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Marco a Pechino: "In Cina possibilità di lavoro più soddisfacenti rispetto all'Italia"

  • Marco a Pechino
Intervista
Pubblicato 7 mesi fa
Marco è un ricercatore scientico, originario di Matera, specializzato in fisica teorica. Che possibilità offre l'Italia, ai laureati, in materia di ricerca? Non molte purtroppo ed è per questo che, per non vedere vanificati gli sforzi di tanti anni di studio, Marco lascia il Bel Paese per trasferirsi prima a Kyoto, in Giappone e poi a Pechino dove vive attualmente. Lavora presso la UCAS (University of Chinese Academy of Sciences), a Yuquanlu.
marco_china

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Ci racconti un po’di te, chi sei e da dove vieni?

Mi chiamo Marco, ho 39 anni, sono originario di Matera ma ho vissuto per diversi anni a Bari, dove ho frequentato l’università e dopo la laurea mi sono fermato per il dottorato e poi ho continuato a lavorare qualche anno con borse postdoc all’università.
Mi occupo di ricerca scientifica, in particolare di fisica teorica, e nel corso degli anni mi sono specializzato nella fisica delle interazioni forti e del quark-gluon plasma, del quale oggi si sente a volte parlare, o del quale si legge, in relazione agli esperimenti al CERN di Ginevra.

Dove sei espatriato e da quanto tempo?

Attualmente vivo a Pechino. Lavoro presso la UCAS (University of Academy of Sciences) a Yuquanlu, e vivo qui da circa 14 mesi.

Quali sono i motivi principali per cui hai deciso di trasferirti a Pechino?

Il motivo principale per cui mi sono trasferito a Pechino è la quasi totale impossibilità di svolgere ricerca in Italia e costruirsi un futuro più o meno dignitoso.
Dopo tanti anni in cui ho lavorato sia in Italia che all’estero (l’esperienza più lunga prima di quella cinese è stata una di due anni a Kyoto, in Giappone) mi sono ritrovato senza possibilità di continuare a fare quello per cui ho studiato, lavorato e prodotto per diverso tempo.
Non ho voluto buttare all’aria tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare al livello raggiunto prima di trasferirmi in Cina, per cui ho deciso di fare il passo e lasciare l’Italia.

Di cosa ti occupi attualmente?

Faccio ricerca presso una università, nel campo delle interazioni forti e del quark-gluon plasma.
Questi argomenti di ricerca sono importanti sia per comprendere il sistema che si forma nelle collisioni studiate al CERN di Ginevra, sia per studiare le proprietà di oggetti stellari compatti come le stelle di neutroni, che l’universo primordiale prima e durante la transizione da quark-gluon plasma ad adroni.

Dal punto di vista professionale, cosa ti offre la Cina più dell’Italia e perché?

La Cina, al contrario dell’Italia, ha investito negli anni passati e investe tuttora moltissimo nella ricerca e nell’insegnamento universitario.
In Italia sembra che non ci sia la capacità di comprendere l’importanza di uno sviluppo culturale che solo la ricerca e la crescita delle università possono portare.
Da questo punto di vista, la Cina offre molte più possibilità dell’Italia. Ci sono molte posizioni disponibili all’interno di università ed enti di ricerca, il che ha attratto molti ricercatori e docenti sia cinesi che stranieri, i quali stanno contribuendo allo sviluppo culturale del Paese e all’affermazione della Cina come potenza di riferimento nel quadro scientifico mondiale.
Le possibilità di trovare un lavoro presso università ed enti di ricerca in Cina sono concrete ed io ne sono l’esempio lampante: sono arrivato a Pechino a Gennaio 2016 con un contratto da ricercatore a tempo determinato della durata di due anni, a Luglio dello stesso anno mi avevano già proposto di visitare un’università per una posizione permanente da professore ordinario, il cui contratto l’ho firmato a Gennaio 2017.
E come me ci sono tantissimi altri stranieri che vivono in tutta la Cina che hanno storie lavorative simile alla mia.

Che iter hai seguito per trovare impiego in Cina?

L’iter è il classico di chi vuole lavorare nel campo della ricerca: ho preso contatto con un professore dell’università dove ora lavoro, ho mandato un progetto di ricerca per una borsa, e ho aspettato che il progetto fosse valutato.

Che documenti hai dovuto produrre per l’ottenimento del visto di lavoro?

Il visto che ho dovuto richiedere è di tipo Z, per il quale sono stati necessari una lettera di invito da parte dell’istituto, il permesso di lavoro sempre fornito dall’istituto e l’usuale modulo compilato per la richiesta del visto cinese che si può trovare online.

Che durata ha il tuo visto?

Il visto Z dura 30 giorni, durante i quali va convertito in permesso di soggiorno che invece ha durata di un anno.

Quali sono le corrette abitudini da seguire per una buona integrazione professionale?

Il mio caso può essere molto diverso da quello di altri lavoratori che si spostano in Cina.
Io ho avuto la fortuna di essere già molto conosciuto in campo accademico, per cui mi è stato sufficiente prendere contatti con alcuni colleghi cinesi, con i quali comunico in Inglese, per integrarmi professionalmente. Un fattore che comunque è comune a tutte le professioni svolte da stranieri in Cina, è la conoscenza del Cinese Mandarino: più si parla, più è facile integrarsi professionalmente.

I profili come i tuoi sono molto richiesti in Cina?

Assolutamente si. Come ho scritto anche sopra, attualmente la Cina sta investendo tantissimi soldi per la ricerca e lo sviluppo delle università.
In Cina ci sono moltissime possibilità concrete di essere assunti a tempo indeterminato, soprattutto nelle università tuttora in via di ampliamento.

Quanto costa in media vivere a Pechino per un espatriato?

Ancora una volta, qui la mia situazione è diversa da quella che affronterebbero altri lavoratori. Io pago una cifra simbolica per l’affitto in quanto l’appartamento nel quale vivo è pagato dall’università per cui lavoro.
Per quel che riguarda cibo, bollette e trasporti, in media tutto questo ha un costo nettamente più basso di quello italiano. Ad esempio, ho stimato che in media per il cibo spendo circa 500 yuan al mese, che corrispondono a circa 70 euro, ma in questa cifra sono compresi anche tantissimi cibi/bevande che sono superflue come birra, qualche liquore cinese e frutta esotica.
Non pago l’acqua, non uso il gas perché cucino con l’energia elettrica, lo scaldabagno è elettrico, e per l’elettricità ho speso in totale, da quando sono arrivato lo scorso Gennaio, circa 1000 yuan ovvero circa 140 euro netti.

C’è buona disponibilità di alloggi a Pechino?

Assolutamente si. Si trovano appartamenti per tutte le tasche e per tutte le esigenze, praticamente in tutta la città.
Chiaramente il costo dipende molto dalla zona in cui si trova l’appartamento.
Per un appartamento con tre stanze+cucina+bagno arredato, ho visto offerte per 4mila-5mila yuan al mese; si può arrivare anche a 6mila in zone più moderne intorno al terzo-quarto ring.
Nella zona centrale non ho mai cercato nulla di persona ma i prezzi salgono anche di un fattore 3.

In che zona della città consigli di cercare casa?

Il più vicino possibile al proprio posto di lavoro, per evitare di dover usare la metro o i mezzi pubblici per recarsi al lavoro negli orari di punta; se proprio non fosse possibile, allora il più vicino possibile ad una stazione della metro.

Quali sono i mezzi pubblici disponibili a Pechino e qual’è quello che usi di più?

A Pechino si trovano bus, metro e taxi.
Personalmente preferisco usare la metro perché la ritengo più efficiente dei bus. Bisogna tener presente che Pechino è una città immensa e per raggiungere un punto B partendo da un punto A possono volerci anche due ore di metro; e bisogna tener conto anche del fatto che nei giorni lavorativi negli orari di punta, la metro si riempie di persone, tantissime persone, fiumi di persone.

Quali sono i luoghi di interesse più rappresentativi di Pechino?

Ce ne sono tanti, ma quelli che ho visitato io per i quali ho esperienza diretta sono: la Città proibita, il Palazzo d’Estate (Yiheyuan), Piazza Tiananmen e i suoi dintorni, la Great Wall, qualche parco pubblico. Il posto che più mi è piaciuto è il Palazzo d’Estate: è immenso, lo scenario è spettacolare, permette di fare un tuffo nella metà del Settecento cinese.

Quali sono le caratteristiche climatiche di Pechino?

Inverno piuttosto freddo con temperature spesso sotto zero ma poche nevicate, mentre Autunno, Primavera ed Estate simili a quelli del sud Italia.
La differenza maggiore è la estrema secchezza dell’aria, che ai più sensibili può arrecare sensazioni poco piacevoli a naso e gola.

Com’è il rapporto tra popolazione locale ed espatriati?

In genere i Cinesi sono molto socievoli e curiosi verso gli stranieri.
La capacità di comunicare comunque è molto limitata a meno di non parlare il Cinese Mandarino, in quanto l’Inglese è parlato da una minima parte della popolazione.

Pro e contro della vita di un espatriato a Pechino

Contro: inquinamento, soprattutto in Inverno. Ci sono giorni in cui l’aria è talmente inquinata che sembra di respirare stando attaccati al tubo di scappamento di un’auto (non esagero facendo questo paragone).
Pro: Possibilità lavorative nettamente più numerose e soddisfacenti di quelle possibili attualmente in Italia.


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