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Minorca all'improvviso

  • Minorca all'improvviso
Blog del mese
Pubblicato 2 anni fa
Il mio blog Ŕ dedicato all'isola in cui vivo, Minorca, e si rivolge a tutte le persone che cerchino informazioni ma soprattutto che vogliano sapere cosa vuol dire vivere qui.

Ciao Alice e grazie per averci concesso quest’intervista! Ti va di raccontarci un po’ di te e delle ragioni che ti hanno portata a Minorca?

Grazie a voi e a tutti i lettori del blog!
Fin da piccola ho sempre amato viaggiare; con una laurea in turismo e lingue straniere in tasca, non ci ho pensato due volte ad accettare uno stage a Minorca. Quella è stata la mia prima esperienza di vita all’estero. Avevo trovato un luogo fantastico, ma non ero ancora pronta a fermarmi. Volevo scoprire e vivere il mondo. Ho continuato quindi a lavorare nel settore alberghiero e questo mi ha permesso di partecipare ad un programma internazionale a New Orleans e successivamente mi sono trasferita a  Londra, sempre per un altro anno. Dopo ogni esperienza lavorativa tornavo a Minorca per la stagione, un po’ per mettere da parte i soldi sufficienti per continuare a viaggiare, un po’ perché l’isola mi mancava tantissimo. Vivere in luoghi così diversi dall’Italia e anche tra di loro, mi ha fatto capire che Minorca è davvero un paradiso e che forse avevo trovato la mia casa. Stanca di traslochi e desiderosa di “appartenere” a un posto, per l’ennesima volta ho fatto le valigie: questa volta per restare.

 

Come ti trovi e come è stato il trasferimento? Ti sei adattata con facilità?

Ci credete se vi dico che mi trovo benissimo? A Minorca mi sento a casa, non come in ogni altro luogo dove ho vissuto, dove sapevo di essere “di passaggio”.
Il trasferimento è stato un po’ traumatico, ma come, in fondo, lo è ogni viaggio a Minorca per la stagione. 12 ore in auto fino a Barcellona, 8 ore di traghetto e macchina stipata. Questa volta, per fortuna, avevamo già trovato casa e sapevamo cosa dovevamo portare dall’Italia; inoltre i suoceri sarebbero arrivati presto a trovarci con tanto di auto, così non ci siamo preoccupati più di tanto sul contenuto delle valigie.
Dal momento che non è la prima volta che vivo sull’isola (ho trascorso qui 3 stagioni, prima di trasferirmi) ormai conosco Minorca meglio del mio paese in Italia! Sapevo i passi da seguire per trovare casa, avevo già tutti i documenti per lavorare, avevo già conoscenze e amicizie qui, quindi non è stato troppo difficile. Adattarmi al 100%, ecco, su quello ci lavoro ogni giorno: studio catalano (o meglio, minorchino), esco con i miei amici spagnoli (italiani non ne conosco), ho preso gli orari spagnoli (pranzo alle 14-15 e ceno tra le 21 e le 22). Mi sono da poco comprata un paio di Avarcas, le scarpe minorchine che indossano tutti i locali; penso che l’unica cosa che mi manchi per essere minorchina doc è comprare un frigo e le classiche sedie minorchine per un pic nic in spiaggia la domenica.

 

Sei l’autrice del blog “ Minorca all’improvviso”, quand’è che hai cominciato a scriverlo e qual è il motivo principale che ti ha spinto a farlo?

Il primo articolo del blog è stato pubblicato nel febbraio del 2015, la mattina del nostro sbarco sull’isola. Tuttavia, l’idea di scriverlo è nata molto prima, quando ero ancora a Londra e stavo decidendo cosa fare della mia vita. Sognavo Minorca come luogo dove poter vivere un giorno e volevo che altre persone conoscessero l’isola; all’epoca stavo scrivendo un altro blog, Le Avventure di Alice – Alla ricerca del Paese delle Meraviglie. Ora che quel Paese lo avevo trovato, potevo dedicarmi alla sua scoperta.

 

Da dove nasce il titolo del tuo blog?

Ci ho messo tantissimo a decidermi sul titolo, ne avevo troppi in mente! Poi alla fine ho optato per questo: “all’improvviso” è come sono arrivata a Minorca, un primo maggio di cinque anni fa, una mattina fredda e piovigginosa. Non sapevo niente sull’isola (allora non era ancora aperta la pagina web del turismo e non si trovavano notizie online) ma avevo tantissima voglia di fare e scoprire.
“All’improvviso” è come mi sono innamorata di Minorca, stupefatta di fronte a tanti paesaggi diversi, acque cristalline e spiagge incantate.
E, ancora, “all’improvviso” è come ho deciso di tornarci, da un giorno all’altro, una scelta per molti irrazionale, ma per me, una delle migliori che abbia mai preso.

 

Il blog ti è stato utile per entrare in contatto con altri expat bloggers e fare nuove amicizie?

In realtà ho scambiato solo un paio di email con persone che mi chiedevano consigli sulle mie esperienze lavorative e sulle possibilità effettive di trasferirsi a Minorca. Il blog è ancora giovane, e io non mi definirei proprio una blogger, altrimenti saprei come sfruttare “socialmente” le tante visite che ricevono le mie pagine!

 

Com’è la situazione lavorativa a Minorca? Quali sono i canali migliori per cercare impiego?

La crisi c’è anche qui ma si sente molto meno che nella penisola. Tuttavia, considerate che a Minorca c’è lavoro praticamente solo in estate. E’ un’isola che vive del turismo e questo si concentra da maggio a ottobre. Il resto dell’anno, certo, ci sono offerte di lavoro, ma con tutte le persone disoccupate che vivono qui, è difficile che assumano italiani piuttosto che minorchini. Le opportunità di lavoro sono poche e non c’è certo la meritocrazia.
Io suggerirei di iscriversi subito al SEPE, il centro per l’impiego: offre tanti corsi gratuiti e pubblica offerte di lavoro giornalmente. Si può poi cercare sui quotidiani (Es Diari de Menorca), su internet o su Twitter. Portare il curriculum direttamente, a mio parere, è una perdita di tempo. Magari può essere utile chiamare hotel, bar e ristoranti e chiedere se hanno posizioni disponibili; a quel punto, inviare il curriculum.

 

E’ facile trovare casa a Minorca? Come funziona la ricerca di alloggio, si va tramite agenzie, annunci sui giornali, siti immobiliari on-line…?

Mmh, dipende. Trovare una casa per la stagione, senza avere troppe pretese, è molto facile. Si può contattare un’agenzia oppure un privato, rispondendo ad annunci su internet o su giornali.
Se, invece, si cerca qualcosa a lungo termine, la ricerca può essere davvero lunga. Le case a Minorca non sono preparate per l’inverno e, per esperienza, non vi consiglio una casa senza alcuna forma di riscaldamento!

 

Sei riuscita ad instaurare una nuova rete di amicizie dopo il trasferimento?

Gli amici con cui sono in contatto adesso sono quasi tutte persone di passaggio, che ho conosciuto durante le mie stagioni qui e che quindi rivedo ogni volta che arriva maggio. Peccato che i turni diversi non ci permettano quasi mai di uscire insieme. Tuttavia, sempre più di questi amici si stanno trasferendo qui e adesso che mi fermerò anche io in inverno sull’isola, avremo decisamente tempo di vederci. Quasi tutti sono però spagnoli, della penisola; con alcuna eccezione, mi è stato davvero difficile instaurare rapporti di amicizia con minorchini, stessa difficoltà che incontrano gli spagnoli, quindi non credo sia un problema di nazionalità. I minorchini tendono a stare un po’ sulle loro.

 

Come giudichi il costo della vita a Minorca?

E’ in generale più basso di quello italiano. Io lo noto soprattutto nell’affitto, negli scontrini della spesa, nella benzina, nelle forme di divertimento (bar, ristoranti, shopping, cinema). Se poi lo compariamo alla qualità di vita e agli stipendi, qui si vive molto meglio.
A Londra mi servivano €1000 al mese per affittare una stanza doppia, in una casa con 3 stanze. A Minorca, con €500 pagavo una villetta a schiera, con piscina comunitaria, vicino al mare. Lo stipendio era praticamente lo stesso.

 

Com’è cambiata la tua vita da quando vivi sull’isola?

Sicuramente è meno stressata.
Continuo a farmi un’ora di macchina per andare al lavoro (vivo a Ciutadella e lavoro a Mahón, dall’altra parte dell’isola, e c’è solo una strada che le collega), ma almeno ho la mia macchina e guido tra campi, mucche e verde. Non c’è traffico e se si rallenta è per colpa di un trattore. La gente qui è serena, tranquilla, non c’è criminalità e sono felice. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose, quelle che diamo per scontato e di cui ci dimentichiamo quando ormai viviamo solo per lavorare.

 

C’è qualche consiglio che vuoi dare

agli utenti di Expat blog, che stanno progettando di trasferirsi a Minorca, per organizzarsi nel modo più consapevole possibile?

Il consiglio principale è quello di riflettere bene su ogni aspetto del trasferimento e non sottovalutarne mai nessuno. Si sa quello che si lascia ma non si sa quello che si trova, quindi pensateci bene prima di mollare tutto. Soprattutto, armatevi di tanta forza di volontà e coraggio perché difficoltà ce ne sono tante.
Non sottovalutate poi la burocrazia. Qui è più snella, ma ci sono passi essenziali da fare per essere in regola e per avere diritto alla disoccupazione.
Ricordatevi infine che qui sarete sempre stranieri; siate quindi di mente aperta, rispettate le persone che vivono qui e cercate di integrarvi. A quel punto sarà più facile sentirsi a casa.

 
 

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