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Trucchi per semplificare la vita in Tunisia

Buongiorno a tutti,

Il primo impatto con la vita di tutti i giorni in Tunisia pu˛ essere destabilizzante perchŔ si viene a contatto con una realtÓ diversa da quella cui eravamo abituati.

Con il tempo avete sicuramente imparato trucchi e stratagemmi per semplificarvi la vita: parlatecene!
Che tipo di accorgimenti avete adottato ed in quali ambiti vi tornano utili?

Che consigli ci potete dare per rendere pi¨ gestibile e piacevole la quotidianitÓ in Tunisia?

Grazie per il vostro contributo,

Francesca

Non ci sono trucchi o stratagemmi...a mio Modesto parere....bisogna conoscere Bene....ma molto.... Gli arabi ....frequentarli.....Capirli.....cosa che pochi fanno.....e Sapere....che non fanno nulla x niente.....anche se te lo fanno credere
E sopratutto....non fidarsi Mai....dico Mai
Completamente di loro....anche se ci sono tantissime bravissime personne
Ecco cosi secondo  me si vive bene con loro e si convive ancora meglio

A chi ti chiede soldi per la strada rispondi semplicemente "rabbinuba" e se ne vanno via senza fiatare.

Personalmente, come prima cosa eviterei gli italiani, poi anche con gli arabi farei una certa attenzione: comunque personalmente, gli aiuti li ho ricevuti solo dai tunisini...

che vuol dire....... non vorrei che fosse una risposta scortese e poi qlc. persona ti si rivolta contro.... Sai, non conoscendo la lingua araba.....

frangr :

A chi ti chiede soldi per la strada rispondi semplicemente "rabbinuba" e se ne vanno via senza fiatare.

SCUSATE..... MI RIFERIVO  A QUESTO  POST

Ci sta qualcuno che chiede elemosina per strada ma sono veramente poveri... non costa nulla se lo si ha a portata di mano dare un dinaro al questuante... al prossimo che si incontra si risponde con un chiaro... so finiti! li ho già dati!!! capiscono che nun scappa niente e se ne vanno. Secondo la religione islamica almeno una volta al giorno ci sta da fare l'elemosina a un poveretto se si hanno le disponibilità, non sono islamico ma non costa davvero niente! Il francese è già una lingua strana, poi quello parlato dai tunisini non è che sia proprio francese (ad eccezione di alcuni che hanno studiato in Francia e lo parlano in modo impeccabile), molte volte anche storpiando la parola in italiano non si riesce proprio a capirsi allora con il telefonino carichiamo la foto di quello che vogliamo e... il gioco è fatto... unico trucco per il resto sempre gentile con tutti e ognuno a casa propria... :)
Dimenticavo, se uscendo da casa trovate qualcuno che sta transitando sul marciapiede davanti la vostra abitazione (il marciapiede è proprietà privata della casa e le persone preferiscono passare sulla strada per non invadere la privacy degli altri) salutate nella lingua che vi pare ma fatelo, loro se lo aspettano e sono contenti.

"Secondo la religione islamica"........

Anche secondo quella cattolica e, penso, quasi tutte. Piu' che una questione religiosa ne farei un principio morale universale. Tanto piu' che il questuante qui e' un vero indigente, non come i vari falsi zoppi/ciechi/amputati che girano per le vie delle citta' italiane......

Molte nostre nonne tenevano una ciotola con le monetine vicino la porta di casa e ne prendevano un po' prima di uscire, proprio per lasciarle ai mendicanti incontrati per la via.......vecchie abitudini dimenticate.....come qulla del saluto, che ho ritrovato, oltre che qui, in Olanda e in Svizzera.

Ad ogni modo, piu' che la diffidenza, forse dovuta la fatto che ci somigliamo molto piu' di quanto non lo vogliamo ammettere, la parola chiave dovrebbe essere rispetto. Se non altro perche' siamo ospiti in casa d'altri.

E' una parola con la quale, qui come altrove, si aprono tutte le porte. Invece purtroppo pare che spesso il fondamento della relazione degli italiani con le culture straniere, non solo qui, sia "arroganza". E, credendoci piu' furbi, veniamo ricambiati con la giusta moneta.

Mi complimento e condivido....anche io la penso come te.....infatti fréquento solo Locali.. .Francesi....Belgi....

Ciao Francesca,
ti ringrazio per questo spunto che riporta l’attenzione su un argomento importantissimo.
Il mio consiglio è di cercare di conoscere bene il paese, prima da turisti, per avere un’infarinatura delle differenze tra una località e l’altra, non è forse lo stesso in Italia?
A Milano non si vive alla stessa maniera di Roma o Reggio Calabria o di Pantelleria!
Ebbene anche qui in Tunisia non si vive alla stessa maniera a Tunisi, Hammamet, Djerba, Sfax, Gabes, Douz o Ben Guardane.
Dopo aver deciso dove vivere, bisogna inserirsi nel tessuto sociale, perché fare comunità coi propri connazionali può essere un palliativo transitorio, a meno che non si formi un clan abitando tutti nello stesso posto, e quindi creando un ghetto estraneo alla comunità locale, cosa che maggiormente fanno tutte le persone del mondo quando espatriano, ma perché sono spinti da una necessità e non da un progetto di vita.
Sia chiaro il mio progetto di vita qui è ancora un po’ nebuloso, resto aperta ad un cambio rotta improvviso, mi voglio concedere il diritto di ripensamento, perché la vita è una e non va sprecata.
Io non ho cercato in alcun modo di far amicizia con gli italiani perché quelli basta incontrarli per caso, quando siamo all’estero siamo già comunità naturale e ci diamo del tu quasi a prima vista, come avessimo sempre avuto un rapporto di amicizia, questo è naturale per qualsiasi popolo del mondo.
E’ anche vero che cerchiamo di allontanare i tipi italiani secondo clichè non consono alle nostre abitudini,  quindi spesso cerchiamo di evitarne il contatto.
Per quanto riguarda i rapporti con gli autoctoni, direi che è fondamentale cercare di avere i primi rudimenti della loro lingua.
Conoscere la lingua ci fa capire meglio come sono loro.
Questo ci fa risultare più simpatici alla gente e poi non dimentichiamoci che qui la maggior parte delle donne parla solo l’arabo-tunisino o del sud che è diverso dal tunisino, quindi non importa in quanto tempo, ma adoperiamoci per imparare la lingua.
Ogni volta che esibisco una nuova parola nella loro lingua o una nuova frase,  tutti mi fanno i complimenti e sono felici, anche io li sento più vicini.
Abbandoniamo i nostri preconcetti, altrimenti è meglio rimpatriare.
Apprezzare i lati positivi del luogo, non mettere l’accento sui difetti che si potrà fare solo una volta che si è entrati a far parte della comunità che ci ospita, sempre con delicatezza.
Anche se non diciamo espressamente delle cose il nostro atteggiamento non mente e quindi la gente percepisce il nostro pensiero.
Prima ancora che in un paese arabo, qui siamo in AFRICA!!!!
Tenetelo bene in evidenza. Africa è l’antitesi dell’occidente!
Africa vuol dire semplicità e noi abbiamo inquinato la nostra essenza, qui è ancora come era da noi un tempo, ormai molto lontano.
Qui il tempo trascorso con gli amici o con uno straniero di passaggio ha ancora un valore, noi siamo abituati a non avere tempo, siamo in pensione, riappropriamocene.
La fretta non ha un valore.
Quando si arriva qui a Douz in molti negozi di artigianato del Souk è esposta una frase tratta da un libro di Mano Dayak: “ Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo”
Quindi un altro trucco è buttare via gli orologi, non perché l’ha scritto Mano Dayak, ma perché qui la gente è così, è un modo per avvicinarci a loro e vivere meglio noi.
Va beh a Tunisi non penso sia così, me lo deve confermare o smentire chi ci abita.
Quindi dimentichiamoci: io farei così perché è meglio.
Dare consigli quando vengono richiesti è una lezione da imparare.
Portare la nostra esperienza ma non imporla come soluzione migliore a prescindere…. Spesso anche quando a noi sembra meglio c’è una ragione ben precisa perché loro fanno diversamente e qui la maggior parte delle volte è meglio come fanno loro.
Loro sanno bene il valore di moltissime cose italiane e le apprezzano, ma sentirsi dire che la loro cultura è sbagliata o arretrata, li ferisce profondamente, quindi imparare a usare delicatezza, non per non ferire loro, ma per non tagliarci le gambe da soli al primo impatto.
Quando facciamo ormai parte del paesaggio tutti sono propensi ad aiutarci anche nei bisogni inespressi e anche ad accettare eventuali nostre critiche al loro sistema.
A chi è venuto in Tunisia attirato dai vantaggi economici perché è pensionato, consiglio di capire esattamente cosa vogliano fare di concreto per realizzare il loro progetto di vita.
Non modifichiamo la nostra persona per adeguarci al sistema culturale, loro apprezzano la nostra differenza e la rispettano o cercano di farlo, accettiamolo.
Molte donne mie vicine di casa mi hanno chiesto come mai io non metto il foulard che mi riparerebbe dal sole e dal vento, io ho risposto semplicemente perché non mi piace e mi rovinerei i capelli, che è la verità, ma quando la temperatura salirà sopra i 35 gradi lo farò come ho già fatto gli altri anni, solo che io non mi metterò il foulard come fanno le donne di qui, ma mi metterò il turbante con sopra il cappello in paglia tipico di Djerba.
Io circolo liberamente nel mondo maschile e in quello femminile, vado a prendermi il caffè da sola nei bar oppure prendo il caffè nei negozi del Souk coi miei amici, ma non mi siedo più al bar cogli uomini di qui come facevo da turista, se voglio continuare ad avere un rapporto umano con le donne devo andare incontro alle loro abitudini, quindi vado al bar solo quando sono coi miei amici italiani e questo viene accettato da tutti. Vado dai miei vicini di casa e anche a passare del tempo con la mia amica che vende sigarette, quella che lavora in ferramenta, quella della reception dell’hotel che mi ha ospitata per mesi, invito a casa  le mie amiche con regolarità anche a pranzare, durante il ramadan potranno venire anche di sera, perché il Ramadan qui a Douz è un periodo molto bello, la vita si svolge dal tardo pomeriggio andando a far la spesa e si inoltra fino alle 2 del mattino, quando tutti rientrano per fare l’ultimo pasto prima dell’aurora, le donne vanno in giro la sera spostandosi da una casa all’altra oppure andando con la famiglia nelle sale da te o nei ristoranti per quelli che se lo possono permettere.
Qui per strada saluto e mi salutano tutti, anche quelli che non conosco personalmente, ma tutti sanno chi sono.
Io vivo sola quindi quasi ogni giorno passo del tempo con le nuove amiche e i nuovi amici tunisini, quando non mi vedono per due giorni di seguito mi telefonano per chiedermi come sto e se ho bisogno di qualcosa,
Ora vi saluto, se qualcuno ha qualche domanda da farmi più specifica, sarò lieta di rispondere se sarò in grado di farlo.
Anna Tunisia

rispondo a Frangr:
ma chi ti ha detto di fare una cosa del genere? qui i poveri che chiedono soldi sono veramente poveri, se non vuoi dar loro soldi fai finta di non aver capito e fai più bella figura! Forse ti conviene osservare un po' meglio, qui la gente dà l'elemosina se può, non devi dare dei miliardi, basta anche qualche millim, io vado in giro con le monete in tasca nei giorni di mercato perché la maggior parte sono donne a chiedere l'elemosina e poi dò a tutti quelli che mi chiedono anche agli uomini. In Italia è tutto diverso!
Inoltre almeno una volta a settimana, faccio come fa la gente di qui e preparo da magiare per una famiglia povera, non perché sono islamica come loro, ma perché me lo dice il buon senso, la famiglia la scelgono i miei amici perché io non so chi non ha soldi per mangiare, e tutti siamo felici di aver fatto la nostra parte. Qui in Tunisia non esistono le pensioni sociali o la disoccupazione e la gente aiuta chi è rimasto nell'indigenza prima di tutto per la religione, che impone di aiutare chi è rimasto senza lavoro, e poi perché può capitare a chiunque. Per noi è uno scherzo aiutarli qui! Non possiamo venire qui e girarci dall'altra parte e prendere solo i benefici che ci offre la pensione o un'attività lucrativa, non è etico!

Ciao Anna mi è piaciuto molto quello che hai scritto, io vivo ad Hammamet ed anche qui ci sono parecchi poveri. Purtroppo noi italiani ci sentiamo molto americani specialmente nella cafonaggine, quando andiamo nei bar o ristoranti ci sentiamo dei nuovi ricchi, lasciamo mance a destra e a sinistra specialmente se siamo in compagnia di altri italiani questo solo per la facciata, ma se per strada incontriamo una persona che chiede l'elemosina quasi ci infastidiamo, e pensare che basterebbe donare la metà della mancia o togliere qualche spicciolo alla ragazzotta di turno per fare felice un povero, Tanti di noi italiani si sono dimenticati che sono in Tunisia proprio per evitare la stessa fine dei tunisini poveri.
Siamo i nuovi italiani, e come diciamo che non ci sono più le mezze stagioni bisogna anche dire che non ci sono più gli italiani di una volta.
In conclusione brava Anna dovremo imparare.
Maria Pia

Stupendo spaccato di vita tunisina Anna, complimenti!
Per l'orologio quando lavoravo lo portavo, andando in ferie lo levavo e facevo in modo che la mia vita fosse scandita dalla... fame! :) Da quando sto in Tunisia lo porto solo quando esco in barca e per precauzione, l'elemosina invece viene chiesta da veri poveri e non costa davvero nulla dare qualcosa come non costa nulla mettere le bottiglie di plastica dentro un sacchetto senza schiacciarle e poggiarle vicino al cassonetto in modo che il signore che passa a raccoglierle non perda tempo a rovistare nel cassonetto, anche quelli sono poveri. Insomma come dice Anna non costa davvero nulla farsi ben volere, quando veniamo conosciuti dal commerciante di turno si vede che ogni tanto usa con noi un nuovo vocabolo arabo, prima lo dice in francese e poi in arabo, poi nuovamente in francese, voi ripetetelo in arabo, fatevi vedere interessati, risulterete più simpatici e meno arroganti. Noi italiani siamo ben voluti da tutti, non siamo né americani e neanche francesi, proviamo a parlare in italiano con loro insieme a qualche parola di arabo, sono davvero contenti!
E ora scappo... vado a prendere @Trevisan che viene a ... spianarsi la strada per il trasferimento...

Brave Anna e Maria Pia. La vostra è una lezione di vita valevole per qualsiasi latitudine, a partire da quella che, ogni giorno, dovremmo praticare noi che ancora siamo rimasti in Patria.
Speriamo solo che i Tunisini non diventino come moi Italiani.

Bene....Grazie Anna, M.Pia, tutti  insomma;
fa piacere  imparare da chi ha...... Esperienza  vissuta sul "campo", ne farò  sicuramente  tesoro, anche se ho avuto consigli sui mendicanti uomini:  "........ non rispondere, cammina avanti, non gli fai del bene,
sono solo ubriaconi  che poi se li vanno a bere!  "  Ma  x le Donne e le anziane, penso  sia propria l'esigenza di... sopravvivere all' indigenza! Correggetemi  se sbaglio....

Ciao Enrico, la vita mi ha insegnato a non giudicare, proprio ieri ho trovato un uomo anziano che chiedeva le elemosina, non le ho date perché andavo abbastanza di corsa ma mi ero ripromesso di farlo appena sarei uscito dal negozio. Quando siamo usciti questo poverino non c'era più, ho detto a Simo, peccato si è perso il soldino che avevi messo via per lui... Tornando verso casa, girando un angolo lo abbiamo trovato per terra, mi sono fermato e dopo essermi accertato che stesse bene gli ho dato il "suo" soldino... non credo lo vada a bere e non mi interessa cosa ci vada a fare, vederlo sorridere è stato più che sufficiente!

Antonello  io non.  Ho mai giudicato nessuno..... ti ho riportato solo ciò  che mi consigliano persone che vivono qui da oltre 5 anni, ciò  non toglie che io possa agire diversamente....

No Enrico, non ti giudicavo o non ti accusavo di giudicare semplicemente ragionando (almeno a Sousse) se nei bar non si vendono alcolici almeno non i quelli per tunisini e in quelli turistici che li vendono costano uno sproposito come fa un poveraccio ad andare a ubriacarsi? Ci sarà anche qualche caso ma non credo sia l'abitudine anche perché gli alcolici costano veramente tanto per gli standard locali e vengono comprati da tante persone ma non ho mai visto il poveretto in quei supermercati con l'area riservata agli alcolici. Teniamo anche presente che se la polizia becca un ubriaco per strada sono dolori... No scusa ma penso che chi ti ha fatto quell'esempio non abbia ben chiara la vita in Tunisia. :D

vorrei ringraziarvi tutti
inoltre, ringraziandolo, voglio precisare ad Enrico che lui è in buona fede, ma gli ubriaconi non fanno l'elemosina, quelle persone che vivono qui da 5 anni non hanno capito qualcosina, è ovvio che poi ci può essere anche il mendicante alcolizzato, perché non abbiamo la sfera di cristallo, ma non si può penalizzare chi ha estremo bisogno se tra loro c'è qualcuno che poi va a bere, qui i poveri sono veramente poveri.
Aggiungo ancora che le donne anziane spesso sono vedove e come ho già scritto non c'è la pensione sociale anzi c'è ma è ridicola ci possono mangiare per una settimana scarsa, mentre le donne giovani spesso sono donne che hanno divorziato e nessuno della famiglia le può aiutare o le vuole aiutare, spesso devono screscersi i figli. Io vedo sempre i tunisini fare l'elemosina a tutti i mendicanti, parlo di Douz e la sua provincia e di Djerba dove mi reco quando devo volare in Italia

:) Grazie Anna dei preziosi consigli, logicamente, risiedendo nella zona turistica di Hammamet è difficile discernere tra il "povero" ed il classico Frega-turisti, (credimi .... Non tengo il conto di quanti se ne incontrano) !   :mad:

Scusami non avevo fatto caso che abiti ad Hammamet.
Ti capisco, da voi la realtà è molto diversa da Douz, ma i mendicanti anche lì sono veri nella maggior parte dei casi perché la religione ha peso anche su quelli che trasgrediscono, per dirla in un termine a noi familiare, al momento sono molto più timorati di Dio che noi occidentali almeno per la facciata esterna, anche se in quattro anni che vivo qui stanno avvenendo dei cambiamenti di cui loro non hanno ancora percepito il valore, è molto più facile per noi vedere i loro cambiamenti. La "primavera araba" centra poco con questi cambiamenti che nascono da un'esigenza meno politica e più umana, i bisogni sono uguali per tutte le persone del mondo

ho apprezzato molto queste informazioni, ma ho notato che nessuno fa cenno ai pericoli di scippi.
Forse saro' io sfortunato, ma ad Hammamet ho subito una agressione da parte di 3 giovani tunisini proprio sulla porta di casa, uno ha buttato a terra mia moglie tentando di portarle via la borsa, mentre un altro mi ha strappato il borsello col computer mentre mi chinavo a soccorrerla-
Evidentemente questi 3 giovani ci avevano seguiti da un locale con l'wifi dove avevo usato il computer.
Un'altra volta un tunisino gia' anzianotto si e' accostato a me mentre camminavo per la strada e con la tecnica del braccio finto mi ha scippato il portafoglio senza che me ne accorgessi, evidentemente mi ha visto la tasca dove mettevo il portafoglio mentre facevo la spesa da un fruttivendolo.
Non so se a qualcun altro e' capitato qualcosa di simile, ma se a qualcuno e' capitato e' bene renderlo noto, ho saputo che a qualcuno e' stato scippato lo smartfone.
A Cartageland un poliziotto ha messo in guardia mia moglie dicendole di stare attenta alla borsa.
Non voglio fare allarmismi perche' certe cose succedono anche in Italia, ma e' bene che sia reso noto al fine di sapere come comprtarsi.
Io e mia moglie per esempio non giriamo piu' con borse e borselli e il portafoglio lo tengo in una tasca con cerniera.
Non intervengo mai in questo blog ma lo seguo molto volentieri perche' ci sono tante informazioni utili, sono intervenuto solo in questo caso perche' mi sembra giusto evitare che questi casi succedano ad altri.
Tanti cari saluti a tutti

Salve Mino33, ho sentito parlare qualcuno di scippi a Sousse ma realmente ero convinto si trattasse di leggende metropolitane, per fortuna sono abituato a guardarmi intorno e come insegnante di difesa personale spiego proprio queste situazioni come affrontarle e gestirle, poi l'ora della scalogna arriva per tutti e accade l'imprevedibile, finora comunque tutto tranquillo e sereno prendendo piccole precauzioni.

Salve Anto&Simo.
grazie della risposta, vedo che voi state a Sousse, mi piacerebbe venire a trovare anche perche' e' gia un po' di tempo he desidero visitare Sousse,
Magari con mia moglie ci fermiamo qualche giorno in albergo e se hai la bonta' mi piacerebbe accettare qualche tuo consiglio sulla sicurezza.
Magari Sousse e' piu' sicura di Hammamet, potremmo anche vedere di traferirci li'-
Tanti cari saluti

L'unica rapina subita in vita mia è stata con la minaccia di un coltello al centro di Savona in pieno giorno...

ehggia'......  :D

Complimenti Anna x i Tuoi  Valori e Sentimenti  ....sei un ottima Persona

Condivido Maria Pia....
Ottima Analisi

Se posso dare un consiglio e' quello che hanno dato a me e che mi e' stato utile.
Fare delle fotocopie dei documenti originali da mettere nel portafogio ( passaporto, permesso di soggiorno, ecc, ).
Purtroppo non si possono fare copie del bancomat e dei soldi e quelli vanno irrimediabilmente perduti.
Mi ricordo anche che un francere alla stazione di Hammamet, avendomi visto col tablet, mi aveva avvertito che era pericoloso metterlo in mostra, purtroppo non l'ho preso sul serio.
Quello che mi fa paura non sono stati gli attentati, che si verificano
in tutto il mondo, anche se la lapide che ho visto al Bardo mi ha lasciato un po' turbato.
Mi fa paura il calo del turismo con la relativa ripercussione sull'occupazione giovanile che se si protrae puo' creare dei problemi di ordine pubblico ( vedi coprifuoco dell'anno scorso).
Ho due amici pensionati che da un po' di tempo cerco di convincerli a venire in Tunisia, ma quando ci sono quasi riuscito esce il nome di qualche tunisino coinvolto in attentati in giro perè il mondo.
E chi non e' mai stato in Tunisia se ne fa una cattiva impressione,
Speriamo che la situazione migliori perche' mi piace molto la Tunisia sia per il clima, i paesaggi e  per la maggioranza dei tunisini che sono molto cordiali, e mi ricorda un po' gli anni 50 in Italia, gli anni della ricostruzione con molti fabbricati in via di costruzione, premessa per gli anni 60 del benessere economico.
La padrona di casa ha invitato me e mia moglie alle nozze della figlia e li' le nozze sono qualcosa di fantastico, da mille e una notte.
Poi ci ha portato a vedere il nipotino nato da poche settimane.
Fate attenzione se volete comprare una casa. perche e' facile essere truffati.
A me il proprietario aveva detto un prezzo molto conveniente, pero' poi ho scoperto che esisteva una ipoteca per un prestito avuto dalla banca che mi aveva taciuto e che sarebbe stato a mio carico.
Spero di aver dato qualche utile indicazione per evitare guai, comunque mi  piacerebbe conosce Anto & Simo, perche' molto meglio informati di me per avere utili consigli.
Tanti cari saluti a tutti

Ciao Mino, ne abbiamo parlato tanto all'epoca dei fatti.

Ci sono stati alcuni sporadici episodi dopo il tuo, limitati a furti con destrezza, nessun attacco alla persona, come purtroppo e' accaduto a te e tua moglie quella sera.

Come dici tu occorre farsi un po' furbi.

Se ti addormenti in spiaggia publica e al risveglio non trovi piu' il borsello, o se vai in giro con lo zaino aperto sulla schiena ed il portafogli li' a portata di mano, oppure se giri con decine di banconote da 50 Dinari e per ogni cosa che compri queste risultano in bella evidenza nel portafogli o se le tieni assieme con la forcella che ti obbliga ad estrarle tutte per pagare un caffe', beh.... Non e' il tuo caso, ma parlo di altri casi a me noti.

Di fatto il tasso di criminalita' comune in Tunisia (per dire poi di Hammamet) e' estremamente basso, anche a dispetto del fatto che certamente la crisi economica non aiuta e gli attentati di due anni fa hanno quasi azzerato il turismo. Che tuttavia quest'anno da segni di significativa ripresa.

Nelle case praticamente non si entra, men che meno in presenza di abitanti.

A livello generale Tunisia e Italia risultano simili in termini di incidenza della criminalita':

numbeo.com/crime/gmaps_rankings_country.jsp

numbeo.com/crime/gmaps_rankings_country.jsp?indexToShow=safety&title=2017

Di fatto, da questo punto di vista, Hammamet e' molto piu' sicura di tante cittadine italiane.

PS: nei prox giorni saro' dalle vostre parti. Ti chiamo :-)

ciao Roberto,
verissimo quello che dici
certo che la Tunisia e' piu' sicura dell'Italia.
In Italia mi hanno addirittura svalgiato la casa.
Visto che in questo blog nessuno ne parlava ho voluto dare solo qualche avvertimento perche' vengano prese delle precauzioni, ma tu hai illustrato
molto bene la situazione. Devo dire che tu ci sei stato di grande aiuto nel nostro trasferimento in Tunisia e anche l'assistenza che ci hai dato dopo
Speriamo che il turismo riprenda,
Fatti sentire quando vieni, ci fa piacere incontrarti.
Noi dovremmo venire ad Hammamet il mese prossimo, penso anch'io che sia il posto piu' bello e sicuro della Tunisia e anche comodo per la vicinanza a Tunisi.
Tanti cari saluti,

A proposito: e' pronto il tuo secondo permesso!  :cool:  4 anni!

Fra meno di tre potrai anche chiedere la cittadinanza (cosa che potrebbe essere utile....ne parleremo).

Io  ho il VIZIO, ed il piacere di camminare  x molte ore  al giorno tra Hammamet Nord -Sud e Jasmine e vi dico che ieri ho rivisto popolarsi gli alberghi vuoti di Jasmine,  di una moltitudine di  turisti  Tedeschi e  Francesi...perfino una giovane coppia Iraniana.  Forse è proprio vero che il Turismo ridarà fiato all'Economia Tunisina.....

Purtroppo anche io devo aggiungere che nelle ultime settimane due coppie di miei clienti sono stati scippati ad Hammamet, la tecnica è la classica quella di due sul motorino. In genere abbiamo l'abitudine di camminare x strada xché i marciapiedi a volte non sono agibili e questo facilita gli scippatori.
Anch'io consiglio sempre ai miei clienti di non portare originali con sè, però non basta la fotocopia bisogna fare una copia conforme del documento in modo che se si è fermati dalla polizia è un documento valido, però se dobbiamo recarci negli uffici pubblici è consigliabile l'originale. Inoltre se smarriamo il permesso di soggiorno rinnovarlo costa 300 dinari, premetto che questo è ad Hammamet ed è successo a due persone. Magari in altre città non è così
Maria Pia

Denunciare immediatamente alla polizia. Il piu' delle volte i ladruncoli sono noti alla polizia e in molti casi sono stati ritrovati nel giro di poche ore borse e borselli con i documenti (non con i soldi ovviamente). Sono talmente pochi i casi che la polizia li prende seriamente in considerazione, a differenza che qui da noi, dove la denuncia, che serve solo per poter richiedere i duplicati, finisce per alzare di pochi millimetri la pila gia' presente......e nessuno si muove.

concordo appieno...senza stare a puntualizzare..

tunisiadaamare :

Ciao Anna mi è piaciuto molto quello che hai scritto, io vivo ad Hammamet ed anche qui ci sono parecchi poveri. Purtroppo noi italiani ci sentiamo molto americani specialmente nella cafonaggine, quando andiamo nei bar o ristoranti ci sentiamo dei nuovi ricchi, lasciamo mance a destra e a sinistra specialmente se siamo in compagnia di altri italiani questo solo per la facciata, ma se per strada incontriamo una persona che chiede l'elemosina quasi ci infastidiamo, e pensare che basterebbe donare la metà della mancia o togliere qualche spicciolo alla ragazzotta di turno per fare felice un povero, Tanti di noi italiani si sono dimenticati che sono in Tunisia proprio per evitare la stessa fine dei tunisini poveri.
Siamo i nuovi italiani, e come diciamo che non ci sono più le mezze stagioni bisogna anche dire che non ci sono più gli italiani di una volta.
In conclusione brava Anna dovremo imparare.
Maria Pia

Non si può dire meglio ❣

buonasera a tutti, grazie Anna Tunisia nel tuo racconto di vita quotidiana credo che hai centrato il punto, credo fermamente che, se una persona vuole fare il turista lo può' fare tranquillamente, ma se si parla di trasferimento, che dire, non ha alcun significato dover estraniarsi dalla mentalità usi e consuetudini del luogo . Sinceramente, conosco molto bene ma Tunisia e ho cercato sempre si seguire le loro abitudini, i loro tempi molto più' lenti dei nostri in Italia. Purtroppo  in Italia si vive per cultura troppo freneticamente, ed in effetti, si prende il caffè' talmente velocemente per la macchina in doppia fila, non si salutano i vicini per paura che attacchino bottone, non per scortesia, ma abbiamo fretta. Chiaramente nella mia esperienza tunisina, il caffè e' sempre accompagnato da una chiacchierata che piacevole e rilassante. Non nascondo che avendo vissuto vacanze molto lunghe fin dai tempi di Ben Ali', io andavo in spiaggia e si avvicinavano innocentemente persone simpatiche per parlare, mai scortesia, mai chiesto nulla, come mi e' capitato di dover chiedere un favore, magari essere accompagnato per raggiungere a piedi un certo hotel, sono stato sempre grato e riconoscente, come e' capitato di richiedere un nuovo favore si sono rifiutati di avere una piccola ricompensa....sono stato fortunato ? non lo so ! ma credo che certamente se da turista ti muovi in maniera vistosa e vulnerabile c'e' in ogni luogo chi approfitta per darti una alleggerita, ma per il resto mi sono sempre trovato bene. Nelle discussioni precedenti ho sentito parlare di scippi, ma. che dire, mai capitato, cautela giusta, un po' di testa passare per posti tranquilli e frequentati. La mia prima esperienza l'ho avuto a Skans di Monastir luogo stupendo, a pensare che allora non esisteva ancora l'autostrada, ogni sera cambiavo città per andare a cena, nulla di che, posti semplici economici e carini, ho conosciuto Sousse che vive in un altro ritmo di vita ma fare cordiale e rispettosa amicizia e' facile. Incautamente, nella mia inesperienza del tempo chiedevo magari ad una coppia un'informazione, subito il marito interveniva gentilmente e mai mi e' capitato di trovarmi di fronte gente scortese. Ho trovato la Tunisia un paese senza etichetta, si vive semplicemente, amici tunisini davvero poveri ci hanno invitato a cena a casa loro e solo dopo ho saputo che per loro era uno sforzo, con la scusa che eravamo in hotel li invitavamo, ma chiaramente  chiedevamo la cortesia di poter risparmiare di portarli in hotel e se magari ci invitavano a casa loro mia madre con saper fare gli dava dei soldi per fare la spesa perché offrivamo per ricambiare al tempo dare 100 dt facendo la parte di essere inconsapevoli di quanto si poteva spendere, per magari rimangiare in casa loro, e cose fatte dalla loro mamma bravissima e ospitale, era per loro una salvata, per noi un piacere sapere di stare in compagnia e aver fatto un buon gusto . L'elemosina, che dire anche questa faccenda e' diversa dall' Italia, le persone la chiedono con umiltà e difficilmente non mi sono Fermato per ringraziare di avermi dato l'opportunità di sentirmi meglio. In Italia preferisco contribuire con una decine di anziani che hanno una pensione minima e seriamente non hanno i soldi per mangiare, ma e' povertà vera e non mi vergogno a volte mi lascio andare a fargli la spesa settimanale comperare le medicine non prescrivibili con la mutua. La Tunisia e' diversa, non l'ho mai affrontata come una vacanza ma come un imparare qualcosa di nuovo, entrare in un modo estremamente diverso di vita che a me piace. La mattina andare in spiaggia alle 6.00 per correre , tornare in hotel una doccia e andare a fare la barba dal barbiere che con il filo ti toglie i peletti intorno i punti dove non arriva il rasoio, chiacchierare per quanto si può' dire tra due parole italiane del barbiere e qualche parola in francese da parte mia, ragazzi e uomini che aspettano non intervengono ma ascoltano per cortese gentilezza. Tutti non sono cosi' ma tunisini e famiglie tunisine strane mai incontrate....mi debbo ritenere fortunato? comunque come succedono le cose in tutto il mondo succedono anche in Tunisia, magari dai racconti dei nostri amici esiste chi può' alleggerirti il portafoglio..ma in Italia la delinquenza e' all'ordine del giorno, non e' un paese brutto siamo arrivisti, chi può' ostenta chi non può' trova il metodo alle spalle di poveracci di arrivare. anche se poi i Tribunali e le carceri sono stracolme...comunque apprezzo molto il connazionale in Tunisia ma che dire"troppa confidenza ..mala pranza e magari proprio con loro , massimo rispetto ,ma alla giusta distanza. Grazie per tutti i consigli che leggo , le mie sono solo riflessioni, un saluto a tutti !

Esattamente Enzo hai centrato il fulcro della Tunisia

mangiabuco :

Brave Anna e Maria Pia. La vostra è una lezione di vita valevole per qualsiasi latitudine, a partire da quella che, ogni giorno, dovremmo praticare noi che ancora siamo rimasti in Patria.
Speriamo solo che i Tunisini non diventino come moi Italiani.

:o  Non c'è rischio, in tal senso....
Eppoi, per carità, tutto bello, tutto giusto...  Ma intanto sto qua, per esempio proprio oggi, a friggermi per tenermi a bada e trattenermi ... perché vivendo di fronte alle case dei militari e famiglie loro, oggi per esempio uno ha fatto guaire di dolore il suo cane per ben 3 volte; io assolutissimamente non sopporto che si maltrattino gli animali... e il mio problema è che non c'è qui nessuno che mi leghi e mi imbavagli....  Se succede ancora, che sento malmenare il cane ... sono certa per come mi conosco che andrò a fare una visitina al militare. Non ho mai avuto paura di nessuno e non comincerò adesso, nè mai.  Per carità, non di certo a urlargli!  Ma ... i vicini, siano poi della nazionalità che siano, ci stanno per qualcosa.  Lo facevo altrove, pure per difendere dei bambini maltrattati, non sto di certo a guardare neppure qui....    Noo, come diceva Anna, non per imporci,  ma forse che dovremmo stare zitti e girare la faccia sempre e comunque sia?  Questo l'ho già visto fare anche nei nostri cari paesi tanto evoluti. E non sono mai stata zitta.  Né intendo stare zitta qui solo perché sono straniera.  Ci sono molte e diverse situazioni.  Per esempio, è risaputo che i tunisini in generale non hanno molta cura dei loro elettrodomestici. Per cui... durano anche poco.  Io avevo visto lo stato della lavatrice di un'amica tunisina. Per esempio non pulendo mai il cassettino nell'ammorbidente, non vi dico dei funghi neri...   Poi un giorno era da me, ed io avevo fatto girare senza biancheria per ben 4 volte il carrello della lavatrice, dopo avervi buttato dell'aceto bianco, una bottiglia intera per ogni giro. E... ancora schiumava l'acqua, per non essere mai stata trattata la macchina!  Insomma, impossibile sarebbe stato vedere risciacquati i panni.  Vi era dentro schiuma e resti da non so quanto tempo.  Qui la gente, specie poi gli inquilini del posto, se ne fregano altamente, di cose che poi lasciano lì al prossimo che arriva.   Quindi, forse che io avessi detto qualcosa, a quest'amica, quando mi ero trovata lì al momento di togliere la biancheria lei dalla sua lavatrice? NO!  Ma quando lei era da me proprio in quella circostanza dei risciaqui con l'aceto..., ne ho approfittato per dirle "vedi, facendo cosi si evita che...." e le ho detto en passant la cosa. E... di come convenga risciaquare ogni volta anche i cassettini.....    Per cui, non si tratta di dire "devi fare cosi", ma quando si partecipa reciprocamente alla vita degli altri, ecco che scaturiscono occasioni. Da entrambe le parti.... Sono vissuta NON in patria per decenni. Ma non ho mai considerato che si imparasse soltanto a senso unico.   Basta anche il proprio esempio e se qualcosa si osa dire, che sia con delicatezza.
Poi, in quanto alla frase di "progetto di vita"... Mah...  Ci sono quelli che ce l'hanno e quindi lo avranno comunque sia e ovunque si trovino o vadano a "finire".  Ma ci sono quelli che una volta pensionati non sanno più come rigirarsi.  Perché i progetti di vita non si improvvisano... E non ci si improvvisa interessati a "x"  o  "y"   SE non ce se ne è interessati mai in vita propria  (non è il mio caso. E non ho appunto atteso fino ad ora).    Eppoi conosco qualcuno che come progetto di vita, siccome si annoia e non ha neppure più chi lo applauda (copriva una carica...), si è messo in testa di dare una mano ai novellini (come me, intendiamoci, non è un termine spregiativo, ma se si è appena arrivati... Attenzione!!)  e ho visto su che basi. E senza neppure conoscere la lingua francese.  Certi progetti di vita possono per l'appunto avere come base un bisogno, umanissimo, per carità, di sentirsi importanti per qualcuno.  Ma guai se arrivando qui si pensa di potersi disinteressare e dipendendo unicamente da quello che qualche ... persona servizievole propone, magari già dicendo in anticipo (come è successo a me):  "guarda che da sola non ce la farai mai"... (Grazie bello! Molto incoraggiante ma non sono nata ieri ... )   
Io insomma ai progetti di vita... perlomeno su ampia scala... ci credo poco.  Nel senso che a meno di essere intenzionati a far parte di qualche Associazione di volontariato, di inventarsi qualcosa o seguire un hobby, credo siano venuti qui taluni per problemi propri o per semplice convenienza finanziaria e va' bene, ci mancherebbe, è una scelta pure quella e giustificatissima   (non è il mio caso, ma per problemi più gravi. Per cui non è stata di certo una scelta di vita. Ma la mia risorsa risiede nel fatto di potermi interessare di quello di cui mi sono sempre interessata già prima e quindi, indipendentemente da dove io mi trovi).  I tunisini li frequento, sí, ci mancherebbe!   Frequento per es. una coppia di giovani amici, lui medico astenesista. E quindi non volendo dire più niente io e per poi sentirmi ancora contraddetta tipo "conosco la Tunisia e questo non esiste"  (come se ognuno di noi facesse per forza, inevitabilmente e obbligatoriamente, le stesse esperienze!) ecco cosa mi racconta regolarmente e mi raccomanda, specie se mi vede con la borsa e si fa sera... :   "Quando esci cosí, non prendere niente!  Quando hai bisogno di comperare qualcosa verso sera, mettiti qualcosa in tasca e basta!"  Eppoi aggiungendo che in ospedale arrivano tutti i giorni scippati e buttati a terra, con lesioni, braccio rotto ecc. ecc.   Non si tratta di fare allarmismi, o di venire crocifissi se si osa dire quello che è.  Ma per esempio proprio l'altra sera, qualcuno ha seguito un'auto dei vicini di questo mio amico.  Era qualcuno che aveva visto che la persona -tunisina di Hammamet- aveva ritirato soldi al bancomat.  E quando è uscita dalla macchina per entrare in casa, questi due le si sono avventati addosso e le hanno strappato la borsa, malmenandola.  E la scorsa settimana, recandomi dal fruttivendolo, l'ho trovato con dei punti sul naso e parte della testa fasciata...  Insomma, pure io ho dei gran bei ricordi, di posti, di gente, di modi bellissimi e accoglienti.  Ma non sto qui a raccontare del bel tempo andato e di come si stava bene. Il fatto è che i tempi sono cambiati. Ovunque!

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