Scheda informativa Guinea Bissau


Dopo oltre un decennio di sanguinosa guerriglia, questo piccolo Paese dell’Africa occidentale è riuscito a liberarsi dal dominio coloniale portoghese solo nel 1974, ma da allora nessun leader politico è riuscito a completare il proprio mandato. Conosciuta come la “costa degli schiavi” perché in passato territorio della tratta transatlantica, si trova tra il Senegal e la Guinea-Conakry ed ha una storia turbolenta. Detiene un primato di colpi di stato militari e la stabilità continua a rimanere un obiettivo pressoché irraggiungibile per i suoi 1.8 milioni di abitanti.

La lingua ufficiale è il portoghese, anche se viene parlato solo dal 14% della popolazione (in larga parte appartenente all’élite colta) concentrata soprattutto nella capitale Bissau. La lingua franca è il creolo della Guinea-Bissau, conosciuto come crioulu, una variante basata sul portoghese. Un dato interessante riguarda l’insegnamento del francese quale seconda lingua in molte scuole pubbliche - conoscenza utile data la vicinanza a Paesi francofoni.

Circa la metà della popolazione è di fede islamica mentre la restante parte professa credenze indigene tradizionali. Il maggior settore di impiego per gli espatriati risulta essere quello delle ONG e del sistema ONU ma si rilevano opportunità anche nell’industria del turismo.

I gioielli della Guinea-Bissau sono le isole tropicali che formano l’arcipelago di Bijagos, habitat di mammiferi come delfini, lamantini e ippopotami. Bisogna tuttavia tenere a mente che il trasporto da e per le isole è molto difficile e costoso.

Nel 2015 donatori internazionali hanno stanziato 1.1 miliardi di dollari per dare impulso all’economia della Guinea-Bissau, e molti espatriati stanno lavorando alacremente per contribuire al raggiungimento di tale obiettivo.