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trasferimento all'estero dopo la pensione

cari amici di questo bellissimo blog
sono abbastanza perplesso nel vedere come molti si buttano nell'avventura di emigrare al momento della pensione
capisco quanto sia diventato difficile vivere in quello che un tempo si chiamava (meglio noi chiamavamo) il "bel paese"
e quanto sia diventato intollerabile un peso fiscale che porta via quasi la metà della pensione nella maggioranza dei casi
permettetemi un modesto consiglio, da un "emigrato" che praticamente ha lasciato la sua amatissima città a 19 anni facendo studi e lavorando lontano, per me fare gli studi a Roma e lavorare a Milano é stato più traumatico che sposare una francese e andare a vivere a Parigi
emigrare, soprattutto dopo i 60 anni, può essere una scelta traumatica, soprattutto se non si é mai vissuti all'estero
quindi prima di fare una scelta definitiva, che non dovrebbe essere solo dovuta a questioni fiscali, passate un paio di settimane nel paese scelto, girate diverse città, affittate una macchina (in Portogallo costa pochi € al giorno)
per esempio in Portogallo vivere a Lagos non é come vivere a Lisbona, la montagna non é come l'oceano
"Nonostante l'estensione del territorio sia piuttosto limitata (meno di 1/3 dell'Italia) il Portogallo presenta forti differenze climatiche. Al nord il clima è atlantico, mite e molto piovoso durante la stagione autunnale. A sud il clima, influenzato dalle masse di aria calda provenienti dall'Africa, è tipicamente mediterraneo e dunque molto secco. Le terre più interne, verso il confine con la Spagna, risentono meno dell'influsso oceanico e il loro clima presenta caratteristiche più continentali" (wikipedia)
quindi : pensateci bene
un caro saluto a tutti e buon 2018
Dario Alfredo

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