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Boston Chronicles

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Blog del mese
Pubblicato 2 settimane fa
Cervello in fuga da qualche parte nel New England
lacinzietta

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Presentati ai nostri lettori

Mi chiamo Cinzia e vivo a Boston, negli Stati Uniti, con mio marito e il mio bimbo di un anno. Sono pugliese di origine ma ho vissuto in diversi posti in Italia, come Torino, Brescia e Bologna, sia per studio che per lavoro. Ci siamo trasferiti in Massachusetts circa cinque anni fa. Lavoro in ambito marketing e organizzazione eventi e nel tempo libero mi piace scrivere, scattare foto, leggere e visitare mostre.

 

Chi sei e da dove vieni?

Sono italiana, sono un’orgogliosa pugliese. La mia città natale è Taranto, un posto che mi manca sempre tanto. Mi manca il suo mare, il suo cibo. Mi faccio spedire le friselle da mia mamma perché non posso non averle in casa.

 

Quali sono i motivi principali per cui hai deciso di andare a vivere all’estero?

Il nostro trasferimento non è nato da una decisione improvvisa e repentina. E’ stato un cambiamento maturato in anni di contatti lavorativi con il nostro ufficio estero e con la consapevolezza di voler fare un’esperienza professionale fuori dal nostro paese di origine. Quando si sono finalmente verificate tutte le condizioni giuste e ci è stata fatta la proposta che aspettavano, ci siamo finalmente buttati nella mischia e abbiamo accettato di cominciare questa avventura.

 

Ti è capitato di avere paure o incertezze prima della partenza?

Certamente. La cosa che mi faceva più paura era la questione dell’assistenza sanitaria, per esempio. O il timore di non riuscire a trovare l’appartamento giusto a pochi giorni dalla partenza, o di non riuscire a fare amicizia e a creare dei legami. Tutto questo è stato però smentito col tempo.


Come si è svolto il tuo processo di adattamento a Boston?

Molto fluido, direi. I nuovi colleghi sono stati subito molto amichevoli e desiderosi di aiutarci. Mi sono ambientata molto velocemente e anche con l’aiuto dei nostri hobbies (la fotografia per me, il sailing per lui) abbiamo stretto delle belle amicizie. Boston è una città meravigliosa, piena di cultura e il New England è un posto pieno di luoghi bellissimi da vedere con una natura davvero spettacolare. Per una persona amante della natura e dei paesaggi mozzafiato come me è il luogo ideale. 

 

 

 

Sei una blogger, come si chiama il tuo blog e quando hai cominciato a scriverlo?

Scrivo in rete da prima che esistesse Splinder e da quando i blogger erano identità anonime. Adesso è cambiato tutto, e non nascondo di avere un po’ nostalgia di quei tempi. Il mio blog si chiama la.cinzietta.com e l’ho aperto qualche anno fa dopo aver cancellato quello vecchio. Purtroppo non riesco ad aggiornarlo quanto vorrei ma ho intenzione di dedicarmi molto di più in futuro a questa attività. Buttare i miei pensieri in rete e scattare foto dei miei momenti mi rende felice e mi ha fatto conoscere molte persone interessanti.

 

Che tematiche tratti?

Il mio blog è una sorta di diario della mia vita qui negli USA ma anche un posto dove racconto dei luoghi che visito in giro per il New England, delle mostre che visito e delle mie esperienze quotidiane. Le ultime nostre tappe sono state Newport, in Rhode Island e Boothbay Harbor, in Maine.

 

Il blog ti è stato utile per allacciare rapporti di amicizia (virtuali o reali) con altri espatriati?

Assolutamente si! La prima persona che ho conosciuto attraverso il blog è Linda di Le Cugine d’America [lecuginedamerica.com], che vive in Maine e con la quale ci vediamo spesso di persona. Ho conosciuto dal vivo anche Adele di Bostonsoloandata [bostonsoloandata.blogspot.com] e Greta di Greisdipity [greisdipity.com]. Invece vorrei incontrare presto Alessandra di Una Romana in America [unaromanainamerica.com] e Sabrina di Miso Journal [sabrinamiso.com], ci sentiamo spesso via email. Siamo una piccola comunità molto vivace di italiane in America!

 

Che tipo di visto hai fatto per poter risiedere negli Stati Uniti?

Il visto L1, quello per i dipendenti specializzati e che utilizzano appunto le aziende che operano all’estero e che hanno bisogno di trasferire personale da una sede all’altra. E’ stata una procedura lunga e laboriosa, ci hanno messo più di sei mesi e in questo periodo abbiamo vissuto con gli scatoloni del trasloco in casa. Adesso abbiamo entrambi la Green Card e non nascondo che ho cominciato a pensare di prendere la cittadinanza tra qualche anno. Nostro figlio d’altronde è nato qui ed è americano a tutti gli effetti.

 

Di cosa ti occupavi in Italia?

Mi occupavo di marketing, più precisamente di organizzare eventi online (webinar e seminari) per la società’ per la quale lavoro, che opera nel settore tecnologico e ingegneristico.

 

 

 

Cosa fai adesso?

Faccio la stesso lavoro di prima ma in scala molto più ampia. Lavoro per la stessa società, ma ci siamo trasferiti dalla sede italiana a quella americana, presso la sede corporate. Tutto è più grande, più eccitante, più impegnativo. Se prima organizzavo due webinar al mese adesso ne organizzo circa 100 all’anno con guest speaker provenienti da tutto il mondo. Sto avendo diverse soddisfazioni a livello professionale e mi diverto molto.


Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra lo stile di vita americano e quello italiano?

Mi piace la loro voglia di reinventarsi e di ricominciare da capo. Qui non e’ considerato strano rimettersi a studiare a quarant’anni, per esempio, o cominciare una nuova carriera in un campo diverso. E’ qualcosa che invece non riscontro in Italia. Mi piace la loro necessità di avere un’ampia scelta in tutto. Gli hamburger li puoi ordinare con venti condimenti diversi, il menu’ delle gelaterie ha una sfilza lunghissima di varianti. Tutto e’ customizzabile, anche il cappuccino che prendi la mattina. In Italia se provi a togliere un ingrediente dalla pizza non solo ti guardano male ma te lo fanno pure pagare. Mi piace il loro non sentirsi minacciati da chi è meritevole, il loro non essere invidiosi del successo altrui, ma anzi di celebrarlo e trarne insegnamento.

 

E per quel che concerne somiglianze/differenze a livello umano?

Ho trovato simile a noi italiani il loro attaccamento alla famiglia, sebbene siano molto più abituati di noi a spostarsi per lavoro all’interno del loro territorio. Fare amicizia può sembrare difficile ma non e’ impossibile.

 

Ci sono degli usi e modi di fare locali che sono entrati a far parte della tua quotidianità dopo il trasferimento?

Ho imparato ad apprezzare la parlata bostoniana, che è un vero e proprio dialetto. I primi tempi mi era difficile comprendere tutto quando mi parlavano ma adesso il mio orecchio si è abituato. Tipico e anche divertente per chi li osserva da fuori  il fatto di avere sempre una tazza di caffè lungo in mano. Vanno dappertutto con questo caffè, ai meeting di lavoro, a fare la spesa, lo tengono in macchina. Ormai non posso farne a meno neppure io, è diventata un’abitudine. 

 

Quali sono le caratteristiche climatiche della zona?

Queste sono dolenti note per me. L’inverno è troppo lungo e con troppa neve per una meridionale come me. Se devo proprio trovare un difetto a Boston sceglierei proprio questo, il clima invernale troppo rigido e l’estate troppo corta. Ricordo una nevicata di due anni fa a maggio, non volevo credere ai miei occhi.

 

 

 

Com’è organizzata la rete del trasporto pubblico, è efficiente?

A dire la verità qui se non hai la macchina sei un po’ tagliato fuori, specialmente nei paesi, perché i trasporti pubblici non hanno una rete efficientissima. Le distanze sono maggiori, il tragitto casa-lavoro spesso supera la mezz'ora e allora si preferisce la macchina. In cinque anni non ho mai utilizzato un mezzo pubblico e me ne dispiaccio, in Italia li usavo spesso e volentieri.

 

Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Amo viaggiare e visitare nuovi angoli di New England. Ogni volta che ne abbiamo occasione carichiamo la macchina e partiamo per andare a vedere un posto nuovo. Finora abbiamo cercato di visitare i dintorni del Massachusetts, quindi Maine, New Hampshire, Rhode Island.

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per il momento rimanere qui, arricchire la mia esperienza lavorativa e riuscire a visitare sempre più località del New England.

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1 Commento
vittorio pesce
vittorio pesce
2 settimane fa

che fortuna che hai avuto a trasferirti in una città come boston, sembra la el dorado del new england a differenza dell'italia che ahimè offre sempre meno opportunità a noi giovani. Ti faccio tanti auguri per il tuo futuro.

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