendita di prodotti e servizi italiani in Romania.
Organizziamo quindi missioni economiche, incontri b2b ed eventi di promozione per le aziende italiane che vogliono abbordare il mercato romeno in modo strutturato.
A completamento di questa serie di servizi abbiamo ideato uno specifico servizio di TEMPORARY OFFICE, che permette alle aziende che ancora non hanno sede stabile in Romania di avere a disposizione un ufficio all'interno degli spazi camerali. In casi specifici concediamo anche una sede permanente alle aziende interessate.
Un'altra categoria importante di attivita' riguarda il networking e la singola promozione dei nostri associati. Organizziamo seminari e conferenze su tematiche specifiche, dando risalto ai settori nei quali le nostre aziende associate operano ed intendono ottenere massima visibilita'.
Organizziamo periodicamente eventi di networking serali presso ristoranti ed alberghi di lusso, ai quali partecipano sia nostri associati che aziende esterne, con lo scopo di creare momenti di incontro informali capaci di creare coesione e moltiplicare i contatti dei partecipanti.
Un'altra attivita' importante e' quella di advocacy istituzionale, attraverso la quale la CCIpR crea canali di confronto con le Autorita' romene riguardo a specifiche tematiche che riteniamo importanti grazie agli input dei nostri associati.

Da quanti anni è operativa la sede di Bucharest?

La CCIpR e' stata fondata nel 1994 e riconosciuta dal Governo Italiano nel 2005.

In quali altre città romene avete delle succursali?

Sibiu, Timisoara e Arad.

Quali sono le potenzialità della Romania e perché può essere interessante investire in questo Paese?

La Romania e' sostanzialmente in una fase di sviluppo comparabile per certi aspetti all'Italia degli anni '70.
Credo che la potenzialita' maggiore risieda in alcuni elementi principali: 1) l'esistenza di personale e manodopera qualificati e con voglia di ottenere risultati; 2) una tassazione complessiva vantaggiosa; 3) lo sviluppo di indotti industriali; 4) una crescita economica oltre il 3% annuo; 5) un aumento del potere d'acquisto della popolazione.

Ci sono molte aziende italiane attive in territorio romeno ed in quali settori operano principalmente?

Ci sono circa 18.000 aziende con capitale italiano attive su tutto il territorio della Romania. Le maggiori concentrazioni sono nella zona di Timisoara (Ovest) e di Bucarest.
I principali settori in cui operano sono immobiliare, manifattura-industria leggera (meccanica, plastica, moda), agricoltura, outsourcing e call centers.

Quali sono i settori strategici e più promettenti che potranno favorire un ulteriore consolidamento della presenza imprenditoriale italiana in Romania?

Considero che esistano potenzialita' in diversi settori, anche se alcuni di questi sono gia' in uno stadio avanzato di sviluppo.
In principio citerei il settore IT, il settore automotive e tutto il suo indotto, l'agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli.

Quando sono cominciati i primi flussi degli imprenditori italiani verso la Romania?

Le aziende italiane - e soprattutto quelle provenienti dal Veneto - sono state fra le prime a delocalizzare le produzioni in Romania negli anni '90. In quel periodo molte aziende italiane dei settori dell' abbigliamento e della calzatura si sono stabilite nella zona di Timisoara.
Si puo' dire che le aziende italiane siano state i pionieri degli investimenti stranieri in Romania.

Se un imprenditore vuole contattarvi, qual'è il modo più efficace per stabilire una comunicazione?

Come spesso avviene veniamo contattati per e-mail per un primo contatto, eventualmente dopo aver seguito le nostre attivita' sui social media oppure grazie ai contenuti del nostro sito web, che divulga un gran numero di informazioni estremamente pratiche.

Oltre che a Bucharest, avete dei punti informativi per la Romania anche in Italia e dove sono localizzati?

In Italia non abbiamo nostre strutture in quanto esiste Assocamerestero, l' associazione di riferimento di tutte le Camere di Commercio Italiane all'estero, che si occupa in principio di rappresentarci.

La Camera di Commercio Italiana per la Romania offre assistenza alle imprese anche dopo la loro creazione ed in che modo?

Il nostro ruolo e' da classifficarsi in due fasi operative.
La prima consiste nel dare assistenza alle aziende che intendono avviare un percorso commerciale o di investimento in Romania. In questa fase si tratta semplicemente di incontrare le aziende, ascoltare i loro bisogni e le loro aspettative e provare a dare di conseguenza dei consigli generali riguardo sia alla fattibilita' dell'operazione che allo sviluppo ulteriore sul territorio romeno.
La seconda fase riguarda le aziende gia' insediate ed in questo caso l'assistenza puo' avere molte sfacettature sulla base delle caratteristiche dell'azienda stessa. Nel caso si tratti di aziende associate alla nostra Camera offriremo un'assistenza continua per quanto riguarda valutazioni di mercato e macroeconomiche, piuttosto che facilitare contatti con gli stakeholders. A queste aziende offriamo anche la possibilita' di promuoversi attrraverso i nostri canali di comunicazione ed attraverso gli eventi pubblici che organizziamo.
L'importante e' offrire agli associati una porta sempre aperta in Camera di Commercio, che sia per un consiglio piuttosto che per problematiche complesse che richiedono a volte assistenze specializzate.
Grazie ai rapporti che la Camera ha con il mondo istituzionale ed imprenditoriale romeno proviamo ad indirizzare queste aziende verso soggetti che abbiano comprovata capacita' e serieta' nell'assistere le nostre aziende.

Da quanti anni occupa la carica di Segretario Generale presso la Camera di Commercio di Bucharest e che esperienza professionale ha portato?

Occupo questa posizione da settembre 2009. Sono arrivato in Romania nel 1994 subito dopo essermi laureato a Milano in Economia e Commercio. Da allora ho avuto un mio percorso imprenditoriale nel mondo dei pellami e della calzatura, che ha dato molte soddisfazioni.
Attualmente non gestisco piu' le attivita' commerciali che ho costruito, avendo la fortuna di aver incontrato negli anni persone di grande fiducia alle quali ho delegato tutto e che per contro mi gratificano con ottimi risultati.
La mia esperienza commerciale ed un'approfondita conoscenza del mondo imprenditoriale romeno sono quindi gli elementi che credo di aver portato alla Camera e che spero che siano giudicati positivamente dalle tante aziende che ci danno fiducia.

Come sono percepiti gli Italiani in Romania?

Domanda da 1 milione di euro senza una risposta univoca....
La vera risposta e' che gli Italiani sono molto piu' vicini ai Romeni di quello che si pensa. Non e' solo una questione legata alla comune radice linguistica, ma piuttosto si tratta di un'affinita' temperamentale e culturale difficile da definire chiaramente.
Il risultato e' che gli Italiani si inseriscono molto piu' profondamente di altri stranieri nel tessuto sociale romeno, molto spesso facendo della Romania la loro seconda patria.
Conosco un'intera comunita' di Italiani che in Romania hanno spostato tutta la loro vita: qui si sono sposati, qui hanno figli che vanno a scuole italiane o romene, qui oramai lavorano e vivono e non hanno grandi intenzioni di rientrare in Italia. In un certo senso, ritornando alla domanda, direi che gli Italiani sono percepiti come una categoria a parte di romeni, ma pur sempre Romeni.

Il popolo romeno è curioso verso la cultura e le tradizioni italiane?

Assolutamente si, anche se a livello culturale e' sempre stata la Francia il modello teorico di riferimento. Questo e' un fenomeno che e' nato nei secoli scorsi, quando la francofonia era una sorta di punto di riferimento per le elites dell'est europa, Russia in testa.
Ma in verita', a livello pratico, direi che l'Italia e la sua cultura sono molto piu' riscontrabili nella vita di tutti i giorni dei cittadini romeni. Anche a livello linguistico, nonostante la Romania si ritenga un paese facente parte dello spazio francofono, credo che l'italiano sia la seconda lingua straniera piu' veicolata dopo l'inglese.
In Romania si trova un numero enorme di ristoranti italiani, negozi di moda italiana, libri italiani tradotti e tanti altri riferimenti alla cultura italiana (musica, teatro, ecc.).
Molti romeni vanno in Italia per le vacanze e poi ci ritornano, affascinati dal passato e dal presente di un paese che sentono molto vicino a loro.

Quali sono i progetti futuri a cui sta lavorando che le stanno più a cuore?

In questo momento il progetto piu' importante riguarda l'agricoltura in generale e quella biologica in particolare. Si tratta di un percorso costruito insieme ad importanti aziende italiane del settore che hanno investito molto in Romania e che vogliono consolidarvi le proprie posizioni.
Stiamo seguendo diverse aziende italiane che sono i piu' grandi produttori ed acquirenti di prodotti agricoli biologici in Romania. Le assistiamo nei rapporti con le istituzioni (vedi qualita' della certificazione biologica) e nella creazione di nuovi contatti con aziende agricole romene interessate alla conversione da agricoltura convenzionale a biologica.
I numeri sono gia' interessanti in questo momento, ma lo nostra intenzione e' quella di portare questi nostri associati ad aumentare il piu' possibile le loro capacita' commerciali e produttive.

Quali sono le caratteristiche di un business "vincente" in Romania?

Credo che siano le stesse che si ritrovano ovunque: allocare le risorse necessarie per sviluppare il business, dare grande attenzione e rispetto ai propri dipendenti, non fare leva solo sul livello basso degli stipendi ma piuttosto sulle capacita' dei collaboratori, avere una visione strategica di medio-lungo periodo, avere la giusta umilta' nell'accettare gli usi e costumi locali, ma non scendere a compromessi laddove questi non siano gestibili.

Le chiedo di fare un bilancio della sua esperienza in Romania dagli inizi ad oggi. Quali sono gli aspetti che più apprezza della vita in questo paese?

Tirando le somme considero di aver fatto la scelta giusta quando nel 1994 mi sono trasferito in Romania con una laurea in mano e tante idee in testa.
Per strada ho avuto anche la fortuna di incontrare le persone giuste che mi hanno sostenuto, che hanno creduto nel mio entusiasmo e che poi considero che siano state ampiamente ripagate.
Ho sempre apprezzato la possibilita' di creare attivita' in Romania senza eccessive complicazioni burocratiche, ma con parecchio sforzo fisico.
Se penso alle decine di migliaia di km percorsi sulle strade (non autostrade!) romene mi rendo conto che ai tempi non eravamo in tanti a farlo, mentre oggi le cose si sono strutturate molto di piu'. Sono stati i primi 5 anni a dare delle grandi opportunita', che in parte poi hanno cambiato natura, ma che ancora oggi ci sono e possono essere sfruttate.
Della Romania apprezzo anche una sorta di innocenza che si traduce in grande interesse per le novita' e per le opportunita' che arrivano dall'esterno.
Bucarest e' una capitale viva e culturalmente molto interessante, con tante posibilita' di svago a prezzi estremamente accessibili. A Milano o Roma sono convinto che non potrei permettermi uno standard di vita di questo livello.
Un paradosso molto interessante e' dato dal livello elevatissimo di velocita' di trasferimento di dati e quindi dell'esistenza di un'infrastruttura informatica (la fibra ottica ed il 4G per la rete mobile sono una prassi) che ha attirato le piu' grandi multinazionali del settore, che hanno assunto decine di migliaia di programmatori di altissimo livello. Allo stesso tempo nello spazio rurale romeno troverete i carri tirati dai cavalli e milioni di persone che ancora vivono in buona parte di quello che produce la terra e la stalla, anche se a volte li potreste vedere sul carro mentre navigano su internet sullo smartphone.
Un paese siffatto considero che possa offrire ancora enormi opportunita' di sviluppo e crescita e quindi di possibilita' di business per chi sa leggere il presente in funzione di come sara' il futuro.

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