Scheda informativa Eritrea


Confinante con l’Etiopia, il Sudan e il Gibuti, l’Eritrea si estende per 117.400 chilometri quadrati nella regione del Corno d’Africa, e offre paesaggi caratterizzati da altopiani, pendii, alte cime ma anche da spiagge deserte adagiate sul Mar Rosso.

Il Paese ha tre zone climatiche e, sebbene gli altopiani abbiano un clima piacevole durante l’intero anno, i mesi migliori per visitare l’Eritrea sono quelli compresi tra ottobre e marzo, nella stagione secca, quando non vi sono restrizioni agli itinerari di viaggio.

Su una popolazione di circa 5.6 milioni di persone appartenenti a diversi gruppi etnici, l’islam e il cristianesimo sono le principali religioni e convivono in maniera pacifica.

In Eritrea non esiste una lingua ufficiale: vengono parlati undici idiomi, di cui nove indigeni, con una prevalenza di tigrino, arabo e inglese — utilizzati soprattutto nel settore commerciale. Conoscere il tigrino è utile se si vuole lavorare in Eritrea considerando che viene parlato da oltre la metà della popolazione e che ha un proprio sistema di scrittura.

È interessante ricordare che verso la fine dell'Ottocento migliaia di contadini italiani si sono stabiliti in Eritrea, rimanendovi fino alla fine del dominio coloniale nel 1941. Di conseguenza, molti anziani eritrei parlano italiano e le giovani generazioni sono in grado di comprenderlo.

E’ uno degli stati dal regime più repressivo al mondo e si trova spesso agli ultimi posti nelle classifiche mondiali sulla libertà dei mezzi di informazione.

Il Paese ha conquistato la propria indipendenza nel 1993, dopo una guerra con l’Etiopia durata 30 anni. Purtroppo è poi entrato in conflitto con lo Yemen e di nuovo con l’Etiopia, sua vecchia avversaria. Attualmente prevale una fragile pace ma le tensioni con i Paesi vicini sono ancora presenti.

L’Eritrea rientra tra i paesi africani più poveri e si trova ora ad affrontare l’importante compito di ricostruire la propria infrastruttura e far crescere l’economia dopo decenni di conflitti. E’ un produttore di oro e si prevede che l’estrazione mineraria diventi una delle principali fonti di reddito nazionale, attirando aziende ed espatriati nel settore.