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Espatrio in Spagna: lo rifareste?

Buongiorno,

È arrivato il momento di fare un bilancio e parte la fatidica domanda : vi trasferireste di nuovo in Spagna e perchè?

Dovendo valutare l’esperienza dal giorno dell’espatrio ad oggi, avete fatto la scelta giusta?

Cosa vi dà di positivo la Spagna e com’è cambiata la vostra vita da quando ci abitate ?

Con il senno di poi, c'è qualche decisione che prendereste in maniera diversa e perché ?

Grazie mille per condividere la vostra esperienza,

Francesca

No. Starei a fare niente per un paio di mesi. 
Così avrei deciso che era tempo perso.

Ciao henrypips e ben arrivato su Expat.com!

Giusto per capire, vivi in Spagna (dove?) ma vorresti rientrare perchè è difficile trovare lavoro?

Grazie in anticipo  :)

Francesca

Ciao. Io, il mio compagno andaluso e nostro figlio di 3 anni abbiamo provato a lasciare l'Italia per vivere in Spagna. Rientrati dopo 5 mesi: possibilità lavorative molto remote, per noi attenti al cibo pensiamo che in Spagna ci sia pochissima coscienza di cosa sia il cibo sano (e per la piccola nicchia il bio e comunque ciò che è sano ha dei costi molto meno abbordabili che in Italia). Abbiamo scelto Benalmadena, vicino a Malaga, la gente (a parte gli stranieri soprattutto pensionati ricchi e felici) ci è sembrata molto affaticata, sulle sue, poco cordiale. Le costruzioni senza nessuna ricerca di armonia con l'ambiente.
Genitori di bambini di 3 e 4 anni con la smania di insegnar loro a leggere e scrivere e parlare inglese, quindi materne che perseguono questi obiettivi.
Ora come ora mi pento di aver lasciato 2 lavori a tempo indeterminato per questo sogno  forse un pò confuso appunto tra realtà e illusione.
Forse non è più la stessa Spagna di anni fa....la gente non è più solare e devo dire che se può fregarti...è degna di tanti italiani della stessa stoffa.
Ora si cerca di ricostruire qui.

Ciao Lorenza,
sono Alberto, ti ricordi? Ci siamo incrociati seppur per brevissimo tempo nelle due nostre esperienze di vita qui a Benalmadena, lo stesso giorno che io sono sbarcato definitivamente, voi avete lasciato la città con destinazione (di li a poco) Italia...mi spiace non aver potuto condividere le nostre esperienze, ma ritrovandoti con piacere qui volevo in primis salutarti, e poi esprimere un mio personalissimo pensiero in merito a quanto scrivi. Io sono dell'idea che siano le nostre aspettative a determinare il buon o cattivo esito di una nostra decisione, anche (e forse a maggior ragione) nel caso di un trasferimento all'estero, vista la complessità della scelta e tutte le variabili che bisogna considerare.
Personalmente non mi trovi d'accordo su molte cose che hai scritto, ma semplicemente perché i vari anni di frequentazione e conoscenza pregressa di questo Paese mi hanno generato delle aspettative che, in funzione delle nostre abitudini e convinzioni personali e familiari, alla fine in gran parte non sono rimaste disattese, come mi pare di aver capito sia successo nel tuo caso.
Alcuni esempi per essere più chiaro: chi viene in Spagna a vivere non lo fa (io credo) per trovare un lavoro migliore e più gratificante, esistono altri posti al mondo come Inghilterra, Germania, Canada, ecc... che sono destinazioni più ambite in tal senso, anche perché la Spagna è da sempre nell'"elite" dei paesi con il più alto tasso di disoccupazione in Europa...e l'Andalusia soffre in particolar modo di questo problema...qui la speranza per uno straniero di inserirsi nel mercato del lavoro dipendente è piuttosto vana, ma non impossibile, bisogna chiaramente avere competenze adeguate e dotarsi di molta pazienza, ma nel tempo ci si può riuscire. Chiaro che qui in Costa del Sol il settore turistico è l'unico di fatto in grado di fornire posti di lavoro da sempre, per questo gli stranieri che qui vengono a risiedere (in età lavorativa) cercano di impiantare una propria attività autonoma, e principalmente in tale settore, semplicemente perché questo territorio questo offre....e ci si deve adattare.
In merito all'educazione dei propri figli ognuno ha giustamente le proprie idee, io mi sento di dire che se i miei figli apprendessero presto e bene a leggere e scrivere, ma soprattutto la conoscenza della lingua inglese, io non potrei che esserne MOLTO FELICE!! Sapessi il mio rammarico professionale nel non aver imparato adeguatamente tale lingua in passato, ne pago ora le conseguenze....considera che la Spagna nella conoscenza di questa lingua è meno evoluta rispetto all'Italia (e questo la dice lunga...) ma poi questa è la costa turistica internazionale per eccellenza in Spagna e nell'intera Europa continentale, quindi è abbastanza normale per conto mio che i programmi scolastici tendano a privilegiare tale insegnamento, ma nemmeno poi con l'enfasi che richiederebbe, vista la colonia inglese che esiste da Malaga in giù....e considerata la loro totale e irritante mancanza di voglia di imparare la lingua spagnola....io ho cercato un istituto pubblico per i miei figli che fosse bilingue appositamente, salvo scoprire che in tutto il comune erano solo due...troppo pochi!  Se avessi scelto di risiedere nella costa Est di Malaga, ti saresti accorta che la situazione la è molto diversa, non c'è il turismo massivo internazionale, è più "pueblo", quindi non avresti probabilmente trovato questa ricerca smaniosa nell'insegnamento di tale lingua....che ribadisco per me invece essere fondamentale...sempre in funzione di quelle che erano e sono le mie di aspettative di vita per i miei figli ...è chiaro... perché fosse per me...è una lingua che odio...non mi entra in testa, ma oggi la comunicazione è importante a livello economico ma ancor più sociale ...e se i bambini non la imparano per bene alla loro età che sono "spugne" nell'apprendimento, poi faranno sempre più fatica....Poi ci sono le variabili impazzite, quelle che non avevi messo in conto e che necessariamente affronti (in positivo come in negativo) solo quando ci vivi in quel paese, ma penso sia normale, tutto non si può prevedere senza provare...Nel mio caso per esempio non pensavo assolutamente che i programmi ministeriali di insegnamento di una scuola elementare spagnola (e Andalusa, oltremodo) fossero più avanzati rispetto a quelli di una scuola italiana, è stata una piacevole scoperta, quantomeno nei primi anni di elementari, poi vedremo....dall'altra parte non credevo vi fosse un tale livello di ineducazione (anche civica) nelle famiglie locali, che poi chiaramente si manifesta nel comportamento dei figli a scuola...ma qui è così, io tollero e tutti lo fanno, questione di cultura popolare (anche se non ci piace ma lo dobbiamo accettare).
Sul fatto poi del calore umano della gente qui del posto considera che hai scelto un comune dove la percentuale di residenti stranieri (la gran parte pensionati), come scrivi tu, è altissima....quindi è una città di "dinosauri", come li chiamo io...che in inverno pascolano per le strade e d'estate richiamano altri parenti dall'estero, quindi è una città cosmopolita, con diverse razze e culture, e creare legami duraturi con loro ma anche con gli spagnoli del posto non è semplice, certo ci vuole tempo e frequentazione delle persone...tu hai visto dove abitiamo noi perché sei venuta a trovarci, è un residence dove io non conosco ancora dopo parecchio tempo nessun vicino, in parte perché appunto stranieri e pensionati, in parte perché come conformazione di case le villettine a schiera non facilitano certo le conoscenze come potrebbe essere invece il caso di un condominio, ma io questo lo avevo messo in conto perché per scelta la soluzione condominiale non mi è mai piaciuta...pertanto abbiamo adottato la stessa tecnica dell'Italia: le conoscenze dei figli a scuola poi determinano le conoscenze dei genitori, vuoi perché ti ritrovi tutti i giorni quando li porti a scuola, vuoi perché poi durante l'anno li inviti e vieni invitato alle loro feste di compleanno, banalmente, ma io in Italia avevo amicizie familiari createsi in questo modo...ovvio che gli amici "per la pelle", quelli fatti nell'infanzia e consolidati nel tempo in Italia, non te li puoi portare dietro né rifarteli in un nuovo paese (secondo me)......qui devo dire che si fa fatica a entrare in confidenza e amicizia con gli spagnoli del posto, ed è ad esempio un aspetto che mi ha colto impreparato rispetto alle mie esperienze passate, però è stato compensato nel mio caso da ciò che non mi aspettavo, cioè di legare con una famiglia italiana che ha una figlia che frequenta la stessa scuola dei miei gemelli, e fin da subito abbiamo fatto amicizia manco fossimo stati in Italia, dove probabilmente non ci saremmo mai frequentati in questo modo....però per quella che è stata la mia esperienza posso dirti che qui gli spagnoli, nonostante la pesantissima crisi vissuta (peggiore della nostra) hanno un modo diverso di approcciare alla vita ed ai problemi, più scanzonato, gioviale, meno rigido, non è facile adattarsi per noi lombardi, ma alla fine se lo fai ci guadagni in salute, ne sono convinto....poi chiaro anche qui trovi le persone che vogliono fregarti, soprattutto a te che sei straniero e (per la mia personale esperienza) in gran parte i professionisti locali....però parliamoci chiaro: hanno imparato moltissimo da queste parti a essere "dritti" proprio da noi invasori italiani negli anni passati...che a detta di nostri connazionali che qui vivono da oltre trent'anni (ne ho conosciuti parecchi) ne hanno fatte di ogni...pertanto capita che alcuni padroni di casa quando sentono che sei italiano ti fanno mille questioni per affittarti casa, se non addirittura ti sbattono la porta in faccia...anche qui testato sulla mia pelle...
In conclusione scusa se mi sono dilungato, però ci tenevo a esprimere il mio parere per dar modo anche di capire a chi ci legge che i giudizi di ciascuno di noi sono spesso diversi, ma in funzione di quelle che sono state le esperienze in positivo o in negativo vissute, raffrontate con quelle che erano le proprie aspettative e le personali abitudini, ma credo sia normale...mi spiace che la tua esperienza sia stata così negativa, però forse non ti sei nemmeno concessa il tempo necessario per poter capire come funziona qui la vita quotidiana, perché cinque mesi mi sembrano oggettivamente pochi, o forse invece hai fatto bene tu a "scappare" prima, conscia di non voler sprecare altro tempo....ma queste sono valutazioni tutte tue.

MI ha fatto piacere risentirti, vi auguro di ricostruire presto e bene, un abbraccio al tuo bimbo e a tuo marito e se venite qui (almeno in vacanza) passate a trovarci!

Un saluto

Alberto e Linda +gemelli

Ciao Alberto, ti ho ricordato e riletto con piacere, le tue descrizioni sono sempre semplici chiare ma mai banali. Anch'io credo che 5 mesi siano pochi per conoscere bene un nuovo paese e soprattutto senza la serenità di un lavoro e il timore di utilizzare i soldi risparmiati e poi ritrovarsi con un pugno di mosche..e dover anche rientrare e rifarsi una vita. Noi non cercavamo un lavoro migliore in Spagna ma certo la possibilità di lavorare. Sicuramente non avevo considerato dei fattori importanti per la nostra famiglia; l'attenzione al cibo, un'educazione scolastica non rigida ( ma per questo dovremmo spostarci nei paesi del nord almeno) , vivere vicino alla natura con i suoi colori e quelle mille tonalità di verdi che mi affascina, dove il cambio delle stagioni si sente, si tocca, si vive. (Purtroppo nonostante sia la zona con maggior inquinamento).
Come già ti raccontavo di persona oltre a questi fattori c'è stata la mancanza delle persone, soprattutto amiche.
E' stato un mix di cose ed ha sorpreso anche me il sentirmi poco autonoma e fuori dal mio mondo quando parevo così convinta della scelta.
L'Italia non mi piace ma dal rientro mi sento più serena. Ricostruire non è semplice, per ora io sono un'insegnante precaria, Felipe ancora in cerca, Matias felice frequenta una scuola materna e l'investimento quasi totale dei nostri risparmi in una casa acquistata in un quartiere che ci piace molto, verde, tranquillo e scelto quasi totalmente da famiglie con bambini.
Per ora dell'Andalusia mi mancano solo i parchi, la temperatura e in primis la famiglia di Felipe che purtroppo vive in una zona così secca dove non avrei potuto vivere.
Un abbraccio a tutti e 4. Se passeremo verremo volentieri a trovarvi, intanto abbiamo ancora il vs numero magari  una chiacchierata via skype.
In bocca al lupo! Lorenza Felipe e Matias

Bravo Alberto, hai spiegato molto bene come si vive qui in Andalucía !!!!!!!!!!!!!!

Ciao e grazie per la risposta,
io sto per partire con la famiglia, sulla soglia dei 40 anni...
Avremmo scelto proprio Malaga o Alicante, in base alle notizie reperite sul web ed ad alcuni viaggi di vacanza fatti prima della crisi..
Non cerco motivazioni per partire, ma se mi aiutassi ad escludere una città per dei motivi "reali" (corruzione, delinquenza, mancanza di servizi pubblici come scuole e trasporti, etc) sarebbe molto utile.
Mi sembrano più motivazioni dettate da volontà personali e/o aspettative che da problemi reali.
Sia Spagna che Italia, al sud, sono afflitte da disoccupazione..

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