Scheda informativa Afganistan


La Repubblica Islamica dell’Afghanistan è racchiusa fra altri stati e quindi non gode di uno sbocco sul mare. Questa terra, nel corso degli anni, ha patito uno scontro così aspro che l’economia e le infrastrutture sono andate in rovina. Tuttavia, alcuni viaggiatori avventurosi ed expat trovano che il fascino di questa terra sia stato accentuato proprio dall’inaccessibilità dovuta agli ultimi decenni di conflitti.

La valle di Bamiyan, con le sue caratteristiche scogliere di arenaria, è stata dichiarata nel 2003 patrimonio mondiale dall’UNESCO ed è uno di quei luoghi da visitare almeno una volta nella vita. Inoltre le imponenti catene montuose e la multiculturalità tipica dell’Afghanistan, lo rendono un paese meraviglioso e fiero, nonostante l’instabilità che lo ha colpito di recente.

L’invasione sovietica del 1979 ha provocato una devastante guerra civile che è tornata a perseguitare l’occidente sotto forma di talebani del Medioevo, imponendo un rigido dominio islamico alla società afgana. In seguito agli attacchi dell’11 settembre, i talebani sono stati scacciati grazie a un’invasione militare guidata dagli Stati Uniti, ma la rinascita del paese come stato democratico non è stata facile. L’Afghanistan ha saputo rimanere unito contro gli invasori, ma questo ha provocato una frattura interna e l’insurrezione che ormai lo affligge da tempo è ben radicata e in continua crescita, ostacolando sempre di più la stabilità.

Nel 2014 Ashraf Ghani è stato eletto presidente e la NATO, le cui truppe da combattimento hanno avuto la responsabilità di mantenere la sicurezza dal 2001, ha formalmente concluso la propria missione rimettendo tutto nelle mani delle forze afghane. Tuttavia, la fine di questa operazione durata 13 anni ha visto come conseguenza un aumento dell’attività dei talebani (il 2014 è stato considerato l’anno più sanguinoso in Afghanistan dopo il 2001) e la povertà è aumentata in linea con il calo della crescita economica.

La più grande sfida economica dell’Afghanistan probabilmente è quella di trovare fonti sostenibili di crescita, poiché attualmente tutto si basa sull’agricoltura. Molti dei suoi 31 milioni di abitanti si stanno sforzando di rimanere resilienti e, nel 2017, circa 250.000 afgani sono sfollati a seguito di conflitti o disastri naturali.

La ripresa economica è lenta a causa della persistente instabilità che limita sia gli investimenti privati che la domanda dei consumatori, ma per gli espatriati ci sono ancora posizioni professionali aperte nel settore della sicurezza e dell’assistenza.