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Sulle Rive Del Kifissos

  • Sulle Rive Del Kifissos
Blog del mese
Pubblicato 5 mesi fa
Se ne avete abbastanza delle guide che propongono sempre i soliti posti turistici questo Ŕ il blog che fa per voi! Da anni nella capitale greca, aiutiamo chi vive qui o chi visita Atene a vedere la cittÓ da veri greci.
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Raccontateci di voi: chi siete e quanto tempo fa avete lasciato l’Italia?

Attikì: Ciao! Mi chiamo Francesca, ma scrivo sul blog con nome di Attikì. Sono partita 3 anni e mezzo fa da una grigia metropoli del Nord per venire in Grecia.

Alberto: sono Alberto, scrivo con lo stesso nome sul blog. Sono partito dall’Italia nel 2015 per Atene. Al momento il lavoro mi ha portato fuori Atene ma appena posso questa è la mia tappa preferita dove trascorrere del tempo.

 

In che parte dell’Europa vi siete trasferiti?

Attikì: In Grecia. Prima ad Atene per un periodo, poi a Creta per un anno e di nuovo, più stabilmente questa volta, ad Atene.

 

Quali sono i motivi principali per cui avete deciso di andare a vivere in Grecia?

Attikì: Sicuramente per me l’ammirazione per la cultura greca antica prima e per quella moderna poi ha avuto un peso rilevante. Mi sono trasferita per amore del Paese prima di tutto; ho avuto e ho tuttora relazioni con greci ma se non fossi stata convinta della destinazione non sarei venuta.

 

Quali sono state le vostre prime sensazioni appena arrivati ad Atene?

Attikì: ad Atene per la prima volta sono arrivata nel 2000 per vacanza. Ho visitato la città per qualche giorno prima di partire per le isole. Ero entusista al pensiero di vedere tutte quelle antichità e respirare un’aria che parlava di millenni di cultura. Nonostante alcune zone un po’ trascurate ho trovato Atene proprio come me l’aspettavo: affascinante e sempre in grado di soprendermi! Una città moderna che non dimentica il suo glorioso passato. L’amore è nato da lì e poi è andato avanti negli anni senza delusioni.

Alberto: una città enorme, a prima vista caotica e un po’ sporca, possiamo dirlo. Ma già dai primi istanti lì non ho potuto non innamorarmene. Credo che Atene o la si ami o la si odi appena ci si arriva. Inutile dire quale sentimento ho provato.

 

Come si è svolto il processo di adattamento?

Attikì: Dopo la prima vacanza, grazie ad un legame con un ragazzo greco che però conoscevo da anni, ho iniziato a frequentare di più la città, ad imparare la lingua e la cultura. Siamo stato insieme parecchio tempo e alla fine ho preso la decisione di trasferirmi qui, pur a storia conclusa. Sicuramente il lungo ”addestramento” mi è servito ad adattarmi più in fretta, a fare nuove conoscenze e a trovare lavoro.

Alberto: ho cominciato a conoscere Atene grazie ad Attiki che mi ha trasmesso l’amore per la Grecia e per la sua capitale. A differenza sua non ho avuto molto tempo per addestrarmi, ma ho deciso di trasferirmi relativamente presto (tornando però anche in Italia di tanto in tanto).

 

Come si chiama il vostro blog e quando avete cominciato a scriverlo?

Attikì: Il nostro blog si chiama “Sulle rive del Kifissos” èd nato nel giugno 2015 dall’inventiva di Alberto che mi ha proposto di aprirlo per parlare della nostra quotidianità ateniese. Scrivo i miei post col nome di Attikì che è il nome in greco dell’Attica, la regione di Atene.

Alberto: sottoscrivo ciò che ha detto Attiki. Volevo tenere una sorta di diario della mia nuova avventura ateniese e ho pensato che il blog fosse uno strumento per condividere questa mia esperienza. Mi è parso naturale proporre ad Attiki di condividere con me questo progetto dal momento che lei conosceva Atene molto più di me.

 

Che tematiche trattate nel blog?

Attikì: Nato all’inizio come un diario personale, SRDK (come lo chiamiamo confidenzialmente noi) ha assunto i tratti di una “guida” pratica di Atene non solo per turisti ma soprattutto per i nostri connazionali che risiedono stabilmente qui o per coloro che qui si vorrebbero trasferire.
Trattiamo di cultura greca, di locali, di eventi, persino degli scioperi previsti! Insomma cerchiamo di spaziare a 360°.
Da poco abbiamo inaugurato la sezione “Info su Atene” con suggerimenti pensati per chi, a seconda delle esigenze, vuole visitare Atene oppure pensa di trasferirsi e di trovare lavoro qui. Chi vuole può comunque scriverci alla pagina Facebook o alla nostra mail se desidera qualche informazione più dettagliata.

 

Da dove nasce il titolo “Sulle rive del Kifissos”?

Attikì: Il Kifissos è un piccolo fiume che attraversa la capitale greca, magari non di portata considerevole ma importante abbastanza da essere assunto, già in età antica, a personaggio mitologico. Con “Sulle rive del Kifissos”, dal momento che il fiume taglia la città e i suoi sobborghi da nord a sud  per un lungo tratto del suo percorso, vogliamo quindi intendere Atene nella sua accezione più vasta e non limitata alle solite zone centrali più conosciute.

Alberto: volevamo dare l’idea di sentirci un tutt’uno con la città e il Kifissos è una parte di Atene che ben pochi conoscono all’estero. Una volta creato il nome ci è subito piaciuto!

 

Siete bloggers di professione oppure vi occupate anche d’altro li ad Atene?

Attikì: scrivere della propria passione è bellissimo ma, per il momento, non abbastanza redditizio. Abbiamo sempre accompagnato questo, che vediamo come un hobby, con il lavoro. Io sono libera professionista e mi occupo per la mia azienda del mercato greco. Questa tipologia di lavoro mi permette ovviamente di dedicarmi più liberamente alla scrittura e alla ricerca dei materiali per il blog.

 

Esistono possibilità concrete di impiego per espatriati ad Atene ed in che settori?

Attikì: Atene e la Grecia, non è un mistero, stanno affrontando un periodo di crisi senza precedenti che si ripercute profondamente sul mercato del lavoro. Nonostante questo trovare un impiego ad Atene non è impossibile; certo la conoscenza della lingua greca aiuta molto. Un settore comunque allettante è quello del turismo o della ristorazione dove c’è chi, nonostante tutto, riesce a trovare un impiego quasi stabile. Per chi non sa il greco una buona possibilità è quella di provare nei vari call center che reclutano personale madrelingua da diversi Paesi. L’insegnamento della nostra lingua infine non è più così richiesto come una volta e comunque per essere svolto nelle scuole private richiede una trafila burocratica abbastanza lunga.

 

 

Quanto è importante parlare il greco per vivere e lavorare in Grecia?

Attikì: In molti ci chiedono qualche consiglio per vivere o lavorare in Grecia. Il primo che diamo a chi prevede un trasferimento a lungo termine -indipendentemente da quello che vuole fare- è proprio imparare il greco. L’inglese è parlato da moltissimi ma per lavorare in determinati settori ed integrarsi più velocemente è davvero necessario fare uno sforzo e imparare la lingua. 

Alberto: non è pensabile di venire ad Atene e di viverci stabilmente senza sapere o almeno impegnarsi per imparare seriamente il greco. Non parlare la lingua vuol dire perdersi molti aspetti della vita locale. L’inglese è parlato da molti ma non da tutti.

 

Come si svolge la vostra giornata?

Attikì: Da un po’ di tempo lavoro comodamente da casa quindi per fortuna non devo affrontare più il tragitto fino al lavoro della nostra trafficata Atene. Questo mi lascia più tempo per dedicarmi al blog, soprattutto alla scrittura degli articoli. Per il resto obblighi ed incombenze sono le stesse che hanno tutti. Ovviamente ho la necessità di uscire per avere una vita sociale; qui ad Atene non è difficile, con tanti locali dove ritrovarsi e il clima mite che invoglia a stare fuori. Una giornata alla settimana d’estate, prima delle vacanze, la dedico a “Poseidone”, visto che abbiamo splendide spiagge a poca distanza dalla città.

 

Cosa ne pensate della qualità dei servizi al cittadino ad Atene?

Attikì: Tra i tanti aspetti positivi del vivere in Grecia non inserirei purtroppo il sostegno dello Stato al cittadino. La burocrazia impera e rende complicate operazioni in realtà molto banali. Tutto quello che è pubblico è lasciato un po’ alla volonta dei singoli lavoratori, dalla richiesta di informazioni in un ufficio alla puntualità dei mezzi pubblici. Una cosa che può sorprendere lo straniero è la facilità con cui si proclamano scioperi improvvisi, con un preavviso davvero irrisorio. La cura degli spazi pubblici è spesso carente (marciapiedi e strade, raccolta dell’immondizia, decoro urbano). Tuttavia il volontariato -che potrebbe ovviare in qualche modo a alcune mancanze- è una pratica sociale poco sviluppata nonostante la crisi abbia reso i greci più consapevoli e meno egoisti.

 

Quanto vi costa vivere ad Atene?

Attikì: Atene e la Grecia non sono più economiche come un tempo. Il costo della vità è notevolmente aumentato negli ultimi decenni. Tuttavia alcuni settori rimangono economici come, ad esempio, affitti e il mangiare fuori. Per il resto i prezzi di molti articoli o servizi è equiparabile a quelli a cui siamo abituati, altri come quelli dell’elettricità addirittura più alti. Atene rimane comunque la città più cara della Grecia e la differenza con il resto del Paese è a volte sensibile. La retribuzione media di 850 euro che può arrivare a prendere chi lavora in un call center basta per tirare la fine del mese ma non per permettersi molte uscite.

Alberto: per godersi davvero Atene, uscendo relativamente spesso ci vuole ormai uno stipendio a quattro cifre. Come dice Attiki il costo della vita è aumentato parecchio negli ultimi anni.

 

In che quartiere/zona della città consigliate di cercare casa?

Attikì: A chi mi chiede dove può cercare casa o (albergo per le permanenze ridotte) spiego subito dove non cercare; sono da evitare le zone di Omonia, Metaxourghio e Patission, molto degradate e fatiscenti. Eviterei altrettanto la zona di Exarchia che, per quanto in voga presso i giovani, non è tra le meglio tenute e sicure del centro.

Alberto: concordo con Attiki. Diciamo che i quartieri migliori dove cercare casa sono Nea Smirni, Palaio Faliro a sud e Panormou, Chalandri e tutta la zona a nord di Atene.

 

 

Come vi piace trascorrere il tempo libero?

Attikì: Sto molte ore davanti allo schermo del pc quindi, quando posso, esco. In genere approfitto del bel tempo per fare passeggiate, meglio se al mare. Mi piace altrettanto andare a qualche mostra o a qualche evento. Altrimenti sento i miei amici ed usciamo per un caffè. Se Alberto è ad Atene andiamo a vedere la nostra squadra di basket, il Panathianikos, insieme. Ogni tanto organizziamo degli aperitivi per far socializzare chi è qui da poco e facciamo delle serate tra connazionali; è importante non perdere del tutto le origini.

 

Com’è il rapporto tra gente locale ed espatriati?

Attikì: I greci in genere hanno una vera ammirazione per il nostro Paese e non è infrequente trovare persone che hanno studiato da noi. Il legame tra i nostri due popoli è forte ma spesso molto stereotipato da parte loro; tendono a vederci tutti uguali nonostante le nostre differenze geografiche e comunque molto simili a loro. Tuttavia l’atteggiamento nei nostri confronti è sempre di apertura e cordialità. I greci, inoltre, apprezzano molto chi impara e parla la loro lingua e sono sempre pronti a complimentarsi per lo sforzo. Al contrario mi succede di vedere, accanto a connazionali perfettamente integrati, persone che, nonostante la loro lunga permanenza qui, non hanno voluto imparare la lingua e inserirsi un po’di più nel tessuto sociale.

 

I “must see” ad Atene: cosa consigliate?

Attikì: Atene è una città ricchissima di attrazioni, culturali e non solo. Sicuramente una sola visita non basta per vedere tutti i luoghi più importanti. Dovendo però stilare una lista di quelli “irrinnunciabili” e prendendo come esempio una permanenza di qualche giorno come parametro scegliamo: l’Acropoli, l’Antica Agorà, Syntagma (per il Palazzo del Parlamento e l’elaborata cerimonia del cambio della guardia compiuta dagli Evzones), lo Stadio Panathinaico e il Tempio di Zeus Olimpio. Imperdibili un giro alla Plaka, il caratteristico quartiere sottostante l’Acropoli e  una sortita tra i vicoletti di Monastiraki. Tra i musei ovviamente da non perdere quelli dell’Acropoli e il Museo Archeologico Nazionale. Terminiamo con la salita al Licabetto, per ammirare Atene da un’altra visuale.

 

Quali sono le caratteristiche climatiche della città?

Alberto: estati prolungate e torride, inverni ragionevolmente miti ma attenzione perché ad Atene può fare freddo e anche molto, quando c’è vento da nord, nord-est. La neve non è così rara sulle colline e sui monti che circondano la capitale.

 

Cosa ne pensate del livello di sicurezza personale nella zona dove vivete?

Attiki: La zona dove vivo, Pangrati, è molto tranquilla, grazie alla presenza di molte ambasciate e di diverse caserme di polizia. In genere ho potuto riscontrare che la percezione della sicurezza qui ad Atene è abbastanza elevata tanto da parte dei cittadini quanto dei turisti. Tranne alcune zone un po’ degradate del centro, si gira tranquillamente ovunque di sera e di notte senza particolari problemi. Spesso si vedono pattuglie di poliziotti in moto che perlustrano la città e questo contribuisce molto al sentirsi più sicuri.

 

La vostra esperienza in Grecia: cosa vi dà in più rispetto all’Italia e cosa vi toglie?

Attikì: Non ho rimpianti di essermi trasferita qui soprattutto perchè il cambiamento è stato per certi versi molto positivo e la mia è stata una scelta consapevole. Gli aspetti negativi sono legati, come spiegavo prima, ad alcuni servizi che mancano o sono inefficienti. Quello che però è la mancanza di senso civico e talvolta, il poco rispetto per gli altri nelle pratiche quotidiane.
Tra i lati positivi annovererei un clima decisamente migliore, il poter godere di posti meravigliosi (isole e altre bellezze naturali) e di un’aria intrisa di cultura millenaria che si respira solo qui.
La Grecia rimane un Paese a cui devo molto per le opportunità lavorative e non solo che mi sta offrendo. Per questo ne parlo, al netto di qualche critica, con rispetto e infinita ammirazione

Alberto: Condivido con Attiki le considerazioni sui lati positivi e sui lati negativi. Aggiungerei tra i lati negativi una pressione fiscale davvero notevole anche più di quella italiana.

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