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Simona ad Orlando: "Vivere qui mi dà un senso di sicurezza e di giustizia che in Italia avevo perso"

  • Simona in Florida
Intervista
Pubblicato 5 mesi fa
Simona ed il marito sognavano da tempo un'esperienza negli States. L'occasione è arrivata quando l'azienda per cui lavorava a Bologna le ha offerto un trasferimento nella filiale di Orlando. Occasione unica che hanno preso al volo...living the American dream!
sisidavi

sisidavi

Parlaci di te: chi sei e da dove vieni?

Ciao, sono Simona, arrivo da Bologna ma in realta sono siciliana.
Ho cambiato mille volte città in Italia negli ultimi anni per ragioni lavorative mie e di mio marito. Lavoriamo entrambi in azienda. Ma il nostro sogno era una esperienza negli States!

Qual è il tuo Paese d’espatrio?

Orlando, Florida, Usa.

Quali sono i motivi principali che ti hanno portata in Florida?

Tecnicamente, l’azienda per cui lavoravo in Italia a Bologna, ha una filiale ad Orlando e mi ha chiesto se mi avrebbe fatto piacere fare qualche anno qui, ed io ho accettato. Ma in realta con mio marito pensiamo a questa esperienza da anni. Pensavamo tramite il lavoro di mio marito (che e’ un dirigente) oppure avevamo in progetto di avviare una start up in Usa. Poi e’ arrivata questa occasione e l’abbiamo colta al volo.

Appena sbarcata negli USA, qual è stata la prima sensazione che hai provato?

Caldo! Scherzo! La prima sensazione (ma in realta avevo gia studiato negli Usa per pochi mesi, tanti anni fa ed avevo avuto la stessa sensazione) e’ un senso di sicurezza e di giustizia che non ho mai avuto in Italia negli ultimi anni.
Sicurezza di essere sempre tutelata, sicurezza che le cose vadano nel modo corretto e che, come dicono sempre gli americani, tutto andra’ bene!

Come si è svolto il processo di adattamento ad Orlando?

Sono stata molto aiutata e supportata dal mio capo e dalla sua famiglia (che a loro volta si erano trasferiti qui 1 anno prima) e dai miei colleghi americani (gli americani sono persone disponibilissime).
E’ chiaro che vivere qui e’ un altro mondo, un approccio completamente diverso alle cose, al problem solving, a tutto! Dal fare la spesa al supermercato (all’inizio l’ho vissuta come un’avventura dove ogni volta scoprivo una cosa diversa e perdevo anche un’ora per fare la spesa), all’aprire un conto corrente ed infine e soprattutto all’approccio al lavoro.
Nonostante conoscevo gia l’azienda molto bene perche collaboravo con l’azienda americana da anni, e conoscevo i miei colleghi del financial dept, nonostante l’azienda comunque e’ di proprieta italiana, il loro modo di lavorare e’ completamente diverso dal nostro ed inizialmente ho fatto un po' di fatica ad abituarmi ai loro ritmi, diversi e piu lenti dai nostri e quindi con la sensazione di essere sempre accelerata rispetto a loro.
Comunque sono arrivata alla conclusione che bisogna essere molto elastici nell’affrontare questo processo di adattamento ed approcciarsi con molta modestia perche' comunque sei un ospite nel loro paese ed e’ giusto imparare a vivere al loro modo.
Il primo mese mi sentivo molto spaesata e sempre un passo indietro agli altri, anche la conoscenza della lingua incide molto. Ma ora a distanza di mesi mi sembra di aver fatto passi da gigante.

Che procedura hai seguito per l’ottenimento del visto di lavoro?

Il visto e’ stato richiesto dalla mia azienda sia per me che per mio marito. Ho solo chiesto all’azienda un visto E2 perche' da la possibilita al coniuge di richiedere il permesso di lavoro, che per noi era fondamentale.
L’avvocato aziendale mi ha detto che era perfetto quel tipo di visto che generalmente e’ richiesto per i quadri o per i manager, ed io gia ricoprivo un posto di responsabilita come quadro in Italia. Poi l’iter e’ stato molto semplice ed abbastanza veloce, i tempi indicati dal consolato sono stati rispettati puntualmente ed in 10 settimane avevo il mio visto di lavoro!
Il colloquio in ambasciata e’ stato molto semplice, in italiano, anche se ho notato che alcuni consoli parlavano in inglese.
E’ chiaro che con questo tipo di visto, nel momento in cui smetto di lavorare per l’azienda americana, devo rientrare in italia (credo entro 2 o 3 settimane).

Di cosa ti occupi attualmente?

Sono una financial manager e mi occupo di bilanci e reportistica per i dirigenti.

Quali sono le differenze principali che hai riscontrato tra lo stile di vita americano e quello italiano?

La prima differenza sicuramente riguarda l’approccio al denaro e al debito.
Noi italiani abbiamo una propensione al risparmio molto alta (anche se non lo notiamo oppure non riusciamo a risparmiare perche negli ultimi anni la situazione economica del paese e’ difficile). Invece gli americani hanno una propensione al debito elevatissima.
Tutti (e tutte le classi sociali) sono indebitati, spesso in misura superiore alla loro effettiva disponibilita. Quindi tutti i negozi sono strapieni di gente con file alle casse, tutti comprano, tutti si indebitano. Quindi l’economia gira e si ha sempre una sensazione di gran benessere. E quindi sei sempre tentata da saldi, offerte, web sales. Pericolosissimo!
La seconda differenza e’ nella cucina. Tutti mangiano prevalentemente fuori, sempre. Difficilmente cucinano.
La terza differenza e’ l’assistenza sanitaria. Non e’ facile capire il loro sistema troppo diverso dal nostro. E soprattutto se non hai disponibilita economica ed un lavoro (e quindi una azienda che ti supporta con le spese di assicurazione sanitaria) possono essere guai seri. E’ tutto privatizzato e quindi molto caro.
Ripeto, non ho ancora capito benissimo, e spero che non mi capiti nulla nei prossimi anni (intendo nulla di grave)!

E per quel che concerne somiglianze/differenze a livello lavorativo?

Come dicevo prima, hanno ritmi di lavoro piu lenti, ma in compenso sono molto precisi, rispettano le regole, senza necessità che qualcuno le imponga.
Per esempio difficilmente timbrano un cartellino per accedere in azienda. E fanno il loro dovere, anche perche se non lo fanno, con estrema facilita e da un giorno all’altro si ritrovano senza lavoro.
Il mercato del lavoro e’ velocissimo sia in entrata che in uscita. E la meritocrazia e la competizione sono la base di tutto.
Se sei una persona che vali vai avanti. In caso contrario sono guai.
Apprezzo molto questo sistema perche e’ un sistema giusto e lo percepisci tantissimo!

Quanto ti costa vivere ad Orlando?

Piu che a Bologna per certi versi, e per altri meno.
Mi spiego: se devi affittare una casa, gli affitti sono piu cari (magari non rispetto Milano e Roma, ma quelle sono delle eccezioni).
Per contro per comprare una casa a parità di metri quadrati, i prezzi sono piu bassi.
Il costo dell’acqua (come utenza) e’ elevato, l’energia elettrica invece e’ molto economica cosi come la benzina.
Fare la spesa e’ costoso, soprattutto se compri frutta e verdura oppure formaggi. Se compri scatolame e’ economico sicuramente.
Se vuoi mangiare fuori, non vedo molte differenze rispetto all’Italia.
In linea di massima direi che Orlando non e’ una citta cara paragonata ad altre citta americane (per esempio, New york Boston San francisco Los angeles Miami).

Che quartiere/zona della città consigli per cercare alloggio?

In questo momento io vivo ad Ocoee perche' zona piu economica di altre. E’ vero che questo significa anche meno servizi, oppure servizi piu scadenti, ma direi che le zone di Ocoee e Winter Garden sono la giusta via di mezzo.
La down town, e la zona di Winter Park e Baldwin sono molto care ma anche molto belle (soprattutto le ultime due).
Eviterei Metrowest che mi e’ stato detto non essere molto sicura.
In linea di massima se non hai figli e quindi non sei interessato alla qualita delle scuole, consiglio di evitare zone costose. Ma se vuoi comprare casa (anche se non hai figli) ti conviene valutare anche il fattore scuole, perche cosi le case sono piu rivendibili nel futuro.

Sono richieste garanzie particolari per poter affittare casa?

La prova di uno stipendio.
A me hanno chiesto anche due lettere firmate dai miei capi americani (il direttore generale e l’amministratore delegato), che confermavano che il mio stipendio fosse quello dichiarato. E la social security.

Spostarsi in città: è indispensabile la macchina o ci si può affidare ai mezzi pubblici?

Ad Orlando e’ abbastanza indispensabile la macchina.
Ho visto che ci sono gli autobus ma per esempio non c’e’ metropolitana.
Le zone residenziali sono tutte lontane dal centro e spesso gli autobus non fanno quella tratta, quindi la macchina e’ utile.

Com’è una tua giornata tipo?

Mi sono abituata (come gli americani) a svegliarmi molto presto, andare a correre per mezz'oretta, poi ufficio, breve pranzo velocissimo, poi casa.
Qui si cena presto e si va a letto presto.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sport, il clima di Orlando di permette di farne tanto all’aperto, cene con amici e mare nel weekend. E a volte qualche parco Disney!
Orlando e’ comunque la patria del divertimento quindi ce n’e’ per tutti i giusti.

Quali sono le caratteristiche climatiche di Orlando?

Sono qui da Ottobre e non ho ancora affrontato l’estate.
Da ottobre ad oggi, ci saranno stati in tutto 15 giorni di freddino tra dicembre, gennaio e febbraio. Poi un clima simile a giugno/luglio, sempre.
So che il prossimo mese inizieranno le pioggie pomeridiane e luglio ed agosto dicono essere molto caldo e umido. Per il resto stupendo, finora caldo secco piacevole.

Esistono servizi dedicati agli espatriati in loco?

Qui ad Orlando io non ho trovato niente di simile.
L'azienda per cui lavoro mi ha aiutato nei primi tre mesi con macchina aziendale, appartamento e qualsiasi tipo di suggerimento avessi bisogno. Le persone comunque sono molto disponibili e quando ho fatto da sola i primi passi per andare a vivere in una casa in affitto, quindi affittare casa, aprire conto corrente, patente di guida, allaccio utenze ecc ecc, ho sempre incontrato gente che quando ha capito che per me era la prima volta, si e' resa disponibile ad aiutarmi ed ad agevolare il tutto.
Difficilmente ho trovato qualcuno che parlava italiano, ma tante persone si sono offerte con lo spagnolo per aiutarmi. Inoltre per qualsiasi cosa c'e' sempre l'Ambasciata italiana (qui a Miami) che puo' aiutare.

Qual è lo sbaglio da evitare appena arrivati negli Stati Uniti?

Direi che la cosa più sbagliata che ho fatto (negli ultimi mesi) e' provare a chiedere carte di credito quando so per certo che ancora il mio credit history e' troppo recente (4 mesi) e che quindi tutti rifiutano la richiesta.
Mi e' stato spiegato che solo dopo almeno 6 mesi inizi ad essere visibile nelle banche dati e quindi puoi iniziare a chiedere più credito. Inoltre ogni volta che qualcuno ti rifiuta le richieste, il tuo credit score scende...non bene!
Quindi vi consiglio di evitare queste richieste.
Inoltre bisogna sempre rispettare le loro regole, perche solo cosi le cose funzioneranno. Quindi consiglio a tutti di non cercare di saltare alcuni passaggi (come siamo un po abituati noi italiani) e bypassare le regole per far prima.

Come si accumula credit history?

Indebitandosi! Lo so e’ il colmo ma e’ cosi.
Primo passo e’ avere una social security – poi aprire un conto corrente ed ottenere la prima carta di credito (Bank of America e’ abbastanza facile) – spendere circa il 30% del credito disponibile e pagare sempre in tempo le utenze, le carte di credito (che si pagano come una regolare fattura e non come in italia) - aprire un check saving (cioe un conto di deposito) fa alzare un po lo score, e dopo sei mesi provare ad ottenere altre carte di credito.
Avere diverse carte di credito significa avere diversi enti che ti fanno credito. Consiglio di usarle sempre tutte e sempre per il 30% circa.
Le carte di credito per cosi dire commerciali (cioe emesse dai negozi) non servono molto ma per contro ti danno accesso a particolari sconti e condizioni di pagamento nel negozio.
Alla fine ho letto un libro che mi ha un po' chiarito il sistema della storia del credito, che e’ molto diverso da quello italiano.
Dimenticavo: stare sempre attenti alle carte di credito che arrivano via posta perche generalmente non sono presenti nel circuito credit history e quindi servono a poco e fanno pagare fee e interessi altissimi.

I tuoi progetti per il futuro?

Sai che e’ una domanda difficile! Sicuramente staro’ qui finche la mia azienda avra’ necessita della mia presenza qui. Cinque anni!
Sicuramente con mio marito il nostro progetto non e’ rimanere per sempre qui. Ma credo anche che abituandoci allo stile di vita americano, dove, devo ammettere, sembra che tutto funzioni perfettamente quando ti approcci ai servizi pubblici e soprattutto dove sai sempre i soldi dei cittadini come vengono utilizzati, sara’ molto difficile tornare indietro.

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