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RIVENDICAZIONI FISCALI

Ciao. Italiano in permesso di soggiorno da 8 anni, ma mai iscritto all'AIRE quindi sempre residente in Italia, vuole procedere all'iscrizione e contestualmente alla richiesta di defiscalizzazione compilando il modello EP I2 e diventando cosi soggetto fiscale tunisino. Questa procedura, che avviene dopo otto anni di permesso, può comportare qualche richiesta fiscale da parte delle autorità tunisine?

Da quello che so si diventa soggetti fiscali in Tunisia da quando dopo l'iscrizione AIRE si compila il modello EP I/2, lo si fa vistare dall'Hotel de Finance e lo si trasmette in Italia per ricevere le agevolazioni fiscali di rito, se non ha fatto questo non dovrebbe essere soggetto fiscale e quindi non dovrebbero chiedergli niente. Ho usato il condizionale perché qui parliamo di norme tunisine legate al permesso di soggiorno ed alla residenza, per quanto si possa dare credito agli utenti del forum ritengo che l'interessato dovrebbe reperire consigli presso un commercialista/fiscalista, almeno personalmente farei così.
Ti dico questo perché molte volte il "raccontato" da tanti italiani è differente dalla realtà o per qualche omissione voluta o per qualche scheletro nascosto in qualche armadio pertanto in casi del genere non do mai per certo ciò che mi viene raccontato anzi, la prima domanda che mi pongo è: perché questa persona ha vissuto "border line" al posto di usufruire delle agevolazioni? E la risposta non è mai quella che mi viene detta dall'interessato. Ne conoscevo uno che non aveva mai fatto l'iscrizione fiscale, aveva comprato un'auto, aveva portato i mobili, poi aveva deciso di tornarsene a casa sua, l'hotel de finance gli ha levato na caterva di soldi in multe varie e lui ha truffato i tunisini con assegni scoperti per oltre 20.000 dt... alla Dogana lo aspettano ma non credo che rientrerà più e se lo vedevi era anche una persona distinta!

da quel che mi ha detto, questa persona è sposata con una tunisina. i motivi per cui non ha mai fatto l'iscrizione all'aire sono stati molto generici: "perche non mi andava...". Ha fatto la domanda perchè altre persone nella sua situazione si sono viste avanzare richieste di pagamento di non meglio specificati "arretrati" dalla recettes des finances di sousse al momento della richiesta dell'ep i2 e solo dopo discussione si è giunti ad una sorta di sanatoria. il connazionale ora si chiede: se non ci fosse la stessa disponibilità nei suoi confronti, rischierebbe di pagare "qualcosa" (e non si capisce cosa)  per questo trascorso? Anche io sono d'accordo con te nel considerarlo soggetto fiscale nel momento in cui si iscrive all'aire e rinuncia alla residenza italiana e in tal caso dovrebbe starsene  fuori dall'italia almeno 183 mentre adesso no. A questo punto, sorge un'altra considerazione: per 8 anni alla tunisia non gliene è importato nulla di quanti giorni trascorresse qui (a detta del connazionale non certo 183), quindi questo si sposa con la domanda che aleggia sempre: siamo "obbligati" a fare 183 giorni in tunisia per avere la residenza? Ora la risposta sarebbe no. Ma questa è un'altra storia.

...  Dico la mia e proprio -o pure- non essendo italiana. Quindi, nel mio caso niente AIRE e modelli vari da compilare che determinino questo o quello. Facciamola semplice: come ha detto Anto, ci sta il commercialista che qui viene definito CONTABLE.  Pure io mi sono rivolta a lui, visto che il mio caso era un tantino particolare per date e ritardi di consegna documenti da parte di chi mi eroga la pensione e altre cose.  Credetemi, c'è soltanto da guadagnarci in tranquillità eppoi è lui che va alla Recette, che va' per uffici e che mi informa.  Diamine, 50 dinari non credo siano una fortuna.  Ma bisogna prima informarsi bene da qualcuno che possa indicare un contabile serio....

Concordo con Lavinia, per quanto riguarda il caso che hai portato all'attenzione del forum Giuseppe, è uno dei mille casi border line presenti in Tunisia, qualsiasi cosa viene detta qui è giusta o sbagliata, l'unica realtà è l'hotel de finance di Sousse che hai menzionato dove lavorano con le leggi e le norme alla mano, se gli hanno detto che deve pagare deve farlo non so per quale motivo ma loro si, come dice Lavinia ci sono i contable che sono preparati e professionali e hanno studiato apposta le leggi tunisine per queste evenienze. Probabilmente la persona essendosi sposata e quindi dichiarando uno stato familiare diventa soggetto d'imposta tunisino e deve pagare delle tasse, ripeto con il condizionale perché non è una cosa che so, per quanto riguarda invece l'iscrizione fiscale con il mod ep I/2 non l'aveva fatta quindi non aveva l'obbligo dei 183 giorni, parliamo di due cose differenti, lui come capo famiglia di una donna tunisina e residente in Tunisia probabilmente doveva pagare le tasse che non ha pagato o quanto meno dichiarare qualcosa magari ottenendo il foglio di non imponibilità, non lo ha fatto e ora gli chiedono il conto, se ci ragioni è giusto così!

Ciao, manca qualche elemento, ma in teoria occorre tenere conte dei seguenti aspetti:

1) secondo le norme fiscali tunisine, il fatto di avere a disposizione un'abitazione permanente, ocupata o meno, in possesso di permesso di residenza o meno, ti fa considerate residente fiscale, indipendentemente dalla durata del soggiorno in Tunisia nel corso dell'anno;

2) in base a quanto sopra, nei passati otto anni pertanto la persona era imponibile in Tunisia;

3) tuttavia non si e' iscritto all'ARE e pertanto risultava imponibile anche in Italia;

4) ma esiste una convenzione contro la doppia imposizione e qui, essendo considerato imponibile in entrambi i paesi in base alle rispesttive normative tributarie, viene finalmente in gioco il famoso Art.4 e le varie "tie braking rules", in base alle quali, procedendo con ordine si puo' stabilire l'effettiva residenza fiscale per ognuno degli otto anni passati. Occorrerebbe conoscere alcune informazioni, tipo la disponibilita' di una abitazione in Italia e le durate dei soggiorni nei due paesi per ciascun anno;

5) al momento della domanda di attestazione di residenza fiscale in Tunisia (EP/I2), viene domandata copia dell'intero passaporto e qui potrebbe sorgere il problema e la necessita' di analizzare anno per anno i comportamenti e gli elementi oggettivi che riguardano l'interessato; dovendo presentarsi con copia del permesso di soggiorno, inutile pensare di farsi rifare il passaporto per presentarlo privo di timbri di ingresso e uscita; l'Amministrazione fiscale tunisina potrebbe richiedere il pagamento delle imposte pregresse prima di concedere l'attestazione di residenza fiscale, esattamente come fa nel caso si debba richiedere la stessa attestazione al fine di domandare il rimborso delle imposte italiane alla AdE nel caso in cui il sostituto di imposta (INPS, ecc.) non le abbia rimborsate direttamente o non voglia applicare direttamente la Convenzione.

Il guaio e' che il soggetto, nel caso fosse da considerare residente fiscale tunisino per tutti gli otto anni pregressi (ad esempio perche' ha soggiornato abitualmente in Tunisia, pur avendo una abitazione permanente a disposizione in entrambi i paesi), dovrebbe pagare le tasse arretrate tunisine di otto anni ma potrebbe chiedere il rimborso all'Italia delle stesse solo per gli ultimi 4.

Questa la teoria in base alle normative. Poi al solito dipende da chi si incontra, da chi ci si fa assistere e, come si usa in Tunisia, dalla predisposizione e capacita' di trattare ed eventualmente di trovare un'accordo con l'interlocutore di turno. Potrebbe andare anche tutto liscio senza che venga sollevata alcuna obiezione.

EDIT: non avevo letto il tuo post n.3. Quindi la risposta l'ha gia avuta, conformemente a quanto sopra immagino. Da quel che capisco comunque ha trovato un accordo. Come appunto spesso si usa.

:top:

PS: evitiamo di rientrare nel tema dei 183 giorni. Dal caso in questione non si trae alcuna conclusione al riguardo che sia di validita' generale.

Poi Giuseppe teniamo presente che esiste una legge italiana la Legge 27 ottobre 1988, n.470, “Anagrafe e censimento degli italiani all'estero”.  (quindi ben precedente al trasferimento del signore in questione) che al Capo I, all'Art. 6 comma 1 recita testualmente: "6. 1. I cittadini italiani che trasferiscono la loro residenza da un comune italiano all'estero devono farne dichiarazione all'ufficio consolare della circoscrizione di immigrazione entro novanta giorni dalla immigrazione. "
Cosa vuol dire? che una volta trasferita la propria residenza all'estero si è obbligati a fare l'iscrizione AIRE...  I nostri connazionali che fanno le cose in regola non hanno di questi problemi, ma poi... è sposato, la mogli è tunisina che ha fatto? ha fatto evadere le tasse anche alla moglie? cioè in famiglia nessuno pagava le tasse e secondo lui bastava essere imponibile in Italia? boh ... In Tunisia, di norma, nessuno ti viene a cercare a meno che non sei tu ad andare a sfrugugliare nel pentolone :)

"Live", Come sempre, completo e preciso !

E al di fuori della questione fiscale e dell' Amministrazione in genere, colgo una parte dolente e che mi concerne...quando Live dice:

"....e, come si usa in Tunisia, dalla predisposizione e capacità di trattare ed eventualmente  di trovare un accordo con l'interlocutore di turno."

  :huh:   ebbene, lo so, lo dico e lo confesso pubblicamente:  ottimamente sul fronte amministrativo e di contatti con professionisti. MA in privato sono un capricorno totalmente saturnino (o saturniano) e in privato "le meno". Nel senso che le balle e le manipolazioni e tanta faccia tosta me le fanno talmente, ma talmente girare che non ne lascio appunto passare una.   Nella vita so essere diplomatica, ma ci sono dei limiti di decenza e rispetto che qui proprio non hanno (i privati = troppi di loro) e che non intendono avere. Hanno una faccia tosta da manicomio. E credo che se non mi salvo su una spiaggia quasi deserta, finirò per schiattare.  Lo so, lo so e non me lo dite, si dovrebbe ... serpeggiare come loro, ma io non ce la faccio. Soprattutto, intendiamoci, quando si tratta di situazioni e circostanze di un certo peso e per cui non trascurabili !!

👉 Aggiungo ora questo :  certe pratiche di bustarelle da far passare sotto banco e tenute in vita da certuni/i italiani/e sono una vergogna marcia.  E mi riferisco a per es. qualcuno che accompagna i suoi clienti in polizia stranieri per vedere se il permesso di soggiorno è arrivato.   Due ragazze lì sedute in ufficio e addette alla funzione di cui qui trattasi, stanno facendo...lana, ma dicono: "abbiamo molto da faaaare",  eccoti la busta arrivare sotto banco, i permessi comparire improvvisamente, eppoi la "signora" chiedere ai suoi clienti il rimborso suddivisibile fra di essi per tale importo passato sotto banco.    È proprio una delle sue clienti a dirmi "ma sa, qui vige ancora la pratica del pagare sottobanco per ottenere il dovuto" ,  ed io allora a dirle che per niente e che solo mancava mi stendessero il tappeto rosso (ma mi ero presentata da sola!)  Ecco allora la signora che mi racconta per filo e per segno....   E, chiaro, arriva qui con il marito per la prima volta, poi vede che "quella professionista" passa la busta e che deve pensare? Che così và fatto e che è... normale!
Ma la volessero smettere di venire, certi italiani con simile mentalità e del resto dalla nota fama tra i tunisini !
E la volessero pure smettere i cafoni e che poi sono loro la causa di tanto ed estremo rincaro di affitto da una stagione alla seguente o anche meno...

Fatto sta che ... ad ognuno di tirare le somme ...

:cheers:

laviniavirginia :

"

👉 Aggiungo ora questo :  certe pratiche di bustarelle da far passare sotto banco e tenute in vita da certuni/i italiani/e sono una vergogna marcia.  E mi riferisco a per es. qualcuno che accompagna i suoi clienti in polizia stranieri per vedere se il permesso di soggiorno è arrivato.   Due ragazze lì sedute in ufficio e addette alla funzione di cui qui trattasi, stanno facendo...lana, ma dicono: "abbiamo molto da faaaare",  eccoti la busta arrivare sotto banco, i permessi comparire improvvisamente, eppoi la "signora" chiedere ai suoi clienti il rimborso suddivisibile fra di essi per tale importo passato sotto banco.    È proprio una delle sue clienti a dirmi "ma sa, qui vige ancora la pratica del pagare sottobanco per ottenere il dovuto" ,  ed io allora a dirle che per niente e che solo mancava mi stendessero il tappeto rosso (ma mi ero presentata da sola!)  Ecco allora la signora che mi racconta per filo e per segno....   E, chiaro, arriva qui con il marito per la prima volta, poi vede che "quella professionista" passa la busta e che deve pensare? Che così và fatto e che è... normale!
Ma la volessero smettere di venire, certi italiani con simile mentalità e del resto dalla nota fama tra i tunisini !
E la volessero pure smettere i cafoni e che poi sono loro la causa di tanto ed estremo rincaro di affitto da una stagione alla seguente o anche meno...

Fatto sta che ... ad ognuno di tirare le somme ...

:cheers:

Giusto per non incorrere in fraintendimenti: il commento relativo al negoziare  ecc. non sottointendeva certamente alcuna prassi corruttiva. E' un fatto che, proprio per la peculiare cultura del luogo, e' usuale contrattare ogni cosa, anche le tasse da pagare. Occorrerebbero pagine per spiegare la cosa, ma di fatto il rapporto con l'amministrazione, anche fiscale, e' completamente differente da quello cui siamo abituati in Italia. Piaccia o non piaccia. D'altronde nessuno abbliga alcuno a vivere in Tunisia.

Quanto alla testimonianza riportata, purtroppo non fa che confermare quanto noto circa quel posto di polizia.

Per quanto ci riguarda, non abbiamo mai tirato fuori un singolo dinaro (né lì né altrove). Questo per scelta precisa e deliberata, proprio perche' riteniamo che non sia ammissibile da parte di uno straniero di adeguarsi a pratiche che sono da combattere in ogni luogo e che nulla hanno a che vedere con la peculiare "cultura" di un paese.

Tanto piu' se si viene in un paese e vi si avvia un'attivita' professionale.

Quello che "otteniamo", lo otteniamo con la perfetta conoscenza delle norme che, al caso, opponiamo a chicchessia.

Il piu' delle volte questo basta a chiarire le reciproche posizioni e ad instaurare una discussione basata su elementi concreti, guadagnandoci anche la stima e il rispetto da parte dei nostri interlocutori. Nei rari casi in cui e' stato necessario, non abiamo esitato a portare le casistiche ai livelli superiori, dove abbiamo sempre trovato estrema correttezza e competenza.

Live :

era chiarissimo che non ti riferissi a pratiche corruttive.  E con quanto ora hai aggiunto, confermi quello che io stessa affermo: che non vi è  assolutamente bisogno di ricorrere a simili stratagemmi che oltretutto danno una impressione del tutto sbagliata a coloro che qui approdano per la prima volta.

Ho del resto specificato trattarsi di una donna (: ho scritto :   la  "signora" e, sotto, la "professionista")  e quindi ne sei escluso inevitabilmente.  Né  mi permetterei colpi mancini anziché, semmai, parlarne di persona e direttamente, senza veli o vigliacche allusioni che possono soltanto ledere, infangare e rovinare del tutto ingiustamente.  Non sono appunto persona che le manda a dire. (Ecco il motivo del mio disagio in questioni private che vivo con taluni qui del posto = tunisini....)  . E potrei o avrei allora potuto citare il nome della "signora"  ma non sono qui per fare la spia.  Anticipo e preciso ad ogni modo che per il caso da me qui riportato e a mo' di avviso anche per quelli che intendono venire a vivere qui, NON si trattrsi di "Tunisia da amare" ! 

Ci sono persone che approfittando di un presunto o reale senso di smarrimento di chi arriva, addirittura propone gia' da subito di armarsi di bustarelle - non fosse che magari per evitare di prendere il numerino ed aspettare come tutti il proprio turno in un ufficio.  Sono ex professionisti del tipo "comando ed esigo e posso" che non ce la fanno a fare a meno di trattare come privilegiati ed essere, ovvero sentirsi speciali ossia superiori a chissa' chi e cin tanto di "portaborse".  É capitato a me, l'offerta addirittura con tono di imposizione;  quando invece era persona che procurando servizi ma senza conoscenze della lingua francese, di me si darebbe voluta avvalere e come però fossi io la persona bisognosa di assistenza burocratica.  Ovvio che avessi ben meglio da fare !  Si arrangiasse!!

confermo Lavinia e purtroppo è un andazzo ormai consolidato quello delle bustarelle, non è cosa nuova essere fermati con la macchina e vedersi contestare infrazioni immaginarie e quando i poliziotti alla fine vedono che non ne cavano un ragno dal buco ti lasciano anche andare.
Discorso differente va invece per i nostri imprenditori che sono costretti all'obolo per non vedersi bloccato il container con le merci necessarie per l'azienda per mesi. Da poco ho letto di un numero anticorruzione che è stato creato dal governo, vedremo se funziona o se bisognerà passare bustarelle anche a loro, intanto alcuni funzionari delle dogane e della polizia a Sfax sono stati arrestati per le bustarelle prese dai migranti che salivano sui barconi.

"Dénoncer la corruption est un devoir citoyen. Le numéro vert de l'instance nationale de lutte contre la corruption 80.10.22.22"
Questo è il contenuto testuale dell'SMS ricevuto sulla mia SIM tunisina il 4 luglio u. s. quando ancora ero a Hammamet (ora sto facendo un po' di vacanze in Italia).
Dunque non esitiamo a telefonare al numero verde 80102222 del Comitato Nazionale per la Lotta Contro la Corruzione (INLUCC) qualora ci dovessimo imbattere in funzionari pubblici tunisini disonesti.
Personalmente non mi è ancora capitato, ma non avrei alcuna remora a denunciare comportamenti illeciti.
A proposito, qualcuno può indicarmi l'analogo numero verde italiano?

mangiabuco,   grazie, bella cosa !

ehehehehe.....che fai? lo spiritoso? :-)

dai che noi abbiamo il "wistle blower" :-D

:(  Beh, siii, infatti non mi ci vedrei affatto a comporre quel numero. Non oso immaginarmi la reazione e con chissa' che astruse complicanze...
(E l'esistenza di questo numero mi puzza piu' di bella facciata...)

laviniavirginia :

:(  Beh, siii, infatti non mi ci vedrei affatto a comporre quel numero. Non oso immaginarmi la reazione e con chissa' che astruse complicanze...
(E l'esistenza di questo numero mi puzza piu' di bella facciata...)

Dai pensiamola in modo positivo, se non altro è la dimostrazione della volontà di cambiare qualcosa in modo positivo, magari ancora non funziona ma lentamente ci si arriverà.
Il nuovo governatore di Sousse ad esempio ha dato un forte scossone a tutto quello che concerne la pulizia stradale e l'arredo urbano... lentamente qualcosa si muove.

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