Trasporti Navali, Cantieristica e Mercato Nautico In Albania

Di Roberto Laera

Gli ultimi dati del Ministero dei Trasporti albanese confermano un trend positivo dei traffici portuali: tre milioni di tonnellate di merci e oltre un milione e mezzo di passeggeri. Al fine di agevolare la promozione dei porti albanesi, lo stesso Ministero dei Trasporti ha indetto una gara d’appalto per l’aggiudicazione di un contratto di concessione per cinque anni per servizi alle navi nei porti del Paese.
Il bando di gara relativo al progetto è stato pubblicato, sul bollettino settimanale dell’Agenzia per gli appalti pubblici. Tale progetto ha un valore indicativo di 191,8 milioni di lek (1,5 milioni di dollari/ 1,4 milioni di euro). Per contro il concessionario sarà tenuto a offrire servizi tecnico nautici alle navi, tra cui pilotaggio e rimorchio, nei porti di Durazzo, Valona, Saranda, Shengjin, compresi i terminal petroliferi di Durazzo e di Valona.
Il sistema portuale albanese non perde tempo e si prepara ad essere porta orientale dei traffici merceologici e soprattutto turistici incoming, come conferma il report ministeriale del 2016.
L’Albania ha attualmente porti in quattro città principali: Durazzo, Valona, Saranda e Shengjini, con piani di continua espansione soprattutto nel campo dei porti turistici.
Il Codice marittimo albanese disciplina i principi fondamentali in materia di diritto marittimo.
Lo sviluppo del trasporto marittimo è parte della strategia National Transport e del Piano D’azione 2016-2020 attraverso investimenti di sviluppo in conformità ai piani regolatori e con un orientamento verso l’economia di mercato entro il 2020, al fine di raggiungere l’aumento del volume di merci e del numero di passeggeri trasportati da traghetti; riabilitazione delle infrastrutture e sovrastrutture dei quattro porti principali ed i porti turistici; sviluppo di porti turistici, inclusa la costruzione delle infrastrutture e sovrastrutture, al fine di aumentare il numero di navi da turismo e di turisti con incremento degli indotti.
L’Albania ha circa 450 km di costa adriatica e condizioni favorevoli per lo sviluppo del turismo nautico, della cantieristica e dell’industria nautica. Questo Paese, però, non ha una vocazione nautica e ha un’infrastruttura assai poco sviluppata.
In Albania il turismo nautico e tutto il settore dell’industria nautica sono molto limitati, nonostante il Paese presenti delle condizioni naturali molto favorevoli per lo sviluppo della cantieristica navale e della nautica in genere.
La costa rappresenta 1/3 di tutto il confine nazionale dell’Albania. Il governo albanese si rende conto del potenziale e della posizione geografica vantaggiosa, perciò la questione dello sviluppo dell’industria nautica e del traffico navale è ritenuta di primaria importanza per lo sviluppo economico del Paese, ed è in progetto una modernizzazione con la costruzione di nuovi porti lungo la costa.
Al momento, la maggior parte dei problemi, ma anche dei potenziali di sviluppo, è concentrata sulla legislazione marittima, sull’esecuzione delle convenzioni marittime internazionali, sulla sicurezza nei porti, sui sistemi di navigazione sicura e sull’ambito della tutela dell’ambiente e della cultura imprenditoriale.
Nel 2005 il governo albanese, spinto dall’UE, ha introdotto una moratoria sulle imbarcazioni a motore, come parte dei provvedimenti per impedire il contrabbando. La legge ha colpito circa 2000 proprietari di motoscafi. Scopo della moratoria era porre fine al traffico di esseri umani e droga tra la costa albanese, italiana e turca, per il quale venivano utilizzati motoscafi. Nel periodo della moratoria solo i piccoli motoscafi e le piccole imbarcazioni avevano il permesso di navigare.
Grazie a una maggiore collaborazione tra l’Albania e i Paesi vicini, dopo il 2000 vi è stato un calo dell’utilizzo di motoscafi per il traffico di esseri umani e droga, ciononostante la moratoria è stata introdotta ed è rimasta in vigore fino al 2013.
Negli anni precedenti il parlamento albanese ha promosso varie iniziative per revocare la moratoria, anche con riforme nel settore delle concessioni portuali. In base alle informazioni recenti, dopo sette anni la moratoria è stata revocata. Gli albanesi si attendono che ciò abbia un effetto molto positivo sullo sviluppo economico nelle città e lungo la costa.
Una zona turistica particolarmente colpita dalla moratoria è quella nei dintorni di Radhima, dove si trovano vari alberghi e il porto di Radhima, a circa 9 km dal porto di Vlora. Oggi questo porto è utilizzato dalla polizia albanese come magazzino per le imbarcazioni sequestrate.
In Albania esistono due concessioni per marine. L’unico porto per yacht è Marina di Oricum nel golfo di Vlora, orikum.it/, in concessione agli investitori italiani Gruppo Giorgi, gruppogiorgi.it, con circa 625 ormeggi, la relativa infrastruttura e un albergo. L’altro porto con concessione, che però non è ancora stato costruito, è Porto Palermo, più a sud, vicino a Himarë, dove si trova un villaggio con 12 bungalow, una zona turistica con un buon potenziale per lo sviluppo della nautica.
La cantieristica in Albania non è molto sviluppata: non ci sono grandi cantieri navali, tranne quello di Durrës-Gdansk Shipyard SA a Durazzo, specializzato nella costruzione di navi cargo e pescherecci. Nel cantiere lavorano 260 dipendenti. L’altro cantiere navale è quello di Pasha Liman, nel golfo di Vlora, dove si costruiscono navi militari e dov’è situata anche la base della marina militare albanese.
Il cantiere è stato restaurato l’anno scorso in collaborazione con la società olandese Damen, .damen.com.
In Albania vi sono alcuni produttori di imbarcazioni sportive, a cui però la moratoria ha rovinato il mercato. Inoltre vi sono alcuni produttori di pezzi per i costruttori italiani di imbarcazioni.
La flotta albanese per il traffico marittimo commerciale è organizzata come impresa statale.
La portata totale delle navi è di circa 100.000 tonnellate. Vi sono inoltre alcuni proprietari privati di navi cargo.
La maggior parte delle navi è datata e con scarsa attrezzatura tecnica. L’intero settore è sottosviluppato, sia dal punto di vista tecnico che da quello manageriale.
Il traffico marittimo si svolge tra i quattro porti maggiori: Durazzo, Vlora, Saranda in Shengjin. Nelle città portuali c’è la maggior concentrazione di infrastrutture e possibilità per lo sviluppo del turismo e dell’industria nautica. L’infrastruttura, tuttavia, è molto carente e i porti non sono ben equipaggiati, il che rende indispensabile una ristrutturazione.
Il maggior porto albanese è Durazzo (Durrës), apdurres.com.al, da cui passa il 75% del traffico marittimo dalla capitale Tirana, a 38 km di distanza. Nelle città portuali c’è la maggior concentrazione di infrastrutture per lo sviluppo dell’industria nautica. Oltre al traffico marittimo commerciale, attraverso il porto di Durazzo di svolge anche il traffico di passeggeri, grazie alle linee di traghetti che lo collegano con i porti italiani di Bari, Brindisi, Trieste e Ancona.
Nel porto di Durazzo, grazie ai fondi della Banca Mondiale, dell’Unione Europea e alla Banca europea degli investimenti, vengono cofinanziati progetti di restauro, ristrutturazione e miglioramento delle infrastrutture portuali. Due progetti maggiori sono la costruzione di un terminal passeggeri per i traghetti, cofinanziato con fondi EIB ed EBRD per un ammontare pari a 22 milioni di euro, e l’ampliamento del porto per merci liquide, cofinanziato con fondi EIB ed EBRD per un ammontare pari a 35 milioni di euro, In base a un contratto di concessione, l’azienda Romano Port JSC, romanoport.com.al, ha costruito a nord di Durazzo un porto per il trasbordo di nafta e gas. Al momento nell’area di questo porto sono stati costruiti un serbatoio per l’olio con capacità di 20.000 m3 e un serbatoio per GPL con capacità di 120.000 m3. Il porto è di proprietà delle aziende RIRA Oil, riraoil.com/e Inter Gaz.
Il secondo porto albanese più importante è Vlora, a circa 90 km a sud del porto di Durazzo.
Qui si svolge sia il traffico merci che quello passeggeri. Attraverso questo porto l’Albania esporta e importa circa il 10% delle merci. Il porto di Vlora è collegato tramite linee di traghetti al porto italiano di Brindisi. Anche per il porto di Vlora sono in progetto nuovi investimenti per la costruzione di un molo e di uno scalo per i traghetti.
La concessione per la costruzione di un terminal per il trasbordo di nafta e gas nel porto di Vlora è stata affidata all’azienda italiana La Petrolifera Italo Albanese, gruppopir.com/en/la-petroliera-italo-albanese, che ha costruito un nuovo terminal per la fornitura dei mercati balcanici attraverso il corridoio europeo VIII.
Il porto di Shengjin si trova a circa 60 km a nord del porto di Durazzo ed è specializzato in carichi liquidi e combustibili. Anche in questo porto il governo albanese sta progettando di restaurare l’infrastruttura e aumentare le capacità portuali, migliorando la sicurezza di navigazione. La ristrutturazione del porto viene finanziata dal bilancio statale. La parte centrale del progetto consiste nella costruzione di un nuovo molo per le navi cargo, le navi passeggeri e i traghetti nonché di un nuovo terminal passeggeri. L’Albania ha inoltre ultimato la costruzione dell’autostrada Durazzo - Kukes – Morine. In questo modo il porto di Shengjin diventerà importante per l’accesso del Kosovo al mare.
Il porto di Saranda si trova a circa 160 a sud del porto di Durazzo ed è dedicato soprattutto al traffico passeggeri. La ristrutturazione del porto viene finanziata dal bilancio statale e con i prestiti della Banca Mondiale per le destinazioni turistiche.
Il settore nautico in Albania ha un futuro. Da un lato, la variegata costa albanese offre buone possibilità per lo sviluppo del turismo nautico, dall’altro lato anche i produttori esteri di imbarcazioni e attrezzatura nautica vedono nell’Albania un buon potenziale a lungo termine.
Inoltre, l’Albania è situata vicino ai costruttori di imbarcazioni italiani e di altri Paesi.

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