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Lavorare come libero professionista in Vietnam

Salve,

A molti espatriati piacerebbe lavorare come liberi professionisti: vorremmo aiutarli a reperire delle informazioni.

Pu˛ uno straniero esercitare come libero professionista in Vietnam?

Quali sono i requisiti necessari e  le formalitÓ da espletare?

Condividete con noi i pro e i contro del lavoro autonomo in Vietnam: previdenza sociale, sistema fiscaleů

Grazie per il vostro contributo,

Francesca

Ciao a tutti,
la mia esperienza è parziale. Nel senso che io pur lavorando qui resto iscritto al mio ordine degli architetti in Italia. Quindi ogni pratica legata ad aspetti pensionistici restano quelli della cassa nazionale architetti ingegneri italiana. Il mio contributo riguarda invece il riconoscimento del titolo e il conseguente rilascio di una licenza come architetto. Questa licenza mi serviva in quanto con il mio socio abbiamo aperto della mia società di ingegneria e architettura italiana un representative office. Quindi forniamo servizi di ingegneria/architettura dall'Italia ma devo essere "abilitato" anche qui. La procedura standard prevede titolo di studio ed una esperienza maturata "sul campo". Per questa licenzanon nascondo ho dovuto andare presso l'ufficio del dipartimento delle costruzioni molte volte. il personale spesso non parla inglese ed è fermo su posizioni antiquate, pretendevano io facessi qui un quinquennio di tirocinio. Alla mia seconda visita, un poco alterato ho fatto degli esempi, quelli la presenza di progetti firmati da grandissime società con sede ad Hong Kong e che certamente non hanno atteso 5 anni prima di iniziare. Tutto quindi è scattato con l'arrivo dai piani alti di una dirigente (molto cortese) che parlava un inglese sufficiente e che ha confermato che non era necessario lo svolgimento del quinquennio di tirocinio ma dovevo fornire alcuni documenti. Quindi titolo di studio tradotto dall'ambasciata Vietnamita a Roma, iscrizione all'albo architetti italiano e sembrava fatta. Ma la terza visita mi ha smontato. Non bastva perché pur tradotto in maniera ineccepibile non c'era scritto che cmq ero un architetto che poteva esercitare. Inutile tentare di far capire che essere iscritti all'Ordine in Italia è appunto abilitazione all'esercizio della professione…. Quindi la dirigente (ora parlo solo con lei..) mi porta nella zona uffici pubblico e mi fa scattare una foto ad un modulo riprodotto sul muro in formato gigante (insomma il modulo non te lo danno… lo devi fare tu copiando il modellone). Fatto questo inserito tutti i lavori svolti qui e in Italia riporto il tutto. Ero felice, entro nell'ufficio pimpante ma…. Avevo fatto un grave errore il modellone prevede un foglio A4 comune in verticale. Io in excel l'ho girato in orizzontale perché lo spazio era insufficiente avrei dovuto andare a capo almeno un centinaio di volte e scrivendo PERFETTAMENTE in vietnamita ogni cosa avevo compilato il modulo. La dirigente ha apprezzato lo sforzo e mi ha rimandato a casa, perché il modulo loro lo leggono in verticale altrimenti potrebbe la commissione non riuscire a intendere al 100% il contenuto… Fatto anche questa modifica ora sono in attesa degli esiti della commissione che esaminerà i miei titoli e i miei lavori.
Che dire alla fine? Attenzione alla loro pignoleria, non è cattiveria o stupidità. E' una forma mentale rigida che vale per tutti. Poco sono valsi i miei tentativi di migliorare, bisogna usare la consuetudine. Ma come dico sempre poi ricevuti i timbri, fogli licenze varie, la vita lavorativa e non, qui è bellissima!

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