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Trucchi per semplificare la vita in Tailandia

Buongiorno a tutti,

Il primo impatto con la vita di tutti i giorni in Tailandia pu˛ essere destabilizzante perchŔ si viene a contatto con una realtÓ diversa da quella cui eravamo abituati.

Con il tempo avete sicuramente imparato trucchi e stratagemmi per semplificarvi la vita: parlatecene!
Che tipo di accorgimenti avete adottato ed in quali ambiti vi tornano utili?

Che consigli ci potete dare per rendere pi¨ gestibile e piacevole la quotidianitÓ in Tailandia?

Grazie per il vostro contributo,

Francesca

Di suggerimento ne ho uno solo: apriti al nuovo. Quindi smetti di pensare con i tuoi schemi e capisci il diverso. Non capisci? Accetta, in attesa di tempi migliori.

Personalmente una delle maggiori difficoltà di adattamento ce l'ho per il modo in cui i thailandesi non amano quello che noi occidentali chiamiamo il "parlar chiaro". Hanno una forma di rispetto reciproco che passa per il "far capire" senza essere troppo diretti. Ho semplificato molto il concetto, questa cosa è piena di sfumature.

La vita in Thailandia è molto più semplice che in Italia, il "trucco" sta nel viverla appieno :)

assolutamente giusto!!... la orientalita ...basata sul NON perdere la faccia crea un modo di interpretare le situazioni  a volte esattamente oppposto al nostro.
UMILTA ...massimo impegno nel non pensare che IO ho ragione , o loro hanno torto  mi sembra l'unico modo per uscire dallo Stress Mode con cui viviamo in Europa e anche
l 'UNICO modo per integrasi nei ritmi e modi di vita Orientali!!
moltissime reazioni e modalita sono le stesse in Sud est Asia e in Cina per esempio!!...

L’integrazione “sana” in una società diversa da quella di nascita richiede il verificarsi di due condizioni fondamentali:
1)    Lo straniero che desidera integrarsi deve essere disponibile al cambiamento e relazionarsi con gli altri seguendo i costumi e le modalità prescritte dalla nuova società di cui si desidera l'appartenenza.
2)    La società con la quale si desidera integrarsi è sufficientemente aperta al cambiamento ed alla novità e nel contempo bendisposta nei confronti di terzi non appartenenti ad essa
Se entrambe queste condizioni si verificano, allora con la buona volontà, l’umiltà e l’apertura reciproca l’integrazione è possibile.
Ma…..
Come è possibile integrarsi con persone che non hanno nessuna opinione positiva di noi a parte il nostro conto in banca???
La risposta è che non è possibile; siamo integrati solo fino a che continuiamo a rendere conveniente l’iterazione con noi.
A questo punto la persona che desidera integrarsi può fare sostanzialmente due cose:
1)    Annullare sé stessa e rendersi una specie di zerbino pur di piacere (anche se in via solo apparente)
2)    Considerare che l’integrazione non è qualcosa che gli ha prescritto il dottore e gestire i propri rapporti personali uno ad uno (nel mio caso ho uno splendido rapporto con mia moglie, ma è solo il frutto di una santa botta di cxxx e nulla più, lo standard purtroppo è diverso), cercando di far collidere il proprio modo di essere e le proprie convinzioni con altre che dovremo tollerare e con le quali inevitabilmente dovremo scendere a compromessi.
Essere se stessi non vuol dire essere superbi o intolleranti, ma semplicemente essere spontanei e semplici.
Esempio: In Thailandia non è visto di buon occhio scambiarsi troppe effusioni con il proprio partner in pubblico. A me sinceramente non me ne frega nulla, perché se voglio dare un semplice bacio a mia moglie sulla guancia o voglio farle una carezza MI RIFIUTO di limitare questa cosa solo perché al Thailandese non piace, a me invece sì! Chi non è della mia stessa opinione può tranquillamente continuare ad interagire con i propri simili, io e loro siamo solo incompatibili su queste cose.
E’ ovvio che non mi metterei MAI a fare un lingua a lingua con lei, semplicemente perché anche per me è esagerato e penso possa imbarazzare gli altri, ma questo è quanto, nulla di più!
Dare alle persone il potere di giudicare il nostro operato significa altresì dargli il potere di condizionare la nostra vita e questo non è per nulla positivo, anche se finalizzato ad una integrazione.
In ultimo il 90% degli stranieri in Thailandia frequenta (oltre ovviamente al proprio ambiente domestico) circoli e Bar di proprieta' di altri stranieri e spesso non e' neanche ben vista in alcuni locali Thailandesi. Alla faccia dell'integrazione!

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