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Once upon a dream

Blog del mese
Pubblicato 7 mesi fa
Modificato 6 mesi fa


Once Upon A Dream è il nome del mio blog. Perchè ho scelto questo nome? Perché c'era una volta un sogno, il sogno di fondare un blog. C'era una volta il sogno di avere una famiglia tutta mia. C'era una volta il sogno di trasferirci tutti e quattro in America. Tutte queste fasi della mia vita, le racconto con passione nel mio blog.

onceuponadream

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Mi chiamo Giorgia e ho 41 anni. Sono nata a Sassuolo, in provincia di Modena ed ora vivo a Nashville in Tennessee. Mi piace scrivere, cucinare e fotografare. Amo le gonne di tulle, il rosa e tutte le cose belle. Odio volare, ma per amore mi sono ...

Parlaci di te: chi sei e da dove vieni?

Mi chiamo Giorgia, ho 41 anni e sono nata a Sassuolo in provincia di Modena. 

Dove vivi attualmente?

Ora vivo in Usa, più precisamente a Nashville, la capitale del Tennessee. 

Quali sono i motivi principali del trasferimento?

Ho deciso di lasciare l'Italia per amore, per seguire mio marito.
Lui viaggiava spesso per lavoro, stava via anche 6 mesi all'anno e ultimamente i luoghi che frequentava non erano il massimo della vita. Io ero in ansia tutte le volte che partiva.
Quando ricevette una proposta di lavoro per gli Usa, non ci pensammo due volte ad accettare.

Inoltre ho deciso di lasciare l’Italia per dare un futuro diverso alle mie bambine, farle crescere bilingue non ha prezzo.  E poi chissà, se un giorno decideremo di rimanere a Nashville più a lungo, le ragazze valuteranno la possibilità di frequentare college prestigiosi.
In Usa la stragrande maggioranza delle persone è laureata e non ha difficoltà a trovare lavoro finiti gli studi. Direi che anche questo aspetto non è da poco, viste le prospettive di lavoro in Italia.

Quali sono state le tue paure prima dell’espatrio?

La mia paura più grande era di non capire bene la lingua, di certo il mio inglese scolastico non aiutava in tal senso. Così poco prima di partire, decisi di prendere diverse lezioni private di inglese. 

Qual è stata la tua prima sensazione appena arrivata in Tennesse?

Appena arrivata, ricordo ancora lo stupore e la meraviglia, perché qui è tutto BIGGER, dalla confezione del latte, al centro commerciale, all’automobile, ai grattaceli…
Per me era tutto nuovo, in pratica conoscevo gli States per i film e le serie tv americane, prima di allora non avevo mai varcato le frontiere d’oltreoceano.
Però mi è bastato vivere qui circa un mese per essere travolta dalla DELUSIONE più totale, perché la vita in America non è cara, di più e per vivere dignitosamente con due bambine piccole, devi guadagnare tanto. Anche il tuo portafogli deve essere bigger!!
Leggi di più: www.onceuponadream.it/it/2017/07/19/quanto-costa-la-vita-in-america

Scrivi un blog, come si chiama e quando hai cominciato a scriverlo?

Devo fare una premessa: l’idea di fondare un blog nacque a Marzo 2014.
La mia primogenita stava buona solo al parco di fronte a casa. Appena varcavo l’ingresso, lei cadeva in un sonno profondo ed era capace di dormire anche due ore di fila! 
Quindi mi ritrovai ad avere un sacco di tempo libero tutti i pomeriggi e cominciai a scrivere. 
Di argomenti ne avevo da raccontare: dal ricovero di Adelaide a soli 40 giorni di vita dove rischiammo di perderla, al reflusso gastroesofageo che la colpì a 3 mesi, allo svezzamento e via dicendo.
Insomma il blog diventò la mia terapia alla solitudine, dato che spesso e volentieri mi ritrovavo a casa da sola con la mia bambina. 

Nacque così il mio primo blog Ninna Nanna Ninna - O . Da quel momento iniziò ufficialmente il mio percorso di mamma blogger che mi ha portato fino a qui.
Il primo blog non si scorda mai, è vero, ma ultimamente sentivo l’esigenza di raccontare altro, ad esempio della nostra futura esperienza in Tennessee, così ad Aprile 2016 nacque Once Upon A Dream, in pratica Ninna Nanna Ninna - O è risorto con un nuovo nome, un nuovo logo.

Che tematiche tratti?

Oltre a scrivere di maternità, Once Upon A Dream tratta tanti nuovi argomenti: Vita in America, Interviste, Ricette e Viaggi. I racconti e le foto scattate a Nashville rendono unico il blog: è come se portassi il mio lettore qui, a conoscere gli usi e i costumi della capitale del Tennessee. 

Il blog ti è stato utile per allacciare rapporti di amicizia (virtuali o reali) con altri espatriati?

Grazie al blog e alla rete ho conosciuto tante mamme (e non) che vivono all’estero: alcune in Usa, altre sparse per il mondo. 
Sono nate anche delle vere e proprie amicizie. Per questo sono molto grata!

Come si svolge la quotidianità di una famiglia italiana in Tennesse?

Essere moglie, mamma e blogger in un paese straniero, non è facile  e conciliare tutto, è davvero una sfida! 
Passo gran parte del mio tempo in auto, perché in Tennessee le distanze sono davvero enormi e per fare qualsiasi cosa, è necessario l’utilizzo della vettura. 
Poi mettici che per risparmiare un pochino, mi reco a fare la spesa nel supermarket non proprio dietro casa.
Passo anche tanto tempo in cucina, perché saper fare di tutto in casa, dal pane, alla pizza, ai dolci è diventata un’esigenza, per evitare di ingerire alimenti poco raccomandati, come gli OGM e corn syrup. 

E quando è ora di andare a riprendere la bambina al preschool non vuoi andare al parco tutti insieme a giocare? Giusto un’oretta, perché a Nashville si cena prestissimo, poi una corsa a casa per fare il bagnetto e per mettere il pigiama. Nel frattempo torna a casa mio marito e gioca con le bambine, mentre io mi dedico alle faccende o al blog. E quando ci sono delle scadenze da rispettare, faccio un enorme sacrificio per tenere gli occhi aperti, perché dopo una giornata frenetica, avrei solo voglia di farmi una doccia e di sdraiarmi letto, ma non posso…

Sei riuscita a costruire una rete di amicizie in loco?

Recentemente abbiamo fatto amicizia con altre famiglie italiane che vivono qui a Nashville.
Devo ammettere che all’inizio è stata davvero dura: è un attimo che la solitudine venga a bussare alla tua porta. Perchè quando ci si trasferisce per seguire il lavoro del proprio marito, si lascia tutto, la famiglia, l’occupazione e gli amici compresi. E poi non so perché, ma all’estero si fa una gran fatica ad instaurare amicizie durature.
Vabbe’ tempo al tempo. Si dice così?

Cosa vi piace fare nel tempo libero?

Oltre ad essere degli assidui frequentatori dei playgrounds, io e mio marito amiamo visitare posti e luoghi caratteristici del Tennessee.
Recentemente, per esempio, siamo stati a Memphis a visitare Graceland, la residenza di Elvis Presley. É stata un’emozione indescrivibile!

Ci sono degli usi e costumi locali che ti hanno colpito perché diversi da quelli italiani?

La cosa che apprezzo di più in assoluto è il saluto.
I Nashvillians salutano tutti, ma proprio tutti, anche i forestieri come noi e domandano: “How are you?” La risposta: “I’m fine, thanks. And you?”
La gentilezza dei commessi al supermarket non ha eguali, anche quando rompo le scatole al banco dei salumi per farmi tagliare la mortadella sottile come piace a me!
Qui c’è un’alta concentrazione di gentiluomini: quando mi vedono in difficoltà col passeggino perché voglio aprire una porta, senza chiedere nulla, lasciano quello che stavano facendo per aiutarmi, anche se si tratta di addentare una fetta di pizza. Oppure ti aiutato a caricare la spesa sotto la pioggia nel parcheggio del supermarket, senza voler nemmeno il parcheggio. 

La stragrande maggioranza dei balconi nel mio quartiere, hanno le lucine tutto l’anno, non bisogna attendere solo Natale. Che siano colorate o no, di sera certi balconi si accendono che è uno spettacolo per gli occhi. Noi ci siamo adeguati con piacere! Se vuoi conoscere le altre abitudini che mi hanno colpito, ti invito a leggere www.onceuponadream.it/it/2017/08/02/le-strane-abitudini-e-non-americane

Credi saresti una mamma diversa se fossi in Italia?

Non penso proprio, però dalla mamma americana ho imparato tanto: veste pochissimo i figli, anche quando ci sono 0°C e non si ammalano mai. Cos’è la canottiera? 
La mamma americana al parco non alza mai la voce con i pargoli, ma spiega con garbo e pazienza. Incoraggia i figli con le frasi “Good Job” “Good girl/Good boy”. 
Invece le cose che non condivido sono: spesso e volentieri la mamma americana non allatta al seno e se lo fa non in pubblico, per colpa del pudore o semplicemente perché non viene incoraggiata a farlo.
Puoi immaginare come mi sentissi io, che ho allattato al seno per ben 23 mesi e in qualsiasi posto…

Il Tennessee fa parte della Bible Belt, un'area culturale degli Stati Uniti, in cui vive una grande percentuale di persone di religione strettamente Cristiana Protestante, per lo più evangeliche. Per certi aspetti la mentalità è molto ristretta rispetto alla nostra europea, anche per quanto riguarda l’educazione dei figli. 
In conclusione, credo non sarei diversa da ora: Sono felice di essere la tipica mamma italiana che urla al playgrounds, che allatta al seno e soprattutto dalla mentalità di larghe vedute!

Tutte le foto di questo articolo sono tratte dalla pagina Instagram di giorgia_balestri e dal suo blog www.onceuponadream.it