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Blog del mese
Pubblicato 4 mesi fa

Sono Sara e vivo a Hurghada, in Egitto, da dieci anni. Nel mio blog personale troverete scorci di vita da (mamma) expat, recensioni e spunti in tema di viaggi, riflessioni sulle sfide e sui vantaggi del lavoro da remoto.

Hurghada Help

Hurghada Help

I am an Italian girl married to an Egyptian. We have been living in Hurghada for some years now and we have opened a blog in order to help people who want to live, work or make business in Hurghada

Parlaci di te: chi sei e da dove vieni? 

Mi chiamo Sara, ho 35 anni e sono originaria della provincia di Brescia.
Sono sposata dal 2009 e ho una figlia di due anni e mezzo.

In che Paese vivi?

Vivo in Egitto, precisamente a Hurghada, sul Mar Rosso. Abbiamo una casa nella zona Nord della città, in un quartiere residenziale molto tranquillo.
Da poco ci ha raggiunto anche mia madre, che fa la nonna a tempo pieno e mi dà una mano con la gestione della casa.

Da dove nasce il tuo progetto di trasferimento in Egitto?

Ho conosciuto l’Egitto da turista, nel 2004, in occasione di una splendida crociera sul Nilo.
Qualche anno dopo, nel 2007, ho trascorso una breve vacanza a Marsa Alam, durante la quale ho conosciuto il mio attuale marito.
Dopo la laurea, ad aprile 2008 sono partita come assistente turistica e ho lavorato per un importante tour operator italiano fino al 2011.
Nel frattempo mi sono sposata e abbiamo preso la decisione di rimanere in Egitto, anche in considerazione del basso costo della vita e del fatto che entrambi avessimo già un lavoro.

Che strumenti hai usato per reperire informazioni sulla destinazione prima di trasferirti?

Ho usato Internet per trovare il mio primo lavoro ma direi che non ho fatto grandi ricerche sulla destinazione prima del trasferimento.
Ho conosciuto i lati belli e quelli meno belli di questo Paese direttamente vivendoli. 
Visitare un Paese come turista o comunque viverci per un periodo breve è molto diverso da trasferirvisi definitivamente: prima c’è l’emozione per la novità, la curiosità per tutta una serie di aspetti diversi da quelli cui si è abituati, e solo dopo parecchio tempo si comincia a notare anche tutto il resto, cioè ad avere una percezione più chiara del quadro generale.

Di cosa ti occupi?

Dopo quasi tre anni di attività nel turismo, oggi lavoro prevalentemente come traduttrice freelance e scrivo saltuariamente per il Web.

 

2009, Cairo, Cittadella - Moschea di Muhammad Ali o Moschea di Alabastro

 

Che iter hai seguito per l’ottenimento del permesso di soggiorno?

Per me è stato molto semplice ottenere un visto a lungo termine, dato che ho sposato un cittadino egiziano.
Prima del matrimonio avevo un visto turistico che rinnovavo di volta in volta secondo necessità. C’è da dire che allora rientravo spesso in Italia, quindi non si poneva il problema di avere un permesso che mi consentisse di soggiornare in Egitto continuativamente per lunghi periodi.

Scrivi un blog, come si chiama e quando hai cominciato a scriverlo?

Ho aperto da qualche mese il mio blog personale: si chiama Living Abroad ed è collegato alla pagina Facebook Living Abroad.
Non sono una blogger professionista, ma scrivo per passione, per condividere esperienze che ritengo possano essere utili agli altri e per raccontare ciò che mi entusiasma. Purtroppo (o per fortuna) il mio lavoro di traduttrice mi impegna molto e non ho tanto tempo da dedicare al blog, anche se appena posso corro ad aggiornarlo.

Che tematiche tratti nel blog?

Il blog tratta di vita all’estero, viaggi e vacanze, e lavoro da remoto.
Sono tutti temi che sento molto vicini a me e che, come ho avuto modo di vedere leggendo vari blog e interventi sui social network, interessano anche a molte altre persone di questi tempi, tanto ai giovani quanto ai meno giovani.

Il blog ti è stato utile per allacciare rapporti di amicizia (virtuali o reali) con altri espatriati?

Living Abroad è aperto da pochissimo tempo ma, in questi mesi, ho avuto modo di entrare in contatto con altre mamme residenti all’estero che tengono a loro volta dei blog e che seguo con interesse.
Inoltre, facendo alcune ricerche, ho scoperto pagine e gruppi specifici che riuniscono espatriati o aspiranti tali, amanti dei viaggi e nomadi digitali.
Quando riesco a trovare il tempo di farlo, scambio molto volentieri informazioni e impressioni su queste piattaforme.

Quali differenze sostanziali hai potuto riscontrare tra lo stile di vita egiziano e quello italiano?

Le differenze sono tante e si scoprono con il tempo, man mano che si conoscono meglio la cultura, la società e, in generale, le persone. Ma la cosa che forse balza subito all’occhio è la diversità di orari: qui ci sono bambini che giocano per strada all’una di notte, tantissimi negozietti e supermercati aperti 24 ore su 24, persone che mangiano a orari per noi impensabili, attività che aprono solo nel tardo pomeriggio.
Capita di vedere il pediatra alle 21.00, di farsi le analisi del sangue alle 23.00 o di avere un appuntamento con l’avvocato a mezzanotte.

 

2013, Hurghada, Soma Bay

 

Sei riuscita ad integrarti nella comunità locale?

Direi di sì, anche se in certi momenti mi capita ancora di chiedermi: “Ma che ci faccio qui?”.

Parli arabo e dove/come l’hai imparato?

Parlo pochissimo arabo. In casa si parla italiano e si guarda prevalentemente la TV italiana; inoltre, trovandoci in una località turistica, la maggior parte dei gestori di attività commerciali parla inglese.
Il mio arabo meno che scolastico, tuttavia, mi torna utile quando faccio la spesa al mercato o in qualche piccola bottega dove i prodotti non hanno i prezzi scritti: in questo modo l’esercente capisce che non sono una turista ma una residente e fa meno il “furbetto”.
In ogni caso, migliorare la conoscenza della lingua locale è tra le mie priorità: credo che mi risulterà più semplice farlo una volta che mia figlia comincerà la scuola… magari studieremo insieme.

Quali sono i settori lavorativi più comuni ricoperti da espatriati a Hurghada?

Molti lavorano nella ristorazione, sia come gestori di locali sia come cuochi. 
In tanti hanno centri per immersioni e kite surf, due attività molto in voga in questa zona.
Poi ci sono i dipendenti dei tour operator e delle agenzie turistiche internazionali, che lavorano come referenti in loco o animatori.
Infine un buon numero è attivo nel mercato immobiliare.

L’idea che ti eri fatta dell’Egitto prima di trasferiti si è modificata dopo che hai iniziato a viverci e se sì, perché?

Non molto. Essendo prima fidanzata e poi sposata con un egiziano, ho avuto modo di scoprire presto alcune situazioni e realtà che magari un turista o chi fa ricerche superficiali basandosi sulle informazioni in rete non ha occasione di conoscere.
Spesso, a un primo sguardo, di un Paese si notano solo le caratteristiche positive mentre i difetti passano inosservati.
Io mi sono fatta praticamente da subito un’infarinatura del bello e del brutto e sono partita preparata.

Cosa ne pensi del livello di sicurezza personale nella zona dove vivi?

Mi sento abbastanza sicura. Oggi forse un po’ meno di quando arrivai nel 2008, quando c’era più stabilità di adesso, ma comunque non mi lamento.
La polizia è presente, c’è sempre gente in giro e le persone intervengono se vedono qualcuno in difficoltà: non si è ancora diffusa quell’indifferenza nei confronti dei problemi del prossimo che purtroppo sta prendendo piede in alcuni Paesi occidentali.
 

2007, Marsa Alam

 

Quali sono le caratteristiche climatiche del posto?

Il clima è secco e ventilato tutto l’anno, con rarissime eccezioni.
Le temperature raggiungono il loro massimo nel periodo estivo, in particolare a luglio e agosto, quando si aggirano attorno ai 35-40 °C.v Le minime si registrano a gennaio, fino a 15 °C di giorno e 8 di notte.
I mesi perfetti per il mare sono maggio e ottobre, con acqua calda e temperature attorno ai 30 °C, ma con una mezza muta il bagno si fa anche d’inverno.
Il sole è quasi costantemente presente: i giorni nuvolosi sono pochi e piove un paio di volte all’anno. Anche le tempeste di sabbia sono un fenomeno raro, in genere limitato alla primavera. 

Se dovessi fare un elenco di cose che assolutamente vanno fatte/viste a Hurghada e dintorni, cosa consiglieresti?

Sicuramente si deve uscire in barca per fare snorkeling o immersioni: ci sono aree protette, isole con spiagge private e tratti di barriera corallina assolutamente imperdibili.
In alcune zone si può perfino nuotare con i delfini in libertà.
Immancabile un safari nel deserto a bordo di jeep o quad, per ammirare il tramonto, provare a fare un giro a dorso di cammello e avere un assaggio della vita beduina.
I programmi organizzati da molte agenzie includono anche cena tipica e spettacolo con danza del ventre, fachiro e danza dei dervisci, qui nota genericamente come “tannura”.
In città consiglierei almeno una passeggiata alla Marina nuova e un giretto nel suq per acquistare qualche souvenir.
Caratteristica anche la città resort di El Gouna, a una trentina di km a Nord del centro di Hurghada, dove si trovano ottimi ristoranti.
Infine, tra le destinazioni del Mar Rosso, Hurghada è quella che si trova più vicina a Luxor, città dall’immenso patrimonio culturale. Consiglio a tutti di visitarla avendone l’occasione.

Che suggerimenti puoi dare ai futuri espatriati per rendere più gestibile e piacevole il trasferimento?

Consiglieri di trascorrere nel Paese un periodo di prova, magari affittando un appartamento a breve termine per immergersi sin da subito nella vita reale.
Se si ha la possibilità di trascorrere qui un periodo di lavoro, ancora meglio! In questo modo si possono conoscere persone e si può capire su chi si può contare e chi è meglio evitare.
I primi tempi possono essere difficili perché, anche se ho sentito dire spesso che italiani ed egiziani si assomigliano, io non sono proprio dello stesso parere.
Ci sono aspetti socio-culturali che a un occidentale potrebbero risultare inaccettabili o incomprensibili ed è meglio capire sin da subito se si è in grado di tollerare determinate differenze e di conviverci.

La vita all’estero ti ha cambiata? Sotto che punti di vista?

Non particolarmente o, se sono cambiata, non lo attribuisco al fatto di vivere all’estero ma all’insieme delle esperienze vissute negli anni.
Posso dire, tuttavia, che stando all’estero per tanto tempo ho imparato ad apprezzare di più la mia terra d’origine, alcune piccole (o grandi) cose che sono tipiche dell’Italia e che non si trovano in nessun’altra parte del mondo.