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5 sbagli da evitare quando ci si trasferisce in Romania

Buongiorno a tutti,

Facciamo appello a voi che già vivete nel paese per chiedervi: quali sono gli sbagli da evitare appena arrivati in Romania?

A volte la mancanza di informazioni, l’inesperienza o l’impatto con una nuova realtà ci porta a fare dei passi falsi e con il senno di poi ci diciamo: “Se l’avessi saputo avrei cercato casa in quel quartiere oppure mi sarei comportato in tal maniera piuttosto che…”.

Quali sono gli errori che avete fatto freschi di trasferimento in Romania e come avete ovviato? Potendo tornare indietro cosa fareste diversamente?

Che consigli potete dare ai futuri espatriati per evitare che vivano la vostra stessa situazione?

Grazie per condividere la vostra esperienza,

Francesca

Ciao,

Premesso che io mi sono trasferito in Transilvania, che è una realtà un po' a sè stante in Romania, a proposito degli errori che si commettono, potrei citare i seguenti:

1. La lingua: a causa del mio lavoro, parlo inglese fluentemente e questo mi ha portato a prestare meno attenzione allo studio della lingua rumena. Anche se  - contrariamente all'Italia, dove lo studio delle lingue straniere è praticamente nullo - i rumeni parlano tutti almeno 2 lingue (soprattutto i giovani fino a 40 anni), tuttavia quando sentono uno straniero che si sforza di parlare la loro lingua ne sono felicissimi e questo ovviamente aiuta tantissimo i rapport personali e non.

2. Regole e tradizioni: esattamente come in Italia, i  rumeni sono molto legati alle loro. Rispettarle non è solo buon senso, ma una forma di rispetto. Dopotutto siamo ospiti, per lo più graditi.

3. Donne: mi rendo conto che quello che sto per scrivere è rivolto quasi del tutto agli uomini, però è impossibile parlare della Romania senza citare le donne: sono molto belle ma anche molto tradizionaliste, i ruoli sono molto definiti e si aspettano che l'uomo che le porta fuori sia economicamente disposto a sacrificarsi per loro (d'altronde, loro spendono tantissimo in parrucchiere, estetista, abbiagliamento etc). Comportatevi di conseguenza.

4. Gli zingari. Non cadete nell'errore di considerare Rumeni e zingari alla stessa stregua come succede in Italia: il popolo gipsy è rimasto "incastrato" in Romania per motivi storici, e di conseguenza molti si sono stanziati. Senza dare giudizi, posso dire che nemmeno i Rumeni li apprezzano (per ovvi motivi), ma parlare di zingari e di Rumeni come se fossero lo stesso popolo è un'offesa grave.

5. Per ultimo, attenzione alle battute che implichino paragoni tra la Romania e l'Italia: di solito sono considerate di cattivo gusto se non offensive. I Rumeni sono un popolo orgoglioso, che nella sua storia ha sofferto tantissimo e che anche ora, a causa dei pregiudizi che molti europei occidentali hanno verso gli immigrati devono sopportare. Portate rispetto.

Spero che le mie considerazioni siano state di una qualche utilità :)

Paolo

Condivido e ti faccio i miei complimenti per aver riassunto così bene.
Ciao Paolo!

complimenti, e' cosi' che deve essere. ciao agostino

Bravissimo hai centrato tutto in pieno, si vede che sei ben integrato e orgoglioso di vivere in Romania.
Speriamo che in Italia l'emancipazione per capire certe cose non si faccia ancora attendere, l'ignoranza molte volte supera i limiti

Caro Paolo com'è la vita in Transilvania per il costo mi riferisco. Proprio vorrei trasferirmi in Transilvania. Sono sola pensionata con pochi soldi 4 gatti a seguito e molte piante floreali mi occupo di giardinaggio. Mi puoi aiutare a farmi una idea con 900€ al mese. Grazie.

Ciao,

scrivimi in privato, sarò felice di fornirti le info che ti servono.

Grazie,

Paolp

Premetto che ho vissuto per un anno e mezzo a Bucarest, da cinque anni vivo a Iași e parlo correttamente rumeno, tanto è che talvolta in ambito lavorativo fungo da traduttore.
C'è una premessa da fare: in Romania fino a quando non parli rumeno non ti sei integrato.
I rumeni non parlano tutti due lingue, i più giovani parlano l'inglese più degli anziani, mediamente in Romania si parla inglese più che in Italia, ma molto meno che in Germania o in Olanda, dove l'inglese è parlato praticamente da tutti.
Provate ad andare alla piață (mercato) e ditemi quanti parlano inglese, anche tra i più giovani. Io ho la prima laurea in Farmacia e la seconda in fisioterapia, esercito come fisioterapista ed almeno una metà dei miei colleghi medici o fisioterapisti non parlano inglese, pur essendo preparati nel settore di loro competenza. E Iași è la terza città della Romania. Se si esce fuori da Iași, la percentuale di rumeni che parlano inglese scende ulteriormente. A Bucarest la situazione non era molto diversa.
Provate a fittare un appartamento: se conoscete il rumeno riuscirete ad avere un prezzo più basso, anche le spese condominiali saranno più basse, visto che l'amministratore, sapendo che siete stranieri e non conoscete il rumeno, vi aumenterà tutto quello che vi può aumentare.
Ma tutto quello che ho detto lo capisce bene chi tra di voi il rumeno lo sa bene, altrimenti questo non lo sa.
Per quanto riguarda le regole e le tradizioni, essendo il popolo rumeno un popolo di religione cristiana e di lingua neolatina, è facile adattarsi.
Sono d'accordo sul discorso donne: bisogna essere in grado di spendere più del necessario, ovviamente chi guadagna tanto il problema non se lo pone.
Signora Bersano con novecento euro al mese in una città rumena come Iași, non riesce a vivere, considerando che deve fittare un appartamento, in un paese più piccolo i fitti sono più bassi (a Iași il fitto di un monolocale è di almeno duecento euro al mese) e con novecento euro al mese și può iniziare a ragionare.
Tenga presente che, a differenza dell'Italia, per quanto riguarda la sanità bisogna rivolgersi agli ospedali privati, la mutua non passa niente, se non le urgenze. In merito alla sanità, però, dovremmo distinguere la sanità del Nord Italia e quella del Sud Italia, ma andremmo troppo per le lunghe.
Altra cosa che chi non sa il rumeno probabilmente non sa, in quanto non capisce nemmeno cosa si dice al telegiornale, da un anno a questa parte è stata tolta un'ecotassa sulle auto, il timbru de mediu, per cui la Romania è stata invasa da una marea di ferraglia superinquinante, la conseguenza è  che qui a Iași si superano spesso di quattro, cinque o sei volte i valori limite consentiti di PM2,5 e di PM10. Questo tradotto in termini semplici significa che chi soffre di problemi respiratori vede aumentare questi problemi, ma  anche chi non soffre di problemi respiratori più facilmente si ammala di malattie respiratorie. Due anni fa non era così a Iași. Non so se nelle altre città rumene si è verificato lo stesso fenomeno.

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