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Alessandro: " La natura e i paesaggi cileni sono stupendi "

  • Alessandro in Cile
Intervista
Pubblicato 10 mesi fa
Alessandro, laureato in Economia e Commercio a Roma, ha lavorato per molti anni nella capitale per poi trasferirsi a Milano. La sua esperienza nella Repubblica del Cile è la prima che vive come espatriato. Collabora nella direzione di una clinica universitaria che ha sede a Santiago. Nella sua interessante testimonianza ci guida alla scoperta del paese e del suo popolo.
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Italiano en Chile

Raccontaci un po' di te

Sono Alessandro, 44 anni, veneto, laureato a Roma in Economia e Commercio.
Ho vissuto e lavorato molti anni a Roma, recentemente a Milano e da un anno e mezzo vivo in Cile.
Non sono sposato. I miei genitori e fratelli vivono in Italia.
Mi sono trasferito a Santiago del Cile per lavoro.
Il mio percorso professionale in Italia, dopo alcuni anni in consulenza e revisione e dopo una breve un’esperienza bancaria, mi ha portato a lavorare nel settore della gestione di università e cliniche universitarie.
Mi sono trasferito in Cile per collaborare nella direzione di una clinica universitaria recentemente avviata a Santiago del Cile.

Che documenti hai dovuto produrre per l’ottenimento del visto di lavoro?

Devo premettere che è la prima volta che vivo un'esperienza da "espatriato”.
Prima di partire, in Italia, avevo definito le caratteristiche del contratto ma il datore di lavoro cileno mi suggerì di entrare nel paese con un permesso di soggiorno turistico (della durata di tre mesi) e poi, già in Cile, avviare tutte le pratiche per ottenere il visto; la Clinica cilena si sarebbe impegnata a coprirmi le spese di uno studio legale che avrebbe gestito tutte le procedure necessarie.
Effettivamente così è stato: arrivato in Cile mi sono limitato a consegnare allo studio legale il contratto di lavoro e il mio passaporto e ho ottenuto dopo un paio di mesi un visto transitorio della durata di 6 mesi.
A quel punto sono dovuto andare personalmente alla Polizia cilena (PDI) e successivamente al Registro Civile per ottenere il visto di lavoro (che scade dopo due anni) e con esso la residenza e la carta di identitá cilena che assegna al cittadino un codice univoco (civile e fiscale) chiamato RUT. Adesso quindi ho un visto che scade nel 2017.
Tutta la procedura é durata all’incirca 6 mesi e in questo periodo ho provato cosa significa essere un “immigrato”: in Cile, infatti, fino a che non si ottiene il RUT non si puó fare quasi nulla, né aprire un conto in banca, né firmare nessun contratto, né pagare le tasse, quindi ufficialmente non si può nemmeno ricevere lo stipendio (nel mio caso ho ricevuto degli anticipi sotto forma di assegni pagabili a vista, che mi hanno permesso di vivere nei primi sei mesi).
Per fortuna alcuni di questi ostacoli, con la simpatia, la fantasia e la capacità di adattamento tipica degli italiani, si riescono a superare; “con il senno di poi”, però, suggerirei di fare le cose diversamente per accelerare le procedure di ingresso: prima della partenza, andare al consolato cileno in Italia con il contratto di lavoro per avviare la pratica di ottenimento del visto.
Chi procede in questo modo può ottenere la residenza cilena e il RUT in un paio di mesi.

Cosa ne pensi della vita a Santiago?

A Santiago si vive bene.
Il clima è piacevole, non piove molto, non fa troppo freddo d’inverno e non fa troppo caldo d’estate.
Quello che mi ha colpito di più dal punto di vista climatico è l’escursione termica che ci può essere in una giornata sia invernale che estiva (in cui al mattino ci possono essere 2-3 gradi ma con il sole la temperatura può arrivare a 18-20 gradi o viceversa in estate in cui la temperatura può arrivare ben oltre i 30 gradi, ma la sera poi scende anche a 15 gradi o meno).
Durante l’inverno si forma una cappa di smog sulla cittá, che si attenua con la pioggia e durante l’estate (con le temperature piú alte).
Il cielo in Cile, nelle giornate di sole, é di un colore azzurro intenso, con una luminosità davvero speciale che accentua i toni di tutti i colori.
La natura e i paesaggi sono stupendi: la Cordigliera è a un passo, in poco più di mezz’ora si possono raggiungere le piste da sci (2.500-3.000 mt) e questo permette di organizzare gite e passeggiate in montagna molto belle, anche in giornata.
L’oceano dista poco più di un’ora in auto. È qualcosa di maestoso, tutt’altro che “pacifico”.
La costa cilena è generalmente ventosa e alterna spiagge, scogli e rocce a picco sul mare, con un profilo molto movimentato. Il mare nella zona centrale e sud del Cile é freddo (direi ghiacciato), tutto l’anno, motivo per cui non è piacevole fare il bagno. A questo si aggiunge il fatto che le onde e le correnti sono molto forti per cui è molto pericoloso (assolutamente sconsigliato) spingersi a nuotare in mare aperto. Ovviamente con un muta si possono fare gli sport d’acqua tipici da onda e vento (surf, windsurf, kite surf).

Santiago è una megapoli di più di 6 milioni di abitanti, con architettura abbastanza diversificata: ci sono zone di grattacieli alti (stile metropoli americana), zone residenziali molto eleganti, zone di classe media con palazzi più popolari e periferie povere.

La città è abbastanza sicura anche se furti e criminalità minore sono in crescita. Ovviamente bisogna usare le normali misure di prudenza ed evitare di frequentare quartieri periferici, soprattutto la notte.

Il costo della vita a Santiago nei quartieri più eleganti è alto, direi simile a quello di Milano o Roma.
Fuori Santiago il costo della vita scende di parecchio.
Gli stipendi sono molto diversificati: i lavori piú umili ricevono uno stipendio piú basso di quello italiano ma i professionisti (con titolo di laurea o superiore) generalmente godono di stipendi più alti.
Io vivo nella Comuna di Vitacura, un quartiere elegante posizionato vicino a dove lavoro. Altri quartieri buoni sono Las Condes, Lo Barnechea e Providencia.
Il centro di Santiago non é considerato un quartiere elegante, effettivamente é abbastanza sporco e affollatto di immigrati haitiani, peruviani, colombiani, ecc.

Per muoversi a Santiago si puó usare la metropolitana, che é abbastanza pulita e rapida; purtroppo é eccessivamente affollata durante la settimana (nonostante l’alta frequenza dei treni).
Il trasporto di superficie, rapido ma meno efficiente della metropolitana, avviene con autobus mediamente malandati. Io mi muovo spesso con Uber che ha una eccellente diffusione, é economico e fa concorrenza ai taxi ufficiali (tetto giallo).

Quando un’italiano va all’estero generalmente gli risulta difficile apprezzare la cucina locale, perché siamo abituati troppo bene.
Direi che in Cile si conferma questa regola. Il menú tipico cileno è composto da piatti poveri di origine contadina. Il cileno medio a tavola é molto pratico e sobrio, apprezza il cibo americano (sandwich, hamburger etc) e la rapidita; la cultura culinaria non fa parte della tradizione del paese. Fa eccezione l’ “asado” ovvero la grigliata, per cui i cileni vanno matti; la tecnica é quella dell’ “asado” argentino (taglio di carne di grande dimensioni e di buona qualitá, cotta lentamente sulla brace....).
In questo aspetto la cultura cilena ci supera alla grande. Per chi vive a Santiago ci sono ristoranti per tutti i gusti, tipi di cucina e fasce di prezzo. Ci sono anche buoni ristoranti italiani.
Degna di nota é anche anche la produzione vinicola: buona qualitá (le condizioni climatiche della campagna cilena sembrano essere ottime per la coltivazione della vite) anche a prezzi bassi.

Punti di contatto e differenze tra Cileni e Italiani

Come premessa posso dire che un italiano in Cile viene accolto con un sentimento di simpatia e interesse.
I cileni mediamente ammirano l'Italia per la sua storia, le sue bellezze artistiche e naturali, lo stile e il buon gusto. Non sempre ammirano gli italiani per la professionalità: abbiamo la fama di essere troppo "creativi", amanti della vita (e non sempre del lavoro) e di non rispettare le regole.
I cileni sono in generale affabili, educati, formali e riservati: non é immediato riuscire ad instaurare una relazione diretta e aperta; come gli italiani hanno la tendenza ad essere diplomatici e possibilmente ad evitare lo scontro diretto.
A differenza degli italiani i cileni sono mediamente ligi alle regole, guidati da un forte senso del dovere; queste caratteristiche costituiscono sicuramente dei punto di forza che assicurano una certa affidabilità e buona qualitá dei servizi.
Dall’altro lato della medaglia a volte si ha l’impressione di un po’ rigidità e appiattitimento sulla norma, senza molta fantasia e desiderio di innovazione.

Esiste una comunità italiana a Santiago?

A Santiago ci sono molti italiani e molte famiglie cilene di origine italiana.
I poli di attrazione per le iniziative della comunitá italiana sono lo Stadio Italiano (club sportivo e culturale) e la Scuola Italiana (elemantari, medie e liceo).
Esiste anche la Camera di Commercio Italiana che promuove attivitá culturali e di scambio per favorire contatti commerciali e relazioni con l’imprenditoria italiana in Cile.

L’idea che ti eri fatto del Cile prima di trasferiti si è modificata dopo il trasferimento e perchè…

A dire il vero non avevo le idee chiare prima di trasferirmi...mi aspettavo di arrivare in un paese “in via di sviluppo”, invece sono atterrato in una metropoli moderna e mi sono inserito in un ambiente professionale e sociale stimolante, al livello di quello europeo.
Ho scoperto poi che l’idea che avevo del Cile però era in parte vera: esistono diverse “facce” di questo paese e di questa stessa città, ricche di contraddizioni.
Santiago concentra quasi il 50% della popolazione cilena, che per il resto é distribuita lungo 4000 Km, con vaste zone poco abitate o completamente deserte (al nord e al sud).
Le differenze sociali sono molto forti, dentre e fuori Santiago, caratterizzando stili di vita molto diversi a seconda della classe sociale.

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