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Come sopravvivo all'arrivo dei miei bambini

  • Come sopravvivo all'arrivo dei miei bambini
Blog del mese
Pubblicato 2 anni fa
Sono atterrata in Texas per seguire a tempo limitato il colombiano che mi ha portata in municipio. Ora abbiamo due gemelli, tre lavori, una casa... Mi sa che non si riparte per un bel po'. E la vita va avanti, fra burocrazie di tre paesi, tre lingue per pranzo...

Ciao Maria Gloria, grazie per dedicarci un po’ del tuo tempo! Ci racconti un po’ di te e dei motivi che hanno portato te e tuo marito a Houston, in Texas?

Ho conosciuto Juan che già lavorava a Houston come maestro bilingue. Io ero invece di ruolo alle medie per il francese in Sardegna. Gli amori transoceanici, quando ci sono sette ore di differenza, sono difficili da reggere a lungo termine.
Abbiamo deciso di sposarci e la scelta del paese in cui vivere è stata dettata dall'esigenza di Juan di non fare il casalingo in Italia, dove avrebbe dovuto aspettare secoli prima di trovare un lavoro.
 
 
Da quanto tempo siete negli States e dove vivate prima?
 
Dopo il matrimonio nel 2006 in Sardegna, sono emigrata negli USA per raggiungerlo. Lui ci viveva già dal 2001. È stato traumatico all'inizio: io avevo già vissuto all'estero, nel Regno Unito, in Russia, in Francia; ma era sempre per motivi di studio, sapevo che sarei tornata a casa. Emigrare è un'altra cosa.
 
 
Sei l’autrice del blog “Come sopravvivo all’arrivo dei miei bambini”, quand’è che hai cominciato a scriverlo e qual è la ragione principale che ti ha spinta a farlo?
 
Ho cominciato a scrivere quando sono nati Luca e Matteo. Avevo bisogno di un mio spazio, almeno virtuale, dove raccontarmi. Durante la gravidanza avevo trovato vari blog scritti da mamme, video su YouTube, post su blog che mi avevano aiutato a trovare risposte alle mille domande che aspettare due bambini fa immancabilmente sorgere. Mi piaceva l'idea che un mio post potesse servire a qualcuno. Trovo che scrivere un blog sia molto terapeutico: aiuta a capire un po' a che punto si è, a fare ordine fra le proprie idee. Tra l'altro mi piace credere in una sorta di unione "che fa la forza" fra blogger!
 
 
Il blog ti ha aiutato ad entrare in contatto con altri espatriati e fare delle nuove amicizie?
 
Certo, mi è capitato di incontrare altre mamme che, incuriosite dal blog, hanno voluto conoscermi. C'è sempre posto per una nuova amicizia!
 
 
Di cosa ti occupi attualmente?
 
Insegno italiano in un liceo e all'università a Houston. Lavoro anche per ETS e per il College Board per le attività di valutazione delle prove d'esame dei nuovi insegnanti bilingui e dell'AP Italian, l'esame nazionale di lingua italiana per studenti delle superiori.
 
 
Sul tuo blog hai publicato un’interessante guida intitolata “Houston per bambini”, ci puoi anticipare qualcosa su quello che offre la città per i più piccoli?
 
I post per ora sono due, ma continuo a prendere appunti per post successivi perché Houston ha moltissime risorse! Dal Museo dei bambini ai mille parchi, alle piscine e ai corsi di nuoto gratis organizzati dal comune. In particolare il Museum of Fine Arts e il Bayou Bend, una casa storica con una ricca collezione d'epoca, offrono domeniche ricche di attività per famiglie, anche queste completamente gratis.
 
 
Cosa mi puoi dire del costo della vita a Houston? 
 
Rispetto al resto degli USA è molto più basso, ma c'è da dire che anche gli stipendi lo sono.
Diciamo che noi abbiamo potuto comprare subito una casa, la macchina, e riusciamo anche a portare i bambini in vacanza per tutta l'estate, alternando i viaggi in Italia a quelli in Colombia per far contento il marito! Certo i tempi cambiano e ora che Houston sta diventando la meta scelta da molti, proprio per lo stile di vita, i prezzi, almeno del mercato immobiliare, stanno crescendo moltissimo. Questo porta a un aumento del valore anche di casa nostra, grande vantaggio, ma purtroppo anche delle tasse sulla casa. Noi viviamo in un quartiere centrale, Montrose, ma non sappiamo fino a quando potremo permettercelo.
Resisteremo il più possibile!
 
 
Hai due figli, che agevolazioni offre lo Stato americano alle famiglie?
 
Nessuno direi. L'apoteosi della famiglia in America è una grande bufala.
Maternità di soli tre mesi al massimo e non pagata.
Asili nido solo privati.
Una sanità per cui si pagano assicurazioni salate e a ogni colpo di tosse o starnuto si deve pagare nuovamente. Per non parlare di quanto chiede il pronto soccorso se hai un'emergenza (e con due gemelli le emergenze arrivano).
Certo, in aprile ci arrivano i rimborsi fiscali delle spese sostenute, ma nel frattempo, almeno per noi immigrati con stipendio da insegnante, direi che di agevolazioni proprio non si può parlare.
 
 
La gente locale è aperta nei confronti degli espatriati? Hai instaurato amicizie con persone del luogo?
 
Houston è una città multietnica ed è facile trovare qualcuno con cui fare amicizia. Io ho la fortuna di insegnare in un dipartimento molto socievole e ci si vede spesso anche dopo il lavoro.
I miei vicini sono simpatici e il Texas è famoso per la sua ospitalità.
Quando sono nati i bambini ci hanno anche fatto trovare la cena pronta!
 
 
Per concludere vorrei chiederti come si vive in America rispetto all’Italia? Quali sono le differenze principali?
 
Lo stile di vita è molto diverso. La mia giornata lavorativa da insegnante comincia alle 7:40 e finisce alle 15:30 (le lezioni frontali con gli alunni). Poi si programma e si corregge fino alle 17:30. Poi due volte la settimana si insegna all'università fino alle 20:30. Poi una volta al mese si lavora online.
E io non sono un'eccezione: la maggior parte degli insegnanti ha un "side job".
Si lavora tanto.
Questo aspetto comprende sia i pro che i contro della vita negli USA.
Se fossimo rimasti in Italia avremmo avuto un lavoro in due e la vita sarebbe stata molto più difficile.
Vorrei tornare? Certo! Anche domani! Per i diritti a livello sociale, per una vita più legata agli affetti e un tempo dilatato.
Ma mi dicono che c'è scarsità di erba voglio...
 

 

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