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Cenni storici su Singapore

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La storia della nazione che conosciamo oggi, inizia nel quattordicesimo secolo. Singapore, in precedenza importante porto dell’Inghilterra coloniale, ha giocato un ruolo chiave nelle strategie usate nel sud est asiatico.

Gli albori

La leggenda, risalente al XIV secolo, narra che un principe Sumatra arrivò sull’isola e vide una bestia simile ad un leone che chiamò “Singapura”.
Il nome deriva da “Singa” – leone – e “Pura” – città –che oggi, ovviamente, è il simbolo della nazione.
La prima tribù ad abitare il posto furono gli Orang Laut, un gruppo di pescatori malesi.
Il villaggio si trasformò velocemente in un ritrovo perfetto per vascelli provenienti dalla Cina, Arabia e Portogallo. L’importanza strategica dell’isola crebbe fino a diventare un punto cardine del commercio internazionale.

Il periodo coloniale

Nel 1818, Sir. Stramford Raffles fu incaricato di fondare una stazione commerciale a Singapore.
La sua figura ha giocato un ruolo da protagonista nel destino della città e, ad oggi, la sua presenza è palpabile nel paese dal momento che molte strade ed hotel portano il suo nome.
Per gli Inglesi fondare un porto fu un passo di fondamentale importanza che garantì loro un’ottima protezione navale e la possibilità di bloccare le politiche espansionistiche degli Olandesi.
Pian piano, Singapore divenne il cardine della via delle spezie, sia da un punto di vista commerciale che militare.
La sua crescita però, non avvenne senza intoppi e, per questo, Sir Stamford Raffles mise in atto il Piano Jackson che prevedeva la divisione della città in quattro aree diverse, su basi etniche ed economiche.
Il quartiere europeo era riservato ai benestanti commercianti europei ed asiatici, i Cinesi erano posti nell’ancora esistente Chinatown ed i Musulmani, i Malesi e gli Arabi raggruppati a Kampong Glam.
Grazie alla continua espansione, il settore bancario e quello finanziario crebbero d’importanza e vennero così fondate varie banche. Nel 1867, Singapore divenne la capitale degli Insediamenti dello Stretto, direttamente subordinati all’Ufficio Coloniale che includeva Penang e Malacca. Il regime coloniale britannico durò ininterrottamente fino al 1941.

La seconda Guerra mondiale

Nel 1941, i Giapponesi attaccarono Singapore. L’invasione iniziò al nord e costrinse gli Inglesi ad arrendersi, in quella che Winston Churchill definì una delle sconfitte più clamorose dell’impero britannico.
Fino ad allora la città era sempre stata considerata inespugnabile. Alla fine della guerra i Giapponesi si arresero agli alleati e gli Inglesi ritornarono a regnare fino all’ascesa del nazionalismo che portò all’indipendenza.

L’indipendenza

Il People Action Party, guidato da Lee Kuan Yew, salì al potere nel 1959 e Singapore venne accorpata alla regione circostante nel 1963, anno dell’indipendenza della Malesia.
Questa nazione ebbe vita breve e nel 1964 il Paese divenne una nazione indipendente.
Lo Stato dovette affrontare molte difficoltà economiche e diplomatiche dati i rapporti tesi con l’Indonesia e la scissione dalla Malesia. La città si concentrò sullo sviluppo economico e sull’esportazione e l’industrializzazione, incoraggiando l’afflusso di capitale straniero puntando sugli investimenti.
Il successo dello Stato viene spesso associato alla sua posizione strategica, invece molto è dovuto al duro lavoro e all’ottimo governo di Lee Kuan Yew. Fu proprio lui che negli anni 70 ed 80 riuscì a guidare la nazione attraverso una crescita economica rapida. Il governo organizzò degli schemi di aiuto sociale, un’ottima istruzione ed un sistema sanitario fra i migliori al mondo.
Il dinamismo e l’abilità di adattarsi alle varie tendenze economiche e di mercato continuarono anche negli anni 90. Il paese si concentrò pure sul campo dell’IT ed oggi il settore finanziario e quello commerciale sono fra i più sviluppati dell’Asia dopo Tokyo ed Hong Kong.
La storia della nazione è dunque coronata dal successo. Nonostante le piccole dimensioni e i problemi che sarebbero potuti insorgere dal suo multiculturalismo, la città è riuscita a sconfiggere ogni tipo di ostacolo diventando uno dei Paesi più innovativi al mondo. Le sue politiche e la sua flessibilità sono difficili da trovare in altri posti e ciò la rende un modello di sviluppo finanziario e sociale.
 

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Utente da 01 Giugno 2008
Small earth, Mauritius
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