Utenze italiane da residente in portogallo

Salve a tutti volevo chiedere:le utenze in Italia vanno modificate in non residente, seconda casa?grazie per le eventuali risposte.

Buongiorno a Tutti e a FrancoV57,
A mio avviso si' se la casa non é  affittata.  Qualora ci fosse un regolare contratto di affitto registrato le utenze possono restare a nome del proprietario.
Colgo l'occasione per augurare a Tutti un Santo Natale e Felice Anno Nuovo.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso

si e la tua casa eventualmente di proprietà diventa seconda abitazione, quindi soggetta ad Imu

DARIO ALFREDO VIALE :

si e la tua casa eventualmente di proprietà diventa seconda abitazione, quindi soggetta ad Imu

Buongiorno a tutti,
nel mio caso in effetti la casa di abitazione in Italia intestata a me, una volta presa la residenza in Pt diventerebbe seconda casa e quindi soggetta a IMU. Ma ciò comporterebbe "solo" un onere economico.
Più grave sarebbe che possa costituire un dubbio significativo sull'effettivo trasferimento. Cioè se l'Ag.Entrate dicesse "...ma tu dici di stare in Pt ma ha una casa di proprietà in Italia...".
Avendoci già pensato per altri personalissimi motivi, un'opzione potrebbe essere di donare la casa italiana al figlio minore; conservarne poi l'usufrutto non so se avrebbe senso o sarebbe compatibile.
Le utenze italiane vanno abbandonate prima possibile, coerentemente con il fatto che le attività e posizioni varie di un residente devono ovviamente essere dove uno risiede (affitto, conto corrente, auto, bollo, assicurazioni, utenze varie, iscrizioni a club, palestre, ecc...). Sul c/c in effetti uno potrebbe forse anche tenerlo in IT, ma l'utilizzo di BK e Carte di Credito ovviamente non deve avvenire in IT. Non so se inps deve versare gli importi lordi solo di c/c in PT o può farlo anche su quello in IT.
Voi che cose ne pensate?
Grazie
Aldo

caro Aldo,
posso solo rispondere con la mia storia personale, che non é un mistero
per questioni professionali sono stato residente nel Pto di Monaco dal 1990 al 2015, quindi nell'esecrato paradiso fiscale patria degli orrendi evasori causa prima del male italico
il mio lavoro era internazionale, quindi viaggiavo in continuazione fra Parigi, Milano, Torino, New York, Londra, Marsiglia, Tokyo
sono stato come imprenditore Amm Del di imprese mie in Francia e nel Principato, pagando tutti i contributi e oneri sociali relativi
non avevo quindi residenza fissa vera, cioé non passavo in realtà sei mesi ed un giorno da nessuna parte ma un po' qua un po' la
in questi 25 anni ho avuto fino al 2002 un appartamento affittato a Parigi, ereditato l'appartamento dei miei genitori a Torino e la nostra casa di famiglia a Bardonecchia, ereditato l'appartamento di mia mamma in Costa azzurra, Berlusconi mi ha fatto il regalato di esentarmi solo sull'ultima eredità, sulla prima ho pagato pesantemente
Per tutte questi "domicili" ho sempre pagato le pesanti imposte come seconda casa francesi ed italiane, ho sempre avuto c/c bancari come residente estero sia in Francia che in Italia
mia moglie é francese, residente in Francia ed ha pagato le sue imposte sulla sua prima casa e sulle seconde case, oltre alla salatissima imposta sul reddito francese, la più' esosa in Europa contendentesi la prima posizione con Italia e Danimarca. Gara dura!
segnalo che non ho mai avuto, ma solo perché non me lo potevo permettere con il mio reddito segni ostentativi di ricchezza avessi avuto i mezzi una bella Porsche l'avrei sicuramente comprata una ventina di anni fa
Sono stato gentilmente controllato dalle autorità fiscali in Francia, in Italia e nel Principato, più' volte nel corso dei 25 anni
avendo tutti i documenti in regola nessuna autorità ha avuto nulla da ridire
in sostanza
male non fare paura non avere
ciao a tutti
Dario Alfredo

ALDOGRESINI :

....Avendoci già pensato per altri personalissimi motivi, un'opzione potrebbe essere di donare la casa italiana al figlio minore....

Boh, non mi esprimo per la donazione di una casa, ma attualmente mi accingo a fare la donazione di un terreno ereditato; ebbene, oltre alla parcella del notaio, mi e' stata prospettata questa aliquota: 7%+3%+1% .....quindi un "tributo" dell'11% ma NON sul valore catatstale, bensi' sul valore REALE commerciale del fondo. Ergo, su un valore commerciale ipotetico di 20k€  (catastale di circa 5k€) , tocca scucire ben 2,2k€ di emolumenti erariali. ovvio che poi tutte le spese ed i costi sarebbero a carico del ricevente la donazione, ma tant'e'.....Ci sarebbe comunque da pensarci bene.


Saluti

...avendoci già pensato per altri personalissimi motivi, un'opzione potrebbe essere di donare la casa italiana al figlio minore....
Boh, non mi esprimo per la donazione di una casa, ma attualmente mi accingo a fare la donazione di un terreno ereditato; ebbene, oltre alla parcella del notaio, mi e' stata prospettata questa aliquota: 7%+3%+1% .....quindi un "tributo" dell'11% ma NON sul valore catatstale, bensi' sul valore REALE commerciale del fondo. Ergo, su un valore commerciale ipotetico di 20k€  (catastale di circa 5k€) , tocca scucire ben 2,2k€ di emolumenti erariali. ovvio che poi tutte le spese ed i costi sarebbero a carico del ricevente la donazione, ma tant'e'.....Ci sarebbe comunque da pensarci bene.

Grazie per avermi portato il tuo caso ad esempio, dovrò approfondire il mio con un notaio per sapere bene che aliquote mi dovranno essere applicate con le dovute considerazioni sulle rendite nonchè tutto ciò che dovrà essere considerato.
Ciao
Aldo

...caro Aldo,
posso solo rispondere con la mia storia personale, che non é un mistero
per questioni professionali sono stato residente nel Pto di Monaco dal 1990 al 2015, quindi nell'esecrato paradiso fiscale patria degli orrendi evasori causa prima del male italico
il mio lavoro era internazionale, quindi viaggiavo in continuazione fra Parigi, Milano, Torino, New York, Londra, Marsiglia, Tokyo
sono stato come imprenditore Amm Del di imprese mie in Francia e nel Principato, pagando tutti i contributi e oneri sociali relativi
non avevo quindi residenza fissa vera, cioé non passavo in realtà sei mesi ed un giorno da nessuna parte ma un po' qua un po' la
in questi 25 anni ho avuto fino al 2002 un appartamento affittato a Parigi, ereditato l'appartamento dei miei genitori a Torino e la nostra casa di famiglia a Bardonecchia, ereditato l'appartamento di mia mamma in Costa azzurra, Berlusconi mi ha fatto il regalato di esentarmi solo sull'ultima eredità, sulla prima ho pagato pesantemente
Per tutte questi "domicili" ho sempre pagato le pesanti imposte come seconda casa francesi ed italiane, ho sempre avuto c/c bancari come residente estero sia in Francia che in Italia
mia moglie é francese, residente in Francia ed ha pagato le sue imposte sulla sua prima casa e sulle seconde case, oltre alla salatissima imposta sul reddito francese, la più' esosa in Europa contendentesi la prima posizione con Italia e Danimarca. Gara dura!
segnalo che non ho mai avuto, ma solo perché non me lo potevo permettere con il mio reddito segni ostentativi di ricchezza avessi avuto i mezzi una bella Porsche l'avrei sicuramente comprata una ventina di anni fa
Sono stato gentilmente controllato dalle autorità fiscali in Francia, in Italia e nel Principato, più' volte nel corso dei 25 anni
avendo tutti i documenti in regola nessuna autorità ha avuto nulla da ridire
in sostanza
male non fare paura non avere
ciao a tutti
Dario Alfredo

Grazie Dario Alfredo per avermi portato il tuo esempio, le mie vicissitudini sono certamente meno complesse.
Ciò che dici è bellissimo, mi piacerebbe poterlo applicare (male non fare, paura non avere), ma ho avuto dolorosissime esperienze di male ricevuto senza male aver fatto all'italica P.A....per cui più che paura, timore ne ho sempre.
In linea di massima bisognerebbe cercare di non fornire appigli.
Buona serata
Aldo

domanda avendo un redditto francese da immobile cui pago in Francia le tasse , e poi dichiaro in Italia in  per cui mi sale aliquota di imposte in Portogallo essendo pensionato come mi devo comportare ?

Buongiorno a tutti,
in definitiva avendo una casa di proprietà in Italia le utenze possono restare intestate a noi che ora ci abitiamo ?
Non vogliamo affittare, vogliamo tenerci la casa a disposizione per quando veniamo in Italia.
Concordo con l'obbligo da parte nostra di comunicare di non essere più residenti in Italia e sopportare un costo maggiore, ma non credo ci si possa imporre di disdire le utenze perché questo costituirebbe un prova ( di cosa poi .... quando veniamo a casa nostra in Italia dobbiamo pur avere un recapito ) di possedere un domicilio in Italia.

grazie

Dalla sua domanda non si capisce se è iscritta AIRE in PT, comunque, una volta fatta la prassi, NIF, AIRE, RESIDENZA E bla bla, in automatico al suo comune risulterà che lei è un italiano residente estero, a questo punto, come ho dovuto fare anche io, le bollette restano vive così come sono, la posta italiana resta così, invece x quanto riguarda la casa, lei dovrà pagare IMU, perché diventa automaticamente seconda casa...se la casa è intestata a lei.

Grazie infinite CONSTANS,

ne sono convinta, ma da alcune frasi sul forum mi era parso di capire il contrario ( forse ho interpretato male io...),

Grazie ancora

saluti

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